Verbale di confronto Rudy Miorandi e Giorgi Maurizio 17.09.1982

Miorandi: Confermo quanto ho dichiarato nei precedenti verbali, in particolare che fu il Giorgi ad organizzare la cena e a brindare in occasione dell’ 02.08.82.

Giorgi: Io ero all’ aria, non ho organizzato io la cena del 2 agosto ne ho brindato anzi, ho manifestato il mio dissenso per il cattivo gusto dell’ iniziativa.

Miorandi: Confermo che ebbi dal Giorgi una medaglietta ed un appunto scritto per mettermi in contatto con i suoi amici di fuori.

Giorgi: Ti consegnai la medaglietta e l’ appunto perche’ potessi metterti in contatto con i miei amici al fine di ottenere del denaro, in quanto eri continuamente in cerca di denaro per pagare il tuo avvocato.

Miorandi: Confermo che invece il mio contatto all’ esterno era finalizzato ad organizzare la tua fuga.

Giorgi: Di fuga ne hai parlato sempre e solo tu e facesti questi discorsi molto tempo prima.

Miorandi: Confermo che tu mi riferisti di aver ingannato i giudici affermando di aver fatto un solo viaggio in Italia nel 1980, mentre mi riferisti di aver fatto un altro viaggio nel giugno ‘80.

Giorgi: Io commentai soltanto dopo l’ interrogatorio le contestazioni che i giudici mi avevano fatto relativamente al viaggio di giugno, negando di averle mai fatte.

Miorandi: Confermo che tu mi riferisti che prima della strage vi fu una riunione nell’ ufficio di Palladino cui partecipasti tu, Delle Chiaie, lo stesso Palladino ed altre persone.

Giorgi: E’ assolutamente falso.

Miorandi: Confermo che commentando la notizia giornalistica mi dicesti che i due tedeschi implicati nella strage non sarebbero stati mai individuati e che ora si trovavano in un paese dell’ America Latina.

Giorgi: Io ti ho solo parlato del fatto che alcuni europei si ritrovavano in America Latina.

Miorandi: Confermo che mi riferisti un’ episodio relativo al fatto che una volta tornando da una fattoria, restasti a piedi e fosti aggredito da alcuni cani.

Giorgi: E’ vero che una volta parlammo in cella di cani e gatti e che io raccontai un episodio in merito, ma non ho mai accennato ad una fattoria dove io mi recai.

Miorandi: Confermo che mi dicesti che in un’ altra occasione andasti in una fattoria insieme a Tilgher Adriano.

Giorgi: Questa e’ la prova della tua falsita’ perche’ Tilgher non e’ mai stato nell’ America Latina.

Miorandi: Confermo che mi dicesti che la strage era finalizzata ad un colpo di stato.

Giorgi: Non e’ vero.

Miorandi: Confermo che mi dicesti che eri venuto in Italia insieme ad una persona il cui nome figurava sulla agendina sequestrata e che su queste vi figuravano altri nomi di persone importanti.

Giorgi: Era prevedibile che tu sapessi che mi era stata sequestrata un’ agendina ma io non ti ho mai riferito i fatti che tu hai appena affermato.

Si dà atto che la verbalizzazione descrive solo sommariamente il contenuto del confronto e che lo stesso e’ stato registrato su nastro magnetico. Continua confronto datato 17.09.82 ore 18,30 tra Miorandi e Giorgi.

Miorandi: Ieri mattina con un permesso rilasciatomi dal dr gentile mi sono recato a colloquio con Giorgi Maurizio. Questi si e’ subito mostrato incuriosito e meravigliato per il fatto che mentre i suoi parenti era stato negato il colloquio a me era stato concesso. Io gli ho detto che tramite il mio avvocato ero riuscito a farmi dare un permesso e lui ha soggiunto: “ho l’ impressione che ci vedremo a confronto al processo, se qualcuno non ti ammazza prima”.

A questo punto viene nuovamente introdotto il Giorgi dinanzi al quale il teste interrogato conferma quanto appena dichiarato.

Giorgi: E’ vero che ho detto che ci saremmo visti in aula in quanto avevo capito che stavi svolgendo il ruolo del provocatore. Non ho mai detto la frase finale e cioe’ non ho mai fatto cenno alla possibilita’ che qualcuno ti ammazzasse.

