Angelo Izzo – verbale di udienza 25.11.1987 – settima parte

L’avv. Baldi: ha mai sentito parlare di un sistema di schedatura fatto da AN?

Izzo: sì.

Il Presidente: fatto non in Spagna, in Italia.

Izzo: in Italia, si’.

L’avv. Baldi: e forse anche in Spagna, ma forse Izzo non lo sa.

Izzo: pare che la forza effettiva di Avanguardia fosse che, ogni volta che una persona si avvicinava al suo ambiente, le veniva chiesta una serie di informazioni, anche su altri camerati, ecc… e ne usciva uno schedario enorme.

Il Presidente: questo chi glielo ha detto?

Izzo: ci sono una serie di episodi….

Il Presidente: questo chi glielo ha detto?

Izzo: un episodio l’ho saputo da Checco Rovella e Leone Di Bella due imputati di Concutelli, i quali avrebbero detto che nel periodo di unione con AN ebbero per le mani una parte di questo schedario riguardante alcuni ordinovisti e rimasero sconvolti. Ad esempio c’erano domande del tipo: che reati ha commesso, che reati potrebbe commettere eventualmente, ecc., insomma una serie di domande di questo tipo che lui diceva: “che questa e’ la questura centrale?…”. Insomma discorsi di questo tipo. Questi viene da Checco Rovella e leone di bella. Sono sicuro che questo me lo abbia confermato anche calore, quando nel ’75 gli chiesero di schedare il gruppo di Tivoli al tempo dell’unificazione ed egli si rifiuto’ di farlo e questo appunto nella famosa riunione alla villa… E’ indicativo anche la villa in cui avvenne la riunione, ad Albano, che apparteneva a persona iscritta al Partito Comunista. E’ una cosa indicativa di come avanguardia conduceva le cose, con le infiltrazioni ecc….

Il Presidente: questi sono giudizi che lei non deve dare.

Izzo spontaneamente: credo che la villa sia stata rintracciata… Questo me lo ha raccontato Sergio.

Il p.m.: Io sono rimasto che non era stata rintracciata.

Izzo: no, credo l’abbia rintracciata Calore con un sopralluogo… Me lo ha raccontato Sergio…

L’avv. Bordoni: la villa a chi apparteneva?

Izzo: di un avanguardista chiaramente che pero’ risultava iscritto al Partito Comunista; si e’ difeso dicendo: “io sono iscritto al Partito Comunista, come pensate questo?”. Poi si e’ giustificato, mi sembra, dicendo che c’erano dei lavori nella villa in quel periodo e quindi potevano pure anche essere entrati a fare una riunione.

L’avv. Baldi: le ha riferito niente Iannilli circa le eventuali confidenze ricevute da Palladino nel carcere di Novara prima di essere ucciso?

Izzo: si’. Le ho riferite a verbale. Mi disse che questo Palladino era “incavolato nero” sempre per le storie di Ciolini, ecc… Non ricordo con precisione, pero’ fece capire che erano implicate nella strage alcune persone di AN che Delle Chiaie era stato “leggero” a parlare con Ciolini, che si trovavano carcerati. Queste cose qua. Me lo ha detto Iannilli a cui l’aveva detto Palladino.

L’avv. Baldi: ha mai avuto contatti o sentito parlare di Gabriele De Francisci?

Izzo: certo. Lo conosco da ragazzo, perche’ ho abitato per un certo periodo all’Eur e lui abitava… Abitavo al Trieste, ma ho abitato anche all’Eur, a viale Europa, attualmente la mia famiglia abita li’. Gabriele De Francisci abitava a 50 metri da questa casa; in piu’ era fascista; in piu’ ci sono delle ragazze come Susanna Vella, Antonella Passantino, Michelle… un’americana… che abitano tutte li’, in quella via, a viale Europa e che sono state sia con me che con Gabriele De Francisci proprio in quel periodo, percio’, insomma…

Si da’ atto che Izzo viene interrotto.

Il Presidente: omettiamo queste considerazioni.

L’avv. Baldi: ebbe modo di parlare con qualcuno del ritrovamento della valigia di esplosivo sul treno Taranto- Milano?

Izzo: si’, con Valerio Fioravanti ovviamente. La cosa che mi lascio’ molto perplesso fu che Valerio non voleva, cioe’ cercava di mettere a tacere questa storia e diceva: “sono fesserie, chi se ne frega”, ecc… io rimasi piuttosto stravolto perche’ dissi: “come? Questo e’ un tentativo di incastrarti..?”. Perche’ io ero a trani in quel periodo, sapevo che erano a Padova per preparare l’evasione, ecc… perciò gli dissi che qualcuno lo aveva tradito da vicino, ha dato ai servizi segreti questa storia. Lui invece: “va bene, ma che cosa ci importa, tanto a chiunque glielo chiediamo, ci dice di no”. Insomma cercava di minimizzarla. Qui dovrei dire una cosa che probabilmente in quest’aula so solo io. Con Valerio avevo un rapporto di estrema confidenza, al punto che ad esempio so una cosa che probabilmente non sa nessuno: che Valerio ha fatto dei verbali di confidenze ai cc… nella caserma, questo per dire quanta confidenza c’era tra noi, che sono rintracciabili. Nell’estate ’83 si reco’ con Francesca Mambro nella caserma dei cc. di Padova su ordine del giudice che aveva l’inchiesta di Padova, in cambio di questo colloquio con Francesca Mambro che non riusciva a vedere, ecc., fece dei verbali di confidenze… insomma questa e’ una cosa che non poteva raccontare a nessuno perche’ lo avrebbero ammazzato. Io invece questa storia la so.

Il p.m.: Risultano da qualche parte questi verbali?

Izzo: ci saranno da qualche parte, penso che i cc di Padova li avranno.

L’avv. Baldi si riporta alla proposta di espatrio da parte di Cavallini a Cristiano Fioravanti.

Izzo: riguarda sempre la storia dopo che era cascato Valerio, quando si sono trovati allo sbando per aver perso i covi in veneto. A Milano si incontrarono con Magnetta e Ballan; tra l’altro c’era anche Gabriele De Francisci a questo incontro e Cristiano…tanto Cristiano e’ pentito, quindi penso che la racconterà questa storia.

Izzo prosegue: si incontro’ con Magnetta e Ballan che gli fecero la proposta nei termini di cui abbiamo gia’ parlato.

A d.p.c.r.: Certo che ho sentito parlare di Ferracuti, e’ stato anche mio perito, percio’ lo conosco piuttosto bene.

A d.p.c.r.: Per quanto riguarda i rapporti di Ferracuti con la famiglia Nistri dico che Nistri, appena entrato nel carcere di Ascoli, decise di fare il matto e di tentare di prendere la perizia psichiatrica. Siccome avevo gia’ fatto questo tentativo, gli diedi dei consigli e di questo c’è prova in un verbale da lui reso ai giudici di Pisa, in cui dette come alibi che stava a fare una seduta spiritica col diavolo… Questo verbale di Nistri e’ rintracciabile. Fui io a consigliargli cosa dire al giudice.

