Marco Affatigato – colloquio investigativo 09.07.1993

L’ Affatigato declinava l’offerta di fare il colloquio passeggiando o seduti in un parco o locale pubblico specificatamente che la conversazione avvenisse in struttura dell’Arma per non essere notati. Lo stesso precisava di dover sottostare a numerose cautele poiche’ il Delle Chiaie aveva intenzione di eliminarlo. Sapeva da anni di questa intenzione ma la notizia dell’attuale pericolo gli era stata data dal Falica, quindi estremamente attendibile poiche’ lo stesso aveva contatti sia col Delle Chiaie che col Ballan. Riteneva che la scaturigine delle intenzioni omicidiarie fosse da far risalire alla convinzione che egli avesse affidato a persona di fiducia materiale documentale su Ustica.

Il Falica lo aveva voluto incontrare per chiedergli di fare da relatore per cio’ che si sentiva di riferire allo scrivente. Egli aveva rifiutato poiche’, data l’importanza degli argomenti trattati, era necessario che lo scrivente li recepisse direttamente dal Falica, senza mediatori che in un futuro avrebbero potuto essere smentiti per ragioni di comodo. A questo punto l’Affatigato, sempre estremamente freddo e distaccato, consegnava allo scrivente nr.8 fogli dattiloscritti all’interno di una carpetta gialla. Spiegava che il materiale era relativo agli argomenti che lo scrivente avrebbe potuto affrontare con il Falica, argomenti di importanza straordinaria.

Precisava che il Falica desiderava come garanzia l’anonimato e la non deposizione avanti all’A.G. altrimenti gli avrebbero fatto la pelle. Lo scrivente offriva tale garanzia. A questo punto l’ Affatigato considerava il colloquio terminato, tuttavia lo scrivente lo tratteneva chiedendogli di esporre a voce cio’ che aveva dattiloscritto al fine di evitare incomprensioni. Si attesta che verra’ ora riportato solo quanto detto in più dall’ Affatigato rispetto a cio’ di cui e’ cenno nel dattiloscritto:

-l’ordigno di Piazza Fontana era stato materialmente confezionato da Enzo Siciliano. Chi lo aveva deposto era una persona gia’ condannata per cio’ e poi assolta, l’ Affatigato lasciava chiaramente intendere che si trattava di Giovanni Ventura tuttavia desiderava che il nome fosse pronunciato dal Falica. Il leader del gruppo originante la strage non era affatto Freda ma Pozzan, che era in stretto contatto con i Servizi;

– chiedeva se lo scrivente qualche mese fa aveva contattato il Siciliano, avuta risposta positiva (n.d.r. bluff) spiegava che era proprio come lui aveva immaginato in quanto il Siciliano era sparito dal territorio francese;

– Pozzan fu arrestato per spiata di Delle Chiaie, Spiazzi e Soffiati gli chiesero di vendicare Pozzan uccidendo il Delle Chiaie, quando seppe che questa era l’unica motivazione non dette seguito al progetto;

– Falica avrebbe potuto fornire indicazioni utili anche per Brescia;

– precisava che cio’ che Falica sapeva non era a sua conoscenza per sentito dire;

A specifiche domande rispondeva:
– Soffiati era un agente della C.I.A. tant’e’ che gli aveva presentato un’antenna di quel Servizio;
– Serac era vivo ma non si trovava in territorio francese;
– Serac era chiaramente dietro Piazza Fontana ma non tramite gli operativi stranieri che dipendevano da lui in quanto aveva anche vari Italiani come suoi sottoposti;
– Serac non c’entrava con Bologna. Bologna era stata realizzata materialmente da gente di destra, concepita in Italia da gente di destra collegata ai Servizi ma, con mandante libico. Bologna non era stata fatta ne’ per coprire Ustica ne’ parallela ad essa, era in contrapposizione a Ustica. Americani e francesi si accordano per uccidere Gheddafi, il quale, invece, sopravviveva e veniva a conoscenza della copertura radar e del permesso di sorvolo concesso dall’Italia. Bologna non fa parte della strategia della tensione, e’ una semplice vendetta ed un segnale per far sì che tali fatti non avessero a ripetersi. Gli aerei che hanno buttato giu’ il DC9 non sono partiti dall’Italia ma dalla Francia ed e’ quindi giocoforza che quel Paese non risponderà mai alle richieste del Dr. Priore. L’Affatigato richiedeva per la continuazione del colloquio su Bologna e Ustica che lo scrivente si studiasse i suoi verbali resi al Dr. Priore. Non sapeva se il perito che aveva parlato di bomba fosse un semplice imbecille o stesse depistando;