Letto confermato sottoscritto

Rudy Miorandi -dichiarazioni 15.09.1982

Confermo le mie precedenti dichiarazioni. Confermo in particolare la circostanza riferita ai CC. Vale a dire il fatto che Giorgi mi ha anche confidato che poco tempo prima della strage aveva partecipato ad una festa in argentina insieme a Tilgher, Palladino Carmine e Delle Chiaie. L’ occasione del discorso fu la pubblicazione delle fotografie di Tilgher sui giornali, sul Resto del Carlino e sul Corriere della Sera, cioe’ su uno dei giornali che avevamo in cella solitamente. Io commentai in modo ironico e dispregiativo l’ immagine del Tilgher, a bella posta per provocare una risposta del Giorgi, dicendo: “anche lui c’entra con questa faccia da deficiente” .

Il Giorgi ha reagito dicendomi: “Avessi tu la testa che ha questo” aggiungendo che si conoscevano da moltissimi anni e ricordando tra l’ altro che nel 1980 qualche tempo prima della strage si erano ritrovati in Argentina ad una festa tipica locale come una sagra della carne, dove in una fattoria ammazzavano tori e fanno una gran festa. Mi disse che questa festa fu fatta in ambiente ristretto in un paesino vicino a Buenos Aires, di cui mi fece anche il nome, ma che io non ricordo.

– il Giorgi mi raccontava anche che in argentina aveva, oltre a tante conoscenze importanti, un amico in particolare col quale trascorreva quasi sempre la sua giornata frequentando in particolare una pasticceria dove usava prendere il whisky a tavolino, sita sul corso principale di Buenos Aires. Talvolta gli ho chiesto come faceva a vivere, dal momento che asseriva che non svolgeva alcuna attivita’ , ed egli mi rispondeva con gesti vaghi accennando appena alle sue amicizie altolocate.

– La fattoria dove si era svolta la festa era frequentata dal Giorgi, tanto che egli mi racconto’ che una notte, essendosi rotta la macchina, era rimasto a piedi ed aveva preso un gran paura perche’ era incappato in un branco di cani randagi.

– Il Giorgi si e’ aperto in modo particolare in occasione della ricorrenza del 2 agosto e della morte di Palladino. Quest’ ultima l’ha colpito moltissimo ed ha giurato di vendicarsi. Secondo le sue supposizioni Palladino era stato ucciso perche’ avendo partecipato alla strage era incappato nella ostilita’ di Concutelli che era contrario a questa strategia. Sempre parlando dell’ attentato il Giorgi si diceva sicuro dell’ impunita’ dicendo testualmente una volta: “non proveranno mai che l’ ho messa io” .
Una frase analoga la pronunziò a proposito della notizia pubblicata sul “Resto del Carlino” a proposito di due tedeschi implicati nella strage, disse: “non proveranno mai chi sono a parte il fatto che sono introvabili” ed a mia domanda su dove fossero, preciso’ che erano ad Asuncion.

– Non so se Giorgi abbia fatto qualche confidenza agli altri condetenuti. Certo che una volta – a quanto ho saputo recentemente da Tozzi nel corso di un incontro a Firenze – il Giorgi, prima che Palladino fosse ucciso si mostrava angosciato dalla sorte di questi che aveva famiglia e si tormentava nell’ escogitare la maniera di scagionarlo, in quanto l’ aveva messo lui nei guai, reclutandolo nell’ impresa.

– Tornato da Altedo, ove ero stato interrogato durante la detenzione della sv, rimproverai al Giorgi di avermi dato dei contatti non esatti in quanto io avevo telefonato alla casali carola ed avevo cercato di mettermi in contatto con le altre persone da lui nominate, compresa la Lucarelli Anna, ed avevo ricevuto risposte elusive, e il Giorgi si mostro’ molto stupito ed addolorato dicendo che le persone indicatemi erano le ultime fidate che gli erano rimaste almeno in Italia, ed in particolare della Lucarelli mi disse che a Roma era stata scelta con lui e che era a parte di tutti i suoi segreti.

– La riunione per mettere a punto l’ attentato avvenne a Roma nell’ ufficio di Palladino ed ebbe come partecipi il Palladino Carmelo, il Giorgi, Delle Chiaie ed altre persone di cui non mi ha fatto i nomi, precisando pero’ che i partecipi erano 5 o 6.

– Il Giorgi mi parlo’ anche di Palladino Roberto e mi confido’ anzi si mostro’ molto sorpreso che Roberto non era stato incriminato come lui, avendo ricevuto una sua cartolina dalla quale apprendeva che era libero.

