Mauro Ansaldi – dichiarazioni 28.10.1982

Circa la strage di Bologna nulla so di preciso. Posso pero’ dire che qualche giorno prima del fatto lo Zani a la Cogolli incontrarono a Bologna o in una citta’ vicina una persona che se ben ricordo era il Fachini Massimiliano, il quale disse loro di andarsene via da Bologna o dai dintorni perche’ sarebbe successo qualcosa. Il Fachini e’ legato a Freda essendo tra l’ altro stato il direttore delle edizioni AR di Freda. Lo Zani e la Cogolli ebbero in tal modo una ulteriore conferma dei loro sospetti che la strage di Bologna fosse stata compiuta da provocatori di Avanguardia Nazionale legati ai servizi segreti italiani. Tutto ciò me lo disse la Cogolli. Lo Zani in un altra occasione mi disse che conosceva una persona, di cui non mi ha fatto il nome, che sapeva tutto sulla strage di Bologna.

In generale, l’ Adinolfi mi disse che sicuramente la strage era opera del gruppo di Delle Chiaie, che tendeva a criminalizzare terza posizione nel momento in cui il movimento stava velocemente ampliandosi. Ricordo che l’ Adinolfi mi disse che proprio in quei giorni a Roma vi era della gente di avanguardia nazionale, mai coinvolta in inchieste nemmeno in quella sulla strage che girava nei quartieri per reclutare delle frange del movimento e riportarle sulle posizioni di Avanguardia Nazionale. E’ mia impressione quindi in base ai discorsi di Adinolfi, che Ciolini dica la verità anche se fa polverone.

So ancora che signorelli era in rapporti con il Semerari, il quale si dice fosse della P2. Adinolfi mi disse infatti che era certo che Semerari, Signorelli e Gelli si erano incontrati in un ristorante di Roma. Ovviamente non so che cosa si siano detti.

Annunci

Ordine Nuovo, Avanguardia Nazionale e golpe Borghese – relazione Digos 30.9.1980

Ordine Nuovo è nato negli anni ’50 per iniziativa di Pino RAUTI, ed era un movimento esclusivamente a sfondo culturale, ed infatti si chiamava “Centro Studi O.N.” ed aveva sede centrale a Roma con altre sedi in altre città. Nel 1969 Rauti decise di entrare nel M.S.I. e sciolse i predetti centri studi. La decisione di scioglimento non venne accettata da Graziani che assieme a Massagrande continuò con la sigla di movimento politico “O.N.”. Era un movimento legale che pubblicava un giornale legale che si chiamava “Ordine Nuovo Azione” .

La decisione di Rauti venne accettata dalla quasi totalità del gruppo dirigenziale ma respinto dalla base che si strinse intorno a Graziani. Oltre a Rauti, predetto movimento era formato da MACERATINI, ANDREANI, SERMONTI ed altri. Nel 1971, il Giudice OCCORSIO (che nel 1970 in seguito a p.zza Fontana difese strenuamente O.N. definendolo esclusivamente un movimento culturale) mise sotto inchiesta O.N., rinviò a giudizio una quarantina di persone e si arrivò al processo nel 1973, con le imputazioni di “ricostituzione del disciolto partito Fascista”, la sentenza avvenne alla fine del ’73 con circa dieci o 15 condanne. Le maggiori condanne furono per Graziani, Massagrande e Francia.