L’avv. Bezicheri: e’ vero, ho letto i verbali, c’e’ uno che evidentemente doveva essere impazzito improvvisamente….

Il p.m.: Presidente per cortesia… avvocato…

L’avv. Bezicheri: e’ vero.

Izzo spontaneamente: era un tentativo di prendere la perizia psichiatrica, cosa che voi avvocati ci consigliate abitualmente. Percio’ non vedo cosa ci sia di strano. Nistri mi racconto’ che era in buonissimi rapporti con Ferracuti. Mi racconto’ anche una storia strana, cioe’ che Ferracuti, che diceva di essere in rapporti con i servizi segreti, gli disse: “Nistri, guarda se mi consegni Cavallini, i servizi sono in grado di farti avere il passaporto, ti manderanno via…”. Nistri rimase sul vago poiche’ voleva essere aiutato ma, al tempo stesso, non era intenzionato a fare questo. Dopo poco tempo Ferracuti gli si ripresento’ dicendogli che Cavallini non interessava piu’ ai servizi e che poteva dimenticare la proposta fattagli in precedenza. Questa e’ la storia.

A d.p.r.: L’ho saputo da Nistri. Non ero presente, perche’ credo sia avvenuto mediante la famiglia. Credo che la madre di Nistri sia in buoni rapporti con Ferracuti.

L’avv. Baldi: qualcuno le disse mai che Cavallini apparteneva ai Servizi Segreti?

Izzo: si’, Frigato, il quale era convinto che al momento della retata Sordi, nell’appartamento in cui stava lui, i cc sapevano che doveva arrivare Cavallini. Secondo Frigato, furono i servizi ad affrettare la retata, a dargli un avvertimento e scappare in maniera che sono dovuti intervenire i cc ad arrestarlo, proprio per far sfuggire Cavallini alla trappola, altrimenti sarebbero arrivati a quell’appartamento e lo avrebbero catturato. Anche Zani diceva la stessa cosa e nacque una discussione. Rispetto a questo, pero’, sono anche in parte cose polemiche, quindi non so che attendibilità possano avere… Sono nate da una polemica tra Zani e Frigato da una parte e Cavallini dall’altra.

Il p.m.: In riferimento alla ricerca di documenti per un nazista.

Izzo: si’, Nistri mi ha raccontato anche questo. Mi disse che fece fare un documento ad un falsario di Roma per un vecchio di circa ottant’anni. Il falsario gli chiese per chi era il documento e lui disse che era per un criminale nazista, un amico che necessitava di questo documento, di questo passaporto.

L’avv. Baldi: ha mai saputo niente dei rapporti tra Magnetta e la malavita?

Izzo: si’. Magnetta era legatissimo alla malavita napoletana di Raffaele Cutolo, cioe’ all’NCO. Ad esempio nel carcere di Pisa, dove io mi recai quando incontrai De Francisci e Loris Facchinetti, si parlava di Magnetta come del capo zona dei cutoliani dentro quel carcere.

Siccome nel carcere c’erano molti napoletani, rimasi sbalordito che proprio un romano fosse capo zona, ma mi assicurarono che era cosi’.

Rapporti di Magnetta con la malavita romana sicuramente,

Anche con lo stesso Danilo Abbruciati.

A d.p.c.r.: Si’, ho conosciuto Loris Facchinetti. Siamo stati insieme… Io mi ero recato per un processo per una rissa a Pisa; sono stato al carcere di Pisa assieme a Loris Facchinetti e Gabriele De Francisci. Sono stato con lui circa 15 giorni ed avemmo anche degli scontri, nel senso che era un fascista vecchio tipo che rivendicava i suoi rapporti con i golpisti, con i Servizi Segreti… Devo premettere che avevo avuto rapporti anche con il gruppo di Facchinetti “Europa e Civilta’”, in una sede nei pressi di S. Giovanni, ora non ricordo la via, presso la quale mi recai alcune volte. Era un ambiente misto di cattolici integralisti, gente proveniente da Avanguardia, gente proveniente da Ordine Nuovo che propugnava piu’ che altro ideologie golpiste e cose del genere. Facchinetti mi rivendico’ che secondo lui questo discorso era ancora valido, al punto che mi disse che l’unica attivita’ politica valida era cercare di finanziare la resistenza afgana.

L’avv. Baldi: in maniera piu’ concreta le parlo’ di rapporti con la Banda della Magliana? Facchinetti aveva rapporti con la banda della Magliana?

Izzo: si’, mi disse di avere rapporti stretti con Giuliani, e dato che Giuliani era inserito all’interno della Banda della Magliana, di conseguenza presumo che anche Facchinetti ne avesse.

L’avv. Baldi: e con la massoneria sud americana?

Izzo: con la massoneria sud americana perche’ cercava di avere finanziamenti… a parte che era editore di una casa editrice, Atenor, che pubblica unicamente testi massonici.

Il Presidente: e circa i rapporti di Facchinetti con la massoneria americana da chi l’ha saputo?

Izzo: sud americana… Lui parlava di rimediare soldi presso i massoni sud americani per finanziare la resistenza afgana che lui sognava di riuscire a fare questa interconnessione.

Il Presidente: parlava di avere dei soldi da massoni americani, e da questo lei dedusse che… o le illustro’ questi rapporti?

Izzo: la mise su questo piano, che era già avanti con questo suo programma e il suo arresto, causato dalla Lauricella moglie di Giuliani, aveva fatto saltare…lui diceva: “questo terrorismo, questa lotta armata e’ una scemenza, perche’ se spariamo ad una poliziotto, spariamo ad un giudice, non risolviamo niente. Ci sono invece giochi molto piu’ grossi, molto piu’ importanti da fare per cui anche le armi possono funzionare.

Invece voi ragazzi avete la mentalita’ che le armi sono la cosa principale…”

Il Presidente: i rapporti di Facchinetti con la massoneria americana glieli ha illustrati lui oppure lei li ha dedotti dal fatto che lui disse di essere in grado di farsi dare…

Izzo: disse che era una fase avanzata per ottenere del denaro. Mi spiego’ anche che mediante questa casa editrice aveva accesso a tutti gli ambienti massonici e quindi aveva possibilità di contatto con le persone. Con lui lavorava anche un certo Valtenio Tacchi di “Europa e Civilta’”. Sarebbe quel ragazzo… lo ricordo bene perche’ mi sono incatenato anch’io a suo tempo, che lui si era incatenato a mosca, l’hanno arrestato e noi facemmo un pagliacciata vicino all’ambasciata russa, incatenati, una cosa del genere. Era il socio di Loris Facchinetti nella casa editrice Atenor, probabilmente intestata a questo Valtenio Tacchi.

