Angelo Izzo – verbale di udienza 25.11.1987 – dodicesima parte

L’avv. Lisi : Presidente io ho ascoltato il teste nella speranza che ci portasse qualche novita’ in ordine alle sue solite cose, comunque modificate anche in questa data. In presenza di un continuo modo di comportarsi da parte sua, con le stesse caratteristiche, siamo costretti a fare queste richieste. Poi per quanto riguarda l’esame di quelle dichiarazioni, le contestazioni non le posso fare perche’ non avete tutte le copie di quei verbali, ne’ posso ricorrere a domande precise con le quali evidenzierei come il teste Izzo oggi ha continuato a contrastare se’ stesso e a contraddirsi. Poi per quanto riguarda la valutazione del teste, ecc. sara’ oggetto di valutazione da parte di tutti quanti. Il Presidente: perche’ non le ha fatte prima queste istanze?

L’avv. Lisi: se il teste oggi fosse venuto a dire: “smentisco tutto cio’ che ho detto fino ad oggi ed inizio un nuovo tipo di discorso” noi non saremmo stati costretti a chiedere l’acquisizione di questi interrogatori.

L’avv. Giampaolo: la domanda dov’e’?

Il p.m.: Esibisca ora il verbale e faccia la contestazione, mi sembra tutto regolare. Non c’e’ nessuno che si oppone al suo deposito di atti.

L’avv. Lisi: non sono in grado di depositarli perche’ i miei atti sono copie peraltro anche informi.

L’avv. Giampaolo: vanno bene anche informi, anche deformi…

Il Presidente: completi le richieste istruttorie e faccia le domande.

L’avv. Pisauro chiede che venga acquisito il verbale reso alla corte di assise di Roma per il processo leighton.

L’avv. Lisi: e’ gia’ allegato.

L’avv. Pisauro: no, non mi pare.

L’avv. Baldi: mi sembra estremamente scorretto tacciare Izzo di aver modificato le sue versioni, quando dagli atti di questo processo che tutti abbiamo letto, Izzo non ha fatto altro che confermare puntualmente quanto sostenuto in tutti i suoi interrogatori. Gradirei che l’avv. Lisi, anziche’ fare affermazioni che sembrano incomprensibili, potesse esplicitare meglio le contraddizioni in cui oggi sarebbe caduto Izzo, altrimenti sarebbe molto meglio che risparmiasse certi commenti.

L’avv. Montorzi: se li sa che li contesti.

L’avv. Lisi: per la posizione dell’Izzo con riferimento alla dichiarazione resa alla domanda del collega Bezicheri con riferimento all’episodio di Iannilli, Izzo ha sostenuto che non e’ mai stato messo nelle condizioni di sapere quale fosse l’esito delle sue accuse nei confronti di Iannilli…

Izzo interrompe: no assolutamente, sta dicendo una cosa non vera. So benissimo che Iannilli e’ stato prosciolto, chi ha mai detto che non lo so…

L’avv. Lisi: lo disse nella dichiarazione resa alla Corte di Assise di Appello di Bari mi sembra il 14/4/85. A domanda precisa, disse che non era nelle condizioni di conoscere perche’ egli aveva dato delle indicazioni, e non poteva andare al di la’ delle indicazioni stesse perche’ non poteva dare alcun elemento di riscontro in ordine a quelle dichiarazioni da lui rese con riferimento al fatto per cui Iannilli venne processato. Per tutte le altre dichiarazioni, con riferimento a tutti i fatti per i quali sono sorti i processi, ivi compreso il discorso nei confronti del Latini, egli insiste nel dire quanto affermato in data 14/4/85, cioe’ che…

Il Presidente: avvocato, lei sta facendo una domanda estremamente poco chiara. Cerchi di chiarire.

L’avv. Lisi: siccome il documento non e’ agli atti, debbo per forza di cose basarmi sui miei appunti. Il riferimento e’ esclusivamente a una accusa che Izzo fece al Latini il quale, sentito il 29/4/85 (e di questo verbale chiedo l’acquisizione agli atti, perche’ e’ un chiaro riferimento ad una valutazione possibile dell’attendibilità del teste) dichiarò: “per quanto mi riguarda, nei miei confronti Izzo e’ stato anche bugiardo, perche’ al giudice vigna di Firenze ha riferito circostanze non vere, per cui mi trovo imputato di concorso nell’omicidio Buzzi del quale sono completamente estraneo.

Il Presidente non ammette la domanda perche’ non attinente al processo.

L’avv. Lisi procede nella lettura: “io e Bonazzi a Trani eravamo soliti prendere in giro Izzo dicendo che era posseduto dal demone della bugia”…

Izzo interrompe: aspetti avvocato mi faccia dire una cosa, Latini ha confermato il mio verbale lo ha confermato ventiquattro volte….

Il Presidente: aspetti…

L’avv. Bezicheri: Latini e’ stato assolto.

Il Presidente fa presente che la vicenda Buzzi non interessa il processo.

Izzo: Latini l’aveva confessato questo omicidio, poi ha in causa ha ritrattato dicendo che ero un bugiardo, io le posso portare un centinaio di persone che ho chiamato in correi e anche tantissimi condannati…

L’avv. Lisi chiede l’acquisizione del verbale 29/4/85 avanti la Corte di Assise di Appello di Bari.

Izzo: di Brescia.

L’avv. Bezicheri: e’ il processo di Piazza Fontana.

Izzo: allora chiediamo anche l’acquisizione dei verbali in cui Latini confermava cio’ che dicevo io.

Il p.m.: Dove risulta che Latini avrebbe confessato questa partecipazione sia pure non ritenuta… Se puo’ dire qual e’ il verbale e si acquisisce anche questo.

Izzo: ci sono due processi in merito a questo, a Novara e a Brescia. A Novara c’e’ stato anche un confronto con me e il giudice contesto’ a Latini: “guardi che non e’ Izzo che l’accusa, e’ lei che ha confessato” e lui: “ne parlerò a Brescia.” A Brescia ha detto che sono bugiardo e che non c’entrava niente e la corte di assise di Brescia ha reputato… che poi e’ utile acquisire la sentenza, perche’ sono convinto che quella corte non mi ha dato del bugiardo, ha detto che probabilmente le prove non erano sufficienti per condannare, giustamente, una persona…

L’avv. Lisi: vorrei sapere se dal 17/2/80 al 10/4/80 Izzo fu tradotto presso l’ospedale psichiatrico di Montelupo Fiorentino per perizie e cure.

Izzo: si’. Ero in attesa di appello per l’ergastolo e tentai di prendere la perizia psichiatrica. Feci il matto per un periodo, misi la fascia in testa, mi vestivo tutto sporco, insomma le solite cose che si fanno in questi casi e mi addussero all’ospedale psichiatrico dove rimasi una ventina di giorni, forse il periodo che dice lei. Dopo di che, dissero che ero sano di mente e mi mandarono via.