A seguito della sentenza TAVIANI, Ministro dell’Interno, sciolse il movimento confiscandone·i beni e le sedi. Lo scioglimento del movimento provocò la frattura della base stessa, una parte della quale stringendosi attorno a Graziani e Massagrande ritentò la via politica legale attraverso la pubblicazione di un giornale regolarmente autorizzato dal nome “Anno zero”, nel. Frattempo i giudici di Padova Tamburino ed altri inviarono comunicazione giudiziaria a Graziani e Massagrande per la questione della Rosa dei Venti (questione per la quale vennero poi incriminati, inseriti nel procedimento per il “Golpe di Valerio Borghese” reati per i quali vennero poi assolti dal Tribunale di Roma). Dallo scioglimento alla fuga di Graziani e Massagrande avvenuta nell’ aprile del ’74 gli stessi, Massagrande in particolare, iniziarono a cercare un Paese straniero che li potesse ospitare e nel quale avessero la possibilità di svolgere attività commerciale per garantirsi la sopravvivenza (é noto lo stato di indigenza economica in cui versavano detti personaggi). Scelsero come paese la Grecia. Nel frattempo attraverso giri di conoscenze si arrivò a conoscere FALZARI Caterino proprietario di un’agenzia di viaggi e di un albergo di Cattolica; lo stesso indirizzò il Massagrande per la scelta dell’attività commerciale nella costruzione di un albergo ‘”centro turistico” garantendo la sua esperienza e promettendo un aiuto economico. Tutta la questione riguardante l’avvio di questa attività commerciale in Grecia” doveva essere, concretizzata nelle cifre e nei modi di attuazione durante la riunione che si’ tenne nell’albergo “Giada” del FALZARI di Cattolica negli ultimi giorni del marzo del ’74. Riunione alla quale inspiegabilmente il Falzari non si presentò, essendo andato in Olanda; pertanto mancando il fulcro della riunione (saltò l’operazione Grecia e la gente se andò via. Si seppe poi che la manovra del Falzari (che risultò essere tra ,l’altro indebitato e, completamente sprovvisto di qualsiasi possibilità economica) era stata esclusivamente e chiaramente di tipo provocatorio in quanto si accertò e lo ammise lo stesso FALZARI, che lo stesso era collaboratore dei Carabinieri i quali, ufficialmente lo utilizzarono come interprete nei loro rapporti con elementi che fuggivano dalla Romania, paese nel quale il FALZARI aveva vissuto. Lo stesso in via confidenziale ammise anche che i Carabinieri nascosero presso di lui il cognato di Feltrinelli il quale poi fuggì impossessandosi di una macchina che venne poi ritrovata a Lugo di Romagna. Lo stesso Falzari venne poi utilizzato dal Dr.PERSICO è dal Dr OCCORSIO come testimone a carico di un partecipante a questo incontro di Cattolica. Nell’aprile del ’74 Massagrande e Graziani fuggirono, il secondo a Londra ed il primo in Grecia dove apri un piccolo ristorante e dove alla caduta dei Colonnelli venne arrestato ed estradato in Italia da dove poi fu scarcerato e da dove se ne riandò trasferendosi definitivamente in Spagna da dove poi fu arrestato e quindi espulso. La sparizione dei capi carismatici di O.N. gettò nello scompiglio la base che prese le più svariate direzioni. Siamo nell’anno 1974. Nel frattempo (giugno ’74) il Dr. OCCORSIO istruì il secondo processo a O.N. rinviando a giudizio 119 persone, processo che è terminato con l’assoluzione di tutti gli imputati. Nello stesso periodo e cioè dal febbraio – marzo 1974 si incominciò a sentir parlare di Ordine Nero, che pose in atto una serie di attentati da tutti conosciuti.

Era un piccolo gruppo di elementi milanesi che vennero poi individuati e processati dalla magistratura bolognese. Gruppo che sparì completamente dopo l’arresto (fine ’74) dei personaggi che vennero poi processati. E’ chiaro che lo scioglimento di O.N. (che nulla ebbe a che vedere con Ordine Nero) portò alla formazione di piccoli gruppetti autonomi (gruppo Concuntelli, situazione Toscana,che faceva capo a Tuti) che venendo a mancare i capi carismatici decisero di operare autonomamente. con le conseguenze che sono notorie.

Pertanto si assiste, alla fine del ’74, alla sparizione totale di qualsiasi forma di organizzazione (che si completerà poi nel ’75) con lo scioglimento di Avanguardia Nazionale (movimento che nulla aveva a che vedere con Ordine Nuovo che era un movimento di tipo prettamente culturale contrariamente ad Avanguardia Nazionale che svolgeva un’attività politica prettamente di piazza). Avanguardia Nazionale è nata negli anni ’60 e venne fondata da Stefano DELLE CHIAIE che ne è rimasto sempre l’unico capo carismatico. Predetto movimento accettò e se ne rese partecipe del caso Borghese

