Mauro Ansaldi – dichiarazioni 28.10.1982

Circa la strage di Bologna nulla so di preciso. Posso pero’ dire che qualche giorno prima del fatto lo Zani a la Cogolli incontrarono a Bologna o in una citta’ vicina una persona che se ben ricordo era il Fachini Massimiliano, il quale disse loro di andarsene via da Bologna o dai dintorni perche’ sarebbe successo qualcosa. Il Fachini e’ legato a Freda essendo tra l’ altro stato il direttore delle edizioni AR di Freda. Lo Zani e la Cogolli ebbero in tal modo una ulteriore conferma dei loro sospetti che la strage di Bologna fosse stata compiuta da provocatori di Avanguardia Nazionale legati ai servizi segreti italiani. Tutto ciò me lo disse la Cogolli. Lo Zani in un altra occasione mi disse che conosceva una persona, di cui non mi ha fatto il nome, che sapeva tutto sulla strage di Bologna.

In generale, l’ Adinolfi mi disse che sicuramente la strage era opera del gruppo di Delle Chiaie, che tendeva a criminalizzare terza posizione nel momento in cui il movimento stava velocemente ampliandosi. Ricordo che l’ Adinolfi mi disse che proprio in quei giorni a Roma vi era della gente di avanguardia nazionale, mai coinvolta in inchieste nemmeno in quella sulla strage che girava nei quartieri per reclutare delle frange del movimento e riportarle sulle posizioni di Avanguardia Nazionale. E’ mia impressione quindi in base ai discorsi di Adinolfi, che Ciolini dica la verità anche se fa polverone.

So ancora che signorelli era in rapporti con il Semerari, il quale si dice fosse della P2. Adinolfi mi disse infatti che era certo che Semerari, Signorelli e Gelli si erano incontrati in un ristorante di Roma. Ovviamente non so che cosa si siano detti.

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Walter Sordi – dichiarazioni 06.03.1993

Adr: confermo le dichiarazioni rese al dr Lupacchini in data 19.05.89 e 01.06.91.

Adr: ho conosciuto personalmente sia Abbruciati che Giuseppucci. Li incontravo presso un ristorante denominato “La Dolce Vita” e in un bar poco distante dal ristorante suddetto e prossimo anche alla abitazione dei gemelli Pucci che ne erano saltuari frequentatori.

Adr: i miei rapporti con l’ Abbruciati e il Giuseppucci ebbero inizio verso la fine del 1979, inizio del 1980. I rapporti di costoro col Carminati erano, invece, molto piu’ remoti.

Adr: il gruppo del Carminati aveva in se una componente maggiormente orientata verso le attivita’ politiche, costituita dall’ Alibrandi e dai gemelli Pucci ed una parte deputata ad attivita’ prettamente criminali e di raccordo con ambienti criminali. I due fratelli Bracci facevano parte di quest’ ultimo settore del gruppo Carminati. Ricordo poi che c’ era una figura minore, tale Lattarulo Maurizio, detto “Provolino” che e’ sempre rimasta nell’ ombra. Il Lattarulo dipendeva da Bracci Stefano ed era in buoni rapporti col Giuseppucci, col quale aveva condiviso un periodo di detenzione. C’ era infine il Tiraboschi che oscillava fra le due componenti del gruppo.

Adr: Carminati era in strettissimi rapporti con Fioravanti Valerio ed anche con Fioravanti Cristiano. Valerio e Carminati hanno commesso assieme alcuni reati che ho indicato a suo tempo nei miei verbali fra i quali la rapina alla Chase Manhattan Bank. V’ erano poi degli scambi logistici fra il gruppo Fioravanti e la banda della Magliana. Ricordo che io stesso fui ospite in un appartamento del quartiere Portuense nella disponibilita’ della Magliana. Anche Belsito durante la latitanza trovo’ rifugio in un appartamento nella disponibilita’ di Colafigli e di un’ altra persona che ho a suo tempo indicato e che ora non ricordo.

Adr: confermo che le notizie in ordine all’ omicidio Pecorelli le ho apprese nelle circostanze specificate nei verbali resi sul punto da Belsito, Zani, Nistri, Procopio, nonché, da ultimo, da Vale Giorgio. Le stesse persone mi riferirono circa i rapporti Fioravanti Gelli e circa le questioni dei banchieri francesi.