A d.p.m.r.: Si’, avevo Ferracuti come perito di parte.

L’avv. Lisi: oggi ha sostenuto che il Freda gli aveva confidato della sua partecipazione alla strage di piazza fontana. Se puo’ dirci perche’ il 13/3/84, dinanzi al GI di Catanzaro e quindi post-pentimento, ebbe a dire: “ad ulteriori chiarimenti posso aggiungere che il Freda per la verita’ non mi disse di essere direttamente implicato nella strage”.

Izzo: lei non deve leggere mezza riga. Quello che volevo dire e’ che Freda non ha detto che c’entrava direttamente; lui era correo dell’organizzazione della strage. Mi ha detto che la bomba a Piazza Fontana l’ha messa Fachini di persona e che l’organizzatore generale e’ Delle Chiaie che lui c’entrava in questa storia, ha raccontato la storia dei timers del capitano Amid, quella storia famosa. Questo e’ quello che mi ha raccontato. E’ poi la corte di Catanzaro che deve valutare se questo e’ concorso nella strage o associazione sovversiva, non sta a me dirlo.

L’avv. Lisi: Izzo ha dichiarato che si stava ipotizzando una certa decisione di collocare nella villa di feltrinelli alcuni timers della stessa partita acquistata da Freda. Ha aggiunto oggi che questo collocamento lo si stava organizzando insieme ai cc.

Izzo: era una cosa organizzata dal gruppo milanese facente capo a Rognoni, Ballan, Nico Azzi. Riguardo questa collaborazione con i cc., rispetto a questi fatti, dovrebbe essere quella divisione di cc., Che non ricordo come si chiama, che sta a Milano, la quale, tra l’altro – poco tempo fa feci un verbale con la dott.ssa Dameno della procura di Milano – ed era abbastanza in legami stretti e questo episodio e’ dimostrato da un episodio abbastanza brutto che sarebbe la violenza carnale nei confronti di franca rame che hanno fatto con la protezione dei carabinieri. L’hanno fatta alcuni neofascisti, tra cui angelo angeli, con la protezione dei carabinieri. E’ una storia che mi ha raccontato Bonazzi.

Il p.m.: Presidente, se puo’ essere piu’ preciso perche’ vi e’ traccia in atti. Il Presidente fa presente che e’ irrilevante.

Il p.m.: Quando e’ stata dichiarata la prima volta questa storia?

Izzo: l’ho dichiarato mesi fa alla dott.ssa Dameno di Milano che mi ha interrogato su una serie di documenti ritrovati in un covo di potere operaio, mi sembra, covo riguardante l’omicidio Ramelli. Hanno trovato tracce di rapporti tra fascisti e carabinieri di Milano.

L’avv. Lisi: quando apprese la notizia del collocamento dei timers, e da chi?

Izzo: ne ho parlato nel verbale del gennaio ’83 e mi sembra di averla appresa esclusivamente da Bonazzi che era molto amico di Nico Azzi; diciamo che la fonte principale di questa storia dovrebbe essere Nico Azzi, ma a me l’ha detta Bonazzi.

L’avv. Lisi chiede che venga sentito Bonazzi anche su questo punto.

Izzo spontaneamente: con Bonazzi ho passato circa quattro anni in cella.

L’avv. Lisi chiede che si dia lettura della lettera inviata da Izzo in ordine alla sua posizione che e’ allegata agli atti.

Il Presidente: e’ arrivata di recente, circa un mese fa.

L’avv. Lisi: a cosa fa riferimento?

Il Presidente: non fa riferimento a fatti processuali, alla sua posizione personale.

L’avv. Lisi chiede se e’ possibile che Izzo esponga il contenuto della lettera.

Il Presidente acconsente.

Izzo: in questa lettera faccio presente questo tipo di situazione. Vista la vastita’ di procedimenti di cui vi sarete resi conto, mi trovo spesso a deporre in questo tribunale, davanti a varie corti di assise. In questa situazione vengo sempre attaccato come persona, difficilmente mi vengono contestate le cose che dico. Allora volevo far presente a questa corte che sono entrato in carcere a 19 anni e ne ho scontati 13, ho fatto delle azioni orribili di cui mi vergogno. Che posso dirle, posso rinnegare, posso anche cercare di porci riparo con una vita diversa, se riuscirò ad averla. Io credo che una qualsiasi societa’ civile, debba ammettere che le persone possono non solo cambiare, ma anche essere diverse a distanza di molti anni da quelle che erano. La mia scelta di collaborazione e’ soprattutto un rifiuto di quello che ero, in un certo senso. Sono un po’ in difficoltà a dire certe cose, perche’ mi rendo conto che in fondo sono cose mie di cui e’ difficile parlare, pero’ vorrei far presente a tutti che a dimostrazione di questo ho una situazione personale reale. Mi sono autoaccusato di numerosi reati che sono tutti reati comuni che dovrò pagare normalmente. Ho cominciato a collaborare quando ormai avevo una condanna all’ergastolo e numerosi altri anni definitivi per cui le accuse che dicono, che posso chiedere ai giudici, cosa posso chiedere ai giudici? Nulla. Posso solo sperare con la buona condotta che un domani io possa prendere la condizionale, le cose che avrei preso in ogni caso, comportandomi bene, ecc.

Izzo prosegue: non voglio nemmeno demonizzare l’opportunismo, e’ anche umano essere opportunisti in certe condizioni. Purtroppo non sono neanche nella condizione di essere opportunista. Questa e’ la mia scelta. Ho sofferto molto in carcere perche’ ho fatti molti anni di carcere speciale, di art. 90, ecc. Per quanto puo’ sembrare paradossale, a volte mi lacera anche rendermi conto che con le cose che dico procuro del carcere ad altre persone. Non e’ che io sia diventato un santo, sono diventato un buono, ho le mie debolezze, le mie rabbie, i miei rancori. Certamente non sono piu’ la persona che ha commesso quei fatti e questa in qualche maniera e’ una forma di riparazione che vorrei offrire ai fatti che ho commesso. Ecco questo volevo dire. Faccio presente che la mia situazione e’ controllabile. Qui si parla di Paliano come se fosse un paradiso: e’ un carcere, si e’ applicata la riforma, ma praticamente non si gode di particolari benemerenze. Ho la possibilità di fare un corso di computer e dato che sono bravino con il computer, insegno a ragazze e ragazzi; ho la possibilità di avere colloqui con qualche amica perche’ ho l’autorizzazione dell’AG, normalmente voglio dire. Quando ero al carcere speciale di Trani, in un certo periodo che il carcere si era enormemente allargato, stavo molto meglio di quanto sto oggi a Paliano e questo e’ controllabile, io addirittura prendevo il materasso e dicevo: “domani vado a dormire in cella con Sartorelli, vado a fare una settimana da Sartorelli”, le guardie stavano zitte ed io andavo in cella da Sartorelli.

