Angelo Izzo – verbale di udienza 25.11.1987 – nona parte

L’avv. Bezicheri: chiedo se gli hanno riferito, parlandogli di questo passaggio attraverso Fachini, come, dove e quando sarebbe avvenuto il passaggio.

Izzo: Bruno Mariani, che avrebbe dato la bomba a mano direttamente a Litta, era solito frequentare Fachini, gli portava macchine rubate, si scambiavano armi, c’era gente di Costruiamo l’Azione strettamente legata al Fachini; in uno di questi viaggi tra il Veneto e Roma c’era anche questa bomba a mano.

L’avv. Bezicheri: le disse esattamente in uno di questi viaggi, oppure non le dissero le circostanze attraverso le quali si sarebbe verificato…

Izzo interviene: disse che tra le altre armi che gli aveva dato Fachini c’era questa bomba a mano proveniente da Valerio, questa era la cosa strana.

Il Presidente: lo disse sempre Litta?

Izzo: lo disse Litta a cui lo disse Mariani. Tutti questi andavano dicendo questa storia, accusando Valerio: “allora tu Valerio eri in contatto con Signorelli gia’ da prima, a noi racconti le storie come non stanno”.

L’avv. Bezicheri: specifico’ in quale viaggio, circostanze precise, o fu un discorso cosi’…

Izzo: no. E’ evidente che non me le potrebbe aver dette.

Il Presidente: non preciso’.

L’imputato Fachini: siccome parlava di macchine rubate, di rapine, su Roma, il Veneto…

Izzo: non ho detto rapine.

L’imputato Fachini: è un’ennesima novità, vorrei sapere in merito.

Izzo: non mi sembra una novita’, cioe’ che il gruppo romano… scusi Cavallini faceva le rapine con Bruno Mariani, Marcello Iannilli, ecc…. quando ancora stava con lei, percio’ mi sembra normale che esistano rapporti tra Roma e il Veneto.

L’avv. Bezicheri: le sembra normale come deduzione o perche’…

Izzo: a me l’hanno raccontato, che poi sia una novita’… in questo senso le rispondevo che mi sembra normale.

Il p.m.: Fachini dica che è una novità…

L’imputato Fachini: quando faceva delle rapine, con chi?

Il Presidente: facciamo domande precise, altrimenti il teste finisce poi per fare sue valutazioni; dalla precisione della domanda dipende la precisione della risposta.

L’avv. Bezicheri: se anche per il discorso macchine, rapine, ecc. Gli sono state indicate circostanze precise.

Izzo: certo, le posso fare un esempio che mi e’ venuto in mente in questo momento. Nel dicembre 1979 una rapina in una gioielleria di Tivoli, in cui sono imputati, condannati, non so di preciso, ma e’ una cosa risaputa, Gilberto Cavallini, Valerio Fioravanti, Bruno Mariani e Marcello Iannilli. L’organizzatore della rapina e’ Sergio Calore.

L’avv. Bezicheri: non ha capito la domanda. Se e’ in grado di fornire, come riferite da Litta Modigliani o da altri, circostanze precise riferentisi a Fachini sia in relazione alle rapine, sia alla bomba a mano che alle altre.

Il Presidente: Litta Modigliani le ha detto che queste bombe a mano venivano o erano passate dalle mani di Fachini? Senza fare deduzioni.

Izzo: ripeto che Litta Modigliani mi ha detto queste parole precise: “questo Valerio racconta delle storie che non sono vere, perche’ una bomba a mano che mi e’ stata sequestrata, veniva dal veneto, da Fachini e Melioli ed era una bomba a mano di Valerio. Bruno Mariani, quando mi ha dato questa bomba a mano, mi ha detto che viene da Melioli e Fachini”. Questo mi ha detto Litta.

Il Presidente: cioe’ Litta le disse che mariani gli aveva consegnato questa bomba a mano dicendo che proveniva dal veneto.

Izzo: si’. A questo punto io dissi: “va beh, Valerio che c’entra?”. Mi disse: “la bomba proviene dalle bombe rubate da Valerio nell’arsenale di Pordenone”. Siccome lui e’ stato arrestato nel novembre ’79, questo dimostrerebbe che precedentemente Valerio aveva rapporti con queste persone. Io vado da Valerio e gli dico: “Valerio, guarda che mi hanno detto questa storia cosi’, cosi’ e cosi’…”. Valerio dice: “si’, probabilmente è vero”. Oggi ha detto questa storia. Quando parlo’ con me mi disse: “guarda che questa bomba a mano… Sai, io ho distribuito armi a destra e a manca, a macchi, a quelli del Fuan, ecc. Probabilmente sara’ arrivata, non l’ho data io a Fachini”. Cosi’ si giustifico’. Pero’ era abbastanza debole come cosa. Fine della storia Litta-Valerio. Riguardo al fatto che mariani avesse rapporti con Fachini, questo me l’ha detto Cavallini, Giusva Fioravanti, Sergio Calore…

L’avv. Bezicheri: la domanda non riguardava rapporti.

Izzo: rapporti cioe’… di portargli su roba…

L’avv. Bezicheri: tornando alla mia domanda originaria…

Il giudice a latere: un attimo perche’ stava finendo il discorso circa i rapporti…

Izzo: fra bruno mariani che andava in veneto, ad esempio ritirava armi da Fachini perche’ i veneti di solito avevano grossa disponibilità di armi e di esplosivo, e lo portava giù a Iannilli, ecc… oppure documenti…

Il Presidente: da dove vengono queste informazioni?

Izzo: ripeto, me le hanno dette Sergio Calore, Giusva Fioravanti, Gilberto Cavallini, Roberto Nistri, non e’ una voce, e’ una cosa accertata in maniera indiscutibile e credo ci sia gente confessa su queste storie.

L’avv. Bezicheri: la domanda era se gli sono state dette le circostanze circa persone e luoghi, oppure no?

Izzo: sarebbe illogico che me l’avesse fatta.

L’avv. Bezicheri: sul discorso delle armi, mariani, ecc… Gli sono state esplicitate circostanze? E’ in grado di indicare circostanze almeno per un viaggio?

Izzo: mi e’ venuta in mente una storia su cui si rideva molto. Siccome Mariani era un po’ bugiardo a proposito dei suoi rapporti con la sinistra e si vantava di avere rapporti maggiori di quelli che in realtà aveva, una volta porto’ una macchina a Cavallini e a Fachini dicendo loro che gli era stata data da esponenti delle BR e che era stata rapinata in un garage. Questo me l’hanno raccontato sia Fachini che Fioravanti. Cavallini e Fachini erano preoccupati in quanto era una macchina che scottava e la spostavano ogni giorno; a parte che avevano cambiato la targa e tutto, ma la spostavano continuamente per Padova per paura che… dopo alcune settimane si apprese che era una macchina rubata qualsiasi ed era in pratica tutta una storia raccontata dal Mariani per farsi più grande di quello che era.

Il Presidente: aveva portato questa macchina da Roma a Padova?

Izzo: sì.

L’imputato Fachini: a cosa doveva servire questa macchina?

Izzo: per un’azione, ma non ricordo quale.

L’imputato Fachini: per che cosa?

Il Presidente: ha detto che non ricorda.

Izzo: non ricordo, probabilmente lo sapevo anche. Era una storia che si raccontava ridendo… forse una rapina.

L’avv. Bezicheri: questo lo avrebbe saputo da Mariani direttamente o da altri?

Il Presidente: ha gia’ precisato che lo seppe da Cavallini e da Fioravanti.

