Walter Sordi – dichiarazioni 06.03.1993

Adr: confermo le dichiarazioni rese al dr Lupacchini in data 19.05.89 e 01.06.91.

Adr: ho conosciuto personalmente sia Abbruciati che Giuseppucci. Li incontravo presso un ristorante denominato “La Dolce Vita” e in un bar poco distante dal ristorante suddetto e prossimo anche alla abitazione dei gemelli Pucci che ne erano saltuari frequentatori.

Adr: i miei rapporti con l’ Abbruciati e il Giuseppucci ebbero inizio verso la fine del 1979, inizio del 1980. I rapporti di costoro col Carminati erano, invece, molto piu’ remoti.

Adr: il gruppo del Carminati aveva in se una componente maggiormente orientata verso le attivita’ politiche, costituita dall’ Alibrandi e dai gemelli Pucci ed una parte deputata ad attivita’ prettamente criminali e di raccordo con ambienti criminali. I due fratelli Bracci facevano parte di quest’ ultimo settore del gruppo Carminati. Ricordo poi che c’ era una figura minore, tale Lattarulo Maurizio, detto “Provolino” che e’ sempre rimasta nell’ ombra. Il Lattarulo dipendeva da Bracci Stefano ed era in buoni rapporti col Giuseppucci, col quale aveva condiviso un periodo di detenzione. C’ era infine il Tiraboschi che oscillava fra le due componenti del gruppo.

Adr: Carminati era in strettissimi rapporti con Fioravanti Valerio ed anche con Fioravanti Cristiano. Valerio e Carminati hanno commesso assieme alcuni reati che ho indicato a suo tempo nei miei verbali fra i quali la rapina alla Chase Manhattan Bank. V’ erano poi degli scambi logistici fra il gruppo Fioravanti e la banda della Magliana. Ricordo che io stesso fui ospite in un appartamento del quartiere Portuense nella disponibilita’ della Magliana. Anche Belsito durante la latitanza trovo’ rifugio in un appartamento nella disponibilita’ di Colafigli e di un’ altra persona che ho a suo tempo indicato e che ora non ricordo.

Adr: confermo che le notizie in ordine all’ omicidio Pecorelli le ho apprese nelle circostanze specificate nei verbali resi sul punto da Belsito, Zani, Nistri, Procopio, nonché, da ultimo, da Vale Giorgio. Le stesse persone mi riferirono circa i rapporti Fioravanti Gelli e circa le questioni dei banchieri francesi.

Adr: il rinvenimento delle armi di via nemea risale all’ agosto del 1982. Confermo anche in merito a questo rinvenimento le mie dichiarazioni rese a suo tempo.

Adr: dei componenti della banda della Magliana ho conosciuto meglio Giuseppucci e l’ Abbruciati e piu’ superficialmente altri tra i quali l’ Abbatino, il Toscano e i fratelli Selis. Non ho mai approfondito i rapporti con costoro. Si tratta di persone che ho incontrato alcune volte nei locali sopra indicati. Sembra che il Carminati fosse geloso dei suoi rapporti con il giro della Magliana e non favoriva certo il mio incontro con questa gente.

Adr: come ho gia’ altre volte dichiarato quando Cavallini entro’ nel nostro gruppo non ci fu piu’ bisogno di darsi da fare per reperire armi di tipo ordinario in quanto Cavallini ci procuro’ numerosissime armi che ci diceva provenire dal Veneto. Cavallini ci diceva che a dargliele era un camerata, molto criticato, che stava in carcere e faceva capire chiaramente di riferirsi al Fachini. Le armi che portava il Cavallini erano per lo piu’ di origine bellica, cioe’ Mab, bombe tipo SRCM ed altro. Per noi rimaneva senz’ altro l’ esigenza di reperire armi di tipo particolare, di tipo superiore quali gli M12 che ci procurammo autonomamente con una serie di omicidi e rapine.

Adr: parte delle armi di Cavallini finirono in via Nemea, ma la maggior quantita’ di esse fu affidata a Nistri che non so dove le tenesse tant’ e’ che non sono tuttora trovate. Non sono stato in grado di fornire notizie in merito all’ arsenale di Nistri, ne in merito a quello di Macchi.

Letto confermato e sottoscritto.

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Angelo Izzo – verbale di udienza 25.11.1987 – settima parte

L’avv. Baldi: ha mai sentito parlare di un sistema di schedatura fatto da AN?

Izzo: sì.

Il Presidente: fatto non in Spagna, in Italia.

Izzo: in Italia, si’.