A d.p.c.r.: Facchinetti non mi parlo’ mai di Elio Sciubba.

L’avv. Baldi: ebbe modo di parlare con Sinatti del Citti?

Izzo: mi sembra di no.

L’avv. Baldi: in realta’ ne ha parlato in un interrogatorio, comunque se non se lo ricorda, non insisto su questo.

Izzo: non me lo ricordo.

L’avv. Baldi si riporta al periodo di detenzione di Izzo assieme a Signorelli nel ’79: ebbe modo in quella occasione di sentir parlare di un progetto di omicidio nei confronti del giudice Amato?

Izzo: no. Ce l’aveva a morte con Amato, diceva che era un persecutore, che era un boia… Pero’ progetti di questo tipo, no.

L’avv. Baldi: si e’ mai commentato nell’ambiente un po’ piu’ in dettaglio, quello che era il volantino di Terza Posizione sull’omicidio di Mangiameli, cioe’ sulla responsabilità di Spiazzi in ordine a questo omicidio.

Izzo: questa e’ la tesi ufficiale di Terza Posizione, io non mi sono mai interessato molto, anche perche’ la tesi di Terza Posizione sull’omicidio Mangiameli, per mia scienza diretta, sapevo che non era credibile. A meno di pensare che fosse la strage di Bologna…

L’avv. Baldi interrompe: non voglio che mi ripeta ciò che ha gia’ detto, se ha da dire ulteriori cose …

Izzo: no, commenti normali, cioe’ che Terza Posizione diceva queste cose, che anche Ciccio aveva scoperto qualcosa di Valerio e perciò era l’85 vittima della strage, che Ciccio aveva scoperto le implicazioni di Valerio nella strage, ecc…

Angelo Izzo – verbale di udienza 25.11.1987 – sesta parte

L’avv. Baldi: i rapporti fra Terza Posizione e AN.

Izzo: io posso partire…

Il Presidente: facciamo una domanda piu’ specifica, dei rapporti in relazione a cosa?

L’avv. Baldi: in relazione ad episodi specifici inerenti alla doppia militanza di Di Mitri, alla provenienza di alcuni avanguardisti nelle file anche dei gruppi spontanei, come Carminati e a tutti gli altri giovani.

Izzo: ecco mi limiterò alle cose mie personali, alle cose che so, perche’ di Di Mitri e’ una cosa risaputa, ma non ne so nulla di particolare. So che Di Mitri veniva considerato un elemento di Avanguardia all’interno di Terza Posizione, pero’ io avevo ben altri motivi per pensare che Terza Posizione era legata ad AN innanzi tutto gia’ dai tempi precedenti a lotta studentesca, da cui poi nacque Terza Posizione, al fronte studentesco, io sapevo che Gabriele Adinolfi che era uno dei massimi capi di AN si recava praticamente ogni dieci, quindici giorni a prendere ordini da un certo Saverio Ghiacci che era proprio un dirigente di AN l’ho accompagnato….

Il Presidente: a noi risulta che Adinolfi era esponente di Terza Posizione.

Izzo: esatto. La storia di Adinolfi e’ questa: proviene da AN… Io dovrei dire un’altra cosa. Io con Adinolfi ho passato per esempio l’ultima estate della mia liberta’ e cioe’ l’estate ’75 in una villa insieme con Adinolfi e Dario Mariani, abbiamo fatto una vacanza. Io ho insegnato all’Adinolfi a rubare le macchine, gli ho regalato la prima pistola, cioe’ diciamo che lo conosco piuttosto bene e anche a Dario Mariani. Del resto questa circostanza e’ controllabile. Le dico un episodio: una sera dell’estate ’75 avevamo rubato una macchina e avevamo sfondato un boutique, proprio a San Felice al Circeo, per fare uno scherzo e poi siamo scappati. Siamo stati fermati dai carabinieri della caserma di San Felice: Andrea Ghira, Filippo Ghira, Gabriele Adinolfi e Dario Mariani, mentre io sono riuscito a scappare. Io Adinolfi lo accompagnavo spesso e volentieri a questi rendez-vous con Saverio Ghiacci e notavo che quest’ultimo aveva un rapporto nei suoi confronti come con un subordinato.

L’avv. Bordoni: chi aveva rapporti da subordinato?

Izzo: Adinolfi nei confronti di Saverio Ghiacci che era un uomo sulla trentina. Altro episodio che posso riferire e’ che noi le prime riunioni che facevamo come Fronte Studentesco, che era quello da cui era poi Terza Posizione e che ufficialmente non aveva nulla a che fare con Avanguardia, le facevamo in una casa a corso Trieste. Erano riunioni alle quali partecipavano abitualmente a parte i soliti: Dantini, Pascucci, con i quali eravamo molto legati come gruppo, partecipava spesso: Guido Paglia, Adriano Tilgher, cioe’ gente di AN che io gia’ conoscevo.

Il Presidente: di che riunioni si tratta? Avvenute in che anni?

Izzo: si tratta di una serie di riunioni avvenute negli anni ’73-’74, che tendevano ad unificare il mondo giovanile romano sotto la sigla Fronte Studentesco all’interno delle scuole. Erano riunioni alle quali partecipava anche gente del movimento sociale, in realta’ erano riunioni giovanili a cui partecipavano… Poi esistevano anche riunioni piu’ ristrette, fatte anche spesso nella sede di Avanguardia quella vicina a Piazza Bologna. Poi esistevano riunioni piu’ ristrette che riguardavano anche tentativi di tipo… di cui si parlava di possibilità di Golpe, cose di questo tipo, io ho riferito e c’e’ un mio verbale reso al giudice Grassi sul punto e sulle mie implicazioni in queste storie.

Il Presidente: andiamo per ordine.

Izzo: erano riunioni del fronte studentesco ed erano presenti: adriano Tilgher, guido paglia…

Il Presidente interrompe: ma si parlava mai di lotta armata?

Izzo: si’, si’, si parlava gia’ del fatto che siccome probabilmente i comunisti sarebbero venuti al potere, entrati al governo, di li’ a poco, in quel momento noi avremmo dovuto agire. L’esercito si sarebbe mosso ed in particolare i carabinieri, noi saremmo dovuti essere pronti ad agire. E queste erano riunioni che si facevano in molte occasioni.

Il Presidente: puo’ dire chi diceva…

Izzo: per esempio per dire una persona di Avanguardia anche Adriano Tilgher che so che oggi fa tanto il sessantottino, ma a quel tempo non faceva il sessantottino, anzi i discorsi che faceva erano completamente… Dico per dire insomma. Facevamo discorsi di altro tipo. Io mi rendo conto… io in certi processi sembra che…

Il Presidente: lei a queste riunioni e’ stato presente?

Izzo: si’, piu’ di qualche riunione.

Il Presidente: e quindi riferisce cio’ per conoscenza diretta.