Izzo prosegue: il privilegiato in carcere e’ colui che continua a possedere un potere criminale, non e’certo la mia condizione di privilegiato. Aggiunga che non ho possibilita’ neanche in termini giuridici, perche’ ho problemi di pericolo personale, ho problemi di opportunita’, mi si accusa dicendomi che qualsiasi cosa mi darebbero sarebbe un premio per quello che faccio… Mi trovo in una situazione veramente disperata da questo punto di vista e mi vengono sempre contestate queste cose. Sto veramente cercando di essere una persona diversa, mi dispiace anche di accusare altre persone a cui procuro del carcere; d’altra parte sono convinto che bisognava fermare e questa e’ una mia convinzione profonda che ho tuttora che bisognava fermare certi episodi, come le stragi, ecc.. E ho dato un piccolo contributo a questo. Non ho nulla da chiedere.

L’avv. Lisi: nella lettera c’e’ un riferimento ad una sua condanna anche precedente a quella del Circeo?

Il Presidente: e’ una domanda processuale questa?

L’avv. Lisi: se nella lettera c’era il chiarimento.

Il Presidente: questo non me lo ricordo.

L’avv. Lisi: ha subito condanne precedenti a quella del Circeo?

Izzo: ho subito parecchie denunce, arresti, sia precedenti che conseguenti al Circeo; ho fatto numerosissimi reati. Se allude a una denuncia per violenza carnale, si’, ho capito a cosa allude ed e’ vero, si’.

Il p.m.: A cosa allude?

Izzo: ad una denuncia per violenza carnale che ho avuto in tempi precedenti.

L’avv. Bezicheri: e’ una condanna.

Izzo: si’ ha ragione, e’ una condanna.

Il Presidente: ho ammesso questa domanda solo per un chiarimento su cio’ che ha detto prima, non come domanda processuale, perche’ l’art. 133 vale per gli imputati e non per i testimoni. I precedenti penali del teste non interessano, almeno quelli che non riguardano fatti politici.

L’avv. Bezicheri: allora dovrebbe chiarire quando ha detto che voleva riparare ai motivi per i quali era in carcere, che si trovava a scontare l’ergastolo e altre condanne e non per fatti politici. E’ bene che chiarisca.

Il Presidente fa presente che questo e’ noto.

L’avv. Bezicheri: no, non l’ha detto.

Izzo: ho detto che per motivi politici ho due piccole condanne che non ho ancora preso e per cui rischio pochissimo.

L’avv. Lisi: per i detenuti che entrano in carcere con la sua caratteristica, con la sua condanna, qual e’ la condizione normale?

Il Presidente fa presente che la condizione carceraria dei testimoni e’ cosa assolutamente irrilevante ed invita Izzo a non rispondere.

Izzo: la mia posizione carceraria e’ talmente evidente che non ho mai avuto problemi.

L’avv. Lisi: gradirei che venisse verbalizzato. La domanda e’ specifica: per i detenuti non politici ne’ politicizzati all’ingresso del carcere e nella condizione in cui si trovava Izzo al momento dell’arresto…

Izzo interrompe: ma io ero un rapinatore, ero una persona che aveva sparato alla gente, io me la mangiavo la gente in carcere, avvocato…

Il Presidente: Izzo, le ho detto di non rispondere, aspetti che io ammetta la domanda.

L’avv. Lisi prosegue: con la condanna per i fatti del Circeo quale sarebbe stata la condizione…

Izzo: ma cosa ne so quale sarebbe stata…

Il Presidente: no, no, non deve rispondere. Ordino al cancelliere di non verbalizzare le risposte se prima non ho ammesso la domanda.

L’avv. Lisi: chiedevo solo che venisse verbalizzata la domanda e’ chiaro, non mi interessa la risposta. Se conosce le condizioni nelle carceri per i detenuti che hanno le stesse caratteristiche, con la condanna con le quali …

Izzo: le coltellate le ha prese il suo difeso in galera. La faccia finita, la faccia finita…

L’avv. Bezicheri: no, no…

Il Presidente: io non ho ammesso questa domanda.

L’avv. Bezicheri: no, no, che il teste dica “faccia finita” a un avvocato… No, eh.

L’avv. Lisi: ma lascialo stare…

L’avv. Bezicheri: no, che ci dobbiamo sentire “faccia finita” da Izzo, Presidente questo e’ troppo.

Izzo: quando era in carcere mi scriveva piagnucolando: “sto in carcere, ho chiamato mia moglie…”

L’avv. Bezicheri: chi?…

Izzo: lei.

L’avv. Bezicheri: io a te scrivevo?

Izzo: si’, proprio, la troviamo la lettera..

L’avv. Bezicheri: porta qui le lettere, porta qui le lettere… Io scrivevo a Izzo?

Izzo: si’, proprio.

L’avv. Bezicheri: porta qui la lettera.

Izzo: gliela troviamo, perche’ e’ censurata…

L’avv. Bezicheri: io a te scrivevo?

Il Presidente: a questo punto sospendiamo l’udienza.

L’avv. Bezicheri: ma come. Ma che… Crediamo di trattare cosi’ gli avvocati, Presidente.

L’avv. Bezicheri: porta qui le lettere. Le mani mi facevo tagliare prima di scrivere a Izzo. Qui si sta esagerando.

Il Presidente: il processo e’ rinviato a domani, ore 9,00.

Il Presidente: a questo punto l’udienza viene sospesa. Si da’ atto che a questo punto il Presidente rinvia la udienza a domani 26/11/87, ore 9,00 ed ordina che Izzo Angelo sia nuovamente tradotto per l’udienza di sabato 28/11/87, ore 9.

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Angelo Izzo – verbale di udienza 25.11.1987 – undicesima parte

Avv. Bezicheri: poiche’ Cristiano Fioravanti, che e’ anche lui e’ un cosiddetto collaboratore della giustizia non puo’ avere doti di preveggenza, c’e’ un passo a pag.5, sempre di questo verbale, dove si dice che Cristiano Fioravanti seppe poi da Izzo che aveva telefonato al dott. Mancuso di Bologna e da questi aveva saputo dell’inopportunità di un confronto che precedesse l’interrogatorio da parte dei giudici bolognesi di Izzo.

L’avv. Bezicheri continua nella lettura del verbale reso da Cristiano Fioravanti: “a questo punto io -Cristiano fioravanti- mi arrabbiai moltissimo, perche’ dissi ad Izzo che in questo modo avremmo praticamente incastrato mio fratello e il nostro scopo di chiarezza sarebbe venuto meno, in quanto valerio non sarebbe venuto con noi e mai e poi mai avrebbe detto qualcosa dopo aver appreso che dei due omicidi si interessavano i giudici di Bologna. Izzo se ne ando’ dicendo che non gli importava nulla dei miei problemi e che non voleva inimicarsi i giudici di Bologna in quanto da loro dipendeva la possibilità che “gli fosse tolto l’ergastolo”. Izzo e’ infatti convinto che solo l’intervento dei giudici che indagano sulla strage di Bologna e cioe’ sul fatto piu’ grave mai accaduto, possa essere valutato favorevolmente a livello politico.”