L’avv. Pisauro: questo Mariani è una delle sue fonti?

Izzo: no, non e’ mai stata mia fonte perche’ non ci siamo mai incontrati. In ogni caso le cose dette da Mariani appunto… sarei tentato di non riferirle.

L’avv. Bezicheri fa richiesta istruttoria affinche’ sia sentito Litta Modigliani.

Izzo: e’ carcerato, ha 27 anni per l’omicidio Rapesta.

L’avv. Bezicheri: Litta Modigliani che si trova detenuto, che venga sentito in riferimento, come riscontro, visto che sono tutti quanti discorsi di riferimento, e’ necessario sentire queste persone che vengono riportate come referenti di queste affermazioni.

L’avv. Bezicheri: inoltre chiedo l’acquisizione delle due sentenze del GI e della sezione istruttoria di Novara, sempre nell’ambito dell’attendibilità e rifacendomi anche alla giurisprudenza della Cassazione, c’e’ una valutazione anche sulla attendibilità intrinseca.

L’avv. Bezicheri prosegue: ha detto di aver letto sui giornali il nome di Brugia con riferimento a situazioni di questo dibattimento…

Izzo interrompe: e’ una cosa che avevo gia’ dichiarato in precedenza, pero’ mi e’ venuta in mente rispetto a Bologna leggendola sul giornale.

Il Presidente: ricorda a quale giudice l’ha dichiarata?

Izzo: in sede di confronto con Cristiano Fioravanti, al dott. Vigna e D’Ambrosio, rispettivamente della Procura della Repubblica di Firenze e Roma.

Il Presidente: ricorda anche il mese?

Izzo: si’, dovrei averlo fatto nel mese di maggio-giungo ’83… anzi no, mi scusi, maggio-giugno dell’anno scorso.

L’avv. Bezicheri: nell’ambito di quale istruttoria?

Izzo: nell’ambito dell’istruttoria per…. mica lo so. Un confronto con Cristiano, mi sembra o Pecorelli… non lo so, le dico una sciocchezza.

Izzo: verteva su una serie di fatti che Cristiano non aveva detto e che io mi ero deciso a dire; pero’ non so nell’ambito di quale istruttoria, basta chiedere alle procure.

L’avv. Bezicheri: che cosa ha dichiarato di preciso su Brugia?

Izzo: nel marzo-aprile ’82 – posso essere preciso perche’ e’ proprio nel periodo del mio trasferimento ad Ascoli – un giorno Valerio Fioravanti mi disse: “Angelo mi devi fare un favore, dovresti mandare un tuo parente…..- All’epoca avevo un’avvocatessa alla quale ero particolarmente legato, non ero ancora pentito ovviamente – perche’ non chiedi all’avvocatessa se va ad avvertire queste persone e dire loro di scappare perche’ stanno per arrestarle?”. E mi diede questi nomi: Pippi Bragaglia, Riccardino Brugia e Stefano Procopio. Io gli chiesi come sapeva che li avrebbero arrestati e mi disse: “Cristiano me l’ha mandato a dire, lui l’ha saputo dagli ambienti della Digos che gli stavano addosso” e mi diede anche il nome del padre di Pippi Bragaglia che ha un ufficio di assicurazioni nei pressi di piazzale Clodio, vicino al Palazzo di Giustizia a Roma, per avvertire anche lui.

Izzo prosegue: cosi’ mi diede questo indirizzo. Combinazione quella settimana non feci colloquio con l’avvocatessa, non ebbi modo di fare uscire questa notizia; lui torno’ dal colloquio e mi disse che era stato suo padre ad avvertire Bragaglia di scappare, perche’ lo stanno per arrestare. Questa cosa non l’ho mai detta perche’ non la ritenevo particolarmente rilevante; L’ho tirata fuori al momento del confronto con Cristiano. Tra l’altro il giudice ha contestato a Cristiano, lo posso dire perche’ e’ avvenuto in mia presenza, e gli disse: “guardi, Izzo e’ impossibile che sapesse, perche’ proprio in quel mese noi avevamo intenzione… erano venute fuori delle cose su queste persone ed avevamo effettivamente intenzione di arrestarle. Izzo questo non lo poteva sapere in nessun modo, percio’ la storia che ci racconta e’ vera”. E Cristiano ha continuato a negarla dicendo che non aveva motivo di coprire non tanto Procopio quanto Brugia. Leggendolo sul giornale mi e’ venuta in mente questa circostanza.

L’avv. Battista: ma a proposito di questo, i contatti tra Cristiano e Valerio Fioravanti, siamo nel 1982, come avvenivano?

Izzo: avvenivano mediante la famiglia, mediante lettere in codice e in piu’ hanno avuto possibilita’ di incontrarsi due o tre volte con la scusa dei confronti, poi riuscivano a vedersi nelle celle in carcere. Cose che avvengono in carcere. Comunque avevamo anche un codice, tra l’altro anche a me Valerio aveva dato un codice che ho rivelato ai magistrati; le lettere sono tutte censurate, per cui si potrebbe ricontrollare. Il codice sarebbe: 117 lettere non contano niente, mentre ogni 17 lettera della pagina si mette in un quadratino e si costruisce una frase, diciamo servendosi della 17 lettera di ogni frase.

L’avv. Bezicheri: quando Cristiano Fioravanti ebbe a parlargli di questo terzetto fra cui Brugia, gli parlo’ mai di un certo Picciafuoco, in relazione a questo o ad altro?

Izzo: assolutamente no, per me Picciafuoco e’ un nome…

L’avv. Bezicheri: quindi e’ una cosa che ha letto sui giornali

Izzo: si’.

L’avv. Bezicheri: le cronache di questi processi le legge solo adesso sui giornali o abitualmente?

Il Presidente fa presente che la domanda e’ irrilevante ed invita l’avv. Bezicheri a fare una domanda specifica.

Izzo interviene: io i giornali li leggo abitualmente.

L’avv. Bezicheri: la domanda specifica e’ se abitualmente legge…

L’avv. Lisi: se e’ l’unica cosa che ha appreso dai giornali?

Il Presidente: non risponda, la domanda è ininfluente.

L’avv. Bezicheri: premesso che il teste spontaneamente, con riferimento ad una circostanza della sua deposizione odierna, ha affermato nel corso della deposizione…

Izzo interrompe: scusi ma io la deposizione l’ho fatta prima che uscisse l’articolo sul giornale.

L’avv. Bezicheri continua: io parlo della deposizione di oggi. Ha affermato nel corso della deposizione odierna di essere stato particolarmente attratto sul nominativo Brugia che prima non gli diceva nulla….

Izzo interrompe: cioe’ mi diceva che era un membro dei Nar, pero’ non un membro particolare.

L’avv. Bezicheri prosegue: dalla lettura di un articolo di giornale riportante una cronaca di questo processo, premesso tutto questo si chiede che venga posta al teste la domanda se abitualmente legge sui giornali cronache giudiziarie riguardanti processi cosiddetti di eversione nera. La domanda e’ specifica.

Il Presidente: la domanda non viene ammessa perche’ ritenuta ininfluente.

L’avv. Bezicheri: parlando oggi del discorso di Fachini e della bomba a mano: ha fatto riferimento ad un verbale di Firenze…

Izzo: un’altra bomba a mano. Questa e’ la bomba a mano di Litta Modigliani, nel verbale di Firenze ho parlato della bomba a mano appartenente allo stesso stock con cui fu ucciso l’agente Marino, stock ritrovato nel covo di via dei Foraggi di Concutelli.

L’avv. Bezicheri: la domanda e’ in quale verbale di Firenze.

