Stefano Serpa sul capitano Delfino e la P2

SERPA afferma di aver conosciuto DELFINO “tantissimi anni fa”. All’epoca era già capitano dei Carabinieri ed era nei servizi. SERPA ha confermato il seguente passo del verbale del 10.9.96 davanti alla DDA di Reggio Calabria :
“…vi è sempre stato un rapporto molto stretto tra Antonio NIRTA, denominato u du nasi e i colonnello dei Carabinieri DELFINO, originario di Platì. Il DELFINO vissuto all’ombra del padre, Maresciallo dei Carabinieri del suo paese di origine, ereditò dal genitore tutte le conoscenze di San Luca e Platì. Il colonnello DELFINO riceveva da Antonio NIRTA informazioni relative ai sequestrati che prelevati nell’hinterland milanese, venivano <acquistati> dallo stesso NIRTA, dai PAPALIA, dai PELLE e BARBARO. Sempre il NIRTA forniva all’ufficiale informazioni che gli permettevano di liberare i sequestrati. Dopo che questi, nella maggior parte dei casi, avevano già pagato il riscatto. E ove non l’avessero già fatto, era il NIRTA che acquistava il denaro, non nella misura corrisposta dai familiari dei sequestrati ma in entità inferiore, in quanto il resto andava al colonnello DELFINO” .

Fonte di quanto sopra lo stesso NIRTA , Vincenzo MACRI’ e perfino i “servizi”. SERPA ha spiegato che le amicizie che aveva i padre di DELFINO sono stransitate al figlio. Così come il padre prendeva i soldi, anche il figlio li prendeva. SERPA ha altresì confermato che NIRTA era da sempre simpatizzante della destra eversiva, condividendo la volontà dei DE STEFANO di inserire la ‘Ndrangheta in quel contesto . Ha
confermato, inoltre, che “in ciò il colonnello DELFINO giocò un ruolo importante essendo egli massone con legami alla P2 di Licio GELLI.”
Tali fatti li aveva appresi dallo stesso NIRTA durante la comune detenzione a Reggio Calabria. Non solo NIRTA, ma anche Paolo DE STEFANO era amico di DELFINO. Il Colonnello DELFINO ebbe ad occuparsi dello stesso Paolo DE STEFANO su richiesta di NIRTA. Infatti tra NIRTA e Paolo DE STEFANO non correva buon sangue ed allora DELFINO avrebbe potuto prendere delle iniziative nei
confronti del medesimo DE STEFANO, come arrestarlo o indagarlo. SERPA ha aggiunto che DELFINO, attraverso le sue conoscenze “all’interno dell’eversione di destra” e facendo parte della P2 avrebbe potuto far sapere a NIRTA quale esattamente era stato il tipo di accordo siglato a Montalto. SERPA ha confermato anche il seguente passo “Sempre NIRTA sperava che il tentativo di golpe ideato da BORGHESE avesse un esito favorevole affinchè egli potesse occupare nella nuova organizzazione un ruolo di primo piano”. Dallo stesso NIRTA ha appreso della sua conoscenza con Licio GELLI.
Ha confermato anche che dei rapporti DELFINO-NIRTA era a conoscenza anche Giovanni VOTTARI, assassinato in Milano. Anzi, questi custodiva della documentazione che lo stesso DELFINO aveva consegnato al NIRTA. In detta documentazione sarebbe stato compreso un elenco dei presenti a Montalto, compresi i “politici”, nonché altra documentazione attinente ai apporti tra massoneria e ‘Ndrangheta e l’elenco dei sequestri ai quali aveva partecipato. Da NIRTA aveva anche appreso dei rapporti di DELFINO con la P2.

Vincenzo Vinciguerra sul capitano Delfino – 12.01.95

“Avanguardia Nazionale è stato un gruppo che ha operato per conto del Principe BORGHESE , l’ufficiale DELFINO rientra tra coloro che si trovavano in una posizione sovrastante tale gruppo e non all’interno di esso. Voglio aggiungere che successivamente all’operazione di PG. che portò all’arresto dei noti BORROMEO e SPEDINI, Stefano DELLE CHIAIE me ne parlò in tono abbastanza risentito in quanto il Capitano DELFINO , e genericamente i Carabinieri della zona, conoscevano l’attività svolta dai due anche per quanto riguardava il trasporto di armi e munizioni e pertanto l’arresto era stato strumentale finalizzato all’operazione successiva contro il MAR di FUMAGALLI. Non voglio sbagliare , ma credo di ricordare che DELLE CHIAIE collegasse l’allora Capitano DELFINO al Generale Gianadelio MALETTI e mi giustificasse in tal modo l’azione antiavanguardista di quel periodo.
Sempre a livello di ipotesi posso suggerire che un eventuale collegamento fra DELFINO ed Avanguardia possa essersi stabilito al tempo del Golpe BORGHESE, quando Toni NIRTA attivò 1000-1500 uomini in Calabria la notte del sette sull’otto dicembre del 1970 per concorrere all’operazione predisposta con l’ausilio di forze militari e di polizia. Posso aggiungere che i rapporti tra DELFINO e NIRTA mi sono stati indicati in più occasioni come buoni mentre il NIRTA conosceva personalmente lo Stefano DELLE CHIAIE. Gaetano ORLANDO ebbe a dirmi esplicitamente nel carcere di Parma che del M.A.R. faceva parte anche un certo MOTTA che lavorava nel Ministero degli Interni e che non poteva essere confuso con il MOTTA ex-ufficiale degli Alpini e dei Partigiani Bianchi. ORLANDO sottolineò che di questo MOTTA del Ministero degli Interni non si era mai parlato. Voglio fare presente che l’attività di contrasto dell’Arma di Brescia verso il M.A.R. non va assolutamente interpretata nello scenario di uno scontro personale tra il Capitano DELFINO e il FUMAGALLI ma tra gli apparati dello Stato che in quel momento fra loro si scontravano e cioè il S.I.D. e l’Ufficio Affari Riservati”.

Memoria pm strage piazza della Loggia