– se era vero che il suo nome per Ustica lo aveva fatto il Soffiati cio’ significava che questi conosceva il Mannucci l’unico a conoscenza del particolare citato nella famosa telefonata;

– non conosceva ne’ Ciolini ne’ Sinibaldi;

– riteneva importantissima l’affermazione di Falica sulla continuita’ delle strutture deviate dei Servizi, certo non rappresentate dagli operativi: Giannettini, Maletti, Labruna etc.

– accettava di contattare il Graziani ma non di recarsi in Paraguay dove gli avrebbero fatto la pelle, il problema era che Graziani aveva vicino Massagrande;

– non conosceva Gianni Maifredi;

– per sapere se Mannucci era massone bisognava consultare altri elenchi; alla richiesta se alludesse ad elenchi occulti di piduisti casi’ come esistevano per Gladio, l’Affatigato rispondeva affermativamente e sosteneva che dietro a tutto v’era il Gladio (tracciava con il dito in aria la sagoma di un gladio);

– concordava con il progetto di contattare il Tuti, anche perché aveva segnali di una volonta’ di ricostruzione storica, avrebbe bloccato il suo tentativo di fargli arrivare un messaggio tramite il professore di agraria;

– non aveva nessun secondo fine l’appello a Delle Chiaie e non era paragonabile a quello verso Tuti, cio’ significava che lo scrivente aveva letto l’appello ridotto e non il suo originale di 6 pagine. Delle Chiaie era appena accennato e tuttavia lui era certo che il Delle Chiaie era disposto a parlare di episodi minori purche’ niente gli fosse chiesto dei suoi rapporti coi Servizi. Nell’appello aveva menzionato anche Concutelli che era solo un soldato, un mero esecutore di ordini. Gli era stato chiesto di eliminare Buzzi e Palladino e Concutelli aveva obbedito. Cosi’ se gli chiedessero di eliminare lo scrivente nel corso di un colloquio lo tenterebbe senz’altro.

Si fa presente che l’Affatigato affermava di aver riconosciuto lo scrivente e che la descrizione fisica del sottoscritto verosimilmente non gli era stata fatta dal Falica in quanto, nel contatto tra Affatigato e il Tenente Casagrande (N.O. Bologna Sud) antecedente a quello col Falica, gia’ l’Affatigato faceva presente al Tenente di sapere bene chi era lo scrivente.

Lo scrivente non aveva mai visto ne’ conosciuto prima di tale incontro l’Affatigato, e’ quindi chiaro che l’iniziativa in atto, come d’altronde confermato dallo stesso Affatigato, è nota. Si precisa che lo scrivente consegnava all’Affatigato un proprio biglietto da visita. L’Affatigato prima di congedarsi affermava che avrebbe chiamato il Falica alle ore 14.00 per dargli l’ok e combinare l’incontro nel pomeriggio. Il Falica non avrebbe chiamato scrivente ma era il sottoscritto che doveva contattarlo.

Lo scrivente riferiva all’Affatigato che il contatto sarebbe avvenuto alle 14.15. Il sottoscritto, per ragioni di sicurezza, si portava per l’ora concordata nei pressi del locale del Falica per verificare se lo stesso fosse solo o meno, non riuscendo, pero’, a vederlo. Effettuava la telefonata alle 14.45 e, difatti, il Falica non era nel Bar. Il tentativo a casa dava esito positivo, il Falica confermava essere stato contattato dall’Affatigato e che non poteva incontrare lo scrivente prima di mercoledi’ poiché doveva parlare con due persone di Milano.

L’allegato 108 della fonte Aristo: corrispondenza Ordine Nuovo – Aginter Presse 1967

Il documento comincia con fornire una definizione dell’AGINTER PRESSE:
Sotto la copertura ufficiale di un’azienda giornalistica denominata AGINTER- PRESSE opera da Lisbona una potente organizzazione di estrema destra internazionale che ha, per obiettivo, la lotta al comunismo in qualunque parte del mondo si presenti una reale minaccia di assunzione del potere da parte di gruppi marxisti”.