Izzo: nel primissimo verbale di Firenze in cui parlavo delle armi ritrovate a via dei Foraggi, cioe’ un mitra mp 40 proveniente dal veneto, da Fachini…

L’avv. Bezicheri: io ho un verbale del 14/4/84 al giudice di Firenze, in cui non c’e’ questa storia.

L’avv. Baldi fa presente che ci sono dieci verbali; si tratta del verbale 18/1/84.

Izzo: sono sicuro di averlo dichiarato.

Il p.m.: In uno dei primi verbali. Se ripercorre la storia di quest’altra bomba a mano.

L’avv. Bezicheri: dell’episodio della bomba di oggi, quando ne ha parlato la prima volta?

Izzo: di questa di Litta Modigliani? Nel verbale del 25/3/85 avanti il dott. Mancuso.

Il p.m. Chiede se e’ possibile che Izzo ricostruisca il riferimento al mitra, a via Foraggi e alla bomba.

Izzo: si tratta di una partita di bombe a mano rubate in caserma da Nico Azzi a Milano nel lontano 1972-73. Una di queste bombe e’ quella che ha ucciso l’agente Marino nel 1973 a Milano; un’altra la ritroviamo nel covo di via di Foraggi, nel febbraio ’77, quando viene arrestato Pierluigi Concutelli. Del mitra Concutelli mi disse che veniva direttamente da Fachini, era un mitra Mauser mp 40 tedesco che conosco piuttosto bene.

L’avv. Battista: quindi la fonte è sempre Concutelli?

Izzo: di via dei Foraggi sì, è sempre Concutelli; probabilmente anche Calore, perche’ Calore e Tisei vivevano con Concutelli nel covo di via dei Foraggi. Siccome tra queste tre persone due sono pentiti, penso sia facile…

L’avv. Bezicheri si riporta all’interrogatorio del 22/2/84 reso da Izzo al dott. Luzza e dà lettura del seguente punto: “il tentativo da parte del Cavallini di individuare dove stesse il Fachini per poi ucciderlo, e’ sicuramente collocabile nel periodo di tempo in cui Fachini era a S. Maria di Leuca”.

L’avv. Bezicheri: la prima domanda è se sa queste cose perché gliele ha dette Cavallini.

Izzo: no, me le hanno dette Ciavardini e Fioravanti. C’è un accertamento che secondo me taglierebbe la testa al toro, cioe’ se esiste questa casa in cui c’è questo scantinato, non e’ che io lo possa sapere diversamente. Non sara’ una casa enorme, se si puo’ individuare la coinquilina e chiederle se si ricorda questo episodio.

L’avv. Bezicheri: ma infatti noi siamo d’accordo sul fare questa richiesta istruttoria, pero’ se puo’ darci maggiori particolari su questa casa…

Izzo: e’ semplice individuarla, e’ la casa in cui e’ stato buttato, anzi in cui si e’ suicidato il portiere.

L’avv. Bezicheri fa richiesta istruttoria per accertare se in questa casa esiste uno scantinato cosi’ come e’ stato detto dal sig. Izzo.

L’imputato Fachini: e’ individuabile.

L’avv. Bezicheri: e’ facilmente individuabile perché c’è stata un’inchiesta su questa morte con delle sentenze, quindi… è inutile fare dei sorrisini, perché le sentenze bisogna rispettarle non solo quando rinviano a giudizio o condannano, perché altrimenti i primi detrattori delle corti non siamo noi allora eh, attenzione.

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Angelo Izzo – verbale di udienza 25.11.1987 – ottava parte (confronto con Delle Chiaie)

Si da’ atto che alle ore 16,25 la Corte entra in camera di consiglio, per una breve sospensione.

Si da’ atto che alle ore 16,35 la Corte rientra in aula. Il Presidente fa richiamare Izzo Angelo.

Il Presidente: per quanto riguarda le frasi proferite dall’imputato fioravanti nei confronti della corte, il Presidente ordina la trasmissione di copia degli atti al Procuratore della Repubblica in sede.

Izzo spontaneamente: Presidente mi scusi, cosi’ forse risparmiamo anche del tempo riguardo alle domande. Io ho mandato una lettera alla Corte e volevo sapere se e’ stata ricevuta?

Il p.m. fa presente che e’ agli atti.

Il giudice a latere: noi tutti i lunedi’ pubblichiamo un elenco degli atti pervenuti alla Corte.

L’avv. Bezicheri: Presidente, non ho capito il collegamento tra il risparmiare tempo e la lettera.

Il giudice a latere: ce lo spieghi.

Izzo: siccome questo non e’ il primo processo in cui sono testimone, ho notato che la maggior parte delle domande vertono sulla mia posizione personale e giuridica che in quella lettera viene chiarita. Questo e’ tutto.

Il Presidente da’ la parola alla difesa.

L’imputato Delle Chiaie interviene: ha mai dichiarato a qualche giudice l’episodio della pistola spagnola? La pistola regalata da un ufficiale della marina spagnola?

Il Presidente: quella con le iniziali di un ufficiale spagnolo.

Izzo: credo di si’. Comunque l’inchiesta sui fatti spagnoli e’ in mano al GI Calabria di Roma.

L’imputato Delle Chiaie: in che anno l’ha dichiarato?

Izzo: questa storia dovrebbe essere di uno – due anni fa, non glielo so proprio dire.

L’imputato Delle Chiaie: dopo il 1984?

Izzo: io mi sono pentito nell’84, percio’…

L’imputato Delle Chiaie: ah, quindi dopo il pentimento. Ricorda questo brano che mi permetto di leggere: “… di una Ingram, cioe’ una pistola regalata da un ufficiale della marina spagnola a Stefano Delle Chiaie, sequestrata a Concutelli.” Ricorda questo brano?

Izzo: si’,parliamo di due pistole diverse, pero’. C’e’ anche una Colt Commander 45 sequestrata a Concutelli.

L’imputato Delle Chiaie: nella mia memoria, inviata al processo Occorsio, che questa pistola famosa, lei puo’ chiedere al dott. Vigna, non fu mai trovata e fu soltanto un sentito dire.

Izzo: no, mi scusi, stiamo parlando di due pistole diverse. Io sto parlando di una pistola sequestrata a Gianfranco Ferro.

L’imputato Delle Chiaie interviene: perfetto.

Izzo: a Concutelli furono sequestrate una Ingram ed una Colt Commander 45 qualsiasi, probabilmente proveniente sempre… La 45 di cui ho parlato a dimostrazione dei rapporti con i servizi spagnoli, è la 45 Commander che e’ uguale a quella di Concutelli, pero’ sequestrata a Gianfranco Ferro, che e’ il luogotenente, ma gia’ l’ho dichiarato. La Commander sarebbe l’automatica.

L’imputato Delle Chiaie: da chi apprese delle possibili connessioni con i servizi segreti spagnoli? Da Concutelli?

Izzo: da Concutelli soprattutto.

L’imputato Delle Chiaie: puo’ indicare un episodio?

Izzo: Concutelli non mi diede grandi particolari su questi episodi, mi disse che avevano eliminato almeno due o tre terroristi che avevano messo una bomba in una certa occasione, che una volta hanno sequestrato un terrorista. La storia che so piu’ in dettaglio e’ che una volta, ai confini tra la Francia e la Spagna, avevano sequestrato un terrorista che andava in motorino, lo avevano caricato su di una macchina e portato in territorio spagnolo in cui era stato consegnato ai servizi di sicurezza.