Caso Borghese: il gruppo si creò attorno alla figura di Valerio Borghese il quale tentò principalmente attraverso il “Fronte Nazionale” di raggruppare gli ex appartenenti alla sua formazione militare “Decima Mas” che operò durante la repubblica Sociale. Scopo del Fronte Nazionale diventò l’organizzazione di una situazione di tipo patriottale che attraverso l’esecuzione di un certo numero di azioni che sono a carattere dimostrativo (vedi la presa della RAI-TV, occupazione del Ministero dell’interno ed altro) potesse provocare l’intervento dei militari (Carabinieri ,e truppe speciali) per andare poi a creare una Repubblica Presidenziale. E’ evidente che Borghese era diventato lo strumento di altra persone che ne sfruttavano l’ancor vivo potere carismatico. Infatti durante l’operazione venne dato il contro ordine che gli stessi appartenenti al Fronte Nazionale riconosco dato materialmente da Borghese ma effettivamente da un grosso personaggio politico “l’innominato” le persone che ipoteticamente potrebbero essere a conoscenza della identità di questo personaggio sono il costruttore ORLANDINI, DELLE CHIAIE, SACCUCCI(?), MICELI (durante la sua carcerazione presso il “Celio”, minacciò varie volte rivelazioni, ed incredibilmente contrariamente ad altri poi scarcerato) ed altri personaggi del servizio segreto “SID”. E’ certo che ad operazione ultimata Borghese ed i militari dovevano consegnare il potere nelle mani di un personaggio politico che assumesse la direzione di questa Repubblica Presidenziale. E’ chiaro che la chiave di volta di questa situazione va ricercata nei vertici del SID il quale in seguito attraverso una serie di operazioni (per esempio trasformare da imputato in loro dipendente ed informatore il super teste Niccoli) che portarono tra l’altro allo smembramento del gruppo dirigente (posizione Maletti e Miceli) riuscì a mettere le cose in maniera tale di permettere ad Andreotti di rilasciare la nota intervista che portò all’incriminazione degli appartenenti al Fronte Nazionale all’esclusione dal procedimento di quella parte del SID (Maletti), che si prestò per salvarsi a detta operazione.

Chiacchiere dell’ambiente del ‘Fronte Nazionale farebbero supporre che la morte di Borghese avvenuta in Spagna non debba essere da attribuirsi a cause naturali, anche perché venne rifiutata l’autopsia e sembrerebbe che insieme a lui ci fosse una donna che non è mai apparsa negli atti ufficiali. Dopo la morte di Borghese altre morti seguirono la sua, NARDI (incidente stradale ?) ed altri componenti il gruppo di Nardi del quale in pratica esiste un solo sopravvissuto che è Bruno STEFANO che attualmente dovrebbe essere ancora in Spagna. Si precisa che il predetto gruppo ha partecipato al golpe (altri personaggi legati al gruppo Borghese e precisamente del Nardi subirono morti non naturali, chi morì incidenti, chi affogato acc). Per stabilire meglio i rapporti che Miceli aveva in seno alla DC basterebbe risalire al personaggio politico che ne caldeggiò la nomina ai vertici del servizio. Si vociferava allora che il personaggio fosse della DC.

Memoriale Francesco Pazienza 30.11.1982

a) Rapporti con il Sig. Flavio Carboni
Il Sig. Carboni mi fu presentato casualmente dal dr Pompò dirigente del primo distretto di polizia all’inizio del 1981 nella sede dello stesso. Il Carboni si trovava colà per un rinnovo di passaporto mentre il sottoscritto vi era passato per salutare lo stesso dr. Pompò che mi stava aiutando a reperire una casa in affitto nel centro storico.
Il Sig. Carboni si mostrò immediatamente molto interessato al sottoscritto anche perché erano già usciti gli articoli su Panorama ed Espresso e concernenti il viaggio in USA dell’on. Piccoli. Il Carboni, inoltre, era a conoscenza del mio rapporto di consulenza con il Sig. Calvi.
Nelle settimane successive il Carboni mi contattò telefonicamente varie volte ivi compreso al residence in cui vivevo.
Una sera mi invitò a cena a casa sua in via Orti della Farnesina ove mi parlò a lungo del suo rapporto di associazione con Berlusconi in Sardegna. In tale occasione mi parlò di un suo amico che mi avrebbe potuto aiutare effettivamente a trovare un appartamento in centro perché possedeva un grosso patrimonio immobiliare. Il suddetto signore era Domenico Balducci. Ricordo che in quella serata fui invitato ripetutamente a fare uso di sostanze stupefacenti (cocaina) cosa che rifiutai categoricamente. Il Carboni, inoltre, si dilettava a riprendere gli invitati con una telecamera e video registratore. Ricordo di essermene andato intorno alle dodici. Nei giorni successivi mi fu presentato il Balducci in una specie di ufficio nei pressi di Corso Vittorio. Questi mi disse che mi avrebbe aiutato a reperire un appartamento nel centro storico.
Rividi molto sporadicamente il Carboni che si auto invitava a casa mia e passava direttamente a salutarmi.
Due o tre volte venne con il Balducci. Entrambi mi iniziarono a parlare di possibili investimenti in Sardegna che sarebbe stato interessante intraprendere con finanziamenti del Banco Ambrosiano. Tengo a precisare che di tali possibilità non feci mai nessun accenno al presidente del Banco. A metà giugno, dopo averne ripetutamente sentito parlare, mi recai a visitare con il Balducci e il Carboni un grande appezzamento di terreno vicino a Porto Rotondo. Tale appezzamento era di proprietà di una certa famiglia Tamponi. Il progetto del duo Carboni-Balducci era di poterlo comprare ad un prezzo per poterlo rivendere al doppio o triplo a Berlusconi. Naturalmente necessitava il solito finanziamento dell’Ambrosiano. L’affare era irrealizzabile anche perché il processo Calvi era in pieno svolgimento. Durante questo periodo il duo Carboni-Balducci mi propose di comperare una villa di proprietà dello stesso Balducci per una somma di quattrocento milioni. Mi fu anzi detto che se l’affare Tamponi fosse andato in porto la villa mi sarebbe stata offerta. Per allettarmi mi fu anzi prestata la villa per due week end durante questo periodo.
Il Carboni fu da me rivisto entro il mese di luglio solamente una volta. Avendo egli diverse imbarcazioni gli chiesi se era in grado di farmene affittare una per il mese di agosto. Egli si presentò un giorno con il Balducci ed un certo Sig. Merluzzi che si spacciava come consulente del cantiere Canados di Ostia. Dopo questa volta il Carboni fu rivisto solamente a Porto Rotondo ove si presentava senza essere invitato alle porte di Villa Monasterio.

