Autointervista Tuti – 26 febbraio 1975

D. – Lei appartiene al Fronte Nazionale Rivoluzionario?
R. – Si!
D. – Da quando?
R. – Dalla sua costituzione. Circa un anno.
D. – Che cos’è il Fronte Nazional Rivoluzionario?
R. – Il Fronte è un gruppo clandestino per la lotta all’attuale sistema pluto-marxista.
D. – Come si è costituito e come si è organizzato?
R. – Si è costituito in pratica, spontaneamente tra persone aventi le stesse idee e che non vedevano, e non vedono tutt’ora, nei partiti la possibilità di porre efficacemente rimedio alle ingiustizie e ai soprusi del sistema. Il Fronte è organizzato in cellule facenti capo ad ogni città o singola zona.
D. – Il Fronte Nazional Rivoluzionario copre tutta l’Italia?
R. – Attualmente no, perché siamo ancora in fase organizzativa e di espansione. Ma ci proponiamo di costituire cellule in tutta l’Italia per arrivare alla rivoluzione nazional socialista.
D. – Quali mezzi, e metodi, si propone di usare, ed ha già usato per raggiungere i suoi scopi?
R. – Tutti i mezzi, dall’attentato terroristico alla psicodinamica che la storia ha dimostrato utili per la vittoria di una minoranza consapevole ed attiva sulla massa abbrutita da trenta anni di mal governo e corruzione. Nostri ispiratori e maestri sono Codreanu, Mao Tze Tung, Adolf Hitler, Che Guevara, Gheddafi, il Mussolini repubblichino e, perché no, Livio Pesce.
D. – Ammette dunque che il Fronte Nazional Rivoluzionario è un movimento fascista?
R. – No! Il Fronte può, semmai essere definito movimento nazional socialista.
D. – Non pensa che gli attentati terroristici oltre a colpire degli innocenti vi alienino la simpatia delle masse?
R. – Premetto che fino ad ora gli attentati eseguiti dal Fronte hanno avuto carattere dimostrativo evitando di fare vittime innocenti e su tale strada ci proponiamo di continuare. E’ evidente però che per scuotere l’inerzia delle masse, può, a volte, essere necessario colpire in maniera dura e indiscriminata. D’altronde basta leggere i giornali per capire come questo regime che piange sopra una vittima di un attentato è insensibile davanti alle migliaia di vittime della miseria, dell’ignoranza e della corruzione. Vittime queste per le quali i signori ministri ed i partiti non sprecano una lacrima o un gesto di incoraggiamento e confronto.
D. – Il Fronte Nazional Rivoluzionario per la sua azione di lotta al sistema, riceve aiuti da qualcuno?
R. – No, sono gli stessi aderenti che forniscono e si procurano i mezzi necessari per la lotta.
D. – Quali sono i piani politici del Fronte Nazional Rivoluzionario?
R. – Il programma politico del Fronte può essere sintetizzato: a) rifiuta il regime dei partiti in quanto metodo di governo inefficace e corrotto; b) è contro l’individualismo, il collettivismo, il liberalismo e il marxismo. Ideologie che non considerano l’uomo; c) ripudia la lotta di classe e il capitalismo, è per la solidarietà tra le categorie sociali; d) è contro la spartizione del mondo tra Usa e Urss; e) appoggia i popoli che combattono contro il colonialismo Usa e l’imperialismo Urss, quindi guarda con simpatia i vari Movimenti di Liberazione Nazionale che combattono nell’America Latina, in Africa ed in Asia. In particolare appoggia la lotta del Popolo Palestinese contro l’aggressione giudaica; f) respinge la cultura marxista e massificata, la scuola del livellamento e dell’erudizione. Propone una educazione dei giovani nello stile e nel carattere per una formazione culturale globale ed organica; g) vuole smascherare i falsi miti del progressismo, del pacifismo, dello scientismo quali espressioni palesi che provocano la decadenza e l’ammollimento dei popoli; h) sulle rovine dello stato demo-parlamentare vuole costruire uno stato organico e aristocratico, cioè fondato sul governo dei migliori elementi della Nazione e sui valori di Ordine, Giustizia e Gerarchia.
