Marco Affatigato – dichiarazioni udienza 17.03.2009 – terza parte

DOMANDA – La creazione di questi gruppi avviene sotto… le volevo chiedere il ruolo di Pugliese nella creazione di questi gruppi. Quindi ci ha detto: tenere i contatti con Roma…

RISPOSTA – Militare, se così lo vogliamo chiamare.

DOMANDA – Quindi la figura di maggior rilievo in ambito locale?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Lei parlò anche, tornando al discorso di prima sui componenti dei vari gruppi, nel verbale 4 febbraio ‘82, nel primo dei due verbale 4 febbraio 1982, indicò: “nel gruppo di Pisa Catola Mario, Lamberti, e Mennucci Mauro”.

RISPOSTA – Esatto.

DOMANDA – “…e nel gruppo di Arezzo Franci Luciano, Cauchi e Batani”.

RISPOSTA – Tutte le persone che erano già state identificate e poi arrestate.

DOMANDA – Sì.

DOMANDA – Il 07 novembre ‘84 lei riferì di essere entrato nel gruppo e nell’autunno ‘74 di avervi trovati Tuti, Franci, la Luddi, Malentacchi…

RISPOSTA – Esatto.

DOMANDA – … Donati, Cauchi, Gallastroni, Lamberti, Catola, Torchia e Mennucci.

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Ci spiega meglio? A fine ’74 Tuti entra nel suo gruppo?

RISPOSTA – Lo spiego subito: come detto all’inizio bisognava rifornirci di armi e quant’altro, quindi c’erano dei gruppi più atti, e in questo caso era il gruppo di Arezzo, con i nomi che sono stati indicati di Arezzo, che avevano la possibilità di accedere ad avere delle armi. In quel caso lì io e altri soggetti, tra cui Franci Luciano e Margherita Luddi eseguimmo un furto in una cava.

DOMANDA – Ad Arezzo?

RISPOSTA – Ad Arezzo. Ci approvvigionammo di esplosivo.

DOMANDA – In quantità…?

RISPOSTA – Abbastanza notevole.

DOMANDA – Nell’ordine?

RISPOSTA – Non mi ricordo, ma tanto.

DOMANDA – Parlò di alcune centinaia?

RISPOSTA – Sì, tre/quattrocento chili.

DOMANDA – Tre/quattrocento chili di esplosivo.

RISPOSTA – Sì, di esplosivo di cava.

DOMANDA – Di cava, e in particolare?

RISPOSTA – Dinamite era.

DOMANDA – Indicò “cheddite” in un verbale.

RISPOSTA – Cheddite, esatto.

DOMANDA – Era cheddite. Era solo un tipo?

RISPOSTA – No, dinamite e cheddite.

DOMANDA – Questo avviene quando?

RISPOSTA – Ho preso una condanna su questo lato qui.

DOMANDA – Quindi si recava agevolmente.

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Dicevamo che il problema era quello di procurarsi esplosivi…

RISPOSTA – No, scusi, ho preso una condanna per avere dichiarato il falso, quindi non per avere detto il vero. Quindi si dichiara il falso su questo fatto.

DOMANDA – Invece era vero quello che aveva dichiarato?

RISPOSTA – Sì, si vede che la cava non l’aveva dichiarato, tutto lì.

DOMANDA – Cioè la cava… non risultò…

RISPOSTA – No. La cava non dichiarò il furto perché aveva maggiore ingente numero di esplosivo che poteva detenere, e quindi non dichiarò il furto. Tutto lì.

DOMANDA – Perché lei indicò esattamente la cava dove era avvenuto il furto?

RISPOSTA – Certo.

DOMANDA – E questo fatto non venne riscontrato perché non era stata denunciata la presenza di questi esplosivi?

RISPOSTA – Esatto, come in tante cave in Italia.

DOMANDA – Questo esplosivo venne poi impiegato per le azioni programmate?

RISPOSTA – Certo.

DOMANDA – In particolare, sinteticamente?

RISPOSTA – Una parte rimase ad Arezzo e una parte venne a Lucca. L’esplosivo utilizzato a Lucca ero quello lì.

DOMANDA – Prima ci stava facendo un po’ una cronistoria veloce delle azioni, quando io le chiedevo i progetti lei stava già rispondendo sulle azioni compiute, se brevemente quella fascia politica a…

RISPOSTA – Quelle di Lucca certamente me le ricordo, le altre zone no.

DOMANDA – Quindi diceva l’ufficio delle imposte?

RISPOSTA – L’ufficio delle imposte, la Questura, l’ispettorato delle Guardie Forestali, la sede della Democrazia Cristiana, la sede di Potere Operaio… ora tutte non le ricordo.

DOMANDA – E per questi attentati venne utilizzato l’esplosivo rubato nella cava di Arezzo?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – In concomitanza di questi verbali lei fece riferimento sempre con riguardo alla figura di Pugliese Giuseppe ad una commissione di inchiesta di Ordine Nuovo.

RISPOSTA – Certo.

DOMANDA – Ci vuole spiegare di cosa si trattava, e in che termini lei…

RISPOSTA – Certo. Fu fatta una commissione di inchiesta che doveva arrivare a conoscere chi erano gli esecutori materiali sia della strage di Brescia che dell’Italicus.

DOMANDA – Quindi siamo in un momento successivo.

RISPOSTA – Siamo già nel ’75.