L’imputato Delle Chiaie: presso il giudice Calabria c’e’ un’inchiesta, come ha detto lo stesso teste, ed e’ possibile controllare che non vi e’ stato alcun episodio di eliminazione fisica, ne’ di sequestro almeno fino al 1978-79.

Il Presidente fa presente che, in ogni caso, e’ un reato commesso in Spagna.

L’avv. Pisauro: la persona che sarebbe stata uccisa, questo militante dell’Eta, in effetti non era morta, mori’ nell’82.

Il Presidente: chieda l’acquisizione degli atti.

L’imputato Delle Chiaie: non è mai stato ucciso. Vorrei sapere, il teste ha parlato della sede di “Europa e Civilta’” che è a piazza San Giovanni. Ha presente i magazzini Coin?

Izzo: sono 13 anni che sono in carcere, no.

L’imputato Delle Chiaie: e il cinema Massimo?

Izzo: neanche, non conosco bene quella zona.

L’imputato Delle Chiaie: si puo’ essere dimenticato in carcere, ma la sede di “Europa e Civilta’” era di fronte al cinema Massimo e quindi…

Izzo interrompe: comunque le sedi di “Europa e Civilta’” erano due.

L’imputato Delle Chiaie: è una.

Izzo: no, erano due. Allora le specifico: la sede che ho visitato io, era un seminterrato in una traversa di via S. Quintino, via che da su S.Giovanni. Mi pare si chiami Vittorio Emanuele, Carlo Alberto, una cosa simile. Penso che sia facilmente rintracciabile dalla polizia.

L’imputato Delle Chiaie: il teste prima che entrasse in carcere nel ’73, ’74 ha parlato di riunioni in casa di una certa Fiammetta, puo’ dire il cognome?

Izzo: non ricordo. Sono in grado di identificare la casa in qualsiasi momento. E’ su corso Trieste, nei pressi di piazza Istria. Fiammetta era la ragazza di tale Sergio Meloni, militante di AN sarebbe colui che fu assolto dal giudice Alibrandi a Roma per un pestaggio ai comunisti, una storia del genere.

L’imputato Delle Chiaie: dov’era la sede di AN nel ’73?

Izzo: a via Arco della Ciambella n 7, nei pressi del Pantheon c’era una sede; un’altra, che era una sede semi-clandestina, nei pressi di piazza Bologna.

L’imputato Delle Chiaie: il teste ha detto che accompagnava Adinolfi da Saverio Ghiacci per prendere ordini, mi sembra. Dove lo accompagnava?

Izzo: si’. Lo accompagnai quasi sempre in una saletta interna del bar Negresco, a piazza Istria. In una occasione lo accompagnai alla facolta’ di Architettura.

L’imputato Delle Chiaie: dove studiava il Ghiacci?

Izzo: non lo so. Non credo, era vecchio. L’appuntamento era davanti alla facolta’.

L’imputato Delle Chiaie: puo’ descrivere Saverio Ghiacci?

Izzo: e’ bassetto e tracagnotto, con la pelle rosata, i capelli corti, mi sembra castani, ed i baffetti.

L’imputato Delle Chiaie: puo’ specificare in che momento del giorno c’erano gli incontri nella saletta del bar?

Izzo: l’appuntamento all’Architettura sicuramente di mattina perche’ ricordo che la facolta’ era aperta e c’era movimento. Al bar penso a tutte le ore, si tratta di due o tre e mi risulta difficile… Probabilmente nelle ore pomeridiane e serali.

L’imputato Delle Chiaie: faccio presente che Saverio Ghiacci lavora da sempre in un negozio fino alle 8 di sera e su questo si puo’ indagare. Conferma il teste che nel ’73 si incontrava anche con Paglia?

Izzo: si’, anche con Paglia che effettivamente non era piu’ il dirigente di AN romana che era rimasta solo in mano a Tilgher. Pero’ Paglia continuava a frequentare l’ambiente e continuava a mantenere rapporti.

L’imputato Delle Chiaie: faccio presente che Paglia dal ’71 non… è stato emarginato da AN per motivi notissimi, credo a tutti quanti, compreso il libro “La notte della Madonna”.

Izzo: scusi Delle Chiaie, questo e’ un falso.

L’imputato Delle Chiaie: non le permetto di dirmi che e’ un falso. Qui il falso lo dice uno solo e non le permetto…

Il Presidente interrompe: Delle Chiaie non reagisca in questo modo, altrimenti non le ammetto piu’ domande.

Izzo: mi scusi, e’ una cosa di cui sono sicuro non sia vera.

L’imputato Delle Chiaie: ha detto che c’erano avanguardisti in Lotta di Popolo, nella cui sede si riunivano elementi di AN. E’ al corrente dei rapporti tra Lotta di Popolo e AN in quegli anni?

Izzo: si’. So gia’ a cosa lei fa riferimento, a liti avvenute all’universita’ tra militanti di AN e di Lotta di Popolo. Ad esempio nella difesa di giurisprudenza nel ’73 quando c’era l’assemblea, c’ero anch’io, eravamo tutti la’, c’era Tilgher, Dantini, Ugo Gaudenzi, Alberto Pascucci, Gabriele Adinolfi, Giannetto Ubino che è gente di AN.

L’imputato Delle Chiaie interviene: non faccio riferimento ai contrasti dell’università, ma agli attacchi sullo stesso bollettino di Lotta di Popolo contro AN nel ’72-73 e c’è stata una rottura costante.

Izzo: il motivo era che l’Unione Nazionale Combattenti della Repubblica Sociale, legata a Borghese, cioe’ i reduci della Repubblica Sociale legati ad Avanguardia, difendeva a spada tratta il gruppo, il Golpe Borghese, praticamente Borghese, come faceva anche Avanguardia che diffondeva volantini del tipo “Italia, primo e unico paese che esilia le sue medaglie d’oro” che era Borghese la medaglia d’oro. Invece la Federazione Nazionale Combattenti della Repubblica Sociale, che era una organizzazione di reduci che si richiamavano al fascismo repubblichino di sinistra, attaccavano pesantemente Borghese. Facevano addirittura un bollettino in cui dicevano che il Golpe era un tentativo reazionario da cui bisognava guardarsi e cose del genere. Il gruppo giovanile della Federazione Nazionale Combattenti della Repubblica Sociale contro corrente era legato a Lotta di Popolo, e da qui nasceva una serie di contrasti, a volte anche fisici, fra militanti del gruppo e di AN, ma in effetti, io non nego l’esistenza di screzi, questioni, ecc…. dico che fondamentalmente e in ogni processo si tira fuori, cioe’ si gioca sulla buona fede di persone che non sono addentro alle cose, perche’ chiunque era un po’ nell’ambiente sapeva che in realta’ queste sigle, queste cose non impedivano assolutamente, eravamo tutti camerati, avevamo tutti gli stessi progetti in quel momento.

Izzo prosegue: penso signor Delle Chiaie che sarebbe piu’ onesto fare una storia vera del movimento, poiche’ nel momento in cui uno fa una storia vera puo’ anche essersi evoluto. Io oggi non ho nessun dubbio che lei potrebbe essere anche anti-reazionario o cose del giorno, ma il fatto che lei Delle Chiaie falsifichi il suo passato…

Il Presidente: si fermi qui.

L’imputato Delle Chiaie: innanzi tutto non devo ricevere lezioni di onesta’ da nessuno. Comunque vorrei sottolineare, siccome qui si fa confusione come sempre in nome del …

Il Presidente interrompe: faccia delle domande.