D. – Il Fronte Nazional Rivoluzionario ha basi all’estero?
R. – No. Vi sono soltanto amici, che per continenza di lavoro si trovano oltre confine, ai quali ci rivolgiamo, a volte, per aiuto.
D. – Lei è uno dei capi del FNR?
R. – No, assolutamente no.
D. – Ma se lei non è uno dei capi, e non ha quindi da difendere segreti importanti perché ha reagito in maniera così sanguinaria alla notizia del suo arresto?
R. – Perché la maniera stessa in cui si è svolto il tentativo d’incriminarmi mi ha fatto comprendere che il sistema è disposto ad utilizzare tutti i mezzi pur di annientare i suoi avversari. Ho quindi deciso di ribellarmi ad un provvedimento illegale con tutti i mezzi che avevo a disposizione.
E’ cosa risaputa inoltre che le galere sono piene di rivoluzionari che il regime ha imprigionato e detiene da anni senza effettuare alcun processo.
D. – Franci Luciano e gli altri arrestati appartenevano al FNR?
R. – Io come appartenente al fronte conoscevo solo il Franci.
D. – Essi però si sono fatti arrestare senza reagire?
R. – Hanno fatto male. In quanto è di regola difendersi da ogni aggressione del sistema e infatti ora essi stanno pagando per la loro superficialità: sono stati accusati di tentata strage, reato questo che, quando verrà effettuato il processo (presumibilmente tra alcuni anni) gli farà avere una condanna intorno ai trent’anni indipendentemente dal fatto che siano realmente colpevoli o che non vi siano state vittime (vedi sentenze di Genova contro i camerati Azzi, Rognoni ecc.).

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D. – Risulta dagli interrogatori degli aretini arrestati che il FNR voleva effettuare un dirottamento aereo per la liberazione di Freda, che ne sa lei?
R. – Come ho già detto il FNR è organizzato in cellule. Non posso quindi sapere quali piani avesse in mente il gruppo aretino.
D. – Mi vuol dire come si è svolto il tentativo del suo arresto?
R. – Mi trovavo, venerdì 24 gennaio 1975 nell’abitazione dei miei suoceri, sottostante al mio appartamento, quando sentii suonare, aperta la porta mi trovai di fronte tre individui in borghese che riconobbi come agenti del locale Commissariato di Polizia. In seguito le notizie sono state artefatte per mascherare l’incapacità e l’impotenza delle forze del regime, che superi in uomini e mezzi e con il vantaggio della sorpresa e dell’imbroglio sono state sconfitte dalla prima reazione decisa di un combattente nazional rivoluzionario.
D. – Come è riuscito a sfuggire alle ricerche dell’ordine?
R. – Già da tempo erano stati approntati rifugi e vie di fuga per ogni evenienza.
D. – Cauchi ed Affatigato, gli altri due ricercati per il FNR, sono stati con lei, o lo hanno aiutato per la fuga?
R. – No! Tra l’altro ignoro se questi appartengano al Fronte.
D. – Lei però ha lasciato delle tracce a Lucca e sul litorale versiliese, precisamente sulla spiaggia di Torre del Lago e proprio in quel giorno anche Affatigato si è allontanato da Lucca?
R. – Non so cos’abbia fatto quest’Affatigato perché non lo conosco. In quanto alle tracce della mia fuga sono state individuate quando io avevo già preso il largo.
Avrei potuto distruggere l’auto, è vero, ma poiché è di mia moglie le avrei procurato un danno economico non indifferente in aggiunta a tutti gli altri guai che deve passare per causa mia.
D. – E’ stato aiutato da qualcuno durante la sua fuga?
R. – Logicamente si, anche se non posso fare i nomi. Ed a questo proposito mi piace far notare come malgrado la taglia di 30 milioni posta sul mio capo nessuno si sia lasciato tentare; prova questa non indifferente della superiorità morale dei combattenti nazional rivoluzionari, e dei simpatizzanti, nei confronti degli uomini del regime, che giudicando gli altri simili a se stessi pensano di poter tutto comprare con il danaro.