DOMANDA – Siamo già nel 1975. Ormai abbiamo affrontato questo tema e quindi sviluppiamolo in qualche modo, nei limiti della sua conoscenza.

RISPOSTA – Nei limiti della mia conoscenza siamo in Corsica, quindi in Corsica viene dato di una missiva inviata da Stefano Delle Chiaie ad Augusti Cauchi nella quale si dava una risultanza sulla strage di Brescia, però omettendo tante cose. A memoria non ricordo, ma l’ho dichiarato a verbale, omettendo molte frasi.

DOMANDA – Uno scritto di Delle Chiaie sulla strage di Brescia nei verbali…?

RISPOSTA – No, Augusto Cauchi, un missiva di Augusta Cauchi facendo riferimento alle indagini condotte dalla commissione di inchiesta in cui si era… Augusto Cauchi era in rapporto con Stefano Delle Chiaie, quindi la missiva in teoria era un sostegno dato da Delle Chiaie ad Augusto Cauchi per portare a conoscenza della commissione di indagine di Ordine Nuovo su questi attentati. E lì nei verbali fu più chiaro che nell’esposizione.

DOMANDA – Nei verbali si fa riferimento agli attentati del ’74 rivendicati da Ordine Nero…

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – … e come tema di approfondimento da parte di questa commissione di inchiesta…

RISPOSTA – Sì, in quanto Ordine Nero veniva collegato a Ordine Nuovo senza motivo, senza reale motivo.

DOMANDA – Facciamo un attimo un passo indietro: questi attentati della componente del gruppo clandestino di Ordine Nuovo era solita rivendicare i propri attentati?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Rivendicava sotto che sigla?

RISPOSTA – Inizialmente… purtroppo ci furono delle… come ho detto all’inizio i gruppi erano sfaldati, quindi ognuno agiva per conto suo, in quanto furono emessi subito dei mandati di cattura negli organi dirigenziali, e quindi si vennero a rompere determinati contatti, in quel periodo ci furono degli attentati a Milano a firma Ordine Nero, e quindi le iniziale ON lasciavano supporre che fossero i gruppi di Ordine Nuovo che eseguivano questi attentati, e tra l’altro anche a Lucca alcuni attentati furono fatti sotto la sigla di Ordine Nero. Poi saputo…

DOMANDA – Quindi qualcuno di questi gruppi rivendicava come Ordine Nero?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Poi successivamente quando Ordine Nero fu smentito dalla dirigenza nazionale di Ordine Nuovo in quanto non era quella la sigla, perché doveva essere adottato il nome Ordine Nuovo…

DOMANDA – Smentito dalla ex dirigenza del movimento politico?

RISPOSTA – Non dalla ex…

DOMANDA – Dall’attuale dirigenza del gruppo clandestino di Ordine Nuovo.

RISPOSTA – Certo. Quindi smentito da Clemente Graziani. A quel punto tutti gli attentati o le azioni compiute da Ordine Nuovo avrebbero portato la firma Ordine Nuovo.

DOMANDA – Sa collocare più o meno questo momento?

RISPOSTA – Io ero già in Corsica quindi… nel ‘75 era.

DOMANDA – Quindi in precedenza invece alcuni dei vostri gruppi…

RISPOSTA – Sì, compreso noi.

DOMANDA – Rivendicavate come Ordine Nero?

RISPOSTA – Ordine Nero.

DOMANDA – Non ho capito l’obiettivo di questa commissione di inchiesta, da chi venne formata, quando, e a che scopo?

RISPOSTA – Venne formata dal gruppo dirigenziale romano perché si lasciava supporre che gli attentati dell’Italicus e di Brescia fossero collegati a Ordine Nuovo, e quindi era interesse del gruppo dirigenziale ufficialmente smentire questa posizione – e sto parlando del gruppo Clemente Graziani – smentire questa posizione trovando chi erano i responsabili.

DOMANDA – Quali gli strumenti di questa così detta commissione di inchiesta?

RISPOSTA – Informazioni tra contatti.

DOMANDA – Lei svolse delle attività per questa commissione?

RISPOSTA – Non mi sembra, non mi ricordo, non mi ricordo.

DOMANDA – Lei ricevette a riguardo un incarico da Pugliese Giuseppe?

RISPOSTA – Ne ho ricevuti più di uno.

DOMANDA – A riguardo, o questo fine, cioè per le finalità della commissione di inchiesta.

RISPOSTA – Riguardante il gruppo di Arezzo.

DOMANDA – E cioè?

RISPOSTA – Franci Luciano, Cauchi e Batani. Quindi venire a conoscenza se avevano compiuto degli attentati a firma Ordine Nero e in specifico quello dell’Italicus.

DOMANDA – Quindi lei prima entra in questo gruppo nell’ambito di quella che è la organizzazione di questi gruppi clandestini per la realizzazione di questi attentati…

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – …diciamo che in tempi successivi riceve questo incarico da svolgere all’interno degli stessi gruppi?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – È così?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Perché nei verbali capisce che…

RISPOSTA – Sì, però deve capire che c’è stato…

DOMANDA – Sono stati indicati nel tempo, allora è difficile comprendere se…

RISPOSTA – Sì, ma c’erano tre o quattro anni di differenza, quindi deve anche sapere che per sei mese io sono stato a stretto contatto proprio di braccio con Clemente Graziani, e quindi ho recepito…

DOMANDA – Questo in Inghilterra durante la latitanza?