Ne delinea ,quindi, il campo d’azione:
L’azione di tale organizzazione si articola in tre settori distinti:
1) azione pubblica e divulgativa
2) azione di controllo , d’informazione , di spionaggio
3) azione armata

Per quanto riguarda il primo settore, l’Aginter-Presse opera in collegamento con qualsiasi organizzazione giornalistica estera , con scambio di notizie di natura più disparata , sempre che esista un comune denominatore anticomunista. Contatti esistono in tutta Europa, Italia compresa, Africa, America del Nord ed America Latina.
Per il secondo settore d’attività , ai margini del bollettino informativo dell’Agenzia (che si allega) , si svolge una collaborazione più riservata sia con organizzazioni politiche o giornalistiche sia con singoli individui. A Lisbona si raccolgono infatti informazioni relative ad enti , personalità della cultura e della politica, a movimenti, ad industrie che operino in favore del comunismo internazionale; alla penetrazione comunista nei più disparati settori dell’industria, del commercio, delle Forze Armate nazionali ecc: ai collegamenti tra i partiti comunisti e socialisti con gruppi ed organizzazioni controllati e finanziati dal comunismo internazionale; a personalità d’ogni campo professionale, simpatizzanti o legate a partiti marxisti; alle fonti di finanziamento nazionali delle organizzazioni comuniste e socialiste; si raccolgono ancora notizie atte alla individuazione dell’apparato clandestino dei citati partiti… le informazioni così raccolte a Lisbona serviranno per avere innanzi tutto un quadro esatto delle attività comuniste, pubbliche e segrete, in ciascun paese e per poter quindi- a seconda dei casi e delle valutazioni che saranno di volta in volta fatte – o denunciare fatti e persone oppure intervenire con diversi sistemi di lotta…”.

A questo punto il documento spiega in cosa consista “Ordre e tradition”e i suoi rapporti con l’Aginter Presse.
A fianco dell’azienda giornalistica opera , sul piano politico, una organizzazione nazional-rivoluzionaria che si denomina “Ordre ed (leggasi et) Traditions” , con marcate caratteristiche anticomuniste. Questo gruppo ha contatti anche in Italia con organismi di destra… la presa di contatto con ON servirà infatti al gruppo di Lisbona per stabilire un rapporto più serio di collaborazione politica… Ordine Nuovo dovrebbe costituire pertanto il gruppo italiano di maggiore confidenza.…attività più interessante del gruppo operante da Lisbona…è quella costituita da una specie di internazionale anticomunista: Internazionale che è già funzionante disponendo di un apparato militare clandestino selezionatissimo e già collaudato, pronto in qualsiasi momento ad intervenire per fronteggiare qualsiasi minaccia comunista si presentasse in Europa…Inoltre ,l’organizzazione opera – sempre in funzione anticomunista – anche per particolari casi o situazioni si presentassero in questo o quel paese, intervenendo con azioni spregiudicate che organismi statali, segreti o no, non sempre possono svolgere.”

Quest’ultima frase fornisce la chiave di lettura di quello che rappresenta l’Aginter Presse per i servizi , che non possono “sporcarsi le mani” più di tanto; per certe azioni più spregiudicate è meglio ricorrere all’Aginter Presse. Il documento cita, tra gli altri, il capo dell’organizzazione:
La persona che ci è stata presentata come “Chefe ( o meglio “chef”) è un tale Monsieur Guerin-Serac, di circa 45 anni, ex ufficiale d’Indocina e degli ultras d’Algeria. Si ritiene che questo sia un nome di copertura…”

Si rappresenta che ARISTO chiama con questo soprannome SERAC nell’appunto del 10.6.67.
L’organizzazione, per la parte operativa vera e propria, che peraltro sembra essere quella più importante cui si dedicano i giornalisti di Aginter Press , si è data una rigorosa struttura segreta e chi vi entra a far parte assume non solo un impegno di onore, ma è costretto a firmare un documento che lo vincola al segreto e all’obbedienza più cieca… Ciascun elemento è addestrato per operare in azioni di sabotaggio o di guerriglia….