Izzo: in certi processi sembra che l’unico reazionario sia stato io a Roma. Vado ai processi e mi sembra che l’unico che teneva una posizione reazionaria ero io. Mi sembra che a quei tempi eravamo tutti d’accordo in queste cose.

L’avv. Battista: queste riunioni come avvenivano, chi era convocato?

Izzo: io ero portato da Adinolfi. Di solito le persone che venivano erano sempre persone scelte negli ambienti studenteschi, ecc. Come persone di un certo affidamento, di un certo fanatismo, ecc. Debbo dire che io non ero una persona a livello dirigenziale, avevo diciotto-diciannove anni, pero’ godevo di un certo prestigio in quanto… Forse perche’ facevo rapine, insomma, detto in termini un po’ volgari, pero’ e’ cosi’.

L’avv. Menicacci: vuol fare i nomi di qualche partecipante a queste rapine?

L’avv. Baldi: io pregherei la difesa degli imputati di aspettare il turno.

Izzo: le riunioni avvenivano a casa di una certa Fiammetta, a Corso Trieste, che era la ragazza di un elemento di Avanguardia che si chiamava Sergio Meloni. Alla riunione in cui prese la parola Adriano Tilgher e disse queste cose, di sicuro erano presenti: Adinolfi Gabriele, i cugini Marco Sermonti e Andrea Sermonti, il capo del fronte studentesco del Giulio Cesare, Giancarlo Bertinotti, il capo del Fronte Studentesco del San Leone Magno, Massimo Palumbo. Di questi sono sicuro, poi c’erano sicuramente tante altre persone.

Il Presidente: in queste riunioni il discorso della lotta armata lo si prospettava come eventuale….

Izzo: si’, come un discorso para-poliziesco diciamo…

Il Presidente continua: nel caso che i comunisti fossero andati al governo.

Izzo: si’.

Il Presidente: quindi di lotta armata come poi e’ stata dopo, ancora non si era…

Izzo: no, non in questi termini. Posso dire questo che poi nel ’74 fui avvicinato, in maniera piu’ concreta, da Andrea Sermonti che mi disse che la cosa era imminente, perche’ diciamo io avevo un gruppo mio: Esposito, Guido, Ghira, che erano legati praticamente, esclusivamente a me e lui mi disse: “voi avete armi, ecc., Tenetevi pronti che il momento e’ vicino.” Parlammo di che cosa bisognava fare e lui disse che bisognava eliminare i quadri del Partito Comunista e dei sindacati e mi disse proprio queste parole: “lasciamo perdere gli estremisti di sinistra, perche’ a quelli ci penseranno i carri armati. Noi cio’ che dobbiamo distruggere sono gli apparati del Partito Comunista e gli apparati dei sindacati che potrebbero organizzare la resistenza, un golpe.”

L’avv. Battista: quando parla di gruppo suo, parla di gruppo politico o di gruppo di amici?

Izzo: no, no era un gruppo di amici con i quali facevo attivita’ illegali, pero’ tutti fascisti diciamo.

L’avv. Baldi: gradirei ora tornare alla domanda sui rapporti tra

Terza Posizione e AN, ma e’ stato un po’ deviato dalle interruzioni.

Izzo spontaneamente interviene: Adinolfi era il capo di Terza Posizione. Poi c’e’ la solita storia di Di Mitri, poi sicuramente c’erano anche i rapporti dei vari Dantini, Pascucci, ecc., I quali anche se loro se la tiravano da gente di Lotta di Popolo, ecc., diciamo erano i padri putativi di Terza Posizione, in realta’ erano loro il direttivo di Terza Posizione. In realta’, io ci sono stato dentro Lotta di Popolo, noi la sera abitualmente nella sede di via Giraud stavamo con quelli di Avanguardia, con quelli di Ordine Nuovo, cioe’ voglio dire che esisteva un’integrazione enorme. Quando si parla della famosa riunione del ’75, si’ probabilmente quella doveva essere una cosa. Diciamo delle sigle, ma nei fatti questa unione e’ sempre esistita.

L’avv. Baldi: per la scoperta del covo di via Alessandria, dicembre ’79, vennero arrestati Di Mitri e Nistri.

Izzo: si’.

L’avv. Baldi: cosa le ebbe a riferire Nistri di quell’arresto?

Izzo: mi riferi’ di un numero di telefono che Nistri diceva che apparteneva ad un avvocato, che secondo lui la polizia aveva fatto sparire e Di Mitri era tutto contento della sparizione di questo numero di telefono, perche’ diceva che se avessero trovato questo numero sarebbe scoppiato un “casino”. Non mi disse di chi era, cioe’ me lo disse, no, non me ricordo, mi pare che fosse il numero di un avvocato. Un’altra cosa che disse fu: “questi di Avanguardia sono proprio protetti di brutto dalla polizia, perche’ il covo era nello stesso palazzo di Adriano Tilgher, c’era il numero di questo avvocato che era legato ad Avanguardia, ecc. E non hanno avuto nessun tipo di scocciatura. Beati loro.” Si scherzava su questo fatto. Pioveva cioe’ sul bagnato, voglio dire.

L’avv. Baldi: lei il nome di questo avvocato l’ha gia’ fatto nei precedenti verbali glielo dico, se me lo conferma. E’ l’avv. Caponetti.

Izzo: a sì è l’avv. Caponetti, sì.

L’avv. Baldi: lei ebbe a sapere niente della fuga di Pozzan? Da chi?

Izzo: della fuga di Pozzan nulla.

L’avv. Baldi: della fuga di Freda e Ventura?

Izzo: si’, della fuga di Ventura so che l’ha organizzata Fachini da solo, l’ho saputo da Freda stesso. Della fuga di Freda ho saputo da due fonti e cioe’ da Freda che e’ scappato e da Benito Allatta che l’ha fatto scappare. La fuga fu organizzata da…

Il Presidente: Allatta le fece il nome di Fachini?

Izzo: non me la sento di… la fuga di Freda fu organizzata sicuramente dal Fachini e mi fu detto da Freda sicuramente, da Benito non credo che mi fu detto di Fachini onestamente. Freda sarebbe stato fatto scappare da gente di Fachini, di Signorelli e di Calore. Pero’ invece di andare in veneto….

L’avv. Lisi interviene: sono domande di un fatto gia’ passato in giudicato. Izzo continua: invece di andare in veneto, protetto da ordine nuovo, invece fu protetto da un elemento di AN che aveva una specie di fattoria nella provincia di Reggio Calabria e lui dice che stette nascosto alcune settimane, se non mesi, in questa fattoria. Dopo di che passo’ in Francia, aiutato dalla malavita calabrese che era sempre in contatto con questi di Avanguardia. Era notorio che Avanguardia era in uno stretto rapporto con Felice Zerbi, Genovese, questi qua.

L’avv. Baldi: per quanto riguarda il contatto Pozzan e Delle Chiaie, ebbe modo di saper nulla dal Giannettini?