Izzo interviene: ora le dimostro quanto…

L’avv. Bezicheri prosegue: la domanda è se Izzo conferma questo e come poteva, il Cristiano Fioravanti dire, prima che lui presentasse richiesta di cumulo, se lui non gliene avesse mai parlato, che aveva speranza di poter uscire dal carcere solo dai giudici di Bologna, come lui, qui, ci ha confermato.

Izzo: uno

Il p.m. Interviene: concludendo su cose assolutamente false, poiche’ si tratta…

Izzo interrompe: le telefonate sono registrate.

L’avv. Bezicheri: e chi ha detto delle cose false?

Il p.m.: Lei, avvocato.

L’avv. Bezicheri: no, Presidente lo mettiamo a verbale. Io sto leggendo un verbale. Questa frase del p.m. va a verbale.

Il p.m.: Interrompe: no, lei ha tratto delle conclusioni su fatti diversi.

L’avv. Bezicheri: no, no, io non ammetto questo linguaggio. Lei puo’ opporsi alla domanda, la motiva, ma qui non c’è niente di falso.

Izzo interviene: se posso rispondere chiarisco tutto.

L’avv. Bezicheri: e qui e’ un suo collega che l’ha verbalizzato, non io ed e’ fra le carte e io ho diritto di fare le domande sul punto…

Izzo interrompe: se mi fa rispondere chiarisco tutto. Lei ha malinteso… Probabilmente lei ha letto una parte parziale e ora le dico perche’. Cristiano mi chiese… Innanzi tutto vorrei chiarire che le telefonate da Paliano sono registrate e quindi e’ accertabile se ho mai chiesto qualcosa ai giudici di Bologna. Secondo, il cumulo e’ una cosa di questi mesi percio’….sarà dote di preveggenza… Io a quel tempo proprio non lo potevo sapere perche’ non esisteva, comunque detto questo faccio presente la circostanza che Cristiano interpreta male. Cristiano mi chiede di fare un confronto con Valerio per convincerlo a confessare l’omicidio pecorelli, siccome io sapevo che in questi confronti di solito Valerio e Cristiano si mettevano d’accordo, io non volevo partecipare a una cosa di questo genere e allora ho trovato una scusa e gli ho detto: “mi sembra poco, io devo rendere degli interrogatori su questa storia, mi sembra che prima che abbia reso gli interrogatori non e’ il caso che faccia un confronto con Valerio Fioravanti”. In realta’ il vero motivo per cui non lo volevo fare e’ che sapevo che Cristiano e Valerio, in quell’occasione, si sarebbero messi d’accordo, come del resto fanno abitualmente perche’ a volte fanno sette ore di confronto e ci sono tre righe di verbale…. Io semplicemente gli avro’ fatto questo discorso, gli avro’ detto come scusa, questo e’ probabile: “non mi sembra opportuno che io, prima di essere interrogato dai magistrati di Bologna, faccia un confronto con Valerio Fioravanti, questo confronto a tre che mi sembra una cosa abbastanza…”.
Questo probabilmente… questa circostanza è vera. Non è assolutamente vero, e questo lo metto in chiaro una volta per tutte cosi’ evitiamo domande del genere, io non ho mai ricevuto niente dai giudici, non ho mai chiesto niente, i giudici non mi hanno mai offerto niente e di questo c’e’ un fatto incontrovertibile che e’ la mia situazione giuridica, che e’ una situazione pesantissima…

L’avv. Battista interrompe: ma non e’ vero, dai carceri speciali e’ passato a Paliano…

Izzo: mi lasci finire.

Il Presidente richiama l’avvocato Battista.

Izzo continua: io sono il detenuto piu’ sfigato e piu’ disgraziato che c’e’ in Italia e io le racconto un episodio, mandano le persone agli incontri di boxe, mandano le persone ai congressi del partito radicale, ai concerti dei Genesis, io ho mio padre che in questo momento sta morendo e io sono qui, sono in carcere normalmente e non ho avuto nessuna possibilita’. Se questo voi vi permettete di dire, dovete anche andare ai fatti. Io sono stufo di sentirmi dire, come se fossi un privilegiato. Tirate fuori un episodio, ma uno, che sono privilegiato.

Il Presidente: Izzo si calmi.

L’avv. Battista: c’e’ Paliano e’ un dato di fatto.

L’avv. Lisi: c’e’ Paliano…

Izzo continua: qual e’ Paliano. Dove sono questi privilegi a Paliano. Che sono queste sciocchezze.

Il Presidente: questi interventi sono assolutamente fuori di luogo.

L’avv. Battista: se non ha avuto alcun beneficio da quello che ha detto… il fatto che e’ passato dal circuito delle carceri speciali a Paliano, e’ un dato di fatto, poi in una valutazione che faremo…

L’avv. Lisi interviene: poi vedremo.

L’avv. Battista continua: no, no, non e’ che dipende da te, dipende dal ministero….

Il p.m.: Per motivi di sicurezza.

Il Presidente interviene: ci sono altre domande da fare?

L’avv. Bezicheri riprende la parola: Izzo ha detto prima… Che non e’ che le sfuriate di Izzo mi facciano… Io cito atti processuali e non “balle”. La domanda e’ questa: prima il signor Izzo ha detto che ad un certo punto e’ stato processato a Bologna in contumacia perche’ si era accollato… qualcosa di droga, mi pare di aver capito. Questo essersi accollato vuol dire che ha fatto un interrogatorio dove si e’ dichiarato responsabile di questo?

Izzo interviene: no, ora le dico quello che e’ successo. Astorina mi disse…

Il Presidente interrompe: mi sembra irrilevante questa domanda, l’ha gia’ spiegato.

L’avv. Bezicheri: no Presidente, e’ rilevante per sapere la data in cui ha effettuato questo accollamento.

Izzo interviene: e’ una storia del ’78…vecchissima insomma. Astorina mi chiese, a Trani, era mio compagno di cella a Trani…

Il Presidente interrompe: l’ha gia’ detto, nel ’78.

L’avv. Bezicheri: accollarsi davanti a un giudice significa rendere una deposizione o scrivere una lettera…

Izzo interrompe: no, venne il pretore di Trani in rogatoria pochi giorni dopo e io mi rifiutai di rispondere, come si faceva sempre in quei casi.

L’avv. Bezicheri: pochi giorni dopo quando?

Il Presidente interviene: Astorina ha attribuito a lui…

Izzo interrompe: la cosa e dopo pochi giorni venne un pretore di Trani e mi chiese cos’era questa storia della droga e io mi avvalsi della facolta’ di non rispondere. Dissi che avrei risposto quando sarebbe stato il momento.

