Mauro Ansaldi dichiarazioni 21.04.1983 – prima parte

Dichiara di voler rendere l’ interrogatorio anche in assenza del difensore.

– I miei rapporti con TP iniziarono attraverso l’Adinolfi, persona che conobbi nell’ agosto 1980 e che ospitai per qualche tempo a casa mia allorche’ era latitante essendo stati emessi nei suoi confronti degli ordini di cattura per la strage di Bologna. Fu l’ Adinolfi a introdurmi in Terza Posizione. Nell’ ottobre ‘80 io aiutai a espatriare clandestinamente facendogli passare il valico di Chabaud (To). Da allora nell’ ambito di TP venni utilizzato per aiutare i latitanti a superare i confini italo francesi. In questo periodo incontrai in Francia l’ Adinolfi, il Fiore e lo Spedicato.
Nell’ottobre ‘81 l’ Adinolfi mi chiese di portare dalla Francia in Italia lo Zani e la Cogolli, cosa che effettivamente feci. I due si fermarono a lungo presso di me a Torino. Lo Zani si disse disponibile alla lotta armata ed a forme di autofinanziamento. Questi appariva autonomo rispetto a Fiore e Adinolfi. Apparteneva al settore operativo di Terza Posizione e, insieme a Nistri, ne era responsabile.
Il Fiore ed Adinolfi, invece erano responsabili del settore politico di TP. A quell’epoca lo Zani appariva diffidente rispetto ai Nar. Dopo essersi trattenuto a Torino, tuttavia si reco’ a Roma e qui, attraverso il Nistri, ebbe contatti con esponenti dei Nar quali Sordi e Belsito. Nel periodo in cui lo Zani si trovava a Roma avvenne una sparatoria tra polizia e il Sordi, il Belsito, l’ Alibrandi e Lai Ciro. In tale circostanza l’ Alibrandi perse la vita, e il Sordi fu ferito ad una mano. Il giorno successivo il Belsito e Ciro Lai ebbero uno scontro a fuoco con i carabinieri, durante il quale il Belsito rimase ferito ad una gamba.

Nistri e Zani avevano convenuto di stabilire con i Nar delle forme di collaborazione che erano state proposte da Nistri e che Zani aveva accettato. Al fine di commettere atti volti all’ autofinanziamento quali rapine sequestri ecc. si giunse ad una unificazione dal punto di vista militare operativo. I Nar fornivano le armi, almeno la maggior parte al settore operativo di TP. Nell’agosto del 1980 la gestione del settore politico di TP venne affidata dal Fiore e dall’ Adinolfi che si erano resi latitanti, al Tomaselli Enrico, il quale cosi’ divenne di fatto il responsabile di tale settore di TP Tomaselli dal punto di vista politico era contrario alla collaborazione con i Nar tuttavia accettava i proventi delle rapine che gli venivano consegnati dal Nistri, pur essendo sicuramente consapevole della provenienza delle somme che gli venivano date e pur sapendo perfettamente con quali persone operasse il Nistri. Fu a questo punto che nacque l’ idea di compiere a Torino il sequestro al fine di autofinanziamento di tale Croce, di professione gioielliere.

A questa impresa criminosa, fallita, partecipai io stesso, assieme a Nistri, Zani, Tomaselli, Procopio Stefano, Zurlo Mario, Bragaglia Pier Luigi, Brugia Riccardo, Petrone Luciano, Cogolli Jeanne. Di tale fatto ho gia’ riferito diffusamente al pm di Torino. Personalmente non ero favorevole al coinvolgimento dei Nar in TP tuttavia dovetti accettare tale situazione che di fatto mi venne imposta dallo Zani. Il 70% dei proventi dello autofinanziamento era destinato ai Nar e al settore operativo di TP, il 30% al settore politico di TP. Tale ultima quota doveva essere consegnata a me e all’ Adinolfi. Nel frattempo anzi nel maggio ‘82, venne deciso una rapina nella quale ho gia’ parlato con il pm di Torino, e venne da me un gruppo di persone dei Nar e di TP. Cio’ dietro sollecitazione di Zani. Preciso che non venne da me bensi’ da Stroppiana Paolo e venni a sapere del loro intento di compiere una rapina solo dopo che il mio piano falli’ a seguito di una sparatoria con un carabiniere mentre qualcuno di loro cercava di rubare una vespa che avrebbe dovuto poi venire utilizzata per consumare una rapina. Mi pregarono di ospitarli a casa mia e io lo feci, da quel momento le mie abitazioni sono state utilizzate come basi logistiche sia per l’ operativo di TP che per i Nar. Prendevo in affitto alloggi custodivo denaro e armi, custodivo strumenti per falsificare documenti ed aiutavo anche esponenti dei Nar a superare la frontiera italo francese. In tali attivita’ erano coadiuvate dallo Stroppiana, a quel tempo lo Zani aveva una casa a Torino. Per tali attivita’ io e lo Stroppiana venimmo considerati a tutti gli effetti componenti del settore operativo e partecipammo in tal veste alla divisione dei proventi.