L’avv. Baldi: e forse anche in Spagna, ma forse Izzo non lo sa.

Izzo: pare che la forza effettiva di Avanguardia fosse che, ogni volta che una persona si avvicinava al suo ambiente, le veniva chiesta una serie di informazioni, anche su altri camerati, ecc… e ne usciva uno schedario enorme.

Il Presidente: questo chi glielo ha detto?

Izzo: ci sono una serie di episodi….

Il Presidente: questo chi glielo ha detto?

Izzo: un episodio l’ho saputo da Checco Rovella e Leone Di Bella due imputati di Concutelli, i quali avrebbero detto che nel periodo di unione con AN ebbero per le mani una parte di questo schedario riguardante alcuni ordinovisti e rimasero sconvolti. Ad esempio c’erano domande del tipo: che reati ha commesso, che reati potrebbe commettere eventualmente, ecc., insomma una serie di domande di questo tipo che lui diceva: “che questa e’ la questura centrale?…”. Insomma discorsi di questo tipo. Questi viene da Checco Rovella e leone di bella. Sono sicuro che questo me lo abbia confermato anche calore, quando nel ’75 gli chiesero di schedare il gruppo di Tivoli al tempo dell’unificazione ed egli si rifiuto’ di farlo e questo appunto nella famosa riunione alla villa… E’ indicativo anche la villa in cui avvenne la riunione, ad Albano, che apparteneva a persona iscritta al Partito Comunista. E’ una cosa indicativa di come avanguardia conduceva le cose, con le infiltrazioni ecc….

Il Presidente: questi sono giudizi che lei non deve dare.

Izzo spontaneamente: credo che la villa sia stata rintracciata… Questo me lo ha raccontato Sergio.

Il p.m.: Io sono rimasto che non era stata rintracciata.

Izzo: no, credo l’abbia rintracciata Calore con un sopralluogo… Me lo ha raccontato Sergio…

L’avv. Bordoni: la villa a chi apparteneva?

Izzo: di un avanguardista chiaramente che pero’ risultava iscritto al Partito Comunista; si e’ difeso dicendo: “io sono iscritto al Partito Comunista, come pensate questo?”. Poi si e’ giustificato, mi sembra, dicendo che c’erano dei lavori nella villa in quel periodo e quindi potevano pure anche essere entrati a fare una riunione.

L’avv. Baldi: le ha riferito niente Iannilli circa le eventuali confidenze ricevute da Palladino nel carcere di Novara prima di essere ucciso?

Izzo: si’. Le ho riferite a verbale. Mi disse che questo Palladino era “incavolato nero” sempre per le storie di Ciolini, ecc… Non ricordo con precisione, pero’ fece capire che erano implicate nella strage alcune persone di AN che Delle Chiaie era stato “leggero” a parlare con Ciolini, che si trovavano carcerati. Queste cose qua. Me lo ha detto Iannilli a cui l’aveva detto Palladino.

L’avv. Baldi: ha mai avuto contatti o sentito parlare di Gabriele De Francisci?

Izzo: certo. Lo conosco da ragazzo, perche’ ho abitato per un certo periodo all’Eur e lui abitava… Abitavo al Trieste, ma ho abitato anche all’Eur, a viale Europa, attualmente la mia famiglia abita li’. Gabriele De Francisci abitava a 50 metri da questa casa; in piu’ era fascista; in piu’ ci sono delle ragazze come Susanna Vella, Antonella Passantino, Michelle… un’americana… che abitano tutte li’, in quella via, a viale Europa e che sono state sia con me che con Gabriele De Francisci proprio in quel periodo, percio’, insomma…

Si da’ atto che Izzo viene interrotto.

Il Presidente: omettiamo queste considerazioni.

L’avv. Baldi: ebbe modo di parlare con qualcuno del ritrovamento della valigia di esplosivo sul treno Taranto- Milano?