RISPOSTA – Sì, e poi anche Corsica. Quindi in tutto questo periodo, se possiamo dire, nel suo essere Clemente Graziani aveva l’intenzione di scaricarsi di questo fardello che veniva accreditato a Ordine Nuovo riguardo agli attentati di Brescia e dell’Italicus.

DOMANDA – Questo fardello in cosa consisteva?

RISPOSTA – Una imputazione pubblica che non aveva Ordine Nuovo. Non erano atti compiuti da Ordine Nuovo.

DOMANDA – Quindi diciamo che Graziani sconfessava la paternità politica della sua…?

RISPOSTA – Certo.

DOMANDA – Che quegli eventi avessero una attinenza con la sua area politica. È questo?

RISPOSTA – Certamente.

DOMANDA – E per fare questo mette in piedi questa commissione?

RISPOSTA – Esatto.

DOMANDA – Cioè, cerca di attingere notizie.

RISPOSTA – Esatto.

DOMANDA – Spieghi meglio questo discorso di Cauchi, di Delle Chiaie e di Cauchi. Cioè, era una nota di Delle Chiaie…

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – …era un verbale delle dichiarazioni rese da Cauchi? Cosa era esattamente? Lei lo vide questo documento?

RISPOSTA – Vidi la velina, però non… battuta a macchina, quindi teoricamente poteva essere di chiunque.

DOMANDA – Che documento era? Come era strutturato, erano più cartelle dattiloscritte? Ce lo descriva.

RISPOSTA – Era qualche foglio dattiloscritto in cui veniva menzionata la possibilità riguardo all’attentato dell’Italicus…

DOMANDA – Quale possibilità?

RISPOSTA – Mi sembra di ricordare che veniva indicato il gruppo che poteva aver fatto l’attentato dell’Italicus.

DOMANDA – Da dove proveniva questo documento?

RISPOSTA – Da Cauchi.

DOMANDA – Delle Chiaie cosa c’entra in tutto questo?

RISPOSTA – Erano state informazioni assunte.

DOMANDA – Quindi Cauchi aveva assunto queste informazioni presso Delle Chiaie?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Quale il contenuto, la notizia conclusiva?

RISPOSTA – Il contenuto totale non me lo ricordo.

DOMANDA – Non lo ricorda. Ma l’ambito è questo, c’era un riferimento a Mario Tuti con riguardo all’Italicus?

RISPOSTA – No.

DOMANDA – C’era un riferimento all’estraneità di Tuti con riguardo all’Italicus?

RISPOSTA – Neanche.

DOMANDA – Ma uno dei temi di approfondimento…

RISPOSTA – Era più… l’oggetto direzionale era il Franci.

DOMANDA – Uno dei temi di approfondimento era l’eventualeruolo di Tuti?

RISPOSTA – No, su questo no, su questa commissione di indagine no. Ripeto che Mari Tuti ha sempre avuto un ruolo marginale, il ruolo che gli è stato dato poi dalla stampa l’ha fatto emergere a quello che poi ha assunto. Il Fronte Nazionale Rivoluzionario non è mai esistito, è una intervista data da Mario Tuti all’Europeo e ha creato la sigla Fronte Nazionale Rivoluzionario.

DOMANDA – Erano stati fatti degli attentati rivendicati con questa sigla?

RISPOSTA – No.

DOMANDA – Quindi è una sigla che nasce solo nell’intervista di Tuti?

RISPOSTA – Nasce nel ‘76, se non ricordo bene… no, nel ‘75, a fine del ’75.

DOMANDA – Torniamo un attimo indietro, abbiamo visto il percorso Roma – Lucca – Cattolica, quindi giugno – settembre ’73, marzo ’74 Cattolica.

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Lei nei suoi verbali, ma ne ha fatto cenno anche prima, ha parlato di una riunione a Padova, o meglio nella zona di Padova.

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Intanto dove la colloca cronologicamente questa riunione?

RISPOSTA – All’esterno di Padova.

DOMANDA – Prego?

RISPOSTA – Non conosco Padova, quindi non glielo so dire.

DOMANDA – In che momento la colloca?

RISPOSTA – Il momento è dopo Cattolica mi sembra.

DOMANDA – Prima o dopo Cattolica?

RISPOSTA – Dopo Cattolica mi sembra.

DOMANDA – In prossimità temporale?

RISPOSTA – Sì, lì è un periodo in cui tutto andava veloce.

DOMANDA – Perché in qualche verbale si parla di fine ’73, inizio ’74…

RISPOSTA – No, dopo Cattolica.

DOMANDA – Non può essere preciso? Però tendenzialmente la colloca dopo Cattolica?

RISPOSTA – Sì, dopo Cattolica.

DOMANDA – Quale era la ragione di essere di questa riunione?

RISPOSTA – Approvvigionamento di armi.

DOMANDA – Come mai si svolge nella zona di Padova?

RISPOSTA – Perché Oscar Nessenzia aveva dato la possibilità di incontrare dei soggetti a Padova che potevano cederci delle armi.

DOMANDA – Perché voi avevate il problema in quel momento di procurarvele?

RISPOSTA – Certo.

DOMANDA – Armi, esplosivi? Solo armi…?

RISPOSTA – In quel momento a noi interessavano le armi.

DOMANDA – Il problema era procurarvi le armi.

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Quindi l’area padovana era in grado…

RISPOSTA – Di fornire le armi.

DOMANDA – Di fornirle agli altri gruppi, è così?

RISPOSTA – No, secondo il Nessenzia…

DOMANDA – A voi.