Letto confermato sottoscritto.­

Piero Citti – dichiarazioni 12.05.1983

Ho chiesto di essere esaminato dalla SV per riferire altri fatti che possono essere utili ai fini del procedimento penale contro Carboni Flavio ed altri. Ricordo che nel settembre ‘75 io partecipai in una riunione cui parteciparono Signorelli Paolo, Delle Chiaie Stefano, Tilgher Adriano, Giorgi Maurizio e circa 40 persone appartenenti ad Ordine Nuovo, Avanguardia Nazionale e movimento sociale italiano. Nella riunione, organizzata da Signorelli e Delle Chiaie, si doveva discutere la prospettiva di riunificazione di tutte le forze della destra extraparlamentare e non, che sarebbero dovute entrare a far parte del Msi. Nell’ambito di questo le forze nuove avrebbero appoggiato l’ ala piu’ dura che all’ epoca veniva identificata in Pino Rauti. Andai alla riunione a bordo della mia macchina, sulla quale viaggiava Delle Chiaie, ove io ero andato su richiesta di Giorgi Maurizio.
Costui era venuto a casa, nel tardo pomeriggio, dicendomi che c’ era il Delle Chiaie, che mi disse di essere ospite di un cugino mentre Giorgi si allontano’ per qualche minuto ritornando con la macchina su cui erano altre persone.
A questo punto Delle Chiaie mi chiese se potevo accompagnarlo ad Albano. Aderii alla richiesta facendogli presente che non mi sarei potuto fermare ad Albano per molto tempo poiche’ avrei dovuto partire con il camion per Milano. All’ epoca facevo l’autotrasportatore per conto della Domenichelli. Andai ad Albano con la mia macchina, seguendo quella del Giorgi e per questo fatto non credo che sarei in grado di individuare la villa, anche se sono disposto a tentare la individuazione.

Durante la riunione, parlarono prevalentemente il Signorelli e Delle Chiaie, mettendo in evidenza la necessita’ che AN e ON dovevano riunirsi per creare un’ organizzazione piu’ potente ed omogenea. Dopo circa un’ ora, mentre la riunione proseguì, io mi allontanai per andare a Milano con l’ autotreno. Tale riunione e’ successiva a un episodio che desidero raccontare e che si verifico’ nella primavera – estate 1975 a Roma: io e Tilgher adriano prendemmo in affitto un appartamento in via Sartorio 51 o 55 nel quale io avrei iniziato attivita’ di autotrasportatore e Tilgher attivita’ di assicuratore. Nell’agosto 75 a causa di difficolta’ economiche feci presente al Tilgher che non avrei potuto continuare la societa’ con lui ed egli mi rispose che avrebbe continuato da solo nella sua attivita’ di assicuratore. Dopo qualche giorno fui avvicinato da Giorgi Maurizio che mi invito’ a non andare piu’ nell’ appartamento di via Sartorio. E io non andai piu’ nella casa di via Sartorio.
Quando il 02.12.75 i carabinieri di Roma, all’ ordine del capitano Tomaselli, fecero irruzione in via Sartorio, ove erano alcuni latitanti tra cui lo stesso Tilgher, di Luia Bruno, Crescenzi Giulio, Gubbini Graziano ed un certo Vinciguerra. Il Tilgher si qualifico’ come Citti Piero. Ciò egli, fece a mia insaputa.

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Per questo fatto fu emesso mandato di cattura nei miei confronti per detenzioni di armi e ricettazioni e altro. Appreso il fatto per radio mi misi in contatto con Giorgi a Roma e costui mi consiglio’ di fuggire procurandomi un ricovero presso la casa di tal Paulon. Nei pressi della via Tuscolana. Di li’ a qualche giorno Giorgi mi disse che non ero piu’ sicuro e mi consiglio’ di andare in Spagna. In verita’ non si tratto’ di un consiglio da di una imposizione. Andai a Madrid nel dicembre ‘75 e fui ospite di alcuni elementi della destra tra cui un certo Mario. Alla fine del dicembre ‘75 giunsero a Madrid l’avvocato Arcangeli e Giorgi Maurizio per discutere la linea difensiva del processo di Avanguardia Nazionale e in particolare dell’ operazione di via Sartorio.
Il giorno successivo venne da me Delle Chiaie e mi disse che mi sarei dovuto assumere la responsabilita’ della gestione dell’appartamento di via sartorio per scagionare il Tilgher. Io naturalmente rifiutai e per questo fatto fui aggredito dal Delle Chiaie. Dopo due giorni me ne andai a Roma ove attesi la fine del processo che per me si concluse con un’ assoluzione. Subito dopo tornai in Italia ove ripresi i contatti con il Tilgher e conobbi anche Tilgher Mario, che era in posizione decisamente di destra e mostrava di condividere la posizione e la prassi politica del figlio Tilgher adriano, che all’ epoca era presidente dell’ Avanguardia Nazionale. Ho fatto questo riferimento a Tilgher Mario poiche’ in seguito ho saputo che egli era iscritto alla P2.