Izzo: ora non ricordo, io ricordo un particolare che Freda si arrabbio’ con Pozzan per la tirata che aveva fatto contro Delle Chiaie, anche perche’ disse: “io vengo da una famiglia contadina e il porco si ammazza in famiglia.” Cio’ lo disse Freda nei confronti della tirata.

L’avv. Lisi: Freda veniva da una famiglia contadina?

Izzo: cosi’ mi disse Freda. Disse: “io vengo da una civilta’ contadina, da una famiglia contadina..”, Non ricordo e disse: “da noi si dice che il porco si ammazza in famiglia.”

L’avv. Baldi: io mi riferivo alla confidenza che le aveva fatto evidentemente Giannettini, non Freda…

L’avv. Lisi interrompe: per cortesia.

L’avv. Baldi: avvocato Lisi, sto parlando di atti che sono gia’ acquisiti, non chiedo di confermare i verbali, sto cercando di sollecitare… Mi sembra molto corretto questo modo di interrogare il teste, senza leggere prima i verbali.

Izzo: non ricordo.

L’avv. Baldi: se ebbe a sapere nulla di una faida esistente tra i servizi segreti e il ministero affari riservati?

Izzo: si’, si’. Pero’ non ricordo chi fu la fonte. Forse proprio Giannettini. Comunque che praticamente su Delle Chiaie c’era la storia di un mitra rubato all’armeria del Ministero degli Interni, mi pare, che questo mitra fu rifatto e cadde in mano a delle persone, non so del Sid e quelli degli Affari Riservati… Si’ e’ proprio una storia cosi’.

L’avv. Lisi: e’ una storia poco rilevante.

L’avv. Baldi: preferisco non dire prima gli episodi dei verbali e vedere se si ricorda qualcosa.

L’avv. Baldi: non e’ un fatto nuovo Delle Chiaie.

Il Presidente: e’ un fatto di trent’anni fa.

Izzo: sinceramente su questo fatto ho difficolta’ a dire se l’ho saputo di voce o me l’ha detto qualcuno.

L’avv. Baldi: Giannettini le disse niente sulla campagna stampa che aveva organizzato a.n. In ordine al Golpe Borghese?

Izzo: si’.

Il Presidente interrompe: io non l’ammetto questa domanda perche’ mi sembra che sia una domanda…

L’avv. Baldi interrompe: se vuole confermare quello che ha detto in precedenza su questo?

L’avv. Pisauro: e no.

Izzo interviene: comunque io le dico che tutto cio’ che io ho dichiarato nei verbali che ho reso a Vigna, ecc., Potrei ampliarli se mi venissero contestati punto per punto, perche’ ripeto sono verbali fatti tutti di getto, pero’ cio’ non toglie che li confermo integralmente, anche perche’ in quel momento le cose erano piu’ fresche e me le ricordavo anche meglio probabilmente.

L’avv. Baldi: si ricorda di un episodio che ebbe ad oggetto Tuti e la sua visita all’ambasciata libica, nel periodo in cui era latitante?

Izzo: si’, Tuti mi parlo’ che subito dopo essere guarito da una finta…

L’avv. Baldi interrompe: Presidente, allora dovrei ampliare il discorso e spiegare che tutti i rapporti fra il mondo eversivo della destra e il mondo della Libia e l’ambasciata libica non trovano un casuale ingresso in questo processo, ma si basano attraverso una serie di atti che vanno nel tempo e sono mantenuti inalterati e costanti e hanno una certa evoluzione, fino a giungere alla figura di Semerari.

L’avv. Battista: non e’ una domanda.

L’avv: Bezicheri interrompe: puo’ anche essere una richiesta di allargamento di imputazione a Gheddafi… non so.

Il Presidente: mi sembra ininfluente la domanda, non gliela ammetto.

L’avv. Baldi: allora io dovrei spiegare per fare le domande certe argomentazioni che mi sembra un poco intempestivo fare adesso. Comunque io proverò a farne delle altre, perche’ sono episodi all’apparenza marginali, ma che poi si inseriscono in un discorso, per me, molto significativo ed importante.

L’avv. Baldi: ebbe a sapere nulla, l’Izzo, di un attentato che doveva essere compiuto in algeria ad opera di uomini che vi erano stati mandati da Delle Chiaie?

Izzo: si’, questi sono tutti discorsi di Concutelli. Esiste un riscontro che dimostra la veridicita’, non so se sia vera, pero’ se e’ vera questa storia, e’ vero tutto. Cioe’ c’e’ una pistola che e’ una Colt 45 Commander che e’ stata sequestrata a Gianfranco Ferro, luogotenente di Concutelli. Concutelli mi disse che questa Colt ha una scritta con il nome di un ufficiale spagnolo dei Servizi Segreti della marina. Questa pistola deve essere sequestrata presso la questura di Roma e la Corte potrebbe stabilire un controllo per verificare la veridicita’ dei racconti di Concutelli. Concutelli mi disse di aver collaborato con i Servizi Segreti della marina spagnola e con francesi dell’Oas e con un uomo degli americani, della Cia, avendo oggetto degli ordini di Delle Chiaie di eliminare dei patrioti baschi, di eliminare… Ed anche un attentato in Algeria. Delle Chiaie aveva organizzato questo attentato, poi questi erano stati venduti, questi due amici suoi che erano andati giu’ ed erano stati arrestati appena giunti in Algeria e Concutelli diceva: “due bravi ragazzi, sono finiti la’ nelle prigioni algerine, chissa’ che fine gli fa fare la polizia segreta.” Cioe’ raccontava questa storia. Mi racconto’ tutti i rapporti tra Delle Chiaie e i servizi spagnoli.

L’avv. Baldi: se Izzo potesse fare un rapido cenno ai contatti tra Delle Chiaie e i sevizi segreti spagnoli, secondo cio’ che le disse Concutelli.

Izzo: Concutelli mi disse che Delle Chiaie era in strettissimi rapporti con i servizi segreti della marina spagnola, per le operazione anti Eta e poi per un attentato ad uno studio di un avvocato. Mi disse che Delle Chiaie guidava tutto questo tipo di attivita’ contro-terrorista e da qui ne avrebbe ricavato una serie di privilegi e di favori. Mi racconto’ un episodio abbastanza divertente e cioe’ che gli uomini che lui teneva che erano quasi tutti italiani latitanti e spagnoli che reclutava per questo tipo di lavoro, lui li teneva a stecchetto, cioe’ li teneva dentro gli appartamenti, gli passava i soldi per le sigarette, li teneva praticamente alla fame. Concutelli mi disse di aver partecipato ad alcune di queste operazioni in compagnia di Augusto Cauchi e un’altra volta di un ragazzo di Avanguardia triestina di cui non so il nome. Queste sono le storie piu’ o meno e Delle Chiaie diciamo era il capo di tutto questo.