RISPOSTA – A noi.

DOMANDA – Quindi lei personalmente prende parte a questa riunione?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Ci racconti come è andata, come si è svolta?

RISPOSTA – Incontrai queste persone…

DOMANDA – In che modo andò a Padova?

RISPOSTA – Arrivai a Padova via treno, fui preso alla stazione dal Nessenzia, accompagnato a casa sua, e poi…

DOMANDA – pernottò a casa sua?

RISPOSTA – Pernottai, sì, e poi il giorno dopo mi sembra che ci fu la riunione, o la sera stessa, non mi ricordo questo, però pernottai una notte sola…

DOMANDA – Una sola notte pernottò. E questa riunione dove si svolse?

RISPOSTA – All’esterno di Padova.

DOMANDA – Non in città?

RISPOSTA – In periferia.

DOMANDA – Cioè un paese fuori Padova o…

RISPOSTA – Non conosco Padova.

DOMANDA – Non è in grado di dirlo.

RISPOSTA – Mai stato a Padova, è la seconda volta che vengo a Brescia.

DOMANDA – A Padova solo quella volta andò?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Il tempo impiegato da casa di Nessenzia al luogo della riunione? Come ci andò in macchina con Nessenzia?

RISPOSTA – Sì, in macchina.

DOMANDA – L’accompagnò Nessenzia?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Eravate voi due e basta?

RISPOSTA – Sì, mi sembra di ricordare.

DOMANDA – Più o meno quanto tempo….

RISPOSTA – Non mi ricordo.

DOMANDA – Chi era presente a questa riunione?

RISPOSTA – Dei soggetti di cui non ricordo i nomi, ebbi a identificarli con una foto ma non mi ricordo i nomi.

DOMANDA – Lei nel verbale del 26 marzo ‘83 indicò la presenza di un certo Rinani.

RISPOSTA – Forse identificato da fotografia perché il nome….

DOMANDA – No, per nome.

RISPOSTA – Per nome?

DOMANDA – Lei davanti al Giudice Grassi, giudice istruttore di Bologna, il 26 marzo ‘83 disse: “ricordo poi che vi fu nel ‘74, anzi tra il ‘73 e il ’74 una riunione a Padova a cui presero parte tali Rinani, Tonin, o un nome simile, trattasi di persone di media statura, corporatura robusta, allora di circa 30-35 anni, e Oscar Nessenzia di Padova”, e quindi fece il nome di questo Rinani. Poi raccontò un episodio, che le leggo e magari le fa venire in mente qualcosa: “Ricordo in particolare che il Rinani disse una frase che non avrebbe dovuto pronunciare per segretezza, e per questo…”…

RISPOSTA – Gli fu dato uno schiaffo.

DOMANDA – Bravo. “…e per questo ricevette uno schiaffo dal Tonin al quale appariva essere gerarchicamente subordinato”.

RISPOSTA – Mi permetta di interromperla: i nomi certamente li ho identificati dalle fotografie e non perché me li ricordassi, quindi anche se sul verbale viene indicato così vuole dire che a latere il giudice istruttore aveva le fotografie.

DOMANDA – Perché sono nomi che non le dicono nulla.

RISPOSTA – Assolutamente no.

DOMANDA – Però se così è verbalizzato sicuramente li conobbe in foto?

RISPOSTA – Sì, nelle foto.

DOMANDA – Nessenzia che gruppo frequentava nella zona, il gruppo di Pisa?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – A chi faceva capo il gruppo di Pisa?

RISPOSTA – A Ordine Nuovo.

DOMANDA – Come persona fisica?

RISPOSTA – A Lamberti.

DOMANDA – Quindi era uomo di Lamberti.

RISPOSTA – No, non era un uomo di Lamberti. Lamberti era il dirigente di Ordine Nuovo a Pisa, e Nessenzia faceva il militare a Pisa e aveva contatti con Lamberti, che è una cosa diversa.

DOMANDA – Con riguardo a questa riunione lei rese delle dichiarazioni anche in tempi successivi, in particolare il 02 maggio ‘95 davanti alle giudice istruttore di Milano indicò… le vennero mostrate delle foto, le vennero mostrate delle foto e disse “la mia attenzione viene attirata dalla persona effigiata nelle fotografie 1 e 1A, come persona che ho sicuramente visto nel corso della mia attività ma non saprei specificare in quale circostanza”, e la foto era Carlo Digilio, questo nome non le dice nulla?

RISPOSTA – Né all’epoca…

DOMANDA – Né oggi?

RISPOSTA – Oggi l’ho letto su tutti i giornali, quindi…

DOMANDA – Con riguardo…

RISPOSTA – Confermo però quello che ho dichiarato al dottor Salvini.

RISPOSTA – “Devo dire che il nome Carlo Digilio non mi dice nulla né il soprannome Otto”…

RISPOSTA – No.

DOMANDA – Poi le venne fatta vedere una altra foto, e disse “inoltre conosco con certezza la persona di cui alla fotografia numero 2, come una delle persone presenti alla riunione di Padova di cui dirò”, perché di quella occasione non aveva ancora parlato, “anche perché si tratta di una fisionomia molto strana, e molto particolare con il viso marcato e le orecchie a sventola”.