b) Rapporti con il Balducci
Gli unici rapporti separati con il Balducci si sono verificati quando questi mi disse di necessitare il mio aiuto per due operazioni:
a) Finanziamento di un albergo-casino a Rio de Janeiro.
b) Aiuto per un suo “amico” il Comm. Costantini, onde esportare legname brasiliano verso gli Stati Uniti.
Trovandomi in Sud America incontravo il Balducci a Rio nella prima settimana di giugno. Insieme a lui si trovava il Comm. Costantini. La mia permanenza a Rio fu di due giorni. Mi resi conto che Balducci parlava di cose irrealizzabili e rientrai immediatamente in Europa. Ricordo anzi che incontrai per caso a Rio il giornalista Bongiorno che rimase con me tutto il tempo della permanenza in questa città. Durante una pausa delle discussioni con una società locale (di cui includo fotocopia del biglietto da visita) il Comm. Costantini mi mise sull’avviso nei riguardi del Balducci tanto da definirlo un pericolosissimo ricattatore. Al mio stupore sul motivo, dunque, della sua permanenza a fianco del medesimo questi mi rispose evasivamente dicendomi di essere obbligato a farlo. Altro personaggio presentatomi dal Balducci, una volta di passaggio da Losanna, fu il Sig. Ravello. Anche questo personaggio propose alcune operazioni da fare con l’Ambrosiano. Successivamente il Calvi mi disse che costui aveva effettuato operazioni “in nero” con diversi operatori italiani a cui non aveva corrisposto il dovuto in Svizzera. Era quindi da evitare accuratamente. I miei rapporti con il Balducci finiscono alla metà di luglio dopo che il Carboni me lo portò con il Merluzzi per il problema dell’affitto della barca.

c) Vacanza in Sardegna
La Villa Monasterio fu reperita dal Dr. Sergio Cusani collaboratore del Dr. Cabassi. Non fu corrisposto nessun canone di affitto per tale villa ed anzi lo stesso Dr. Cusani trascorse un periodo di vacanze con il sottoscritto, la Sig.na De Laurentiis e i coniugi Calvi. Tutte le spese di vitto furono sostenute dal sottoscritto ivi comprese quelle di sicurezza (Flashpol) e di personale Hotel San Marco.
Il Carboni era solito presentarsi all’ingresso della Villa senza essere annunciato. Un giorno riuscì ad ottenere un appuntamento per conoscere Calvi. Tale appuntamento fu fatto all’isola di Budelli. Il Carboni vi arrivò con una barca di ventidue metri e molte persone. Calvi trasbordò su questa barca per circa mezzora. Tra gli altri vi erano il Prof. Binetti; l’On. Pisanu ed un ambasciatore o diplomatico venezuelano. Il Carboni si invitò per cena a Villa Monasterio non ricordo se per la stessa sera o per la successiva.
Durante la cena il Carboni parlò allusivamente dei suoi stretti rapporti con Scalfari-Caracciolo, con certi settori del Vaticano e con il Ministero del Tesoro. La cena terminò con scambi di numeri telefonici da parte di Calvi e Carboni. Durante la vacanza mi pare che il Carboni venne solo un’altra volta per salutare il Pres. Calvi.
Durante questa vacanza fu da me invitato durante una giornata anche il Gen. Santovito. Questi ha una villetta a Stintino. Egli venne con la sua signora. Si trascorse la giornata in motoscafo e fece ritorno la sera a Stintino.