Izzo: si’, con Valerio Fioravanti ovviamente. La cosa che mi lascio’ molto perplesso fu che Valerio non voleva, cioe’ cercava di mettere a tacere questa storia e diceva: “sono fesserie, chi se ne frega”, ecc… io rimasi piuttosto stravolto perche’ dissi: “come? Questo e’ un tentativo di incastrarti..?”. Perche’ io ero a trani in quel periodo, sapevo che erano a Padova per preparare l’evasione, ecc… perciò gli dissi che qualcuno lo aveva tradito da vicino, ha dato ai servizi segreti questa storia. Lui invece: “va bene, ma che cosa ci importa, tanto a chiunque glielo chiediamo, ci dice di no”. Insomma cercava di minimizzarla. Qui dovrei dire una cosa che probabilmente in quest’aula so solo io. Con Valerio avevo un rapporto di estrema confidenza, al punto che ad esempio so una cosa che probabilmente non sa nessuno: che Valerio ha fatto dei verbali di confidenze ai cc… nella caserma, questo per dire quanta confidenza c’era tra noi, che sono rintracciabili. Nell’estate ’83 si reco’ con Francesca Mambro nella caserma dei cc. di Padova su ordine del giudice che aveva l’inchiesta di Padova, in cambio di questo colloquio con Francesca Mambro che non riusciva a vedere, ecc., fece dei verbali di confidenze… insomma questa e’ una cosa che non poteva raccontare a nessuno perche’ lo avrebbero ammazzato. Io invece questa storia la so.

Il p.m.: Risultano da qualche parte questi verbali?

Izzo: ci saranno da qualche parte, penso che i cc di Padova li avranno.

L’avv. Baldi si riporta alla proposta di espatrio da parte di Cavallini a Cristiano Fioravanti.

Izzo: riguarda sempre la storia dopo che era cascato Valerio, quando si sono trovati allo sbando per aver perso i covi in veneto. A Milano si incontrarono con Magnetta e Ballan; tra l’altro c’era anche Gabriele De Francisci a questo incontro e Cristiano…tanto Cristiano e’ pentito, quindi penso che la racconterà questa storia.

Izzo prosegue: si incontro’ con Magnetta e Ballan che gli fecero la proposta nei termini di cui abbiamo gia’ parlato.

A d.p.c.r.: Certo che ho sentito parlare di Ferracuti, e’ stato anche mio perito, percio’ lo conosco piuttosto bene.

A d.p.c.r.: Per quanto riguarda i rapporti di Ferracuti con la famiglia Nistri dico che Nistri, appena entrato nel carcere di Ascoli, decise di fare il matto e di tentare di prendere la perizia psichiatrica. Siccome avevo gia’ fatto questo tentativo, gli diedi dei consigli e di questo c’è prova in un verbale da lui reso ai giudici di Pisa, in cui dette come alibi che stava a fare una seduta spiritica col diavolo… Questo verbale di Nistri e’ rintracciabile. Fui io a consigliargli cosa dire al giudice.

L’avv. Bezicheri: e’ vero, ho letto i verbali, c’e’ uno che evidentemente doveva essere impazzito improvvisamente….

Il p.m.: Presidente per cortesia… avvocato…

L’avv. Bezicheri: e’ vero.

Izzo spontaneamente: era un tentativo di prendere la perizia psichiatrica, cosa che voi avvocati ci consigliate abitualmente. Percio’ non vedo cosa ci sia di strano. Nistri mi racconto’ che era in buonissimi rapporti con Ferracuti. Mi racconto’ anche una storia strana, cioe’ che Ferracuti, che diceva di essere in rapporti con i servizi segreti, gli disse: “Nistri, guarda se mi consegni Cavallini, i servizi sono in grado di farti avere il passaporto, ti manderanno via…”. Nistri rimase sul vago poiche’ voleva essere aiutato ma, al tempo stesso, non era intenzionato a fare questo. Dopo poco tempo Ferracuti gli si ripresento’ dicendogli che Cavallini non interessava piu’ ai servizi e che poteva dimenticare la proposta fattagli in precedenza. Questa e’ la storia.

A d.p.r.: L’ho saputo da Nistri. Non ero presente, perche’ credo sia avvenuto mediante la famiglia. Credo che la madre di Nistri sia in buoni rapporti con Ferracuti.

L’avv. Baldi: qualcuno le disse mai che Cavallini apparteneva ai Servizi Segreti?

Izzo: si’, Frigato, il quale era convinto che al momento della retata Sordi, nell’appartamento in cui stava lui, i cc sapevano che doveva arrivare Cavallini. Secondo Frigato, furono i servizi ad affrettare la retata, a dargli un avvertimento e scappare in maniera che sono dovuti intervenire i cc ad arrestarlo, proprio per far sfuggire Cavallini alla trappola, altrimenti sarebbero arrivati a quell’appartamento e lo avrebbero catturato. Anche Zani diceva la stessa cosa e nacque una discussione. Rispetto a questo, pero’, sono anche in parte cose polemiche, quindi non so che attendibilità possano avere… Sono nate da una polemica tra Zani e Frigato da una parte e Cavallini dall’altra.

Il p.m.: In riferimento alla ricerca di documenti per un nazista.