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Ricorda?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – “Anche la persona di cui alla fotografia 2/A mi è in qualche modo nota. Prendo atto che si tratta della medesima persona di cui alla foto 2, posso solo dire con il passare degli anni che la fisionomia è cambiata in modo impressionante”. Nota dell’ufficio: “la foto 2 e 2/A era di Carlo Maria Maggi”. Questo nome… ci spieghi come è andata? Lei riconosce nella foto una persona sicuramente vista a quella riunione?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Persona che all’epoca lei non conosceva come Carlo Maria Maggi?

RISPOSTA – No, assolutamente. Mi scusi, io delle persone incontrate a Padova conoscevo solo Nessenzia e la sua ragazza.

DOMANDA – E basta?

RISPOSTA – Stop, nessun altro.

DOMANDA – La ragazza prese parte alla riunione?

RISPOSTA – Non mi ricordo.

DOMANDA – Quella fu, abbiamo detto, l’unica volta che lei andò in quella zona?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Con riguardo a questo Carlo Maria Maggi lei lo vide in quella occasione e mai più?

RISPOSTA – Mai più.

DOMANDA – Poi affronteremo il tema se ne sapeva qualcosa della persona come tale, cioè se quel nome lo abbinava…

RISPOSTA – Dopo, indiretto, questo è un altro discorso.

DOMANDA – … e poi vediamo i discorsi che le vennero fatti da altro soggetto.

DOMANDA – Nel ‘95, sentito dal giudice istruttore di Milano, disse sempre con riguardo a questa riunione che “erano presenti 12 o 15 persone al massimo, più o meno rappresentanti delle diverse città del nord”, e che lei era l’unico per il centro Italia, è corretto?

RISPOSTA – A quella di Padova?

DOMANDA – Quella di Padova.

RISPOSTA – Un numero di persone c’era, però che fosse una riunione…Non mi ricordo francamente. Cosa ho dichiarato?

DOMANDA – Che lei era l’unico del centro Italia.

RISPOSTA – Sì, quello sì.

DOMANDA – È giusto. E che gli altri erano tutti delle diverse città del nord.

RISPOSTA – È probabile.

DOMANDA – E che in tutto erano 12 – 15 persone.

RISPOSTA – Sì, non erano tante.

DOMANDA – Su nominativi dette una conferma che… mette in po’ in discussione il discorso del riconoscimento fotografico fatto in precedenza davanti al Giudice di Bologna, perché disse anche nel ’95: “delle persone presenti ho memoria di uno che si chiamava Rinani, e doveva essere di Padova, di un certo Tonini, e della persona effigiata nella foto 2”.

RISPOSTA – Ripeto, se sono con quei nominativi lì confermo, tramite fotografia.

DOMANDA – Quindi quale era il ruolo di questo soggetto che lei nel ‘95 apprende chiamarsi Carlo Maria Maggi? Il ruolo di quella riunione?

RISPOSTA – Non mi ricordo francamente, io so che solo che arrivai per reperire delle armi, che andai a questa riunione per sapere se ci potevano dare delle armi, mi fu detto di sì, ma armi non ne ho mai viste. Quindi ce ne siamo approvvigionati da soli.

DOMANDA – Le fu detto di sì da chi?

RISPOSTA – Il soggetto non me lo ricordo, l’ho messo può darsi a verbale, ma ora non me lo ricordo, che le armi erano di provenienza… armi esplosive di provenienza croata, o dalla Croazia…

DOMANDA – E si parlò di Ustascia?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Quindi Padova era in grado di comprarsi armi…

RISPOSTA – Tramite Ustascia. Questo era quello che era stato detto lì.

DOMANDA – Poi a voi non venne mai data…

RISPOSTA – Non venne neanche uno spaghetto.

DOMANDA – Dove si svolse questa riunione?

RISPOSTA – Mi scusi, ho detto uno “spaghetto”, nel gergo uno spaghetto è un mitra!

DOMANDA – Dove si svolse questa riunione?

RISPOSTA – Era un locale che ebbi a descriverlo molti anni fa, quindi ora francamente non lo ricorderei nella descrizione, però c’era una saracinesca abbassata che fu sollevata all’arrivo. Una porta a vetri mi sembra di ricordare, ma direi delle assurdità.

DOMANDA – Vediamo dove è la descrizione del locale…

DOMANDA – Nel verbale, quello al giudice Grassi di Bologna, del 26 marzo 1983, parlò di una pizzeria, mentre in un verbale successivo è più dettagliato…

RISPOSTA – Era più un’osteria che una pizzeria.

DOMANDA – Nell’ultimo verbale, il 29 luglio 2003 ne dà una descrizione in questi termini: “per quanto riguarda il luogo sono sicuro che non si trattava di un ristorante, in quei giorni mangiai molti panini ma non mangiai o cenai in alcun ristorante; la località di cui non ricordo il nome era nei pressi di Padova, ci si arrivava in automobile percorrendo una superstrada, o un tratto autostradale senza però attraversare alcun casello, era quindi nell’immediata periferia di Padova, ed avvenne nel pomeriggio inoltrato, si trattava – come ho già detto – di un magazzino o di un fondo con saracinesca e porta a vetri tipo negozio”…

RISPOSTA – Confermo.