L’avv. Bezicheri: ho chiesto se puo’ collocarla nel tempo.

Izzo: nel ’78, ’77.

Il giudice a latere: la risposta e’ gia’ data.

L’avv. Bezicheri: ha ricevuto il decreto di citazione per questo processo?

Izzo: probabilmente si’, non me lo ricordo, ma sicuramente si’. Non mi ricordo in che data, questo volevo dire.

Il Presidente invita l’avv. Bezicheri a fare domande pertinenti in quanto gli sembra che ci si stia allontanando un po’ troppo…

L’avv. Bezicheri: la pertinenza e’ ad accertare se e’ vero che se le circostanze di questo verbale dove Cristiano Fioravanti ha enunciato queste cose, a mio avviso gravissime sotto due aspetti sia sotto l’aspetto se sono vere, se dovessero risultare vere, perche’ denotano indubbiamente una situazione di inquinamento processuale, se dovessero risultare false perche’ denotano l’inattendibilità di questi soggetti. Quindi ritengo che sia doveroso andare a fondo come si sarebbe andati a fondo se in questo verbale ci fossero notizie cosi’ diffuse raccolte da un magistrato a carico di un avvocato. Quindi la domanda…. io non ho piu’ domande…

Izzo interrompe: faccio notare che questo verbale….

L’avv. Bezicheri continua: ho richieste istruttorie e sono: primo, la richiesta di un confronto, ho ancora domande ma non su questo, su altri argomenti. Su questo argomento che la corte voglia disporre un confronto fra Cristiano Fioravanti e Izzo; secondo, che voglia acquisire gli atti relativi alla richiesta di cumulo Izzo, dal momento che non sa specificarne la data. Terzo, che voglia acquisire la copia del decreto di citazione di questo reato per droga, che e’ quello che stabilendo la competenza a Bologna per la richiesta di cumulo…

Izzo interrompe: mi scusi….

Il Presidente invita Izzo a lasciare terminare l’avvocato Bezicheri.

L’avv. Bezicheri continua: se cronologicamente….

Izzo interviene: mi faccia dire una cosa. Io la cosa che ho saputo che Bologna era competente nel momento in cui mi sono arrivati questi due anni definitivi, se no non lo potevo assolutamente sapere. Questi due anni definitivi mi saranno arrivati quattro o cinque mesi fa, questo e’ controllabile, questo va controllato: in che periodo io ho saputo che Bologna era competente per il cumulo. E’ tanto semplice. Questo io l’ho saputo quattro o cinque mesi fa.

L’avv. Bezicheri: il decreto di citazione e gli anni definitivi, perche’ comunque il discorso di Brescia non era di quattro o cinque mesi fa perche’ il processo si e’ concluso nel maggio. Questo discorso sia pure non con questi particolari, perche’ non c’era questo verbale agli atti, a Brescia non compare.

L’avv. Giampaolo prende la parola: io formulo opposizione a che venga consentito di operare richieste istruttorie mentre si sta interrogando il teste…

L’avv. Bezicheri: non c’e’ nessuna norma che lo vieta.

L’avv. Giampaolo continua: sono due momenti difficili e diversi. A norma dell’art. 349 il giudice deve evitare ogni domanda suggestiva, ecc. e il Presidente lo sa molto meglio di me. E’ evidente che si tende da parte della difesa di introdurre surrettiziamente suggestioni…

L’avv. Bezicheri interrompe: no, no, non introduco niente. E’ negli atti questo verbale. Macche’ introdurre surrettiziamente.

L’avv. Giampaolo continua: si seguano….

L’avv. Bezicheri continua: e’ negli atti. Macche’ introdurre surrettiziamente. Non l’ho mica introdotto io.

Il Presidente: signori, calmatevi.

L’avv. Bezicheri: quindi non tollero affermazioni false. E queste sono false.

L’avv. Giampaolo: ma non c’e’ bisogno di urlare.

L’avv. Bezicheri: no, c’e’ bisogno, per farsi capire, delle volte c’e’ bisogno di urlare.

Il Presidente chiede qual e’ l’oggetto della richiesta?

L’avv. Giampaolo: l’oggetto della richiesta….

L’avv. Bezicheri continua: lo dice il Vangelo che io conosco bene, forse tu meno.

Il Presidente: avvocato si fermi.

L’avv. Giampaolo: l’oggetto della richiesta e’ quello di invitare il difensore a esprimere le richieste istruttorie in altra sede e quando e’ terminata l’escussione del teste.

L’avv. Bezicheri: il difensore fa presente che non c’e’ nessuna norma che lo vieta e se vengono fatte punto per punto e’ unicamente per non perdere il filo e per farle verbalizzare.

Il Presidente chiede all’avv. Bezicheri se ha altre domande da fare.

L’avv. Bezicheri: ho ancora qualche domanda.

Il Presidente sospende l’udienza per 10 minuti.

Si da’ atto che alle

Ore 18,00 l’udienza e’ ripresa.

Il Presidente comunica che, essendole ore 18,00 non e’ piu’ possibile continuare a lungo con l’interrogatorio di Izzo e che il prosieguo dell’audizione sara’ rinviato ad altra udienza. Si da’ atto che la corte rientra in camera di consiglio per decidere.

Si da’ atto che alle ore 18.10 la corte rientra in aula. Si da’ atto che il Presidente comunica che oggi si continua fino alle ore 19,00 ed invita gli avvocati che non potranno ritornare a fare le domande subito perche’ se entro le ore 19,00 non si terminera’ questa audizione sara’ rinviata a sabato 28 novembre in quanto nella giornata di domani Izzo sara’ impegnato in un altro tribunale e dopodomani non sara’ disponibile il collega Grassi.

Il Presidente da’ la parola all’avv. Lisi.

L’avv. Lisi: Izzo ha ripetutamente fatto riferimento a prima e dopo il proprio pentimento, per molte domande ha dovuto ricorrere ad una data ante-pentimento o post-pentimento. Gradirei sapere di che cosa si e’ pentito.

Il Presidente non ammette la domanda.

Izzo: Presidente perche’ non diamo lettura della lettera.

L’avv. Lisi: scendo nel particolare e vorrei che fosse verbalizzata la domanda precedentemente proposta. Si da’ atto che l’ufficio aveva gia’ verbalizzato la domanda dell’avv. Lisi.

L’avv. Lisi prosegue: e’ evidente che per poter essere soggetto di valutazione, essendo un teste, e mi pare che noi non possiamo allontanarci da un esame che deve certamente attenere alla valutazione dell’attendibilita’ del teste. Quindi mi sembra che la mia domanda fosse pertinente. E’ evidente quindi che tutto quello che chiedero’ ha riferimento alla sua qualifica di soldato politico che si pente per entrare nel discorso della sua carcerazione a Paliano.