Izzo: si’, Nistri mi ha raccontato anche questo. Mi disse che fece fare un documento ad un falsario di Roma per un vecchio di circa ottant’anni. Il falsario gli chiese per chi era il documento e lui disse che era per un criminale nazista, un amico che necessitava di questo documento, di questo passaporto.

L’avv. Baldi: ha mai saputo niente dei rapporti tra Magnetta e la malavita?

Izzo: si’. Magnetta era legatissimo alla malavita napoletana di Raffaele Cutolo, cioe’ all’NCO. Ad esempio nel carcere di Pisa, dove io mi recai quando incontrai De Francisci e Loris Facchinetti, si parlava di Magnetta come del capo zona dei cutoliani dentro quel carcere.

Siccome nel carcere c’erano molti napoletani, rimasi sbalordito che proprio un romano fosse capo zona, ma mi assicurarono che era cosi’.

Rapporti di Magnetta con la malavita romana sicuramente,

Anche con lo stesso Danilo Abbruciati.

A d.p.c.r.: Si’, ho conosciuto Loris Facchinetti. Siamo stati insieme… Io mi ero recato per un processo per una rissa a Pisa; sono stato al carcere di Pisa assieme a Loris Facchinetti e Gabriele De Francisci. Sono stato con lui circa 15 giorni ed avemmo anche degli scontri, nel senso che era un fascista vecchio tipo che rivendicava i suoi rapporti con i golpisti, con i Servizi Segreti… Devo premettere che avevo avuto rapporti anche con il gruppo di Facchinetti “Europa e Civilta’”, in una sede nei pressi di S. Giovanni, ora non ricordo la via, presso la quale mi recai alcune volte. Era un ambiente misto di cattolici integralisti, gente proveniente da Avanguardia, gente proveniente da Ordine Nuovo che propugnava piu’ che altro ideologie golpiste e cose del genere. Facchinetti mi rivendico’ che secondo lui questo discorso era ancora valido, al punto che mi disse che l’unica attivita’ politica valida era cercare di finanziare la resistenza afgana.

L’avv. Baldi: in maniera piu’ concreta le parlo’ di rapporti con la Banda della Magliana? Facchinetti aveva rapporti con la banda della Magliana?

Izzo: si’, mi disse di avere rapporti stretti con Giuliani, e dato che Giuliani era inserito all’interno della Banda della Magliana, di conseguenza presumo che anche Facchinetti ne avesse.

L’avv. Baldi: e con la massoneria sud americana?

Izzo: con la massoneria sud americana perche’ cercava di avere finanziamenti… a parte che era editore di una casa editrice, Atenor, che pubblica unicamente testi massonici.

Il Presidente: e circa i rapporti di Facchinetti con la massoneria americana da chi l’ha saputo?

Izzo: sud americana… Lui parlava di rimediare soldi presso i massoni sud americani per finanziare la resistenza afgana che lui sognava di riuscire a fare questa interconnessione.

Il Presidente: parlava di avere dei soldi da massoni americani, e da questo lei dedusse che… o le illustro’ questi rapporti?

Izzo: la mise su questo piano, che era già avanti con questo suo programma e il suo arresto, causato dalla Lauricella moglie di Giuliani, aveva fatto saltare…lui diceva: “questo terrorismo, questa lotta armata e’ una scemenza, perche’ se spariamo ad una poliziotto, spariamo ad un giudice, non risolviamo niente. Ci sono invece giochi molto piu’ grossi, molto piu’ importanti da fare per cui anche le armi possono funzionare.

Invece voi ragazzi avete la mentalita’ che le armi sono la cosa principale…”

Il Presidente: i rapporti di Facchinetti con la massoneria americana glieli ha illustrati lui oppure lei li ha dedotti dal fatto che lui disse di essere in grado di farsi dare…

Izzo: disse che era una fase avanzata per ottenere del denaro. Mi spiego’ anche che mediante questa casa editrice aveva accesso a tutti gli ambienti massonici e quindi aveva possibilità di contatto con le persone. Con lui lavorava anche un certo Valtenio Tacchi di “Europa e Civilta’”. Sarebbe quel ragazzo… lo ricordo bene perche’ mi sono incatenato anch’io a suo tempo, che lui si era incatenato a mosca, l’hanno arrestato e noi facemmo un pagliacciata vicino all’ambasciata russa, incatenati, una cosa del genere. Era il socio di Loris Facchinetti nella casa editrice Atenor, probabilmente intestata a questo Valtenio Tacchi.