DOMANDA – “…al piano terreno di un immobile. Eravamo circa dieci persone”… e qui le venne mostrata la foto di Rinani, dopo che ne aveva fatto il nome, “Rinani e Tonin”, e poi Maggi. Con riguardo al ruolo di Maggi nel verbale del 15 luglio 2003 – glielo leggo perché prima diceva che non ricordava nulla di particolare – “l’argomento principale fu il reperimento di armi e di esplosivi, il Maggi parlava dell’esecuzione di attentati in tutta Italia, ma non lo sentii mai parlare di stragi. Riguardo al reperimento di esplosivi per il mio gruppo, che i padovani avrebbero dovuto reperire da Ustascia Jugoslavi, purtroppo non si fece nulla poiché in quel periodo non ne aveva la disponibilità”. Ricorda chi era il principale relatore della riunione? Quello che poteva essere considerato il capo, le venne chiesto, e lei rispose: “sì, era di sicuro il Maggi Carlo Maria”. Quindi in questo verbale del 2003, ormai sono passati altri sei anni…

RISPOSTA – Confermo.

DOMANDA – Quindi la figura centrale di quella riunione è Maggi. Nei verbali, nei vecchi verbali si parlò, negli ultimi due in particolare, anche della presenza di altro soggetto che le venne mostrato in foto. Innanzitutto le chiedo se lei riconosce la persona che è presente in mezzo ai due Avvocati.

RISPOSTA – Francamente non me lo ricordo.

DOMANDA – Non le dice nulla?

RISPOSTA – No.

DOMANDA – Diamo atto che viene fatto vedere il Maurizio Tramonte. Con riguardo a Tramonte abbiamo due verbali, uno del 15 luglio del 2003, le vennero mostrate 13 fogli riproducenti 16 foto che vennero allegate al verbale, e che abbiamo qui in fotocopia, la invito – si vedono un po’ male – a sfogliare quei 13 fogli e a dirci cosa se le ricordano qualcosa.

RISPOSTA – Francamente oggi non le saprei rispondere.

DOMANDA – Oggi non le dica nulla.

RISPOSTA – No.

DOMANDA – In quel verbale, viste queste foto, lei disse: “Affatigato dichiara che i fogli 3 e 13 riproducono una persona che molto probabilmente era presenta alla riunione”, quindi si espresse in questi termini.

RISPOSTA – Con molta probabilità.

DOMANDA – Con molta probabilità. E si dette atto che queste foto riproducevano Maurizio Tramonte.

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Oggi queste foto non le ricordano nulla?

RISPOSTA – No.

DOMANDA – Quello che disse nel 2003 ai Carabinieri corrispondeva al suo effettivo…

RISPOSTA – Corrispondeva al mio pensiero in quel momento.

DOMANDA – Al suo pensiero di quel momento.

RISPOSTA – Certamente

DOMANDA – Questo dato trova poi una conferma nel verbale 29 luglio 2003, occasione in cui le venne mostrata una diversa foto… riguardo, Presidente, faccio presente che ho acquisito nei giorni scorsi la copia dei fascicoli fotografici usati in tutti questi interrogatori, è nel materiale che ho depositato per difese, ed è su CD che consegnerò alla Corte in modo che di volta in volta sia possibile utilizzarlo anche nel corso del giudizio. Comunque le venne mostrata altra foto, che è la foto numero 44 del volume numero 1, e che le farei vedere nel mio computer.

PRESIDENTE – Se si vuole avvicinare un attimo al computer del Pubblico Ministero.

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Sono le varie foto della stessa persona, in età diversa. Quindi viene mostrato il gruppo di foto

presente al foglio 44 dell’album numero 1.

PRESIDENTE – Adesso non le dice nulla?

RISPOSTA – No.

DOMANDA – In non le dice nulla. Lei disse nel verbale del 29 luglio 2003: “Sono sicuro che fosse presente anche la persona riprodotta in questa fotografia, di cui non ricordo il nome”.

DIFESA – Avv. Mascialino – Se posso intervenire. Nel verbale 12 dicembre 1996 davanti alla stessa foto il signor Affatigato risponde: “Nulla mi ricorda la fotografia”. Facciamo presente anche questo.

PRESIDENTE – Questa nuova foto…

DOMANDA – È la stessa foto. Facciamogli presente che nel ’96 nulla gli ricordava ed era la stessa fotografia che lei ha mostrato in questo momento.

PRESIDENTE – Controlliamo e poi sentiamo la sua richiesta.

PUBBLICO MINISTERO – Dottor Piantoni – No, era parziale.

DIFESA – Avv. Mascialino – A verbale: “viene mostrata la foto 44 dell’album fotografico numero 1”.

PUBBLICO MINISTERO – Dottor Piantoni – Sì, è stata implementata con varie fatto nel tempo e di varie età. Comunque il controesame magari lo fate al momento vostro!

PRESIDENTE – Comunque, ha sentito signor Affatigato? Ha detto il Pubblico Ministero che in quel verbale lei riconobbe una persona presente.

RISPOSTA – Oggi francamente…

PRESIDENTE – Naturalmente lo fece nel 2003 con riferimento a fatti del ’74, però…

RISPOSTA – Ma se io metto a confronto la mia fotografia del ‘73 a oggi nessuno di questa Corte mi riconosce!

PRESIDENTE – È un po’ per tutti così, purtroppo.

RIPRENDE L’ESAME DEL PUBBLICO MINISTERO

DOMANDA – Nell’occasione le vennero mostrati degli album fotografici?

RISPOSTA – Certamente.

DOMANDA – Molte foto?

RISPOSTA – Sì. Mi scusi, presso chi era…?

DOMANDA – Questa si svolse presso il Comando provinciale dei Carabinieri, era il maresciallo Santini e Danna del ROS.

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Ricorda?

RISPOSTA – Sì, ricordo, certo.

