“Parola del Sid” – Panorama 26.06.1975 – terza parte

8.L’attuazione del «golpe» viene fissata per la notte dell’8 dicembre 1970. Il 7 dicembre inizia l’af­flusso in Roma dei Gruppi B e lo schieramento iniziale dei nuclei. Il Gruppo di La Spezia si raduna al Motel Agip di via Aurelia, il Gruppo di Gros­seto si concentra presso la Tipografia Rotoprint di Pomezia (di proprietà di Federico Bonvicini); altri, tra cui il Gruppo di Genova, convergono nel cantiere di Remo Or­landini; il Gruppo Saccucci si reca nella palestra di via Eleniana. Il Gruppo delle Guardie Forestali che dalla sede stanziale (Cittaduca­le) doveva muovere nella notte sull’8 dicembre 1970 in direzione di Roma per una esercitazione in autocolon­na, risulta senz’altro disponibile agli ordini di un certo tenente colonnel­lo Berti. Lo « stato maggiore » del Fronte è riunito nel cantiere di Orlandini.
Intorno alle ore 11-12 si procede all’attuazione della prima parte del piano (ingresso nel ministero dell’ Interno). Nel pomeriggio del 7 dicembre giungono in Roma anche elementi di Avanguardia Nazionale della Li­guria e Toscana (Cardellini, Sturlese, Carmassi, Mario Bottari).

saccucci-sandro

Nel contempo si definiscono gli ul­timi accordi per l’esecuzione com­pleta dell’intero piano eversivo. (Nel quadro di tale disegno eversivo il 7 dicembre 1970, a sera inoltrata, un gruppo di Avanguardia Nazionale, capeggiato da Mario Bottari, muove per compiere un sequestro di perso­nalità non nota. Sbaglia indirizzo e, tra l’altro, resta bloccato nell’ascen­sore del palazzo. Solo nelle prime ore del giorno successivo riesce a rientrare senza aver condotto l’ope­razione). Il centro operativo è costituito, ol­tre che dal predetto, da Salvatore Drago, Giacomo Micalizio (medico palermitano amico di Drago e di Ste­fano Delle Chiaie), Bonvicini, De Ro­sa, Adriano Monti, Junio Valerio Borghese, Lo Vec­chio, il generale di squadra aerea (ri­serva) Casero e Rosa sono riuniti nello studio di quest’ultimo e costi­tuiscono il comando politico dell’ operazione.

9.Intorno alle ore 24, il maggio­re Enzo Capanna fa uscire dal mini­stero dell’interno un autocarro con 180 mitra Mab destinati a Remo Or­landini. Ma, contemporaneamente, il centro operativo riceve da Junio Bor­ghese l’ordine di sospendere l’operazione e di far rientrare gli uomini. Motivazione data da Borghese: nessun militare è stato disposto ad agevolare l’ingresso nel ministero della Difesa.

In tutta fretta, i convenuti si al­ lontanano da Roma, mentre il com­mando entrato nel ministero dell’Interno guadagna l’uscita portando con sé parte delle armi ricevute in con­segna (sembra n. 7 mitra Mab). (Il camion con i 180 Mab viene rintrac­ciato per le vie di Roma e fatto rientrare al ministero dell’Interno. Le armi vengono scaricate e riposte dal commando prima di uscire dal pre­detto dicastero). Al momento di abbandonare il can­tiere Oriandini, Salvatore Drago rie­sce a impossessarsi delle tute mime­tiche, cinturoni, baschi da carabinie­ri e altro equipaggiamento che il gruppo La Spezia aveva al seguito per l’operazione ministero della Di­fesa (totale 50 combinazioni).

10.Il 20 gennaio 1971, nella sede del Direttivo del Fronte Nazionale in Roma, via XXI Aprile, ha luogo una riunione di tutti i delegati per un esame della situazione. Borghese non dà alcuna spiegazio­ne convincente della sospensione dell’azione Tora-Tora (così definita tra i partecipanti), mentre alcuni tra i presenti ripropongono nuove imprese. Tra questi si evidenzia Giancarlo De Marchi di Genova venuto al con­vegno insieme al delegato della cit­tà ligure, Frattini. Nella circostan­za, De Marchi fa una crìtica dell’ operato e si offre di finanziare, tra­mite i suoi « amici » qualcosa « di nuovo ma serio ».
Il giorno successivo Remo Orlandini va a Genova e incontra De Marchi per un discorso più appro­fondito. Il 22 gennaio, Frattini vie­ne esonerato e l’avvocato genovese diventa il nuovo delegato di Ge­nova.

11.Le attività successive del Fron­te Nazionale, alle quali è sempre assente Borghese, possono sintetiz­zarsi in :
-27 gennaio 1971, riunione in Ro­ma presso un circolo culturale im­precisato. Scopo: discutere sull’opportunità della ripresa dell’azione. Partecipan­ti: on. Filippo Di Iorio, Remo Orlandini, Fabio e Renzo De Felice, Ciabatti, Zanelli, Quattrone (farma­cista, del Gruppo A di Genova), Bonvicini ;
-primi di marzo 1971, riunione in Roma, presso i De Felice (sembra in via Abetone). Scopo: quello del giorno 27 gennaio. Partecipanti: fra­telli De Felice, Rosa, Ciabatti, Orlandini, De Marchi. Risultano altre­sì presenti due ufficiali dei carabi­nieri. (Nell’occasione, Orlandini pre­ga De Marchi di acquistare e conse­gnare a Rosa 100 tute e accessori per equipaggiamento da carabiniere. Incarico successivamente assolto).

12.Il 17 marzo 1971 la Rai-Tv pub­blicizza il tentativo di « golpe » e avviene l’arresto di Remo Orlandini e altri. Immediatamente, un gruppo di affiliati si riunisce e si autodefinisce nuovo Direttivo Nazionale del Fron­te. I soggetti sono : De Marchi, Bon­vicini, Zanelli, il figlio del chirurgo Pietro Valdoni, Ciabatti, Costanti­ni (medico di Padova), Stefano Di Luia (esponente di Lotta di Popo­lo), Stefano Delle Chiaie, un rappre­sentante non noto di Ordine Nuovo di Rieti, Pomar, Micalizio e Salva­tore Drago.
Nell’estate 1971 i predetti si riu­niscono sul monte Terminillo, in una villa privata, ed eleggono Cia­batti rappresentante in Italia dei ca­po del Fronte Nazionale (Valerio Borghese infatti è fuggito in Spagna per sottrarsi al mandato di cattura).
Inoltre, in uno sforzo di rimpasto organizzativo, vengono nominati :
-Giancarlo De Marchi, delegato responsabile per il Nord-Italia;
-Bonvicini, delegato responsabi­le per il Centro;
Micalizio, delegato responsabi­le per il Sud-Italia.

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