A d.p.c.r.: Facchinetti non mi parlo’ mai di Elio Sciubba.

L’avv. Baldi: ebbe modo di parlare con Sinatti del Citti?

Izzo: mi sembra di no.

L’avv. Baldi: in realta’ ne ha parlato in un interrogatorio, comunque se non se lo ricorda, non insisto su questo.

Izzo: non me lo ricordo.

L’avv. Baldi si riporta al periodo di detenzione di Izzo assieme a Signorelli nel ’79: ebbe modo in quella occasione di sentir parlare di un progetto di omicidio nei confronti del giudice Amato?

Izzo: no. Ce l’aveva a morte con Amato, diceva che era un persecutore, che era un boia… Pero’ progetti di questo tipo, no.

L’avv. Baldi: si e’ mai commentato nell’ambiente un po’ piu’ in dettaglio, quello che era il volantino di Terza Posizione sull’omicidio di Mangiameli, cioe’ sulla responsabilità di Spiazzi in ordine a questo omicidio.

Izzo: questa e’ la tesi ufficiale di Terza Posizione, io non mi sono mai interessato molto, anche perche’ la tesi di Terza Posizione sull’omicidio Mangiameli, per mia scienza diretta, sapevo che non era credibile. A meno di pensare che fosse la strage di Bologna…

L’avv. Baldi interrompe: non voglio che mi ripeta ciò che ha gia’ detto, se ha da dire ulteriori cose …

Izzo: no, commenti normali, cioe’ che Terza Posizione diceva queste cose, che anche Ciccio aveva scoperto qualcosa di Valerio e perciò era l’85 vittima della strage, che Ciccio aveva scoperto le implicazioni di Valerio nella strage, ecc…

Angelo Izzo – verbale di udienza 25.11.1987 – seconda parte

Il Presidente chiede al teste di spiegare ancora questo fatto.

Il teste: mi fu detto che per il fatto che questo aveva chiesto i passaporti loro erano convinti che andasse a trovare Delle Chiaie. Non mi spiegarono perche’ erano arrivati a questo tipo di convinzione e a seguito di questo, probabilmente perche’ c’era stata la strage in quel periodo, decisero di eliminare Fachini: “e’ meglio eliminarlo questo Fachini, che e’ proprio uno sporcaccione, ecc.” Questa e’ la storia che mi hanno raccontata.

Il giudice a latere: chi gliel’ha raccontata?

Il teste: sicuramente valerio fioravanti e probabilmente anche Ciavardini, perche’ poi l’esecutore materiale probabilmente avrebbe dovuto essere Ciavardini.

Il Presidente: lei ha riferito che Cavallini si reco’ in casa di Fachini…

Il teste interrompe: non in casa, andarono a fare un sopralluogo perche’ dissero … In una casa che non era la sua, era la casa dove mori’ quel famoso portiere, forse era la casa della madre, pero’ non vorrei dire una cosa … in uno scantinato dove Fachini teneva esplosivo, armi e cose di questo genere.

L’avv. Bezicheri interviene: sempre a detta di Cavallini.

Il teste: sempre a detta di Cavallini logicamente, certo.

Il teste continua: Ciavardini mi sembra, mi disse l’episodio …

A d.p.r.: Mi sembra Ciavardini, oppure fioravanti, non posso essere certo chi dei due… La storia complessiva e’ questa, ma a distanza di tempo ho difficolta’ a ricordare cosa mi abbia detto l’uno o l’altro, ma la storia e’ sicuramente quella. Addirittura una vicina di casa, probabilmente l’avra’ notato perche’ hanno buttato dei gettoni per terra per restare davanti al portone, in maniera che questa quando apriva il portone potevano entrare anche loro. Questa e’ la storia che mi hanno raccontato, proprio per fare questo sopralluogo, per assassinare il Fachini.

A d.p.r.: Invece Fachini era gia’ partito con una roulotte per andare in vacanza, credo in Puglia.

Il Presidente: ricorda se si poteva trattare di S.Maria di Leuca?

Il teste: potrebbe essere, ma non lo ricordo.

Il Presidente fa presente al teste che e’ quello che aveva dichiarato al p.m.Vigna.

Il teste: allora la cosa era fresca…. Sicuramente sara’ cosi’.

Il Presidente: poi la cosa svani’? Non se ne parlo’ piu’ di questo.

Il teste: si’, infatti e’ una cosa che ho sempre trovato un po’ strana.

Il Presidente: lei ha avuto occasione di parlare con Zani, ha saputo…

Il teste interrompe: no, con Zani non ho avuto occasione di parlare.