DOMANDA – Va bene. Il tema abbiamo detto che era quello del procacciamento delle armi, c’erano altri argomenti all’ordine del giorno?

RISPOSTA – Certo, il procacciamento del denaro. Ogni organizzazione clandestina ha necessità di armi e denaro: noi a Lucca ci approvvigionavamo di denaro attraverso delle rapine.

DOMANDA – Con riguardo a questa riunione di Padova, sempre il 15 luglio 2003 disse: “nell’ambito della creazione della mia rete clandestina mi trovai nella necessità di approvvigionarmi di armi e di esplosivi”…

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – “… la mia necessità era quella di verificare la fattibilità di uno scambio di persone…”…

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – “… e quindi per esempio di verificare la capacità di altri di operare a Lucca e dei miei ad operare a Padova”.

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Ci spieghi questo concetto.

RISPOSTA – Il concetto era sempre quello di evitare gli arresti, questo era il punto principale, quindi se il soggetto di Lucca andava ad operare in un luogo dove non era conosciuto certamente anche a livello di identificazione successiva sarebbe stato più difficile; e viceversa se il soggetto mettiamo nell’ipotesi di Padova fosse ad operare a Lucca. Ma questo interscambio non c’è mai stato.

DOMANDA – Ma lei andò alla riunione in questa ottica?

RISPOSTA – Certo, anche.

DOMANDA – Si discusse anche in quell’ottica.

RISPOSTA – Certo.

DOMANDA – E si discusse di queste possibilità?

RISPOSTA – Sì, ma poi non ebbe più seguito.

DOMANDA – Nel senso che poi non portò ad alcunché?

RISPOSTA – A niente.

DOMANDA – Se ne parlò nell’occasione.

RISPOSTA – Se ne parlò in quell’occasione ma non ebbe più seguito.

DOMANDA – Queste persone… abbiamo detto che quindi c’è questo discorso dell’eventuale riconoscimento di Tramonte, e questo discorso del riconoscimento di Maggi, la presenza di Nessenzia, nessun altro dei presenti era la lei noto…

RISPOSTA – No.

DOMANDA – Né ebbe modo di conoscere in tempi successivi le persone…

RISPOSTA – No, assolutamente, perché dopo…

DOMANDA – Non vide più nessuno?

RISPOSTA – Non vidi più nessuno, anche perché andai latitante io.

DOMANDA – Chi erano questi per quello che le disse Nessenzia e per quello che fu il suo approccio diretto?

RISPOSTA – Bisogna entrare nella realtà dell’epoca, la realtà dell’epoca era la destra estrema, tanto con il Movimento Sociale non avevamo niente a che vedere, niente a che fare; i giovani – come si era all’epoca – della destra estrema cercavo di collegarsi tra di loro, avere rapporti anche laddove magari non facessero parte dello stesso gruppo politico, e quindi in questa ottica con Nessenzia ci fu questo incontro a Padova. Perché quelli che incontrai a Padova non erano per quello di mia conoscenza di Ordine Nuovo, la mia figura… e mi portò ad essere a Padova con la presenza del Nessenzia che era quel militare in contatto a Pisa con il gruppo di Ordine Nuovo. Quindi quando si parlò… perché presente anche a Roma, non mi ricordo se presente a Cattolica, ma quando si parlò di organizzare un movimento clandestino di Ordine Nuovo si andava tutti a cani sciolti, a braccia sciolte. Quindi ognuno cercava di crearsi il proprio gruppo.

DOMANDA – Ci fu una convergenza di realtà anche…

RISPOSTA – Certo, anche esterne. Solo quando iniziò la latitanza, e quindi una certa organizzazione reale del gruppo clandestino di Ordine Nuovo che avviene dopo il gennaio del ’75, solo in quel momento lì vengono selezionati i soggetti. Selezionati vuole dire dovevano essere affidati ad Ordine Nuovo e non provenienti da altre formazioni, o vergini come si diceva nel contesto per esempio del Mario Tuti che era vergine. Questa è una ricostruzione storica, poi la ricostruzione giuridica non spetta a me.

Marco Affatigato – dichiarazioni udienza 17.03.2009 – seconda parte

DOMANDA – E che cosa avviene a Lucca su questi temi? A cosa serve la riunione di Lucca del settembre ‘73?

RISPOSTA – Quella del settembre serve unicamente a vedere i rapporti che si possono creare tra Lucca, Pisa, Livorno – che fu escluso subito perché era di Avanguardia Nazionale – e Massa Carrara, che fu esclusa perché era di Avanguardia Nazionale, e Arezzo.

DOMANDA – Quali erano i problemi…?

RISPOSTA – Ad Arezzo i problemi che si ponevano erano due, uno che alcuni soggetti facevano riferimento a Ordine Nuovo, e altri soggetti a Avanguardia Nazionale.

DOMANDA – Ci spieghi anche il problema, perché Avanguardia Nazionale era un problema per Ordine Nuovo in quel momento? Cioè, quale era la differenza tra le due realtà?

RISPOSTA – La differenza era che Avanguardia Nazionale era militarista, e quindi tatticamente utilizzava armi e esplosivi già all’epoca, mentre Ordine Nuovo era – tra virgolette – intellettuale.

DOMANDA – Ma dalla riunione di Roma c’è una scelta di clandestinità…

RISPOSTA – Mi sembra anche normale, quindi fummo sciolti, e si andò in clandestinità.