D. – E’ stato detto che lei ha appartenuto al movimento studentesco di Pisa, è vero?
R. – Non è affatto vero, anzi dal 1969 al ’73 sono stato iscritto al Movimento Sociale Italiano della sezione di Pisa. Da cui mi sono allontanato non condividendo la linea conservatrice e reazionaria del suo segretario l’on. Giorgio Almirante.
D. – Lei è stato iscritto al Movimento Politico Ordine Nuovo?
R. – No, anche se ne condivido alcune idee.
D. – Che programmi ha per il futuro?
R. – Penso di rientrare presto in Italia per continuare la lotta.
D. – Lei come si definisce?
R. – Come ho già detto con i programmi del Fronte penso di potermi definire per brevità nazional socialista. Sono cioè anticapitalista e antimperialista ma nel contempo rifiuto anche l’egualitarismo ed il livellamento marxista.
D. – Come mai lei, che si dichiara anticomunista è riuscito a farsi assumere dal comune di Empoli, notoriamente rosso?
R. – In effetti non è stato semplice, prima di poter passare di ruolo ho, infatti, dovuto vincere due concorsi e sono stato sei mesi a lavorare senza essere pagato ed assicurato, in quanto il primo concorso fu annullato per intrallazzi politici e se bene avessi vinto anche il secondo, risultando primo su circa trenta concorrenti per quattro posti, durante la mia recente malattia qualcuno ah manomesso dei miei lavori, cercando di mettermi in cattiva luce con i miei superiori.
D. – Non ha considerato prima di sparare, le conseguenze del gesto sulla sua famiglia?
R. – Certo che ci ho pensato, anzi è stato proprio per mio figlio, perché possa vivere in un’Italia migliore, che mi sono deciso a tentare tutto pur di sfuggire ad un arresto iniquo ed illegale.
D. – Sua moglie condivideva le sue idee politiche?
R. – No, comunque era a conoscenza delle mie idee nazional socialiste e parlavamo spesso di politica, anche se non approvava il mio modo di pensare.
D. – Quindi lei ha tenuto nascosto a sua moglie la sua attività terroristica?
R. – Certo, per non preoccuparla inutilmente e ricordo che quando alcune volte, parlando di politica, io ho fatto rilevare la necessità e l’urgenza di agire per dare al bambino la possibilità di vivere in un mondo migliore, lei ha sempre replicato che per Werther, mio figlio, era più necessario avere la guida di entrambi i genitori di qualsiasi altra cosa.
D. – Lei ha quindi ingannato sua moglie?
R. – Penso che si possa dire che l’ho tenuta all’oscuro per evitarle preoccupazioni, quanto al bambino ed alla necessità della guida paterna ritengo che mia moglie, essendo molto intelligente e quadrata come carattere, possa fare le mie veci. D’altronde considero da ignavi anteporre il proprio bene particolare all’utile generale specialmente in una situazione come l’attuale dalla quale, se non viene posto rimedio al più presto, tutti dovranno subire le peggiori conseguenze con la perdita, di ogni residuo di libertà, la miseria, la corruzione, l’ingiustizia e l’aggravarsi della dominazione straniera, anche se sotto un altro padrone.
D. – Lei aveva previsto di poter essere arrestato a seguito della sua milizia nel FNR?
R. – Con l’attuale regime demagogico e corrotto è inevitabile che chiunque prenda in considerazione l’idea di lottare per opporsi al sistema preveda di essere arrestato, in quanto è sufficiente avere idee in contrasto con quello della classe dominante per essere arrestati e condannati (vedi processi al M.P. Ordine Nuovo) e basta il minimo sospetto per essere imprigionati per lunghi anni in attesa del processo, che sarà eseguito da giudici il più delle volte politicizzati ed al servizio dei gruppi giudaico-marxisti o massonici. (Mario Tuti).

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