L’imputato Delle Chiaie: il teste non ha risposto. Permetta anche a me di commentare rispetto al commento del teste. A livello di base e’ possibile che i giovani si parlassero; dal punto di vista strutturale e organizzativo, le organizzazioni erano in rotta e in contrasto e in contrasto pesante e non esistevano strategie comuni…

Izzo interrompe: Pascucci Alberto, facciamo un nome che lei conosce…

L’imputato Delle Chiaie: no, non lo conosco.

Izzo: e’ controllabile, e’ il responsabile della sede di AN di piazza Bologna, era militante di Lotta di Popolo, era il capo del Fronte Studentesco ed era il responsabile della sede di AN di piazza Bologna. Si puo’ interrogare, è vivo, è libero.

L’imputato Delle Chiaie: chiamiamo il Pascucci, è importante. Io non l’ho mai conosciuto.

Izzo: e’ il vice di Dantini.

L’imputato Delle Chiaie: in che anno era responsabile di AN?

Izzo: non so dire il periodo, nel periodo in cui era aperta la sede di AN vicino al policlinico Italia.

L’imputato Delle Chiaie: era il responsabile di AN nello stesso periodo in cui erano in Lotta di Popolo?

Izzo: in quel periodo Alberto Pascucci era il capo del Fronte Studentesco che era un’emanazione da cui poi nascera’ Lotta di Popolo, ed era Lotta di Popolo in quel momento, e contemporaneamente era il vice di Enzo Maria Dantini che e’ il fondatore di Lotta di Popolo ufficiale ed aveva contemporaneamente anche questi compiti nella sede di AN.

L’imputato Delle Chiaie: nel 1973.

Izzo: potrei dire ’72, ’71, comunque e’ una cosa controllabile, percio’ anche l’anno si puo’ controllare.

L’imputato Delle Chiaie: nelle riunioni di cui ha parlato il teste quali erano le risoluzioni finali? Cioe’ ho sentito dire che si parlava di difesa da contro il comunismo, tutta una serie di cose, alla fine che cosa si concludeva. Quale elemento, quale fatto comune…?

Il Presidente: non risponda, ha gia’ risposto.

Il p.m.: Se lui ebbe un incarico preciso.

Izzo: ebbi un incarico preciso rispetto alle cose di cui si parlava nelle riunioni, ma non lo ebbi nelle riunioni. Lo ebbi da Andrea Sermonti in separata sede.

Il p.m.: Che incarico?

Izzo: di preparare un gruppo… Quello che ho detto.

Il Presidente da’ la parola all’avv. Bezicheri.

L’avv. Bezicheri si riporta alle dichiarazioni odierne di Izzo, in particolare alla uccisione di Palladino e chiede: e’ vero che accuso’ Iannilli e Di Vittorio di concorso nell’omicidio di Palladino?

Izzo: Iannilli mi disse che lui e Lele Macchi avevano partecipato, assieme a Concutelli, all’omicidio di Palladino. E’ una cosa che mi e’ stata detta, per cui non posso sapere se sia vera o falsa; il giudice ha ritenuto di non rinviarli a giudizio per questa storia, a me sta benissimo.

L’avv. Bezicheri: la mia domanda e’ se e’ vero che Izzo ha deposto a carico di Iannilli e Di Vittorio.

Izzo: risulta in atti, lo confermo che mi e’ stato detto questo.

L’avv. Bezicheri: le risulta che il GI e la sezione istruttoria di Novara, con doppia sentenza, abbiano prosciolto Iannilli e Di Vittorio con formula piena?

Il Presidente: questo e’ gia acquisito agli atti.

Il p.m.: Risulta gia’ alla Corte.

Il Presidente: questo e’ una domanda suggestiva.

L’avv. Bezicheri: ha parlato di Iannilli e Di Vittorio, e’ una domanda. Io la domanda la faccio, poi la corte…

Izzo spontaneamente: sugli omicidi al carcere di Novara ho scagionato…

Il Presidente: no, lei non deve rispondere.

Izzo continua: mi scusi, ma e’ una cosa che voglio dire. Io ho scagionato, quando mi sono pentito erano imputati Bonazzi, Azzi e Invernizzi.

Siccome mi risultava che mi avevano detto di no, sono andato dallo stesso giudice e gli ho detto che secondo me erano innocenti perche’ non mi risulta… E sono stati assolti. Io non ho accanimento nei confronti di nessuno.

L’avv. Bezicheri: nessuno ha detto che abbia un accanimento, era solo una domanda e chiedevo una risposta. Ha parlato del brigadiere Pirri del carcere di Trani che ebbe ad accompagnare Izzo da Freda che era stato posto temporaneamente in isolamento, per consentirgli un colloquio dopo il 2/8/80, esatto?

Izzo: si’.

L’avv. Bezicheri: se si ricorda anche il nome di questo brigadiere?

Izzo: il nome di Pirri l’ho detto nell’83 nella prima deposizione. E’ comunque rintracciabile, al carcere di Trani ci saranno tre o quattro brigadieri.

L’avv. Bezicheri chiede che venga ammesso e sentito il brigadiere Pirri, a riscontro della circostanza riferita dall’Izzo.

Izzo: certo.

Il p.m. Interrompe facendo presente che e’ un contesto diverso dall’interrogatorio del testimone.

L’avv. Bezicheri: e’ una richiesta istruttoria a riscontro di affermazioni fatte da Izzo, il quale tra l’altro in un verbale si lamenta che non sono stati cercati dal giudice i riscontri delle sue dichiarazioni proprio sul caso Iannilli.

Izzo: quello si’, certo.

L’avv. Bezicheri: chiedo inoltre che vengano ammessi e sentiti Freda e Concutelli, ampiamente citati, ed eventualmente anche messi a confronto. Insisto sull’accertamento su S. Maria di Leuca e Fachini, che mi pare divenuto sempre piu’ rilevante, anche alla luce di quanto oggi ha fatto cenno Izzo sull’argomento.

L’avv. Bezicheri: il teste Izzo ha detto, non ricordo piu’ in occasione di quale risposta, comunque l’ha detto, che ha l’ergastolo e trent’anni, ecc. Ricorda che a Brescia ebbe a dire che pensava di uscire presto?

Izzo: si’. Purtroppo l’ufficio del dott. Mancuso, cioe’ la procura della Repubblica di Bologna ha frustrato le mie speranze.

L’avv. Bezicheri: comunque la domanda e’ questa: se e’ vero che a Brescia durante l’interrogatorio dibattimentale…

Izzo interrompe: mi faccia finire. Ho fatto una richiesta di cumulo all’ufficio competente che e’ la procura, ufficio esecuzioni di Bologna; purtroppo mi e’ stato fatto un cumulo estremamente severo, sono ricorso in cassazione e la mia situazione e’ questa: per la semi-liberta’ dovrò aspettare 8-9 anni e per poter uscire altri 16 anni.

Ne ho gia’ fatti 13, non sono messo tanto bene… Questo nell’ipotesi ottimistica.

L’avv. Bezicheri: conferma che in occasione del processo di Brescia, nella primavera di quest’anno…

Izzo interrompe: si’, speravo di cavarmela. Speravo mi facessero un cumulo piu’ benevolo.

L’avv. Bezicheri: affermo’ nella deposizione di avere buoni motivi per ritenere di potere uscire fuori.

L’avv. Bezicheri: beh, con un ergastolo e 30 anni, con un cumulo secondo le norme di legge uscire un po’ presto…

Il Presidente: questa domanda e’ testuale?

L’avv. Bezicheri: si’, l’ha detto lui e chiedo anche che vengano acquisiti i verbali di Brescia.