Nel luglio 82 organizzai una rapina al credito di Torino che dal punto di vista militare venne effettuata sotto la direzione dal Sordi, da me stesso, Stroppiana, Di Cilia, Casellato Franco, Campanini Enrico. Di tale fatto criminoso ho gia’ ampiamente riferito al pm di Torino. Devo far presente che lo Zani era contrario ad effettuare la rapina in quanto riteneva utile mantenere Torino tranquilla il piu’ possibile sia per salvaguardare le basi logistiche e sia perche’ da tale citta’ era agevole l’ espatrio. Dopo la rapina andammo tutti in Francia, quindi io mi recai in Inghilterra con Di Cilia, Casellato e Spedicato. La incontrammo il Fiore il quale voleva rientrare in Italia. Dal momento dell’ inizio della latitanza aveva perso il proprio potere all’ interno di TP ed anzi i Nar erano intenzionati ad ucciderlo sia per vecchi rancori sia perche’ lo accusavamo di essere fuggito nel momento di maggiore difficoltà e di avere mandato delle persone allo sbaraglio per autofinanziamento appropriandosi poi delle somme ottenute.
Incontrai quindi il Sordi a Parigi ed egli si oppose assolutamente ad un rientro in Italia del Fiore. Il 24.06.82 venne arrestato Nistri. Intendevamo liberarlo ed allorche’ nel settembre tornammo in Italia cominciammo a raccogliere notizie e venimmo a sapere da un avvocato del quale non conosco il nome (si tratta del difensore del Nistri stesso e del Tomaselli) che avrebbe dovuto essere trasportato da Spoleto a Rebibbia per un confronto.

– l’ avvocato non e’ persona del nostro ambiente e ritengo che abbia fornito qualche informazione senza sapere che servivano ad organizzare l’ evasione. Nell’ ambito della preparazione di questa evasione il Tomaselli ed il Sordi raccolsero le armi di cui disponevano e che tenevano custodite in un luogo che non so precisare. Io assieme al Sordi rubai una Bmw che avrebbe dovuto servire per l’ evasione. Successivamente alla meta’ di settembre arrestavano il Sordi ed il 3 ottobre anch’ io venni arrestato. Cosi’ si conclude la mia attivita’ nell’ ambito di TP.

– Nel corso di tale attivita’ ho avuto modo di rilevare come TP fosse strutturata in unita’ denominata “Cuib” formata da un numero di persone variabili fra 5 o 10 facenti capo ad un capo zona il quale, assieme ad altri capi zona concorre alla formazione di un organismo intermedio avente fra l’ altro il compito di proporre alla direzione politica ed operativa le persone ritenute idonee all’ inserimento nella struttura o come quadri militari.
La direzione di TP si divide in una direzione politica ed una militare. La struttura militare che non avrebbe mai dovuto venir coinvolta nella struttura politica, tuttavia qualche volta cio’ avveniva per ragioni contingenti. A Bologna non era prevista la costituzione dei “Cuib” in quanto in quella città vi erano persone che si occupavano dei contatti con ambienti carcerari. Bologna dunque doveva rimanere una zona sicura per l’ organizzazione.

– Nel nord Italia operano tutt’ ora numerosi Cuib. A Padova ne esisteva uno composto da 5 persone delle quali non conosco i nomi e del quale facevano parte Di Cilia e Casellato, attualmente detenuti. A Brescia vi sono due capi zona tali Cotelli Paolo e Sagalli Ezio. In questa citta’ operano circa. Altre 15 persone operano a Verona ma fanno riferimento ai capi zona di Brescia. A Treviso TP e’ rappresentata da una associazione o cooperativa libraria formata da persone che non conosco e dalla quale mi parlò il Casellato. L’ associazione fu fondata nel giugno ‘82.

– La direzione politica e’ attualmente rappresentata in Italia da Ingravalle, che e’ responsabile del settore culturale e da Salvarani Roberto. Ne fanno parte altresì i latitanti Fiore, Adinolfi, Spedicato, De Angelis Marcello, Casellato. Ritengo che ne faccia parte nonostante che sia attualmente detenuto anche Casellato Franco. Massimo e Guido Cola, recentemente posti in libertà provvisoria sono responsabili per la zona di Roma. Della direzione operativa facevano parte Di Cilia e Tomaselli attualmente detenuti.