Izzo: non e’ che io sia un soldato politico pentito, non sono neanche un pentito. Non prendo legislazione premiale, ho un “reatino” politico…

Il Presidente: non risponda, faccia fare la domanda.

L’avv. Lisi: Presidente, io ho solo preso atto che Izzo in quest’aula ha ripetutamente detto: “dopo il mio pentimento, prima del mio pentimento”. Prendo atto che non si considera un pentito.

Izzo interviene: allora diciamo prima della mia collaborazione e dopo la mia collaborazione.

L’avv. Lisi chiede che vengano acquisite agli atti le dichiarazioni rese da Izzo angelo fin dal 3/1/84 al p.m. Vigna di firenze. Izzo: 7 gennaio.

L’avv. Lisi: per evitare di incorrere in errori le elenchiamo tutte: 19/1/84 al dott. Vigna, 23/1/84 al dott. Vigna, 8/2/84 al dott. Vigna, 16/2/84 al dott. Vigna, 1/3/84 al p.m. di Roma.

Il giudice a latere: sono verbali agli atti.

L’avv. Lisi prosegue: 6/1/84….12/4/85 alla corte di assise di appello di Bari.

Il giudice a latere: non l’abbiamo, ce n’e’ uno che non abbiamo agli atti.

L’avv. Lisi prosegue nella richiesta: 11/4/85 alla corte di assise di appello di Bari, 15/4/85 alla corte di assise di appello di Bari, 13/4/84 al GI di Catanzaro dott. Le Donne, 21/2/85 a Catanzaro.

L’avv. Lisi: inoltre dichiarazioni rese con riferimento ad una domanda che se la corte dovesse ammettere, potremmo evitare di fare una richiesta istruttoria. Il riferimento e’ questo: e gli dice che parlando il Freda a Bonazzi e a Tuti, diceva bene di lui, praticamente lo considerava una persona…

Il Presidente: mi sembra che abbia detto che parlava male.

L’avv. Lisi: no Presidente. Diceva bene, questo il punto.

Izzo spontaneamente: Freda in varie occasioni… so gia’ dove vuole arrivare l’avvocato, ad una lettera che mi tira fuori ad ogni processo… E’ una lettera in cui dice: “e’ un ragazzo cosi’, pero’ non puo’ essere un soldato politico”. Questo e’ il classico linguaggio di Freda. Pero’ c’è un fatto: Tuti e Bonazzi erano nerissimi con Freda perche’ diceva: “a Concutelli gli ha detto in un certo modo di te”. Comunque cosa Freda pensasse di me e’ molto semplice; lui puo’ dire tutto quello che vuole, il fatto che stesse in cella con me, che mangiasse con me, in carcere questo vuol dire qualcosa.

L’avv. Lisi chiede che venga allegata agli atti una lettera inviata da Freda a Bonazzi datata Novara, 12/10/79 che e’ agli atti istruttori di Quex a Roma, pag. 138 e seguenti. Fa presente che vi e’ una seconda lettera datata Novara 10/11/79 sempre agli atti istruttori di Quex, pag. 146, e sempre inviata da Freda a Bonazzi.

Izzo spontaneamente: Freda non mi poteva tanto vedere, ci sono anche lettere che mi scriveva Freda, prendiamo pure quelle no?

Il p.m. Fa presente di non conoscere queste lettere.

Izzo: io avevo la censura, per cui non dovrebbero esserci problemi a rintracciarle.

Il Presidente: le leggeremo a suo tempo.

L’avv. Lisi chiede che venga allegato agli atti l’interrogatorio di Bonazzi del 7/5/81 al p.m. Di Bologna, anch’esso agli atti del processo Quex.

Angelo Izzo – verbale di udienza 25.11.1987 – decima parte

L’avv. Bezicheri prosegue: chi le ha detto che Fachini era a s. Maria di Leuca in un certo periodo?

Izzo: proprio di conseguenza. Dissero: “noi lo volevamo ammazzare, non l’abbiamo trovato perche’ era a S. Maria di Leuca”. Oggi io ricordo in Puglia, pero’ se allora ho detto a S. Maria di Leuca significa che mi e’ stato riferito S. Maria di Leuca, che era andato via con la roulotte.

L’avv. Bezicheri: quindi Ciavardini e…

Izzo: Ciavardini o Fioravanti, o tutti o due o l’uno o l’altro. Me ne hanno parlato tutti e due, ma non vorrei dire una sciocchezza su questo particolare.

L’avv. Lisi: siamo nella impossibilita’ matematica di risalire ad uno solo. O l’uno, o l’altro, o tutti e due.

Izzo: sono due, non e’ che sono cinquanta.

L’avv. Bezicheri: coloro che non rintracciarono Fachini, non poterono uccidere Fachini perche’ era a S. Maria di Leuca, se gli dissero da chi avevano saputo che era a S. Maria di Leuca?

Izzo: ora le posso dire un’altra cosa: Nistri mi disse che la storia di Fachini era tutta una balla, cioe’ che qualcuno aveva tirato fuori l’idea di uccidere Fachini, che loro in realta’ non lo volevano uccidere e si sono inventati tutta una storia…

L’avv. Bezicheri: che non era a s. Maria di Leuca.

Izzo: non so se non era a s. Maria di Leuca, questo e’ mi hanno detto.

L’avv. Lisi: quindi non sarebbe vera la circostanza.

Il Presidente: secondo nistri non sarebbe vero quello che gli hanno riferito…

Izzo: si’, secondo nistri non sarebbe vero che volevano ammazzare Fachini, perche’ in realta’ stavano “pappa e ciccia” con Fachini e non e’ vero niente che lo volevano ammazzare.

L’avv. Bezicheri: qualunque sia stata la fonte che disse ad Izzo che Fachini, quando lo volevano ammazzare, era a S. Maria di Leuca, gli disse questa fonte da chi aveva appreso che Fachini si trovava in quella localita’?

Izzo: Giusva o Ciavardini…

L’avv. Bezicheri: no, loro a loro volta da chi dissero che avevano saputo che Fachini…

Izzo: io mica facevo gli interrogatori da tribunale, mi dicono S. Maria di Leuca, cioe’ non mi veniva neanche da chiedere da chi lo avessero saputo.

L’avv. Bezicheri: quale era il periodo in cui dissero che Fachini era a S. Maria di Leuca?

Izzo: ripeto, dovrebbe essere il periodo immediatamente posteriore o immediatamente anteriore alla strage di Bologna, probabilmente immediatamente posteriore alla strage di Bologna. Diciamo nell’agosto ’80. Mi richiamo a quel verbale poiche’ in quel momento avevo ricordi piu’ freschi ed ero piu’ preciso.

L’imputato Fachini: se e’ a conoscenza che secondo le comunicazioni del ministero dell’Interno le bombe a mano trovate in via dei Foraggi e la bomba a mano usata per l’omicidio Marino a Milano, risultano di lotti diversi. E’ il teste a conoscenza di questo?