Izzo: a Brescia ho detto che a 16 anni ho diritto di uscire in semilibertà.

Siccome mi hanno fatto un cumulo per cui l’ergastolo mi decorre dall’80, e’ chiaro che i 16 anni non sono piu’ imminenti, cioe’ se ne ho fatti 13 e mi mancano tre anni, adesso sono diventati altri 10. Amen, me li faro’, pazienza.

L’avv. Bezicheri: a questo punto chiedo anche, per questa e per altre cose, perche’ ci sono altre domande che riguardano il dott. Mancuso, ci arriveremo; sono atti processuali, contestazioni, perche’ non si danno solo rapporti in cui ci sono nomi di avvocati, ci sono anche domande su pubblici ministeri, sono in atti.

L’avv. Bezicheri fa richiesta di acquisizione della deposizione resa da Izzo alla Corte di Assise di Brescia nel processo contro Ferri ed altri.

Izzo interviene: scusi, ma la circostanza l’ho confermata qua.

L’avv. Bezicheri: ma se non c’e’ come fa a confermarla? Io ne chiedo l’acquisizione anche per altre circostanze.

L’avv. Bezicheri: ha parlato di una bomba a mano che avrebbe fatto vari passaggi, anche attraverso Fachini, per arrivare a qualcuno di Milano, se ricordo bene.

Izzo: no, forse quella di Litta Modigliani.

Il Presidente: quello che abbiamo contestato e’ l’episodio Litta Modigliani.

L’avv. Bezicheri: da chi ha saputo questo passaggio attraverso Fachini?

Izzo: da Litta Modigliani e da Giusva Fioravanti.

L’avv. Bezicheri: quando e in quali circostanze lo ha saputo?

Izzo: ci fu un periodo in cui ci trovavamo tutti nello stesso braccio del carcere di Ascoli, c’era Giusva Fioravanti, Litta Modigliani, Roberto Nistri, Giulio Liberti, Gabriele De Francisci, i fratelli Lai, Mario Rossi. Questo nel 1982-83. Ci trovavamo una serie di terroristi, piu’ io, dentro questo braccio. All’interno di questo braccio esisteva una situazione piuttosto pesante, nel senso che Valerio era malvisto poiche’ c’erano Nistri, Liberti, c’erano elementi di Terza Posizione e in ogni caso… Iannilli, nemici di Valerio. Diciamo che in un certo senso gli ho salvato la vita, nel senso che mi sono messo a sua disposizione. Un mio amico, con il quale facevo delle rapine, Viccei che era in liberta’, aveva un autosalone e c’erano un paio di guardie che portavano coltelli, ecc…. Di conseguenza ho armato Valerio; i coltelli sono poi stati ritrovati nella mia cella del carcere di Ascoli, alcuni li ho fatti ritrovare anch’io che erano nascosti particolarmente bene.

Izzo prosegue: eravamo quindi in una situazione di scontro enorme. Io prendevo la parte di Valerio a viso aperto e con grossi rischi. Era presente anche calore, e’ una cosa che gli potete chiedere. Quando Nistri, o altre persone con cui ero pur sempre in buoni rapporti, mi contestavano cose di Valerio, oppure Litta mi chiedeva perche’ Valerio era in contatto con Fachini e Signorelli, ecc…. Chiedevo a Valerio cosa dovevo rispondere alle domande. Ecco le circostanze in cui ho appreso questi fatti, cioe’ accuse nei confronti di Valerio e risposte dello stesso. In questo caso Valerio ha confermato le accuse che gli rivolgevano.

L’avv. Bezicheri: solo Valerio o anche…

Izzo: Litta gli ha rivolto l’accusa, io mi sono rivolto a Valerio per sapere come stavano le cose e Valerio ha confermato questa storia, cioè ambedue.

Angelo Izzo – verbale di udienza 25.11.1987 – sesta parte

L’avv. Baldi: i rapporti fra Terza Posizione e AN.

Izzo: io posso partire…

Il Presidente: facciamo una domanda piu’ specifica, dei rapporti in relazione a cosa?

L’avv. Baldi: in relazione ad episodi specifici inerenti alla doppia militanza di Di Mitri, alla provenienza di alcuni avanguardisti nelle file anche dei gruppi spontanei, come Carminati e a tutti gli altri giovani.

Izzo: ecco mi limiterò alle cose mie personali, alle cose che so, perche’ di Di Mitri e’ una cosa risaputa, ma non ne so nulla di particolare. So che Di Mitri veniva considerato un elemento di Avanguardia all’interno di Terza Posizione, pero’ io avevo ben altri motivi per pensare che Terza Posizione era legata ad AN innanzi tutto gia’ dai tempi precedenti a lotta studentesca, da cui poi nacque Terza Posizione, al fronte studentesco, io sapevo che Gabriele Adinolfi che era uno dei massimi capi di AN si recava praticamente ogni dieci, quindici giorni a prendere ordini da un certo Saverio Ghiacci che era proprio un dirigente di AN l’ho accompagnato….

Il Presidente: a noi risulta che Adinolfi era esponente di Terza Posizione.

Izzo: esatto. La storia di Adinolfi e’ questa: proviene da AN… Io dovrei dire un’altra cosa. Io con Adinolfi ho passato per esempio l’ultima estate della mia liberta’ e cioe’ l’estate ’75 in una villa insieme con Adinolfi e Dario Mariani, abbiamo fatto una vacanza. Io ho insegnato all’Adinolfi a rubare le macchine, gli ho regalato la prima pistola, cioe’ diciamo che lo conosco piuttosto bene e anche a Dario Mariani. Del resto questa circostanza e’ controllabile. Le dico un episodio: una sera dell’estate ’75 avevamo rubato una macchina e avevamo sfondato un boutique, proprio a San Felice al Circeo, per fare uno scherzo e poi siamo scappati. Siamo stati fermati dai carabinieri della caserma di San Felice: Andrea Ghira, Filippo Ghira, Gabriele Adinolfi e Dario Mariani, mentre io sono riuscito a scappare. Io Adinolfi lo accompagnavo spesso e volentieri a questi rendez-vous con Saverio Ghiacci e notavo che quest’ultimo aveva un rapporto nei suoi confronti come con un subordinato.

L’avv. Bordoni: chi aveva rapporti da subordinato?

Izzo: Adinolfi nei confronti di Saverio Ghiacci che era un uomo sulla trentina. Altro episodio che posso riferire e’ che noi le prime riunioni che facevamo come Fronte Studentesco, che era quello da cui era poi Terza Posizione e che ufficialmente non aveva nulla a che fare con Avanguardia, le facevamo in una casa a corso Trieste. Erano riunioni alle quali partecipavano abitualmente a parte i soliti: Dantini, Pascucci, con i quali eravamo molto legati come gruppo, partecipava spesso: Guido Paglia, Adriano Tilgher, cioe’ gente di AN che io gia’ conoscevo.

Il Presidente: di che riunioni si tratta? Avvenute in che anni?

Izzo: si tratta di una serie di riunioni avvenute negli anni ’73-’74, che tendevano ad unificare il mondo giovanile romano sotto la sigla Fronte Studentesco all’interno delle scuole. Erano riunioni alle quali partecipava anche gente del movimento sociale, in realta’ erano riunioni giovanili a cui partecipavano… Poi esistevano anche riunioni piu’ ristrette, fatte anche spesso nella sede di Avanguardia quella vicina a Piazza Bologna. Poi esistevano riunioni piu’ ristrette che riguardavano anche tentativi di tipo… di cui si parlava di possibilità di Golpe, cose di questo tipo, io ho riferito e c’e’ un mio verbale reso al giudice Grassi sul punto e sulle mie implicazioni in queste storie.