Adr: il rinvenimento delle armi di via nemea risale all’ agosto del 1982. Confermo anche in merito a questo rinvenimento le mie dichiarazioni rese a suo tempo.

Adr: dei componenti della banda della Magliana ho conosciuto meglio Giuseppucci e l’ Abbruciati e piu’ superficialmente altri tra i quali l’ Abbatino, il Toscano e i fratelli Selis. Non ho mai approfondito i rapporti con costoro. Si tratta di persone che ho incontrato alcune volte nei locali sopra indicati. Sembra che il Carminati fosse geloso dei suoi rapporti con il giro della Magliana e non favoriva certo il mio incontro con questa gente.

Adr: come ho gia’ altre volte dichiarato quando Cavallini entro’ nel nostro gruppo non ci fu piu’ bisogno di darsi da fare per reperire armi di tipo ordinario in quanto Cavallini ci procuro’ numerosissime armi che ci diceva provenire dal Veneto. Cavallini ci diceva che a dargliele era un camerata, molto criticato, che stava in carcere e faceva capire chiaramente di riferirsi al Fachini. Le armi che portava il Cavallini erano per lo piu’ di origine bellica, cioe’ Mab, bombe tipo SRCM ed altro. Per noi rimaneva senz’ altro l’ esigenza di reperire armi di tipo particolare, di tipo superiore quali gli M12 che ci procurammo autonomamente con una serie di omicidi e rapine.

Adr: parte delle armi di Cavallini finirono in via Nemea, ma la maggior quantita’ di esse fu affidata a Nistri che non so dove le tenesse tant’ e’ che non sono tuttora trovate. Non sono stato in grado di fornire notizie in merito all’ arsenale di Nistri, ne in merito a quello di Macchi.

Letto confermato e sottoscritto.

Angelo Izzo – verbale di udienza 25.11.1987 – settima parte

L’avv. Baldi: ha mai sentito parlare di un sistema di schedatura fatto da AN?

Izzo: sì.

Il Presidente: fatto non in Spagna, in Italia.

Izzo: in Italia, si’.

L’avv. Baldi: e forse anche in Spagna, ma forse Izzo non lo sa.

Izzo: pare che la forza effettiva di Avanguardia fosse che, ogni volta che una persona si avvicinava al suo ambiente, le veniva chiesta una serie di informazioni, anche su altri camerati, ecc… e ne usciva uno schedario enorme.

Il Presidente: questo chi glielo ha detto?

Izzo: ci sono una serie di episodi….

Il Presidente: questo chi glielo ha detto?

Izzo: un episodio l’ho saputo da Checco Rovella e Leone Di Bella due imputati di Concutelli, i quali avrebbero detto che nel periodo di unione con AN ebbero per le mani una parte di questo schedario riguardante alcuni ordinovisti e rimasero sconvolti. Ad esempio c’erano domande del tipo: che reati ha commesso, che reati potrebbe commettere eventualmente, ecc., insomma una serie di domande di questo tipo che lui diceva: “che questa e’ la questura centrale?…”. Insomma discorsi di questo tipo. Questi viene da Checco Rovella e leone di bella. Sono sicuro che questo me lo abbia confermato anche calore, quando nel ’75 gli chiesero di schedare il gruppo di Tivoli al tempo dell’unificazione ed egli si rifiuto’ di farlo e questo appunto nella famosa riunione alla villa… E’ indicativo anche la villa in cui avvenne la riunione, ad Albano, che apparteneva a persona iscritta al Partito Comunista. E’ una cosa indicativa di come avanguardia conduceva le cose, con le infiltrazioni ecc….

Il Presidente: questi sono giudizi che lei non deve dare.

Izzo spontaneamente: credo che la villa sia stata rintracciata… Questo me lo ha raccontato Sergio.

Il p.m.: Io sono rimasto che non era stata rintracciata.

Izzo: no, credo l’abbia rintracciata Calore con un sopralluogo… Me lo ha raccontato Sergio…

L’avv. Bordoni: la villa a chi apparteneva?

Izzo: di un avanguardista chiaramente che pero’ risultava iscritto al Partito Comunista; si e’ difeso dicendo: “io sono iscritto al Partito Comunista, come pensate questo?”. Poi si e’ giustificato, mi sembra, dicendo che c’erano dei lavori nella villa in quel periodo e quindi potevano pure anche essere entrati a fare una riunione.