Izzo: no, assolutamente.

Il Presidente: a quale atto fa riferimento?

L’imputato Fachini: ministero degli Interni, dipartimento di pubblica sicurezza. E’ la risposta a quella serie di quesiti fatti da…

Il p.m.: Cioe’ per verificare le prime dichiarazioni di Izzo.

Izzo: non lo sapevo assolutamente.

L’avv. Bezicheri: le risulta, ad un certo punto, una rottura o addirittura accuse da parte di Freda a Fachini?

Izzo: si’.

Il Presidente fa presente che Izzo ha gia’ risposto.

Izzo: forse questo non l’ho detto. Sul fatto che Fachini si era impadronito dei soldi delle edizioni di AR, questo si’. Non solo, Fachini fu anche picchiato dai ragazzi quando arrivo’ al carcere di Rebibbia e questo penso sia facilmente controllabile; l’avranno sicuramente spostato, isolato e sicuramente ci sara’ traccia di questo. Proprio perche’ su Fachini esistevano una serie di accuse che proprio Freda aveva contribuito a diffondere. Pero’ la storia di fondo diceva che si era impadronito della sigla e delle edizioni di AR e che gli aveva fregato tutto il deposito di libri per qualche centinaia di milioni, ecc….

L’avv. Lisi: si sarebbe impadronito…

Izzo: della sigla si e’ impadronito sicuramente, e’ cosa risaputa.

L’avv. Bezicheri: se l’asserita rottura di Freda con Fachini, qualunque sia il motivo, se gli risulta che queste accuse fossero posteriori, cioe’ nel momento in cui Freda rientro’ in Italia, o quando iniziarono?

Izzo: certo che iniziarono al momento in cui Freda rientro’ in Italia, che io sappia. Poi non so da quanto tempo Freda dicesse questo fatto. Freda diceva che con la sua fuga in Costa Rica “un gruppo di sciacalli si sono buttati sulle mie spoglie”, Freda e’ solito usare questi termini, “che erano poi quattro soldi, un centinaio di milioni, mi hanno spolpato completamente, hanno fatto delle storie incredibili, mi hanno rubato perfino i risparmi racimolati dalla mia famiglia per aiutarmi nella latitanza”. Faceva questo tipo di accuse che indubbiamente sono molto brutte all’interno del carcere.

L’avv. Bezicheri: pertanto, a dire del teste, Freda quando rientro’ in Italia ruppe con Fachini.

Izzo: guardi, le voglio dire una cosa, Freda e’ un “filatore”, le faccio un esempio: Freda diceva: “bisogna ammazzare Gianfranco Ferro perche’ e’ un infame”, quando arrivo’ a Trani si litigava con Latini, con Concutelli, dice: “questo e’ un infame e bisogna ammazzarlo” poi arriva a Novara e Gianfranco Ferro gli fa da segretario, gli scrive a macchina, diventa… Cioe’ voglio dire… Con me per esempio, con alcune persone parlava male di me, con Tuti e Bonazzi parlava benissimo di me. Voglio dire che da una parola di Freda, un parere di Freda, non e’ che poi Freda abbia dei comportamenti conseguenti.

L’avv. Bezicheri: con lui Freda parlava male di…

Izzo interrompe: avvocato, poi lei lo sa benissimo questa storia…

Il Presidente interviene: lui ha detto quello che Freda diceva di Fachini, da questo il teste non e’ in grado di dedurre che ci sia stata una rottura fra i due.

L’avv. Bezicheri: con Izzo, Freda manifestava di aver rotto con Fachini, e’ esatto?

Izzo: si’.

L’avv. Lisi: e’ verbalizzato che con Tuti e Bonazzi, Freda parlava bene di Izzo?

L’avv. Bezicheri: si e’ parlato, sempre nell’interrogatorio di oggi, di un appartamento in Veneto, dove c’era Cavallini e dove si era prospettato di portare anche Freda; la domanda: puo’ dare maggiori particolari in merito? La citta’…

Izzo interrompe: la signora Rita, mi pare si chiami cosi’, non mi ricordo, la moglie di Freda, quella di Brindisi, disse a Freda dopo aver preso contatti con Fachini: “senti, loro sono disposti a portarti in Veneto, pero’ là c’e’ gia’ un latitante, un evaso; tu dovresti dividere l’appartamento con lui”. Prima Freda fece delle richieste assurde dicendo che avrebbe voluto una villetta con un giardinetto dove poter fare i propri lavori di tipo intellettuale, essere una specie di faro, tenuto a distanza, non voleva essere nella mischia: “sono disposto anche a stare con voi, pero’ come simbolo, come bandiera, non mi dovete trascinare….” Al che, credo Aleandri o qualcuno del genere disse che Freda era proprio scemo, che se lo trovasse lui il rifugio e di conseguenza Freda prese dei contatti, tramite dei fascisti di Catanzaro, con una persona che era un dirigente di AN di Reggio Calabria che lo ospito’… Allora lo fecero scappare, Benito Allatta, la gente mandata da Calore, da Fachini e da Aleandri e poi si rifugio’ da questi di avanguardia invece che in veneto da loro. Questa e’ la storia.

L’avv. Bezicheri: la domanda era se puo’ dare precisazioni sulla…

L’avv. Lisi: scusami…

Il Presidente: avvocato lisi, la pregherei di non interrompere continuamente l’avv. Bezicheri mentre fa la domanda, se no non sentiamo bene.

L’avv. Lisi: io suggerisco solo all’amico Bezicheri il quale ad un certo momento dimentica ed io ho l’obbligo di ricordarglielo.

L’avv. Bezicheri: se puo’ dare, se e’ in grado, se gli hanno riferito indicazioni su questa villetta, su questa casetta veneta in modo da poter fare indagini.

Izzo: la villetta era una richiesta di Freda, non esisteva; per quanto riguarda il rifugio dov’era Cavallini basta risalire a dov’era rifugiato Cavallini in quel periodo.

L’avv. Bezicheri: di tutto questo la fonte sarebbe stata solo Freda o anche altri?

Izzo: su questa storia sicuramente solo Freda.

L’avv. Bezicheri: insisto nella formulata richiesta di audizione di Freda.

L’avv. Bezicheri fa riferimento al verbale 8/5/86 di Cristiano Fioravanti, reso al p.m. Dott. D’Ambrosio, agli atti di questo processo e da’ lettura del foglio 3 delle dichiarazioni di Cristiano Fioravanti che si riferiscono al sig. Izzo, dove si dice: “nell’ottica della collaborazione con i magistrati si spiegano numerose condotte di Izzo, il quale ha sempre affermato di avere dei rapporti privilegiati con il giudice Vigna e con il giudice Mancuso di Bologna. Egli ha sempre assunto in particolare di essere il referente di quei magistrati, ad esempio mi ha detto che gli era stato dato l’incarico di stare vicino al Bongiovanni ed a luongo per indurli a dire tutto quello che essi sapevano. Fu lo stesso Izzo a dirmi poi quando Bongiovanni arrivo’ a Paliano…” ecc.