La collaborazione nell’azione armata proposta ad O.N.
Il documento prosegue in questo modo: “All’organizzazione italiana di destra “Ordine Nuovo” è stata chiesta, oltre alla collaborazione “politica” di natura giornalistica e informativa, una stretta cooperazione nel “terzo più importante settore di attività” (azione armata) e cioè:

1) preparare gruppi di “volontari”, rispondenti alle caratteristiche del caso, disposti a trasferirsi per operazioni di lunga o breve durata in qualsiasi altro paese estero;

2) provvedere alla creazione di una rete di “agenti di collegamento” nei principali centri e città italiane che possano eventualmente servire -per soli compiti orientativi, informativi e logistici- a favorire la missione di gruppi esteri che dovessero eventualmente operare nel nostro paese in azioni anticomuniste;

3) provvedersi di adeguati mezzi bellici da fornire, se del caso, ad elementi che dovessero essere inviati in Italia;
4) cooperazione massima per favorire eventuali traffici di materiali strategici, creando se possibile regolari aziende commerciali di import export;

5) elaborazione congiunta di determinati piani d’azione da attuare in special modo nelle ex colonie italiane in Africa. si è constatato uno speciale interesse del gruppo lisboeta per la Somalia

Sin qui é già emerso un elemento di straordinaria importanza: vi è una collaborazione tra l’Aginter Presse e Ordine Nuovo , in chiave anticomunista , nell’ambito di un’azione armata.

RAUTI dimostra una totale apertura a queste proposte
Informato il segretario di Ordine Nuovo di questi contatti e proposte, il dr. Rauti ci ha rivelato, innanzi tutto, la favorevole disposizione della sua organizzazione a tutte e tre le sfere d’azione proposte da Ordre e Traditions ed inoltre ci ha dichiarato che Ordine Nuovo ha già una sua struttura clandestina “operativa”, collaudata nel passato con operazioni terroristiche svolte, su commissione dell’Oas, sulla Costa Azzurra. Ordine Nuovo, in sostanza è in grado di:

a) mettere a disposizione una certa quantità di elementi selezionati e dalle caratteristiche richieste, disposti a trasferirsi in qualsiasi paese o continente. Questi elementi vengono addestrati militarmente e comunque reclutati tra i provenienti dal servizio militare. Ad esempio, ci è stato detto, si svolge attualmente a La Spezia un corso “sportivo” di nuotatori subacquei. Ufficialmente, vi partecipano elementi provenienti da scuole ed istituti, ma una parte dei frequentatori di esso svolgono in aggiunta un addestramento per “incursori” sotto la guida di ex ufficiali dei battaglioni NP della X Mas.

b) fornire armi e munizioni, esistendo depositi clandestini di detto materiale in varie parti della penisola. La ubicazione di essi sarebbe nota soltanto a pochissimi elementi (peraltro non facenti parte ufficialmente di Ordine Nuovo) e lo stesso Rauti, come i suoi più vicini collaboratori, oltre alle notizie di carattere generale non dispongono degli elementi per l’individuazione dei depositi stessi. I contatti tra Rauti e con Ordine Nuovo avvengono a mezzo di intermediari del tutto insospettabili e che addirittura svolgono attività politiche in partiti di centro. “

c) fornire ogni notizia possibile su depositi di armi di avversari. In proposito, qualche tempo addietro, appartenenti all’organizzazione clandestina collegata ad O.N. hanno “svuotato” un deposito comunista in Toscana, trasferendo il materiale reperito in un proprio rifugio.

d) favorire operazioni di import-export. Al riguardo elementi di Ordine Nuovo hanno costituito da non molto tempo un’agenzia commerciale di importazioni nel quadro di una operazione triangolare Rhodesia-Portogallo-Italia, in modo da eludere le restrizioni che sono state stabilite, dopo le sanzioni alla Rhodesia, per le ditte che importano o esportano prodotti che contribuiscano all’economia rhodesiana. La creazione di quest’agenzia dovrebbe consentire di far giungere in Italia un particolare tipo di fibre di amianto necessarie ad un’industria italiana”.