L’avv. Baldi: le ha riferito niente Iannilli circa le eventuali confidenze ricevute da Palladino nel carcere di Novara prima di essere ucciso?

Izzo: si’. Le ho riferite a verbale. Mi disse che questo Palladino era “incavolato nero” sempre per le storie di Ciolini, ecc… Non ricordo con precisione, pero’ fece capire che erano implicate nella strage alcune persone di AN che Delle Chiaie era stato “leggero” a parlare con Ciolini, che si trovavano carcerati. Queste cose qua. Me lo ha detto Iannilli a cui l’aveva detto Palladino.

L’avv. Baldi: ha mai avuto contatti o sentito parlare di Gabriele De Francisci?

Izzo: certo. Lo conosco da ragazzo, perche’ ho abitato per un certo periodo all’Eur e lui abitava… Abitavo al Trieste, ma ho abitato anche all’Eur, a viale Europa, attualmente la mia famiglia abita li’. Gabriele De Francisci abitava a 50 metri da questa casa; in piu’ era fascista; in piu’ ci sono delle ragazze come Susanna Vella, Antonella Passantino, Michelle… un’americana… che abitano tutte li’, in quella via, a viale Europa e che sono state sia con me che con Gabriele De Francisci proprio in quel periodo, percio’, insomma…

Si da’ atto che Izzo viene interrotto.

Il Presidente: omettiamo queste considerazioni.

L’avv. Baldi: ebbe modo di parlare con qualcuno del ritrovamento della valigia di esplosivo sul treno Taranto- Milano?

Izzo: si’, con Valerio Fioravanti ovviamente. La cosa che mi lascio’ molto perplesso fu che Valerio non voleva, cioe’ cercava di mettere a tacere questa storia e diceva: “sono fesserie, chi se ne frega”, ecc… io rimasi piuttosto stravolto perche’ dissi: “come? Questo e’ un tentativo di incastrarti..?”. Perche’ io ero a trani in quel periodo, sapevo che erano a Padova per preparare l’evasione, ecc… perciò gli dissi che qualcuno lo aveva tradito da vicino, ha dato ai servizi segreti questa storia. Lui invece: “va bene, ma che cosa ci importa, tanto a chiunque glielo chiediamo, ci dice di no”. Insomma cercava di minimizzarla. Qui dovrei dire una cosa che probabilmente in quest’aula so solo io. Con Valerio avevo un rapporto di estrema confidenza, al punto che ad esempio so una cosa che probabilmente non sa nessuno: che Valerio ha fatto dei verbali di confidenze ai cc… nella caserma, questo per dire quanta confidenza c’era tra noi, che sono rintracciabili. Nell’estate ’83 si reco’ con Francesca Mambro nella caserma dei cc. di Padova su ordine del giudice che aveva l’inchiesta di Padova, in cambio di questo colloquio con Francesca Mambro che non riusciva a vedere, ecc., fece dei verbali di confidenze… insomma questa e’ una cosa che non poteva raccontare a nessuno perche’ lo avrebbero ammazzato. Io invece questa storia la so.

Il p.m.: Risultano da qualche parte questi verbali?

Izzo: ci saranno da qualche parte, penso che i cc di Padova li avranno.

L’avv. Baldi si riporta alla proposta di espatrio da parte di Cavallini a Cristiano Fioravanti.

Izzo: riguarda sempre la storia dopo che era cascato Valerio, quando si sono trovati allo sbando per aver perso i covi in veneto. A Milano si incontrarono con Magnetta e Ballan; tra l’altro c’era anche Gabriele De Francisci a questo incontro e Cristiano…tanto Cristiano e’ pentito, quindi penso che la racconterà questa storia.

Izzo prosegue: si incontro’ con Magnetta e Ballan che gli fecero la proposta nei termini di cui abbiamo gia’ parlato.

A d.p.c.r.: Certo che ho sentito parlare di Ferracuti, e’ stato anche mio perito, percio’ lo conosco piuttosto bene.

A d.p.c.r.: Per quanto riguarda i rapporti di Ferracuti con la famiglia Nistri dico che Nistri, appena entrato nel carcere di Ascoli, decise di fare il matto e di tentare di prendere la perizia psichiatrica. Siccome avevo gia’ fatto questo tentativo, gli diedi dei consigli e di questo c’è prova in un verbale da lui reso ai giudici di Pisa, in cui dette come alibi che stava a fare una seduta spiritica col diavolo… Questo verbale di Nistri e’ rintracciabile. Fui io a consigliargli cosa dire al giudice.