Nel 1976, o forse nel 1977, conobbi a Roma in un bar di piazza Tuscolo Roberto Palladino che militava nella destra eversiva essendo un esponente di Avanguardia Nazionale. Egli, probabilmente presentato dal fratello Carmine poi ucciso da Concutelli che avevo conosciuto, tramite Giorgi nel 1975 – 1976. Ricordo che egli voleva vendermi un cane ma io non lo comprai. Nel 1978 io e Roberto Palladino decidemmo di aprire assieme a Carmine uno studio di contabilita’ in via Satrico.
Gia’ da qualche anno prima, il Palladino Roberto era in rapporti con Carboni Flavio e con la Sofint. Di tutto cio’ che riguarda i miei rapporti con la Sofint e con Carboni e il suo staff ho gia’ parlato nel memoriale. A partire dal mio contrasto con Carboni Flavio iniziato nell’ aprile ’81 si sono modificati alcuni fatti che in seguito ho potuto collegare tra di loro e a Carboni Flavio per le ragioni che diro’ in seguito. Ricordo che nel settembre 81, mentre ero a piazza Bologna, nel bar che vi si trova e che frequentavo abitualmente, fui avvicinato da tale silvano della destra eversiva, che io conoscevo da circa un anno. Egli mi disse, senza spiegarmi i motivi, che dovevo stare molto attento perche’ c’ era gente che mi voleva sparare. Cercai di sapere di piu’ ma non ci riuscii.

Nel settembre ‘82, dopo il mio arresto ad opera del GI dr Minna di Firenze, mentre ero al centro clinico di Pisa conobbi un giovane a nome Sortino Luigi, che aveva frequentato lo studio di Palladino Carmine e Palladino Roberto. Il Sortino mi disse che nel mese di aprile 82 (e ancor prima che esplodesse la vicenda P2) , palladino Roberto, nel carcere di Rebibbia, aveva detto in presenza di Sortino e di altri elementi della destra tra cui probabilmente Tidatinto che la P2 mi aveva condannato a morte per quello che io avevo fatto a Carboni Flavio per la tentata estorsione e per i documenti di cui mi ero appropriato.

Io risposi che avrei fatto il mio dovere raccontando tutto all’ autorita’ giudiziaria cio’ che io dicevo era provato da una serie di documenti che furono trovati in possesso di miei coimputati tra cui Bruni Adolfo e altri. Tra tali documenti c’ erano schede bancarie del banco del cimino e di altre banche, matrici di blocchetti di assegni, fotocopie di certificati di titoli azionari, documenti riguardanti rapporti tra Carboni , Balducci, Diotallevi, Angelini Filomena ed altri.
Mi sembra che vi fossero fotocopie di assegni rilasciati ad Abbruciati Danilo. Del resto, anche in carcere ho avuto conferma dei rapporti tra alcuni di dette persone. Il Matteoni mi disse che esisteva un legame molto stretto tra Abbruciati e Diotallevi. Matteoni mi disse che Abbruciati era andato a Milano questa era una sua ipotesi solo per ferire Rosone ma non per ucciderlo.

– c’ era uno strettissimo connubio tra Carboni Flavio, Diotallevi, Balducci e Pompo’ come io ebbi modo di rilevare da tutto cio’ che osservai durante la mia permanenza in via Panama, vedendo le persone e ascoltando alcune telefonate. Di Abbruciati avevo saputo da giovani della destra eversiva pur non appartenendo ad una specifica organizzazione.

– Ho letto diversi documenti che facevano riferimento a consegne di preziosi per centinaia di milioni da parte di Diotallevi e Annibaldi a Carboni Flavio e Andrea … Si trattava di documenti segreti cui ebbi accesso casualmente un giorno nella stanza di pellicani e anche questi documenti che facevano riferimento ai gioielli furono sequestrati a Adolfo Bruni e agli altri. ­