Il documento così prosegue:
“A parte i futuri contatti personali che saranno presi con il Rauti, Ordre e Tradition manterrà tutti i contatti con Aristo, al quale peraltro si appoggerà quale trait d’union per ogni possibile iniziativa sino al momenti di più approfonditi accordi specifici con lo stesso Rauti. Pertanto, si suggerisce l’opportunità che codesto Ente ponga chi scrive in condizione di poter “vincolarsi” il più strettamente possibile con il gruppo di Lisbona per evitare che il lacunoso rendimento informativo (di cui al punto 2) possa orientare Ordre e Traditions ad indirizzarsi ad altri, facendoci perdere in tal modo e la confidenza e, soprattutto, il contatto”.

Il documento prosegue ancora:
Sarebbe pertanto necessario disporre di notizie di attività riservate comuniste, con particolare riguardo ai contatti tra il Pci ed il Psu con i movimenti comunisti francesi, portoghesi e spagnoli oltre che con quelli africani, dato l’interesse di O et T verso il Continente Nero, nonché altre notizie che codesto Ente, nella sua valutazione, riterrà opportuno dare nel quadro degli interessi palesati dal gruppo di Lisbona.
Ci si permette di segnalare poi che esistono forti indizi, per non dire la certezza, che lasciano ritenere all’esistenza di un “collegamento” e di una certa collaborazione fra O et T e speciali branche delle polizie politiche di Spagna, Portogallo e di taluni stati africani (Rhodesia, Sud Africa ecc.), nonché analoghi servizi in America (Cia) e di taluni paesi latinoamericani. E’ quindi necessario che le notizie fornite nella presente relazione non siano assolutamente rese note ad altri servizi italiani od esteri, sia perchè non è escludibile l’individuazione del collegamento dell’aderente di Ordine Nuovo con codesto Servizio sia perchè, nel corso delle conversazioni avute a Lisbona, è stato chiaramente affermato che chi entra a far parte dei segreti dell’organizzazione mette in gioco la propria vita in caso di fughe, volontarie o involontarie, di notizie.”

Il documento non reca alcuna indicazione dattiloscritta, ma una scritta a mano che indica “Fatto pezzo” seguita da 14-6-1967. L’Ispettore CACIOPPO ha spiegato quali sono i “pezzi” che, ritagliati dall’informativa, sono stati inseriti in altre missive. Il documento, dunque è precedente al 14 giugno ma, sicuramente successivo al 26 aprile, perchè si fa riferimento ad una nota con quella data. Inoltre, il documento sembra essere successivo alla riunione di Lisbona e, dunque, possiamo collocarlo fra gli ultimissimi giorni di maggio ed i primi di giugno.

Memoria pm strage di piazza della Loggia

Incontro tra l’Aginter Presse e Ordine Nuovo – il materiale della “fonte Aristo”

In questa attività di raccordo delle diverse organizzazioni neo fasciste, l’Aginter Presse entrò rapidamente in rapporto con O.N. Già nei primi del 1967 (all.99) il gruppo italiano veniva invitato ad una riunione con “rappresentanti di gruppi esteri” a Lisbona. L’incontro, inizialmente previsto per fine aprile ,veniva poi spostato a fine maggio , per le richieste avanzate da RAUTI, di chiarimento sulle finalità dell’iniziativa.
La fonte confidenziale del Ministero (presumibilmente ARISTO, e cioè MORTILLA) aggiungeva che nella lettera dell’Aginter si ringraziava RAUTI per l’invio di alcune pubblicazioni , sollecitandogli informazioni “circa gli sviluppi della questione Sifar-Sid.”
Il convegno, secondo quanto ha riferito ARISTO, si svolgeva il 29 maggio.

Dal contenuto complessivo delle relazioni di ARISTO si ricava che a rappresentare ORDINE NUOVO non era stato il suo leader RAUTI, ma proprio ARISTO, uomo dell’Ufficio Affari Riservati. Nelle prime due note, infatti, l’informatore parla del “delegato del Direttorio di ON” in terza persona come se parlasse di altri, ma dalla lettura del testo si ricava chiaramente che il misterioso delegato è lo stesso autore.

D’altra parte, nei documenti successivi la presenza di ARISTO a Lisbona sarà esplicitamente ammessa. ARISTO, appena tornato a Roma , il 6 giugno, (all. 104) inviava una lettera presumibilmente a SERAC , riferendo sulle reazioni di RAUTI al suo resoconto sulla riunione di Lisbona e offrendo la disponibilità di “elementi per iniziative specifiche , disposti a trasferirsi fuori Italia”.