Il Presidente: andiamo per ordine.

Izzo: erano riunioni del fronte studentesco ed erano presenti: adriano Tilgher, guido paglia…

Il Presidente interrompe: ma si parlava mai di lotta armata?

Izzo: si’, si’, si parlava gia’ del fatto che siccome probabilmente i comunisti sarebbero venuti al potere, entrati al governo, di li’ a poco, in quel momento noi avremmo dovuto agire. L’esercito si sarebbe mosso ed in particolare i carabinieri, noi saremmo dovuti essere pronti ad agire. E queste erano riunioni che si facevano in molte occasioni.

Il Presidente: puo’ dire chi diceva…

Izzo: per esempio per dire una persona di Avanguardia anche Adriano Tilgher che so che oggi fa tanto il sessantottino, ma a quel tempo non faceva il sessantottino, anzi i discorsi che faceva erano completamente… Dico per dire insomma. Facevamo discorsi di altro tipo. Io mi rendo conto… io in certi processi sembra che…

Il Presidente: lei a queste riunioni e’ stato presente?

Izzo: si’, piu’ di qualche riunione.

Il Presidente: e quindi riferisce cio’ per conoscenza diretta.

Izzo: in certi processi sembra che l’unico reazionario sia stato io a Roma. Vado ai processi e mi sembra che l’unico che teneva una posizione reazionaria ero io. Mi sembra che a quei tempi eravamo tutti d’accordo in queste cose.

L’avv. Battista: queste riunioni come avvenivano, chi era convocato?

Izzo: io ero portato da Adinolfi. Di solito le persone che venivano erano sempre persone scelte negli ambienti studenteschi, ecc. Come persone di un certo affidamento, di un certo fanatismo, ecc. Debbo dire che io non ero una persona a livello dirigenziale, avevo diciotto-diciannove anni, pero’ godevo di un certo prestigio in quanto… Forse perche’ facevo rapine, insomma, detto in termini un po’ volgari, pero’ e’ cosi’.

L’avv. Menicacci: vuol fare i nomi di qualche partecipante a queste rapine?

L’avv. Baldi: io pregherei la difesa degli imputati di aspettare il turno.

Izzo: le riunioni avvenivano a casa di una certa Fiammetta, a Corso Trieste, che era la ragazza di un elemento di Avanguardia che si chiamava Sergio Meloni. Alla riunione in cui prese la parola Adriano Tilgher e disse queste cose, di sicuro erano presenti: Adinolfi Gabriele, i cugini Marco Sermonti e Andrea Sermonti, il capo del fronte studentesco del Giulio Cesare, Giancarlo Bertinotti, il capo del Fronte Studentesco del San Leone Magno, Massimo Palumbo. Di questi sono sicuro, poi c’erano sicuramente tante altre persone.

Il Presidente: in queste riunioni il discorso della lotta armata lo si prospettava come eventuale….

Izzo: si’, come un discorso para-poliziesco diciamo…

Il Presidente continua: nel caso che i comunisti fossero andati al governo.

Izzo: si’.

Il Presidente: quindi di lotta armata come poi e’ stata dopo, ancora non si era…

Izzo: no, non in questi termini. Posso dire questo che poi nel ’74 fui avvicinato, in maniera piu’ concreta, da Andrea Sermonti che mi disse che la cosa era imminente, perche’ diciamo io avevo un gruppo mio: Esposito, Guido, Ghira, che erano legati praticamente, esclusivamente a me e lui mi disse: “voi avete armi, ecc., Tenetevi pronti che il momento e’ vicino.” Parlammo di che cosa bisognava fare e lui disse che bisognava eliminare i quadri del Partito Comunista e dei sindacati e mi disse proprio queste parole: “lasciamo perdere gli estremisti di sinistra, perche’ a quelli ci penseranno i carri armati. Noi cio’ che dobbiamo distruggere sono gli apparati del Partito Comunista e gli apparati dei sindacati che potrebbero organizzare la resistenza, un golpe.”

L’avv. Battista: quando parla di gruppo suo, parla di gruppo politico o di gruppo di amici?

Izzo: no, no era un gruppo di amici con i quali facevo attivita’ illegali, pero’ tutti fascisti diciamo.

L’avv. Baldi: gradirei ora tornare alla domanda sui rapporti tra

Terza Posizione e AN, ma e’ stato un po’ deviato dalle interruzioni.

Izzo spontaneamente interviene: Adinolfi era il capo di Terza Posizione. Poi c’e’ la solita storia di Di Mitri, poi sicuramente c’erano anche i rapporti dei vari Dantini, Pascucci, ecc., I quali anche se loro se la tiravano da gente di Lotta di Popolo, ecc., diciamo erano i padri putativi di Terza Posizione, in realta’ erano loro il direttivo di Terza Posizione. In realta’, io ci sono stato dentro Lotta di Popolo, noi la sera abitualmente nella sede di via Giraud stavamo con quelli di Avanguardia, con quelli di Ordine Nuovo, cioe’ voglio dire che esisteva un’integrazione enorme. Quando si parla della famosa riunione del ’75, si’ probabilmente quella doveva essere una cosa. Diciamo delle sigle, ma nei fatti questa unione e’ sempre esistita.

L’avv. Baldi: per la scoperta del covo di via Alessandria, dicembre ’79, vennero arrestati Di Mitri e Nistri.

Izzo: si’.

L’avv. Baldi: cosa le ebbe a riferire Nistri di quell’arresto?

Izzo: mi riferi’ di un numero di telefono che Nistri diceva che apparteneva ad un avvocato, che secondo lui la polizia aveva fatto sparire e Di Mitri era tutto contento della sparizione di questo numero di telefono, perche’ diceva che se avessero trovato questo numero sarebbe scoppiato un “casino”. Non mi disse di chi era, cioe’ me lo disse, no, non me ricordo, mi pare che fosse il numero di un avvocato. Un’altra cosa che disse fu: “questi di Avanguardia sono proprio protetti di brutto dalla polizia, perche’ il covo era nello stesso palazzo di Adriano Tilgher, c’era il numero di questo avvocato che era legato ad Avanguardia, ecc. E non hanno avuto nessun tipo di scocciatura. Beati loro.” Si scherzava su questo fatto. Pioveva cioe’ sul bagnato, voglio dire.

L’avv. Baldi: lei il nome di questo avvocato l’ha gia’ fatto nei precedenti verbali glielo dico, se me lo conferma. E’ l’avv. Caponetti.

Izzo: a sì è l’avv. Caponetti, sì.

L’avv. Baldi: lei ebbe a sapere niente della fuga di Pozzan? Da chi?

Izzo: della fuga di Pozzan nulla.

L’avv. Baldi: della fuga di Freda e Ventura?

Izzo: si’, della fuga di Ventura so che l’ha organizzata Fachini da solo, l’ho saputo da Freda stesso. Della fuga di Freda ho saputo da due fonti e cioe’ da Freda che e’ scappato e da Benito Allatta che l’ha fatto scappare. La fuga fu organizzata da…

Il Presidente: Allatta le fece il nome di Fachini?

Izzo: non me la sento di… la fuga di Freda fu organizzata sicuramente dal Fachini e mi fu detto da Freda sicuramente, da Benito non credo che mi fu detto di Fachini onestamente. Freda sarebbe stato fatto scappare da gente di Fachini, di Signorelli e di Calore. Pero’ invece di andare in veneto….