Il p.m. Interrompe: che verbale e’? Puo’ rileggere, perche’ non ho seguito, se puo’ rileggere dall’inizio.

L’avv. Bezicheri procede nuovamente nella lettura delle dichiarazioni di Cristiano Fioravanti sul punto.

L’avv. Bezicheri chiede a Izzo se conferma quanto dichiarato da Cristiano Fioravanti nel verbale appena letto.

Izzo: Cristiano aveva dei motivi personali di astio nei miei confronti in quel periodo, puramente personali, e di conseguenza ha fatto dei verbali che poi hanno fatto una fine barbina nel momento in cui sono andati in processo. Comunque io potrei avere detto che i giudici che mi sono piu’ simpatici sono il dott. Vigna e il dott. Mancuso e questo e’ un parere mio personale, di simpatia umana fra i giudici con cui ho collaborato, assolutamente che io sia il referente purtroppo non e’ vero, in quanto fra l’altro sono due giudici particolarmente severi con me in ogni occasione, e’ una cosa assurda. Riguardo al fatto di spiare Luongo e Bongiovanni… Si puo’ chiedere ai giudici, mi sembra una cosa assolutamente ridicola. Tra l’altro cosa dovevo spiare da due comuni… Da quattro soldi che non contano niente. Mi potevo fare allacciare le scarpe da questi due tizi.

L’avv. Bezicheri fa riferimento alla pagina 4 dello stesso verbale prima letto di Cristiano Fioravanti, sulla circostanza che Izzo disse di avere appreso dai giudici di Bologna della esistenza di numerosi riscontri, tra i quali una intercettazione telefonica di Ciavardini che diceva di non prendere il treno per due giorni, gli inviti dell’avv. Di Pietropaolo provenienti da Gelli, le indicazioni di un pentito di AN sulla partecipazione di Francesca e Valerio ai fatti, la prossima ritrattazione di Cavallini dell’alibi fornito a Valerio e Francesca.

L’avv. Bezicheri: la domanda:..

Izzo interviene: le tre circostanze sono tutte e tre non vere, quindi mi sembra strano che i giudici di Bologna mi raccontino delle “balle” cosi’, per divertirsi, poi assolutamente non e’ vero… Ripeto, questo verbale il povero Cristiano l’ha fatto nell’ottica di un momento di odio che aveva nei miei confronti per motivi strettamente personali, di conseguenza sono verbali che nel momento in cui sono andati davanti a un Tribunale, il Tribunale si e’ messo a ridere e ha l’ha mandato via: “va bene Fioravanti, va”.

L’avv. Bezicheri: quale tribunale?

Izzo: il Tribunale di Frosinone, perche’ questi sono verbali resi nell’ambito dell’accusa di evasione da Paliano.

L’avv. Battista prende la parola: quali erano i motivi strettamente personali?

L’avv. Bezicheri interrompe: no, questo e’ un verbale davanti alla Procura della Repubblica di Roma.

Izzo: si’, comunque poi sono stati allegati a quel processo.

L’avv. Battista: Presidente, puo’ domandare quali erano i motivi strettamente personali che causavano quest’odio? O se erano dei motivi processuali?

Izzo: i motivi processuali sicuramente si sono inseriti in questa storia, pero’ probabilmente lui, siccome e’ un ragazzo e’ un po’ geloso, un po’ cosi’, ha avuto dei problemi per i buoni rapporti che io avevo con la Raffaella che si doveva sposare con lui e questo e’ stato tutto il problema.

Il Presidente: non indaghiamo…

L’avv. Battista interrompe: questi contrasti non riguardavano per caso l’accusa per l’omicidio Di Leo? Izzo: l’accusa dell’omicidio Di Leo, prima di tutto e’ posteriore a questi contrasti, per cio’ non possono essere, comunque sicuramente, cioe’ il problema e’ in questi termini, sicuramente Fioravanti si e’ trovato ad un certo punto scoperto rispetto a cose che aveva detto e siccome non le poteva risolvere in altro modo ha cercato di intaccare la mia credibilita’; si tratta di… proprio miserie fra pentiti, una storia che mi da’ nausea, una cosa bruttissima.

Izzo: cioe’ mi fa nausea che avvengano queste storie…

Il Presidente interrompe Izzo dicendogli che ha gia’ risposto sufficientemente.

L’avv. Bezicheri: se ho capito bene prima ha detto che aveva, non so se un cumulo su cui dovevano decidere a Bologna?

Izzo: si’.

L’avv. Bezicheri: perche’ c’e’ un’altra circostanza specifica che e’ assai influente, perche’ non sono barzellette, questi qua vengono come se fossero vergini…

Izzo interrompe: scusi avvocato Bezicheri, le faccio una premessa cosi’ non mi fara’ neanche la domanda. Quando Cristiano ha reso questo verbale io non avevo ancora la possibilita’ di avere il cumulo a Bologna perche’ non avevo nessun reato a Bologna. Il reato di Bologna e’ di tempi recentissimi, ai tempi del processo di Brescia, di conseguenza… Un reato… Una storiaccia. Hanno trovato delle buste di cocaina, mi pare a un certo Astorina nel carcere di Bologna e allora siccome io in quel tempo… Tra l’altro sono anche innocente per questa storia, io ero ergastolano e lui ha detto: ” a chi le posso tirare, che me le ha date…”. Io stavo a Trani, avevo gia’ tantissimi anni e gli ho detto: ” di’ che te le hai tirate me, che te le ho date io, chi se ne frega, non e’ anni in piu’, due anni in meno..” Poi non ho più pensato a questo processo, non mi hanno mai fatto il mandato di cattura, niente, poi mi e’ arrivato un foglio di processo e non ci sono andato, non sono ricorso in appello ed e’ andato a finire definitivo… Ecco, io mi trovo questi due anni cosi’ che mi hanno fatto spostare il cumulo a Bologna. Ma questo e’ un fatto recentissimo, percio’ al tempo del verbale… Cioe’ non ci puo’ entrare perche’ non lo sapevo.

L’avv. Bezicheri: in che data e’ stato fatto questo processo?

Izzo: la richiesta di cumulo mi sara’ arrivato definitivo quattro o cinque mesi fa, sei mesi fa.

L’avv. Bezicheri: no, quando e’ stata inoltrata?

Izzo: la domanda di cumulo e’ stata inoltrata poco prima di Brescia.

L’avv. Bezicheri: e quando e’ stato celebrato il processo che essendo competente Bologna, faceva Bologna competente del cumulo.

Izzo: io non avevo notizie di questo processo, ho avuto solo il foglio e non me lo ricordo, comunque se mi e’ arrivato definitivo che io non sono ricorso in appello …