– I rapporti tra “Quex” e TP sono di reciproca influenza. In particolare TP ha diffuso le originarie tesi di Quex cioè si e’ preoccupata del problema del carcerario allineandosi al discorso di Quex. Dall’ ambiente carcerario il militante di TP si aspettava significativi segnali di superamento di ideologie golpiste e stragiste in favore di posizioni movimentiste. Come meglio spiegherò oltre uno dei tali segnali potrebbe consistere nell’ omicidio di Signorelli. Il carcerario ha sempre gravitato su Zani e la Cogolli, il cosiddetto il “fronte delle carceri” di fatto collaborava con loro anche l’ avvocato Bezicheri di Bologna il quale faceva circolare le notizie tra i vari detenuti e portava notizie all’ esterno. Segnalava infine gli spostamenti di tutti i detenuti che venivano evidenziati su un quadro prospettivo tenuto a cura di Mario Guido Naldi. Quest’ultimo aveva il computo di gestire Quex e curare la sua distribuzione. Quex veniva diffuso con le stesse modalita’ del giornale di TP.

Paolo Bianchi – dichiarazioni 12.12.1984

Confermo innanzi tutte le dichiarazioni da me rese al dr Gentile il giorno 11.11.81, nonche’ quelle rese i giorni 12 e 14 novembre successivi. Allorche’ mi venne sottoposto in visione l’ agenda del prof Semerari rilevai tra gli altri i nomi del generale Malizia, del Sid, quello del questore Macera, quelli di numerosi avanguardisti, ordinovisti e di spacciatori internazionali di stupefacenti. Mi fu anche chiesto se conoscessi tale Belmonte di cui era riportato soltanto il cognome. Ritenni all’ epoca, sia pure con le perplessità che indicai, di poterlo identificare in Belmonte Felice. Circa 1 – 2 anni fa, ripensando a tutti i nomi comparsi in quella agenda e conoscendo i rapporti con i servizi avuti da elementi della destra come Signorelli e Semerari, ritenni di dover individuare il Belmonte nel noto ufficiale dei servizi, cosa che riferii ripeto circa 1 o 2 anni fa al dr. Lazzarini della Ucigos, consegnandogli dei fogli manoscritti.
Il Signorelli aveva amicizia con ufficiali dell’ arma: ricordo che il capitano dei carabinieri Pappa di Tivoli, poi arrestato per questo motivo, sulla base delle dichiarazioni di Tisei ci consegno’ sicuramente dei proiettili calibro 9 parabellum che non riuscivamo a reperire e ci riferiva informazioni che ci riguardavano direttamente. Ricordo che disse a Calore che lui, io e Tisei dovevamo metterci in clandestinita’ in quanto eravamo stati individuati dall’ Sds del dr Santillo. Cio’ mi venne riferito da Calore e Tisei mentre mi trovavo nella oreficeria dell’ avanguardista Falabella. Signorelli aveva inoltre rapporti con ufficiali dell’ arma di Roma fin dal tempo in cui fu formato il fronte studentesco di Aragli Francesco e Messina Maurizio, in particolare ricordo uno di questi nomi ed in particolare quello del tenente Spagnolli. Ho conosciuto Signorelli verso la fine degli anni ‘60 quando inizio la mia militanza in “ON”. Ho fatto parte del circolo Drieu la Rochelle di Tivoli Guidonia; nel 1977 sono stato latitante con Delle Chiaie Stefano. Mi risultano personalmente i legami strettissimi di amicizia tra Signorelli e Delle Chiaie che risalgono a vecchia data e che esistevano fino al 1977 data del mio arresto. Non sono in grado di testimoniare se tali legami tra i due, come presumo, siano proseguiti. Nistri mi disse che una parte dei proventi delle rapine di “TP” andavano direttamente a Delle Chiaie.

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Nistri mi disse riportando un’ opinione diffusa in tutta la destra che Signorelli era eccessivamente coinvolto in rapporti coi servizi segreti e che per tale motivo elementi di “TP” avevano deciso di ammazzarlo. In difesa di Signorelli intervenne Tilgher adriano che in pratica gli salvo’ la vita. Zani Fabrizio durante la comune detenzione nel 1980 nel carcere di Regina Coeli mi rivelo’ che lui e Azzi Nico avevano acquisito addirittura le prove dei collegamenti di Signorelli coi servizi segreti. Specifico’ per quanto riguardava i servizi che si trattava di quelli militari; Zani accenno’ a tal proposito al fatto che Signorelli fosse in possesso di un tesserino da tenente dei carabinieri. Zani, in cambio dell’ uccisione di Mennucci che realizzo’ su commissione del Tuti chiese a costui quale contropartita l’ uccisione del Signorelli tanto che in quel periodo il ministero di Grazia e Giustizia lo isolo’ .
Azzi Nico, a detta di Zani era anch’ egli esasperato nei confronti del Signorelli poiche’ lo riteneva responsabile di tutto cio’ che gli era accaduto in occasione dell’ attentato al treno Genova – Ventimiglia. Zani mi diceva che Signorelli era coinvolto nelle stragi (non mi specifico’ quali) e con ambienti poco puliti. Mi risulta che Signorelli, come ho specificato in altra inchiesta svolta dal dr Imposimato di Roma, aveva rapporti con i servizi libici. Anche Calore fece viaggi in nord africa e nella Libia. Non ricordo chi mi disse che uno dei punti dove avveniva lo scambio di armi contro denaro era l’ isola di Pantelleria. Ho definito Fachini come l’ alter ego di Signorelli poiche’ quest’ ultimo si e’ sempre servito di Fachini come suo uomo di fiducia. Signorelli esaltava costantemente la affidabilita’ del Fachini. Signorelli curava direttamente i rapporti col Veneto e con la Sicilia poiche’ era il capo militare di “ON” almeno fino all’ uccisione del dr Occorsio che egli preparo’ in ogni particolare ma venne poi eseguito da Concutelli ritenuto piu’ valido militarmente del Signorelli.