Angelo Izzo – verbale di udienza 25.11.1987 – quarta parte

Si da’ atto che alle ore 15,05 l’udienza e’ ripresa. (…) Il Presidente fa chiamare Izzo Angelo e lo avverte che da questo momento puo’ avvalersi della facolta’ di non rispondere.

Izzo: intendo rispondere.

Il Presidente: cosa le rivelo’ il Leccese, cognato del Selis, in merito a tutti i rapporti di questi personaggi?

Izzo: le ultime notizie sulla banda della Magliana, prescindendo dai rapporti precedenti che avevo con loro, me le ha rivelate in particolare tonino leccese e in seguito anche Danilo Abbruciati nel carcere di Rebibbia. La banda della Magliana aveva deciso di strutturarsi in maniera del tipo mafioso soprattutto per controllare il traffico di eroina nella capitale e in effetti per un lungo periodo aveva raggiunto questo risultato e gestivano grosse quantita’ di denaro. A seguito di questo volevano anche porsi su due piani: uno, spargere il terrore nella malavita per costringere tutti i grossisti di droga a rifornirsi da loro e in questo senso compirono parecchi omicidi per cui sono stati poi rinviati a giudizio e contemporaneamente cercarono rapporti con il mondo finanziario e politico della capitale, col sottobosco politico, faccendieri, uomini politici, ecc. Posso dire, a questo proposito, per scienza diretta di un tentativo di estorsione che facemmo nei confronti di Cesare Valzania, un grosso trafficante e usuraio che viveva a Roma e di cui sentii parlare anche in ambienti neofascisti e poi un’altra storia raccontatami da Bergamelli, dell’avv. Minghelli, legato ad ambienti piduisti, come diceva lui, il quale gli aveva praticamente “bidonato” una certa somma di soldi che… questo Minghelli aveva…. gli erano stati affidati per Louiselle, la bambina di Bergamelli, una piccola bambina che aveva avuto con una certa Felicia Buozzo, che viveva in una villa sul litorale laziale e dal momento che sia la madre che il padre erano detenuti, per un periodo era stata affidata a degli estranei e percio’ lui desiderava che questo avvocato provvedesse a pagare bene queste persone, perche’ la bambina vivesse bene. Io tra l’altro mandai anche degli amici a portare giocattoli e vedevo che a questa Louiselle praticamente non le passavano una lira. Ne parlai con Bergamelli e infuriato mi disse che quel porco di Minghelli aveva investito tutti i soldi che gli aveva dato in bot, insomma Bergamelli si sentiva tradito dai rapporti avuti con questi ambienti. Dico questo per dire che il legame con gli ambienti finanziari della capitale e’ sicuramente di vecchia data, cioe’ il Danilo Abbruciati in particolare, che potrebbe essere il trait-union, infatti e’ stato imputato per i sequestri con i francesi, con Forset, Bergamelli, con questi e poi per un lungo periodo il capo, in un certo senso, con Nicolino Selis, della banda della Magliana, fino alla sua morte per… tra l’altro il Tonino Leccese, per cio’ che so io che mi hanno detto in carcere, e’ stato proprio assassinato da Danilo Abbruciati il giorno dopo che fu ucciso Nicolino Selis. Ammazzarono Nicolino Selis in casa di uno, appena uscito in licenza dal carcere e la sera stessa, per paura di ritorsione da parte di Tonino Leccese, ammazzarono anche lui. Queste pistole “sporche”, con le quali furono realizzati questi due omicidi, dovrebbero essere nell’arsenale della Sanita’, al ministero della Sanita’.

Il Presidente : le risulta che Magnetta aveva rapporti con Nistri e contemporaneamente con la banda della Magliana?

Izzo: si’, questo me l’ha detto sia Nistri che Danilo Abbruciati per esempio, era un po’ arrabbiato con noi, diciamo che io in un certo senso facevo parte… diciamo non ci facevo parte, pero’ come immagine mi considerava dell’ultima leva dei neofascisti, era arrabbiato per la sfiducia che avevamo nei confronti di AN e tra gli altri portava proprio deserti, Magnetta, Carminati in particolare, come membri di AN e diceva che erano persone serie e bravi ragazzi: “sono bravi ragazzi, siete un po’ fissati. Guarda che quelli di avanguardia non sono come dite voi, tutti infami, confidenti dei servizi, ecc. Sono anche gente che fa rapine, gente brava che si presta a farci favori, ecc….” Cosa che poi mi fu confermata anche da Valerio Fioravanti, rispetto alla storia della Chase Manhattan Bank, una rapina che aveva compiuto insieme a membri di AN in cui parte dei proventi…. la parte di Di Mitri pare che ando’ direttamente a Delle Chiaie, ma anche lo stesso Valerio fu portato da Di Mitri….

Il Presidente interrompe: “pare” che significa? Chi glielo ha detto? Da chi l’ha saputo lei?

Izzo: o da Valerio o da Nistri o da tutti e due.

Il Presidente: e’ vero che Nistri le disse che Santino Ducci e Danilo Abbruciati erano in rapporti di amicizia con Francesco Pazienza?

Izzo: si’, questo me lodisse danilo Abbruciati, sono sicuro che me l’ha detto lui, in ogni caso pazienza era persona conosciuta da questi della Magliana come persona di grosso livello o implicata in riciclaggi o cose del genere. E’ vero che questi ogni tanto potevano anche spararti… però io, se non vado errato, io… Mi parlo’ di pazienza addirittura in tempi in cui il nome pazienza era sconosciuto a Danilo Abbruciati, io credo….

Il Presidente interrompe: ne parlo’ Abbruciati?

Izzo: mi parlo’ di pazienza nel settembre, ottobre ’80, quando pazienza era proprio uno sconosciuto.

A d.p.r.: Me ne parlo’ Abbruciati sicuramente.

Il Presidente: e’ vero che Nistri le disse che Cavallini aveva la possibilita’ di fare investimenti di denaro consegnandoli a Ducci?

Izzo: si’, a Ducci e ad Abbruciati.

Il Presidente: Abbruciati, quando le parlava di pazienza, le disse che aveva dei contatti diretti con lui?

Izzo: si’, mi disse che era una persona molto importante… mi fece proprio il suo nome come di una persona molto importante…

Il Presidente: ma aveva dei contatti diretti?

Izzo: si’, si’, che era in contatto con lui e in un certo senso lui voleva addirittura far capire che pazienza, ma anche lo stesso carboni, questi nomi che magari mi fece in altra occasione, voleva far capire in un certo senso che era lui che li teneva in qualche modo sotto controllo. Erano personaggi importanti, pero’ lui voleva far capire che era lui…

Il Presidente: che era Pazienza…

Izzo: no, che era Abbruciati che li teneva in un certo senso sotto, era gente che lui poteva ricattare e che teneva sotto controllo.