L’avv. Bezicheri: e’ vero, ho letto i verbali, c’e’ uno che evidentemente doveva essere impazzito improvvisamente….

Il p.m.: Presidente per cortesia… avvocato…

L’avv. Bezicheri: e’ vero.

Izzo spontaneamente: era un tentativo di prendere la perizia psichiatrica, cosa che voi avvocati ci consigliate abitualmente. Percio’ non vedo cosa ci sia di strano. Nistri mi racconto’ che era in buonissimi rapporti con Ferracuti. Mi racconto’ anche una storia strana, cioe’ che Ferracuti, che diceva di essere in rapporti con i servizi segreti, gli disse: “Nistri, guarda se mi consegni Cavallini, i servizi sono in grado di farti avere il passaporto, ti manderanno via…”. Nistri rimase sul vago poiche’ voleva essere aiutato ma, al tempo stesso, non era intenzionato a fare questo. Dopo poco tempo Ferracuti gli si ripresento’ dicendogli che Cavallini non interessava piu’ ai servizi e che poteva dimenticare la proposta fattagli in precedenza. Questa e’ la storia.

A d.p.r.: L’ho saputo da Nistri. Non ero presente, perche’ credo sia avvenuto mediante la famiglia. Credo che la madre di Nistri sia in buoni rapporti con Ferracuti.

L’avv. Baldi: qualcuno le disse mai che Cavallini apparteneva ai Servizi Segreti?

Izzo: si’, Frigato, il quale era convinto che al momento della retata Sordi, nell’appartamento in cui stava lui, i cc sapevano che doveva arrivare Cavallini. Secondo Frigato, furono i servizi ad affrettare la retata, a dargli un avvertimento e scappare in maniera che sono dovuti intervenire i cc ad arrestarlo, proprio per far sfuggire Cavallini alla trappola, altrimenti sarebbero arrivati a quell’appartamento e lo avrebbero catturato. Anche Zani diceva la stessa cosa e nacque una discussione. Rispetto a questo, pero’, sono anche in parte cose polemiche, quindi non so che attendibilità possano avere… Sono nate da una polemica tra Zani e Frigato da una parte e Cavallini dall’altra.

Il p.m.: In riferimento alla ricerca di documenti per un nazista.

Izzo: si’, Nistri mi ha raccontato anche questo. Mi disse che fece fare un documento ad un falsario di Roma per un vecchio di circa ottant’anni. Il falsario gli chiese per chi era il documento e lui disse che era per un criminale nazista, un amico che necessitava di questo documento, di questo passaporto.

L’avv. Baldi: ha mai saputo niente dei rapporti tra Magnetta e la malavita?

Izzo: si’. Magnetta era legatissimo alla malavita napoletana di Raffaele Cutolo, cioe’ all’NCO. Ad esempio nel carcere di Pisa, dove io mi recai quando incontrai De Francisci e Loris Facchinetti, si parlava di Magnetta come del capo zona dei cutoliani dentro quel carcere.

Siccome nel carcere c’erano molti napoletani, rimasi sbalordito che proprio un romano fosse capo zona, ma mi assicurarono che era cosi’.

Rapporti di Magnetta con la malavita romana sicuramente,

Anche con lo stesso Danilo Abbruciati.

A d.p.c.r.: Si’, ho conosciuto Loris Facchinetti. Siamo stati insieme… Io mi ero recato per un processo per una rissa a Pisa; sono stato al carcere di Pisa assieme a Loris Facchinetti e Gabriele De Francisci. Sono stato con lui circa 15 giorni ed avemmo anche degli scontri, nel senso che era un fascista vecchio tipo che rivendicava i suoi rapporti con i golpisti, con i Servizi Segreti… Devo premettere che avevo avuto rapporti anche con il gruppo di Facchinetti “Europa e Civilta’”, in una sede nei pressi di S. Giovanni, ora non ricordo la via, presso la quale mi recai alcune volte. Era un ambiente misto di cattolici integralisti, gente proveniente da Avanguardia, gente proveniente da Ordine Nuovo che propugnava piu’ che altro ideologie golpiste e cose del genere. Facchinetti mi rivendico’ che secondo lui questo discorso era ancora valido, al punto che mi disse che l’unica attivita’ politica valida era cercare di finanziare la resistenza afgana.