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Ho avuto rapporti anche con Fioravanti Valerio tanto che venni sorpreso con armi che gli appartenevano. Di lui non sono in grado di riferire nulla poiche’ non ho avuto alcun rapporto prolungato. Sordi mi diceva che Fioravanti aveva torbidi rapporti con ambienti piduisti. Sordi mi riferi’ anche, non so se una sua convinzione o perche’ lo sapeva personalmente, che Fioravanti era coinvolto negli omicidi Pecorelli e Mattarella che potevano risalire, a giudizio del Sordi ad ambienti piduisti. Sordi mi disse di essere rimasto deluso nel senso che, egli diceva, si trattava di fatti talmente rilevanti che si ritorcono contro chi li riferisce. Mi risulta poi che Pucci Giuseppe che io conoscevo fosse in rapporti oltre che con Abbruciati Danilo, persona che conosco, anche con ambienti di destra ed in particolare coi “Nar” Fioravanti Valerio e Cavallini e con l’ avanguardista Carminati. Preciso che Carminati approdò ai “Nar” dopo aver militato in “AN” .

Mi risulta inoltre, per avervi partecipato direttamente, che certo Avignale Vinicio gia’ inquisito con me per “Ordine Nuovo bis” istruito dai dr Macchia e Napolitano, era interessato ad una societa’ di import export “Racoin” , credo di Roma. Ci mostro’ i depliant di questa societa’ in un albergo aperto d’ estate da lui gestito tra Frascati e Monte Porzio Catone. L’ incontro avvenne d’ inverno per cui eravamo soli in quell’albergo. I depliant raffiguravano armi leggere e pesanti, esplosivi radiocomandati e altri ordigni bellici. Vinicio ci riferi’ esplicitamente di essere un mercante di armi che vendeva a qualsiasi gruppo terroristico glielo chiedesse. Si vanto’ di aver fornito armi anche ai “Nar”. Mi consegno’ anche un chilo di hashish che io portai con me in via Foraggi dove venne sequestrato in occasione dell’ arresto di Concutelli.  Vinicio mi disse anche che mi avrebbe procurato un chilo di cocaina se lo avessi accompagnato a Napoli. Gli commissionammo 100 milioni di armi ed esplosivi. Era l’ inverno 1976 – 1977.

Per un disguido nel procacciamento del denaro e per i successivi arresti del Concutelli, Rossi Mario ed altri, l’ acquisto non ando’ in porto. In quella occasione eravamo io, Tisei, Calore e Sparapani, tutti ordinovisti. Vinicio fu arrestato nel 1981 a seguito delle rivelazioni fatte da me e dal Tisei ma fu scarcerato perche’, come lessi nel processo una volta depositati gli atti era emerso che Vinicio era un agente del sismi. La cosa che mi sorprese fu che costui non abbia mai denunciato ne me ne gli altri e ci consegno’ anche un chilo di sostanza stupefacente (fatto per il quale sono ancora imputato) sono sempre stato convinto che Vinicio non abbia mai fatto gli interessi della legge. Come gia’ riferii al dr Gentile nel riportare le dichiarazioni di Scorza Pancrazio, ho avuto la impressione che Scorza dopo aver riferito notizie precise che lo accusavano, sia tornato sulla decisione di collaborare ed abbia formulato una serie di dichiarazioni sempre meno attendibili e quindi false anche al fine di inficiare le dichiarazioni vere che gia’ aveva rese. Ecco perche’ Scorza e’ credibile solo per le dichiarazioni rese ai magistrati in una prima fase che presentino precisi riscontri.

– Calore svolse il servizio militare come artificiere per cui divenne l’ esperto in armi ed esplosivi di “ON” .

Letto confermato e sottoscritto.­