Il Presidente continua: chi le ha riferito che Zani ce l’aveva con Signorelli?

Il teste: e’ una notizia di dominio pubblico nell’ambiente di destra, tuttavia io l’ho saputa in maniera diretta, perche’ noi eravamo in contatto anche con Zani e anche durante la latitanza Zani ci scriveva, eravamo in contatto io e Bonazzi nel carcere di Ascoli con Zani e Zani considerava Signorelli come l’elemento piu’ sporco, diceva esattamente l’uomo della P2 all’interno dell’ambiente e di conseguenza diceva che andava eliminato a tutti i costi.

Il teste continua: io ero abbastanza favorevole a una azione di questo tipo, tuttavia conoscevo altri retroscena … Voglio dire… Sono a conoscenza di numerosi fatti per cui non sono portato a credere, non so, che per esempio quelli di terza posizione possano ergersi a giudici di Signorelli, cioe’ io accompagnavo Gabriele Adinolfi, quando ancora ero fuori, a prendere ordini da Saverio Ghiacci di AN, Cosa che ho detto. Sapevo degli incontri di Adinolfi, Fiore e Spedicato a Catanzaro, con Freda durante il processo; di questi incontri ci dovrebbe essere prova, perche’ dovrebbero essere stati fermati dalla polizia in qualche occasione, quando andavano a trovare Freda a Catanzaro. Percio’ ero abbastanza freddo, diciamo, rispetto…

Il Presidente: lei ha detto che Cavallini le ha raccontato di colloqui avuti con pagliai quando era in bolivia, per questioni riguardanti la strage di Bologna. Lei su questo e’stato messo a confronto con Cavallini.

Il teste spontaneamente: io ho avuto occasione di conoscere Cavallini in un momento particolare, cioe’ nel momento in cui Cavallini, dall’isolamento, veniva posto in compagnia, in mezzo agli altri fascisti diciamo e capito’ proprio nella cella dove eravamo detenuti io, Nistri e iannilli. In conseguenza in pochi giorni fu fatta una enorme serie di discorsi e in quella stessa occasione, come ho riferito in tempo precedente anche il fatto avvenisse, ma voi probabilmente non avete i verbali, ci si mise d’accordo Cavallini, Nistri ecc. Anche di operare alcuni depistaggi, per esempio ad accusare walter sordi, con l’aiuto di giampiero vito, di questi qui, dell’omicidio di due poliziotti che invece lui attribuiva a Nistri. Io vorrei fare notare che feci questi verbali prima che questa operazione fosse effettivamente portata a termine, cioe’ in periodo processuale questa cosa e’ stata effettivamente fatta, non sapendo che io l’avessi rivelata. Questo per dire che in quel momento i discorsi che venivano fatti non erano fatti solo per parlare, dei semplici sentiti dire, erano discorsi incui si chiedevano spiegazioni; io vorrei riuscire a spiegarel’atmosfera di quei momenti…

L’avv. Lisi interviene perche’ si dica al teste di parlare piu’ lentamente in quanto non si riesce aseguirlo.

Il teste si scusa e continua: quindi questo incontro era di una serie di chiarimenti, si parlo’ di soldi che erano spariti… Di questo tipo di argomenti e si parlo’ anche della strage di Bologna in quanto aveva creato una situazione di forte repressione e appunto Cavallini mi disse che era andato in bolivia, pero’ a trovare pagliai e non Delle Chiaie, perche’ gli fu contestato questo fatto. Bisogna tenere presente pero’ che io conoscevo anche altri fatti, cioe’ del fatto che Cavallini era stato in contatto con ballan in tempi precedenti, che … dopo che valerio fioravanti cadde in galera, AN Aveva appoggiato la famiglia di Cavallini e lui era ricorso ad elementi di AN, In particolare mi sembra a magnetta e ballan per essere favorito nella latitanza.

Il Presidente interrompe il teste dicendogli che poi si parlera’ di questo e chiede: riferisca cio’ che le disse Cavallini sui suoi colloqui con Pagliai.

Il teste: mi disse che Delle Chiaie aveva organizzato la strage di Bologna, praticamente che questo glielo aveva detto Pagliai.

Il Presidente fa presente che in sede di confronto Cavallini disse che questa era un’ipotesi fatta da pagliai.