L’avv. Lisi interviene: sono domande di un fatto gia’ passato in giudicato. Izzo continua: invece di andare in veneto, protetto da ordine nuovo, invece fu protetto da un elemento di AN che aveva una specie di fattoria nella provincia di Reggio Calabria e lui dice che stette nascosto alcune settimane, se non mesi, in questa fattoria. Dopo di che passo’ in Francia, aiutato dalla malavita calabrese che era sempre in contatto con questi di Avanguardia. Era notorio che Avanguardia era in uno stretto rapporto con Felice Zerbi, Genovese, questi qua.

L’avv. Baldi: per quanto riguarda il contatto Pozzan e Delle Chiaie, ebbe modo di saper nulla dal Giannettini?

Izzo: ora non ricordo, io ricordo un particolare che Freda si arrabbio’ con Pozzan per la tirata che aveva fatto contro Delle Chiaie, anche perche’ disse: “io vengo da una famiglia contadina e il porco si ammazza in famiglia.” Cio’ lo disse Freda nei confronti della tirata.

L’avv. Lisi: Freda veniva da una famiglia contadina?

Izzo: cosi’ mi disse Freda. Disse: “io vengo da una civilta’ contadina, da una famiglia contadina..”, Non ricordo e disse: “da noi si dice che il porco si ammazza in famiglia.”

L’avv. Baldi: io mi riferivo alla confidenza che le aveva fatto evidentemente Giannettini, non Freda…

L’avv. Lisi interrompe: per cortesia.

L’avv. Baldi: avvocato Lisi, sto parlando di atti che sono gia’ acquisiti, non chiedo di confermare i verbali, sto cercando di sollecitare… Mi sembra molto corretto questo modo di interrogare il teste, senza leggere prima i verbali.

Izzo: non ricordo.

L’avv. Baldi: se ebbe a sapere nulla di una faida esistente tra i servizi segreti e il ministero affari riservati?

Izzo: si’, si’. Pero’ non ricordo chi fu la fonte. Forse proprio Giannettini. Comunque che praticamente su Delle Chiaie c’era la storia di un mitra rubato all’armeria del Ministero degli Interni, mi pare, che questo mitra fu rifatto e cadde in mano a delle persone, non so del Sid e quelli degli Affari Riservati… Si’ e’ proprio una storia cosi’.

L’avv. Lisi: e’ una storia poco rilevante.

L’avv. Baldi: preferisco non dire prima gli episodi dei verbali e vedere se si ricorda qualcosa.

L’avv. Baldi: non e’ un fatto nuovo Delle Chiaie.

Il Presidente: e’ un fatto di trent’anni fa.

Izzo: sinceramente su questo fatto ho difficolta’ a dire se l’ho saputo di voce o me l’ha detto qualcuno.

L’avv. Baldi: Giannettini le disse niente sulla campagna stampa che aveva organizzato a.n. In ordine al Golpe Borghese?

Izzo: si’.

Il Presidente interrompe: io non l’ammetto questa domanda perche’ mi sembra che sia una domanda…

L’avv. Baldi interrompe: se vuole confermare quello che ha detto in precedenza su questo?

L’avv. Pisauro: e no.

Izzo interviene: comunque io le dico che tutto cio’ che io ho dichiarato nei verbali che ho reso a Vigna, ecc., Potrei ampliarli se mi venissero contestati punto per punto, perche’ ripeto sono verbali fatti tutti di getto, pero’ cio’ non toglie che li confermo integralmente, anche perche’ in quel momento le cose erano piu’ fresche e me le ricordavo anche meglio probabilmente.

L’avv. Baldi: si ricorda di un episodio che ebbe ad oggetto Tuti e la sua visita all’ambasciata libica, nel periodo in cui era latitante?

Izzo: si’, Tuti mi parlo’ che subito dopo essere guarito da una finta…

L’avv. Baldi interrompe: Presidente, allora dovrei ampliare il discorso e spiegare che tutti i rapporti fra il mondo eversivo della destra e il mondo della Libia e l’ambasciata libica non trovano un casuale ingresso in questo processo, ma si basano attraverso una serie di atti che vanno nel tempo e sono mantenuti inalterati e costanti e hanno una certa evoluzione, fino a giungere alla figura di Semerari.

L’avv. Battista: non e’ una domanda.

L’avv: Bezicheri interrompe: puo’ anche essere una richiesta di allargamento di imputazione a Gheddafi… non so.

Il Presidente: mi sembra ininfluente la domanda, non gliela ammetto.

L’avv. Baldi: allora io dovrei spiegare per fare le domande certe argomentazioni che mi sembra un poco intempestivo fare adesso. Comunque io proverò a farne delle altre, perche’ sono episodi all’apparenza marginali, ma che poi si inseriscono in un discorso, per me, molto significativo ed importante.

L’avv. Baldi: ebbe a sapere nulla, l’Izzo, di un attentato che doveva essere compiuto in algeria ad opera di uomini che vi erano stati mandati da Delle Chiaie?

Izzo: si’, questi sono tutti discorsi di Concutelli. Esiste un riscontro che dimostra la veridicita’, non so se sia vera, pero’ se e’ vera questa storia, e’ vero tutto. Cioe’ c’e’ una pistola che e’ una Colt 45 Commander che e’ stata sequestrata a Gianfranco Ferro, luogotenente di Concutelli. Concutelli mi disse che questa Colt ha una scritta con il nome di un ufficiale spagnolo dei Servizi Segreti della marina. Questa pistola deve essere sequestrata presso la questura di Roma e la Corte potrebbe stabilire un controllo per verificare la veridicita’ dei racconti di Concutelli. Concutelli mi disse di aver collaborato con i Servizi Segreti della marina spagnola e con francesi dell’Oas e con un uomo degli americani, della Cia, avendo oggetto degli ordini di Delle Chiaie di eliminare dei patrioti baschi, di eliminare… Ed anche un attentato in Algeria. Delle Chiaie aveva organizzato questo attentato, poi questi erano stati venduti, questi due amici suoi che erano andati giu’ ed erano stati arrestati appena giunti in Algeria e Concutelli diceva: “due bravi ragazzi, sono finiti la’ nelle prigioni algerine, chissa’ che fine gli fa fare la polizia segreta.” Cioe’ raccontava questa storia. Mi racconto’ tutti i rapporti tra Delle Chiaie e i servizi spagnoli.

L’avv. Baldi: se Izzo potesse fare un rapido cenno ai contatti tra Delle Chiaie e i sevizi segreti spagnoli, secondo cio’ che le disse Concutelli.

Izzo: Concutelli mi disse che Delle Chiaie era in strettissimi rapporti con i servizi segreti della marina spagnola, per le operazione anti Eta e poi per un attentato ad uno studio di un avvocato. Mi disse che Delle Chiaie guidava tutto questo tipo di attivita’ contro-terrorista e da qui ne avrebbe ricavato una serie di privilegi e di favori. Mi racconto’ un episodio abbastanza divertente e cioe’ che gli uomini che lui teneva che erano quasi tutti italiani latitanti e spagnoli che reclutava per questo tipo di lavoro, lui li teneva a stecchetto, cioe’ li teneva dentro gli appartamenti, gli passava i soldi per le sigarette, li teneva praticamente alla fame. Concutelli mi disse di aver partecipato ad alcune di queste operazioni in compagnia di Augusto Cauchi e un’altra volta di un ragazzo di Avanguardia triestina di cui non so il nome. Queste sono le storie piu’ o meno e Delle Chiaie diciamo era il capo di tutto questo.