SERAC (all.105) rispondeva il 14 giugno compiacendosi per le positive reazioni di ON all’offerta di collaborazione. Ecco che a questo punto, procedendo cronologicamente, la successiva documentazione proveniente dalla Fonte ARISTO si inserisce e combacia perfettamente con quella proveniente da FORTE CAXIAS, che abbiamo già esaminato.

Il Perito GIANNULI così commenta gli scambi epistolari tra ARISTO e SERAC , che abbiamo visto emergere sia dai documenti fotografati in Portogallo che da quelli acquisiti presso gli archivi degli Affari Riservati:

“da questo breve scambio epistolare cogliamo un’ansia particolare di ON di stringere i rapporti con l’Aginter Presse ed, in particolare, di far entrare propri uomini nell’apparato militare di essa”.

L’allegato 108
Trattasi di documento che, dopo qualche dubbio iniziale, dovuto in particolare alla scarsa leggibilità della copia nella disponibilità del consulente GIANNULI, è pacificamente da attribuire ad ARISTO. Infatti la sigla del predetto appare, scritta manualmente, nella copia più leggibile tratta dall’informativa del consulente CACCIOPPO. La sigla appare in alto a sinistra sul documento, ed è costituita dall’indicazione ARIS… , così come negli altri documenti attribuiti al MORTILLA. (si ricordi, peraltro, che secondo MANGO, peraltro, ARISTO compilava direttamente i suoi appunti );

Del resto l’attribuzione ad ARISTO dell’appunto informativo già emergeva da altri elementi:

1) ha in gran parte gli stessi contenuti di una nota del Direttore del S.I.G.SI in data 20.12.73, diretta al G.I. D’AMBROSIO, che lo stesso MORTILLA il 18.8.1975, davanti al G.I. di Catanzaro, ha ammesso essere stata compilata esclusivamente con informazioni da lui fornite. Ne consegue che nella sostanza può essere attribuita al predetto;

2) La nota fa un costante riferimento a notizie apprese dalla Fonte e l’unica fonte del settore, l’unica fonte, quindi, che si occupi dell’AGINTER PRESSE, secondo quanto ha riferito il dr.MANGO, è ARISTO;

3) E’ lo stesso ARISTO, nell’ambito dell’allegato 109, che poi verrà esaminato, a lamentarsi di come sia stato stravolto il suo resoconto (che è appunto, evidentemente, quello dell’allegato 108, altrettanto evidentemente con riferimento all’azione armata, che, proposta a RAUTI, ha visto quest’ultimo aperto e disponibile e non dubbioso, come si afferma nel documento).

4) l’appunto 108 fa riferimento ad informazioni che “RAUTI ci ha rivelato”, che una volta ancora richiamano i contatti con ARISTO;

5) colui che compila la relazione si rivolge a “Codesto Ente” , che altro non può essere che il Ministero, o una sua branca. Chi scrive, esprimendosi così, è, quindi all’esterno del Ministero e non può esserne un funzionario, come in un primo tempo ipotizzato dal Perito GIANNULI. Quest’ultimo, tuttavia, presa visione della copia più leggibile, ha concluso concordemente con l’Ispettore CACIOPPO che il documento è senz’altro da attribuirsi al MORTILLA. Il “compilatore” chiede, inoltre, che venga valutata l’opportunità che “chi scrive” venga posto dall’Ente medesimo nelle condizioni di vincolarsi il più strettamente possibile con il Gruppo di Lisbona. Ora, visto che i rapporti erano tenuti esclusivamente da ARISTO, in qualità di dirigente di Ordine Nuovo, non si vede che potesse mai dare un suggerimento del genere.

Come si vedrà tra poco, sia una nota al Ministro del 14.6.67, sia nell’ambito di una nota del Ministero del 1973, diretta al Dr. D’AMBROSIO, pur riferendosi notizie in gran parte corrispondenti all’appunto di ARISTO, le stesse vengono stravolte nel punto in cui affronta l’argomento della collaborazione di ON e OT sul piano della lotta armata.

Memoria pm strage di piazza della Loggia