Il teste: purtroppo il confronto deve tener conto esattamente delle cose che sono scritte, pero’ era chiaro per chiunque fosse presente al confronto, il fatto che Cavallini cercasse di farmi dire… Praticamente di aggiustargli la cosa, cioe’ “io non posso fare la figura dell’infame, percio’ di’ che era una ipotesi”. Diciamo che c’e’ stato un tentativo… Il modo di dire questa cosa, era per cercare di forzare me a cambiare versione, questo lui cercava di fare nel confronto.

Il Presidente: quindi leiconferma che furono queste le dichiarazioni di Cavallini.

Il teste: assolutamente, non ha mai parlato di un parere di Pagliai.

Il Presidente: ricorda che Cavallini abbia detto, riferendo un discorso di pagliai, che ciolini aveva detto un sacco di bugie, ma comunque qualcosa di vero lo aveva detto in riferimento ai rapporti con Delle Chiaie e che ciolini aveva saputo cose che non doveva sapere. Vuole chiarire?

Il teste: si’. Praticamente il discorso era proprio su chi era Delle Chiaie, come vive, cosa fa? Cavallini in un certo senso tendeva a sminuire Delle Chiaie e diceva che doveva anche stare attento perche’ uno come Pagliai era pure capace di sparargli in testa e diceva anche che parecchie persone in Bolivia erano arrabbiate con Delle Chiaie, perche’ aveva parlato troppo con Ciolini, questo era il senso del discorso che ho riferito.

Il Presidente: a proposito delle motivazione della strage di Bologna, lei ha saputo da Cavallini sempre per un riferimento di Pagliai.

Il teste: questa e’ una cosa per cui mi sono posto il problema. Mi risulta difficile dividere quello che effettivamente lui… Sulle motivazioni; mentre sono certissimo del fatto che pagliai abbia detto che Delle Chiaie aveva organizzato la strage di Bologna, ho difficolta’, rispetto alle motivazioni che mi ha riferito Cavallini, a distinguere quelli che erano i suoi pensieri, da quelli che gli aveva riferito Pagliai… discorsi che facevamo tutti insieme, per onesta’ su questa cosa…

Il Presidente interrompe: comunque fatta questa premessa…

Il teste interrompe: fatta questa premessa era indubbiamente per una cosa di controllo rispetto all’ambiente… In particolare romano, diciamo, pensava che la strage potesse avere una funzione di questo tipo, cioe’ di innescare la repressione, creare uno spirito dighetto…

Il Presidente interviene: uno spirito di solidarieta’ fra i vari componenti.

Il teste: si’, esatto.

Il Presidente: lei ha conosciuto Sinatti il quale le ha fatto delle dichiarazioni. Le risulta che facesse parte di AN?

Il teste: cosi’ mi disse lui, anche se non ci faceva parte diciamo, ci si era avvicinato nel periodo carcerario in particolare.

Il Presidente: le ha parlato di un viaggio che Alibrandi aveva fatto a parigi per incontrarsi con Delle Chiaie?

A d.p.r.: Sinatti mi disse che, mi sembra Di Mitri o altre persone, avevano portato Alibrandi e altri a Parigi per incontrare Delle Chiaie e che lui li aveva ricevuti in modo abbastanza scenografico – devo aggiungere che questa storia mi e’ stata confermata anche da Nistri -, ho varie fonti e piu’ o meno il racconto concorda che Delle Chiaie aveva fatto una discreta sceneggiata, cioe’ li aveva fatti ricevere da apriporta con i mitra in mano, in questa casa dove stava e aveva fatto un discorso cosi’ a questi ragazzi, fra il minaccioso e l’amichevole, invitandoli a compattarsi intorno a certe posizioni. Sembra che l’Alibrandi, per nulla impressionato, abbia chiesto a Delle Chiaie se era possibile acquistare alcuni di questi mitra Mas, mitra francesi con il caricatore piegabile…

Il Presidente interrompe: Alibrandi chiese a Delle Chiaie?

Il teste: si’, li portavano i suoi guardaspalle.

Il Presidente: questo e’ sempre un riferimento di Sinatti?

Il teste: si’, che pero’ mi e’ stato confermato sicuramente da Nistri e probabilmente da altre persone.

Il Presidente: Sinatti le ha detto come sapeva queste cose?

Il teste: probabilmente le aveva apprese da Vinciguerra.

Avv. Lisi: da chi le aveva apprese Sinatti non lo so.

Il teste continua: comunque diciamo che questa storia piu’ o meno mi e’ stata raccontata negli stessi termini da Nistri che l’aveva appresa direttamente da Alibrandi e pare che Delle Chiaie abbia offerto la possibilita’ di acquistare una partita di walkie-talkie, una cosa cosi’… Dice che fu una cosa abbastanza penosa insomma.