Il Presidente: e’ vero che Freda le Disse che il gruppo veneto aveva fatto un buon lavoro fra i Militari… Izzo: si’.

Il Presidente: vuole specificare che cosa Significava questa affermazione?

Izzo: questo discorso nacque rispetto al fatto che Freda si era vantato con il conte Alberto Antonelli, un conte che era detenuto che pero’ faceva anche le rapine, pero’ era della vecchia famiglia degli Antonelli e percio’ Freda lo teneva in grande considerazione, dei cardinali Antonelli. Avvenne che questo aveva un cumulo da qualche parte, in Veneto, dei reati in Veneto e Freda disse: “guarda che io ho un magistrato che lo Posso tenere completamente sotto controllo…”, Poi questo me lo disse anche Antonelli, insomma una storia di questo tipo e allora proprio in quell’occasione si parlo’ anche di questa storia, del gruppo veneto, di come era strutturato. Lui mi disse: “abbiamo fatto un buon lavoro fra i militari, in particolare fra quelli di stanza nel Veneto”; lui diceva appunto che nel Veneto c’era quasi tutta la totalita’ delle forze armate italiane; diceva che era un lavoro sia di infiltrazione che di proselitismo. E io sono a conoscenza ora che Ricordo, ero proprio bambino, che Freda addirittura era libero e in un certo circolo del Drago a Padova, tenne una conferenza sugli ariani, qualcosa del genere, ed era una conferenza alla quale partecipavano quasi esclusivamente dei militari.

L’avv. Pisauro interviene: a che eta’ questo? Quand’era bambino cosa significa?

Izzo: sara’ stato il ’71; avro’ avuto 15-16 anni.

L’imputato Fachini interviene: nel ’71 Freda era in carcere.

Izzo: sara’ stato il ’70.

L’avv. Bezicheri: sono fatti notori.

Il Presidente: e’ vero che Valerio Fioravanti le parlo’ di una visita che il padre di Valerio aveva ricevuto da parte dell’avv. Di Pietropaolo?

Izzo: si’.

Il Presidente: vuole dire il contenuto e le ragioni di questa visita?

Izzo: quando eravamo a Sollicciano, io Sergio Calore e Valerio Fioravanti, a livello giornalistico si era sparsa la voce che esisteva l’intenzione, da parte di tutte e tre, di collaborare. Quando Valerio torno’ dal processo amato mi disse di essere stato avvicinato dal padre che gli aveva riferito un messaggio dell’avv. Di Pietropaolo che gli diceva: “per me ti puoi pentire, puoi dire tutto quello che vuoi, pero’ tieni fuori la storia di pecorelli da quello che dici poiche’…..” Cioe’ praticamente gli chiese questo ed ancora: “poi qualsiasi cosa ti serve, qualsiasi cosa, ce l’avrai a disposizione”. E glielo disse come cosa che veniva direttamente da Gelli.

Il Presidente interrompe: a lei risulta che Di Pietropaolo fosse il difensore?

Izzo: non lo so; era sicuramente il difensore di Cristiano Fioravanti, perche’ a seguito di questa storia, Valerio gli disse di interessarsi solo di Cristiano e che a lui interessava solo di cristiano, che non gli serviva niente, di non preoccuparsi, una cosa del genere. Questo lo riferi’ a me e a Sergio Calore e io poi su questa storia ho fatto un confronto con Calore, perche’ lui si ricorda che dopo questo fatto, Valerio avrebbe detto che si’, l’omicidio Pecorelli l’avrebbe fatto Alibrandi, cioe’ avrebbe detto questo a calore. Io sinceramente non ricordo che a questa storia ha aggiunto questo particolare, comunque… forse non c’ero in quel momento.

Il Presidente: comunque l’omicidio pecorelli, per se stesso, non interessa questo processo. Interessa questo intervento dell’avv. Di Pietropaolo. E’ vero che lei ha saputo dalla Furiozzi, che Macciò le aveva detto, per averlo saputo da cavallini, che cavallini e Fioravanti riciclavano denaro proveniente da rapine investendolo poi in societa’ finanziarie e specificamente nel Banco Ambrosiano?

Izzo: confermo.

Il Presidente: lei conferma tutto quello che ha dichiarato in istruttoria a proposito delle dichiarazione fattele dalla Furiozzi?

Izzo: si’, assolutamente.

Izzo continua: anzi, l’unica cosa che vorrei precisare e’ questa, none’ che la storia della Furiozzi mi abbia creato… perché purtroppo nel verbalizzare uno… spiega una cosa, ma non riesce esattamente a esprimere il suo pensiero. La storia della Furiozzi, sono convinto al cento per cento, per come conosco la Furiozzi che la Furiozzi l’abbia appresa cosi’ come l’ha raccontata, non necessariamente, chiaramente è una cosa appresa, pero’ c’e’ un particolare che mi ha convinto e mi ha fatto cascare Valerio da quell’ultima parte di mito che avevo nei suoi confronti, cioe’ io di Valerio ero molto deluso rispetto al fatto che aveva difeso gente come Freda e Ferri ai processi e mi aveva convinto che non era poi pulito come lo credevo io. Pero’ c’e’ un particolare del racconto della Furiozzi che mi ha proprio colpito in quanto ho riconosciuto il modo di pensare di Valerio, cioe’ la progressiva… cioè’ dopo l’omicidio Amato, il fatto che lui si fosse sentito disperato perche’ non aveva risultati e decidesse di alzare il tiro in qualche modo. Questo effettivamente mi ha colpito anche se non so se questo giuridicamente puo’ avere valore, pero’ mi ha colpito, perche’ per come conoscevo Valerio appartiene proprio al suo modo di essere, alla sua mentalita’. Ecco questo che racconta la Furiozzi mi ha convinto in maniera enorme.

Il Presidente: ad Andrea Litta Modigliani furono sequestrate due pistole e una bomba a mano SRCM, mi dice il percorso…..

Izzo interrompe: si’, nel 1979, mentre si apprestavano a compiere una rapina, furono arrestati Andrea Litta Modigliani, Fausto busato e un altro ragazzo….

Il Presidente invita Izzo a parlare piu’ adagio in quanto non si riesce a seguire cio’ che dice.

Il Presidente ripete la domanda: ci sono due pistole e una bomba a mano srcm che vengono sequestrate ad Andrea Litta Modigliani, quello che Izzo sa sui vari passaggi di mano di queste due pistole e di questa bomba.

Izzo: nel 1979 viene arrestato Andrea Litta Modigliani in compagnia di altri due ragazzi, Fausto Busato e Rossano Monni con due pistole e una bomba a mano, mentre si apprestavano a compiere una rapina. Succede che Andrea Litta Modigliani, come gli altri due, erano del giro di Bruno Mariani e di Sergio Calore, diciamo che facevano parte del giro Costruiamo l’Azione e percio’ del giro, in senso lato, di Signorelli e Fachini. Avviene che questa bomba a mano che viene sequestrata ad Andrea Litta Modigliani e che mi dice di avere ricevuto da Bruno Mariani, ho saputo in seguito, da racconti sia dell’uno, sia di Valerio, sia di altri, che apparteneva al lotto delle bombe a mano rubate da Valerio nella famosa caserma di Pordenone allora ….