L’avv. Baldi: in maniera piu’ concreta le parlo’ di rapporti con la Banda della Magliana? Facchinetti aveva rapporti con la banda della Magliana?

Izzo: si’, mi disse di avere rapporti stretti con Giuliani, e dato che Giuliani era inserito all’interno della Banda della Magliana, di conseguenza presumo che anche Facchinetti ne avesse.

L’avv. Baldi: e con la massoneria sud americana?

Izzo: con la massoneria sud americana perche’ cercava di avere finanziamenti… a parte che era editore di una casa editrice, Atenor, che pubblica unicamente testi massonici.

Il Presidente: e circa i rapporti di Facchinetti con la massoneria americana da chi l’ha saputo?

Izzo: sud americana… Lui parlava di rimediare soldi presso i massoni sud americani per finanziare la resistenza afgana che lui sognava di riuscire a fare questa interconnessione.

Il Presidente: parlava di avere dei soldi da massoni americani, e da questo lei dedusse che… o le illustro’ questi rapporti?

Izzo: la mise su questo piano, che era già avanti con questo suo programma e il suo arresto, causato dalla Lauricella moglie di Giuliani, aveva fatto saltare…lui diceva: “questo terrorismo, questa lotta armata e’ una scemenza, perche’ se spariamo ad una poliziotto, spariamo ad un giudice, non risolviamo niente. Ci sono invece giochi molto piu’ grossi, molto piu’ importanti da fare per cui anche le armi possono funzionare.

Invece voi ragazzi avete la mentalita’ che le armi sono la cosa principale…”

Il Presidente: i rapporti di Facchinetti con la massoneria americana glieli ha illustrati lui oppure lei li ha dedotti dal fatto che lui disse di essere in grado di farsi dare…

Izzo: disse che era una fase avanzata per ottenere del denaro. Mi spiego’ anche che mediante questa casa editrice aveva accesso a tutti gli ambienti massonici e quindi aveva possibilità di contatto con le persone. Con lui lavorava anche un certo Valtenio Tacchi di “Europa e Civilta’”. Sarebbe quel ragazzo… lo ricordo bene perche’ mi sono incatenato anch’io a suo tempo, che lui si era incatenato a mosca, l’hanno arrestato e noi facemmo un pagliacciata vicino all’ambasciata russa, incatenati, una cosa del genere. Era il socio di Loris Facchinetti nella casa editrice Atenor, probabilmente intestata a questo Valtenio Tacchi.

A d.p.c.r.: Facchinetti non mi parlo’ mai di Elio Sciubba.

L’avv. Baldi: ebbe modo di parlare con Sinatti del Citti?

Izzo: mi sembra di no.

L’avv. Baldi: in realta’ ne ha parlato in un interrogatorio, comunque se non se lo ricorda, non insisto su questo.

Izzo: non me lo ricordo.

L’avv. Baldi si riporta al periodo di detenzione di Izzo assieme a Signorelli nel ’79: ebbe modo in quella occasione di sentir parlare di un progetto di omicidio nei confronti del giudice Amato?

Izzo: no. Ce l’aveva a morte con Amato, diceva che era un persecutore, che era un boia… Pero’ progetti di questo tipo, no.

L’avv. Baldi: si e’ mai commentato nell’ambiente un po’ piu’ in dettaglio, quello che era il volantino di Terza Posizione sull’omicidio di Mangiameli, cioe’ sulla responsabilità di Spiazzi in ordine a questo omicidio.

Izzo: questa e’ la tesi ufficiale di Terza Posizione, io non mi sono mai interessato molto, anche perche’ la tesi di Terza Posizione sull’omicidio Mangiameli, per mia scienza diretta, sapevo che non era credibile. A meno di pensare che fosse la strage di Bologna…

L’avv. Baldi interrompe: non voglio che mi ripeta ciò che ha gia’ detto, se ha da dire ulteriori cose …

Izzo: no, commenti normali, cioe’ che Terza Posizione diceva queste cose, che anche Ciccio aveva scoperto qualcosa di Valerio e perciò era l’85 vittima della strage, che Ciccio aveva scoperto le implicazioni di Valerio nella strage, ecc…