Il Presidente: Sinatti aveva appreso da Vinciguerra di una sua dissociazione da altre persone. Puo’ dire qualcosa su questo?

Il teste: mi disse che avvennero delle riunioni di avanguardisti, nel periodo precedente la costituzione di Vinciguerra, e ad almeno una di queste riunioni partecipo’ Delle Chiaie, per decidere la linea che AN doveva prendere, rispetto anche a dei fenomeni di lotta armata che iniziavano ad emergere, in particolare nell’ambiente romano, nell’ambiente neofascista in generale, perche’ anche a Trieste e in altri luoghi emergevano fermenti di questo tipo. In un certo senso presero corpo due anime di Avanguardia rispetto a questo problema: alcuni che dicevano di appoggiare direttamente la lotta armata, cioe’ di creare una struttura ancora piu’ efficiente di quelle che potevano essere strutture spontaneistiche… Di questi gruppi che nascevano, che potremmo identificare come Nar, gruppi operativi di Terza Posizione, Fuan di Roma, ecc. E un altro gruppo che voleva invece mettersi o in contrapposizione o perlomeno fagocitarli. Vinciguerra appoggiava strenuamente il discorso…

L’avv. Bordoni interrompe: abbiamo la registrazione di queste cose?

Il Presidente: certamente.

Il teste continua: Vinciguerra appoggiava a spada tratta l’ipotesi di mettersi a fare la lotta armata ed era in perfetto disaccordo con questi altri… Questi altri in particolare, mi ricordo che Sinatti ce l’aveva in particolare con Delle Chiaie, con Giorgi, con… ora non ricordo tutti i nomi. Sicuramente Giorgi e Delle Chiaie.

Il Presidente: parlo’ anche di Tilgher?

Il teste: si’ parlo’ anche di lui, ma ora non ricordo quali delle due posizioni prese Tilgher.

Il Presidente: Vinciguerra appoggiava la lotta armata? E gli altri cosa volevano?

Il teste: gli altri volevano o fagocitare la lotta armata, oppure si comincio’ anche a parlare della possibilita’ di fare un botto, un atto clamoroso che avrebbe potuto creare questo spirito di ghetto di cui… Il Presidente: l’appoggiava nel senso di farla fare agli altri?

Il teste: io qui dovrei fare una valutazione mia. Secondo me Avanguardia…

Il Presidente: non faccia valutazioni; dica se le e’ stato detto o no.

Il teste: non mi e’ stato detto in particolare. Mi e’ stata detta questa cosa qui, cioe’ di fagocitarla o di… in qualche maniera metterla sotto controllo. Addirittura alcuni, nella fase iniziale, parlavano di schierarcisi contro, cioe’ di fare del male a qualche capo di questi qua, in modo da … da riprenderli sotto controllo. Secondo me, fra l’altro, la linea di Vinciguerra era impossibile, perche’ Avanguardia non sarebbe mai stata in grado di fare una cosa del genere, proprio materialmente, probabilmente. Comunque nel momento in cui prevalse la linea stragista, diciamo in un certo senso, perche’ si parlava di fare un botto, di fare una strage, questo mi disse Sinatti, il Vinciguerra per dissociarsi in maniera netta da questa associazione arrivo’ a costituirsi. Cio’ e’ quello che mi ha raccontato.

Il Presidente: Signorelli le ha mai parlato dell’attentato al CSM?

Il teste: Sì, me ne parlo’ quando lo rividi in galera, non questa carcerazione, quella precedente del ’79. Lui e Calore erano in stato di isolamento al braccetto di massima sicurezza di Rebibbia e non si potevano incontrare e io ovviamente mi misi a disposizione per tenere i contatti fra Signorelli e Calore che non potevano incontrarsi, in quanto io avevo possibilità di muovermi, perche’ non ero in stato di isolamento. Fra le altre cose quello che mi disse Signorelli sul CSM. Era che il figlio Luca gli aveva procurato la macchina che era servita per questo attentato e lui era preoccupatissimo di questo fatto, perche’ da Luca sarebbero risaliti a lui e il patatrac era fatto. Quando riferii queste cose a Calore si arrabbio’ molto, secondo me proprio per il fatto che me l’aveva detto e mi disse di dirgli di non preoccuparsi.

A d.p.r.: Mi aveva rivelato il coinvolgimento di Luca, il coinvolgimento loro nell’attentato, diciamo. Il teste spontaneamente: forse debbo dire che io Signorelli lo conosco praticamente da quando ero poco più di un bambino.