Il Presidente chiede se questo gliel’ha detto Litta.

Izzo: me l’ha detto sia Litta e probabilmente me l’ha confermato anche Valerio, una volta parlando, insomma una storia cosi’. Ora la cosa che mi ha colpito di questa storia e’ che era impossibile in quel momento, stando ai racconti che mi faceva Valerio e alle versioni ufficiali che sono sempre state date rispetto a questa cosa, cioe’ Valerio dice di avere conosciuto Signorelli solo in epoca post e che non aveva nessun rapporto con Fachini, coi veneti, a quel tempo, allora come faceva una bomba di Valerio a trovarsi in mano? Tra l’altro mi ha detto Litta che questa bomba Bruno Mariani l’ha ricevuta dai veneti, da Melioli e da Fachini e percio’ il percorso sarebbe stato questo: Valerio, che non so a chi l’ha data, poi in qualche modo questa bomba e’ finita in mano a Fachini e Melioli che l’hanno data a Bruno Mariani che poi e’ finita ad Andrea Litta.

L’imputato Fioravanti interviene: Presidente, io sono stato zitto fino ad ora, ma questa e’ grossa. Litta e’ stato processato per concorso con noi, nel deposito di armi e tutto quanto, non concorso con Fachini per il deposito di armi.

Izzo risponde spontaneamente: si’, pero’ la bomba viene da Fachini, cosi’ mi ha detto Litta.

L’imputato Fioravanti interviene: stiamo parlando del ’79, Litta e’ stato imputato con noi in tutti questi trasporti di armi e depositi di armi con noi e non con Fachini, percio’ Litta nell’imputazione e’ accusato di averli ricevuti da noi personalmente.

Izzo interrompe rivolto a Fioravanti: si’, comunque la bomba a mano è venuta, Valerio, lo sai bene che non sono fesserie, la bomba a mano, a me ha detto Litta che veniva da Bruno Mariani che l’aveva ricevuta da Fachini, se è vero, non vedo perché Litta mi doveva dire una cosa storta rispetto a questa cosa ed e’ strano che fosse una bomba a mano di quelle di Valerio. Questo e’ tutto.

L’imputato Fioravanti rivolto a Izzo: sai bene che il problema è di chi le aveva rubate queste bombe a mano, allora Litta ha detto…

Il Presidente interrompe Fioravanti dicendo che non deve interloquire.

L’imputato Fioravanti interviene: e lei non chieda troppi pareri psicologici al teste.

Il Presidente espelle dall’aula l’imputato Fioravanti.

L’imputato Fioravanti: si’, grazie.

L’imputato Fioravanti rivolto a Izzo: fai altre consulenze tu, nel frattempo.

L’imputato Fioravanti: continui, continui, non la disturbiamo.

L’imputata Mambro rinuncia al prosieguo dell’udienza, acconsentendo il prosieguo dell’udienza anche in sua assenza.

L’imputato Fioravanti: che, vi vergognate a continuare davanti a noi questo spettacolo?

Il p.m.: Inizi a vergognarsi lei, Fioravanti.

L’imputato Fioravanti: no, io non mi devo vergognare, io sono una persona seria.

L’imputato Fioravanti rivolto a Izzo: ciao Angioletto.

Si da’ atto che gli imputati Fioravanti e Mambro lasciano l’aula.

Izzo: ciao.

Il Presidente a Izzo: cosa le disse la Raffaella Furiozzi a proposito dell’attentato di palazzo Marino a Milano?

Izzo: mi disse che era stato organizzato da un romano che si chiamava capro o cosi’ soprannominato e da cavallini, appunto a seguito di questa storia… Io gia’ sapevo pero’ di questo attentato, anche perche’ me ne aveva parlato anche Marcello Iannilli e non solo, sapevo che era opera di un ragazzo con il quale ero abbastanza amico, cioe’ Silvio Pompei non lo conosco, pero’ Benito Allatta e’ un mio carissimo amico per esempio e’ quello che mi ha fornito una pistola dentro il carcere di Latina per tentare l’evasione, percio’ c’e’ un ottimo rapporto e di conseguenza mi disse che gli esecutori materiali erano stati questi ragazzini quali Aprilia, Silvio Pompei… E quello che mi disse Raffaella e praticamente me lo confermò.

Il Presidente: quello che le disse la Furiozzi a proposito dei rapporti fra Signorelli e Gelli lo aveva appreso dal Macciò; le disse la fonte?

Izzo: si’, si’. Credo che tutto quello che aveva appreso mi sembra, mi disse che l’aveva appreso dal Macciò. Vorrei dire che io da Raffaella questa storia me la sono fatta raccontare una volta sola e ho evitato di parlarne, come l’ho riferita e’ quello che mi ricordo, proprio per paura di influenzarla discutendone, cioe’ potesse dire una cosa diversa da quella che sapeva lei, perche’ purtroppo, in queste… Ero anche indeciso se chiamare i giudici per questa storia, perche’ pensavo che nascendo qua, in un ambiente di pentiti, poteva essere… In effetti poi sono nate delle chiacchiere su questa storia. Pero’ del resto… Io onestamente ci ho parlato una volta sola di questa storia e l’ho riferita come me la ricordavo.

Il Presidente: lei ha affermato che i collegamenti fra Valerio e gli ambienti massonici mafiosi erano tenuti soprattutto da Mangiameli. Da chi ha saputo questa notizia?

Izzo: Valerio, fra le giustificazioni che mi ha dato dell’omicidio Mangiameli, me ne ha data una serie enorme di giustificazioni, dei soldi che aveva rubato, diciamo la storia ufficiale; addirittura mi ha raccontato la storia di un piatto… Che una volta aveva pescato le telline e questo aveva fatto gli spaghetti, anziche’ fargli mangiare le telline, con tutti i suoi amici professori, era tornato a casa e aveva trovato questo a mangiare gli spaghetti con le sue telline… Cioe’ delle storie praticamente… Cioe’, ecco… Poi un movente che pero’ mi diede con un minimo di cose, e’ che disse che lo doveva eliminare, poiche’ essendo implicato… Sapeva tutto dell’omicidio Mattarella, sapeva dei suoi rapporti con ambienti mafiosi e massonici legati a questo tipo di cosa, percio’ aveva paura che un domani questo gli facesse qualche… Io sinceramente ripeto, anche questa storia non mi convince perche’ e’ una cosa troppo improvvisa, cioe’ io sono certo che immediatamente dopo la strage, mangiameli era ancora in buoni rapporti con Valerio, a meno che non si tratti di una scoperta… Che ne so… trovato un diario …