DOMANDA – Questa poteva determinare un avvicinamento alle posizioni di Avanguardia?

RISPOSTA – Assolutamente no.

DOMANDA – Ci spieghi.

RISPOSTA – Assolutamente no, in quanto le posizioni di Avanguardia Nazionale erano di collegamento con anche apparati dello Stato, mentre Ordine Nuovo escludeva questi collegamenti. Per “apparati” intendo servizi segreti all’epoca. E molti militanti di Ordine Nuovo intendevano invece agire nei confronti dello Stato tout cour, quindi non avendo rapporti con gli apparati dello Stato.

DOMANDA – Quindi contro lo Stato nella sua interezza?

RISPOSTA – Certo.

DOMANDA – Mentre Avanguardia che tipo di collegamenti aveva e che tipo di conoscenza avevate voi in Ordine Nuovo di questi collegamenti di Avanguardia?

RISPOSTA – Le conoscenze che avevamo erano quelle sul luogo, quindi per mi riguarda in quell’epoca, e poi dopo in altri anni sono successive. In quell’epoca erano i rapporti che soggetti come Carmas intrattenevano con la Polizia e con i Carabinieri, e Carmas era un dirigente di Massa Carrara e di Avanguardia Nazionale, e quindi era di non adesione a questa tipologia. Tant’è che proprio Avanguardia Nazionale fece un attentato nei confronti di Ordine Nuovo a Lucca, come risulterà dai verbali.

DOMANDA – Quindi proseguiamo, stavamo parlando della riunione di Lucca, quale era la specificità di questa riunione? A cosa serve in concreto. Lo o stava dicendo, completiamo il discorso.

RISPOSTA – Certo. Nella manifestazione pubblica serviva a contestare…

DOMANDA – Quindi in concomitanza vi è stata questa manifestazione pubblica.

RISPOSTA – Nella manifestazione pubblica serviva a contestare pubblicamente la azione del giudice Occorsio, nell’incontro più ristretto, quindi tra i dirigenti di Arezzo, Pisa e Lucca, e in aggiunta c’era anche Perugia la promozione e l’organizzazione dei gruppi clandestini.

DOMANDA – Come cosa da realizzare nell’imminenza.

RISPOSTA – “Come ci organizziamo? Che facciamo? Che si fa domani?”, questa era la cosa. “Ci hanno sciolto, o ci sciolgono a breve, come ci organizziamo? Cerchiamo armi? Cerchiamo soldi? Cerchiamo… si andava alla ricerca di tutto.

DOMANDA – Le decisioni che vennero preso a riguardo.

RISPOSTA – Di cercare armi, soldi, e naturalmente…

DOMANDA – Quali erano i possibili strumenti, i possibili fornitori dei soldi, i possibili fornitori delle armi?

RISPOSTA – Si andavano a cercare.

DOMANDA – Per esempio?

RISPOSTA – Per esempio io arrivai a Padova proprio per parlare di queste cose, sempre in quell’ambito lì, tramite Oscar Nessenzia.

DOMANDA – Poi ci arriviamo.

RISPOSTA – L’unica cosa che venne dal gruppo centrale furono delle ricetrasmittenti, e basta.

DOMANDA – Tutto il resto ve lo procuraste da soli.

RISPOSTA – Procurati.

DOMANDA – I soggetti presenti a questa riunione di Lucca?

RISPOSTA – Io, Tomei, Batani, Franci, Cauchi, che poi aderì ad Avanguardia Nazionale, e Lamberti; e due di Perugia che non mi ricordo.

DOMANDA – Il 7 novembre ’84 fece anche il nome di Mennucci.

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Di Brandani.

RISPOSTA – Sì. E siamo sempre nell’area locale.

DOMANDA – Il 23 gennaio ‘83 fece il nome dei Castori.

RISPOSTA – Sono quelli di Perugia.

DOMANDA – Di Pecoriello.

RISPOSTA – Che è di Livorno, Avanguardia Nazionale.

DOMANDA – Era presente anche lui a Lucca?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – A Lucca fu una riunione del tipo di quella riservata romana?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Tutti i partecipanti hanno dibattuto su queste tematiche?

RISPOSTA – Sì, come organizzarsi.

DOMANDA – Come organizzare la clandestinità.

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Per porre in essere attentati.

RISPOSTA – No, per porre in essere resistenza allo Stato, che è una cosa ben diversa.

DOMANDA – Cioè, azioni contro lo Stato?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Ci spieghi lei la differenza.

RISPOSTA – Le faccio subito un esempio: a Lucca furono fatti attentati nei confronti dell’ufficio delle imposte, attentati nei confronti della Questura…

DOMANDA – No, poi vediamo completamente come è stato realizzato questo piano. Adesso siamo alla fase progettuale, organizzativa, quindi che cosa ci si proponeva di fare anche a livello violento e fino a che punto poteva arrivare questa violenza.

RISPOSTA – Quando si parla di resistenza si parla di resistenza tout court, quindi ideologica e militare in questo caso. Quello che fu fatto, furono fatti dei manifesti clandestini, che non era quello di Anno Zero, ma continuava la clandestinità di Ordine Nuovo, quindi venivano inviati a soggetti in vicinanza all’area di destra dei giornali portanti la testata Ordine Nuovo Azione. Quindi questo è quello che veniva avviato via posta ordinaria. Poi venivano distribuiti sempre, dopo lo scioglimento si sta parlando, dei volantini a nome di Ordine Nuovo.

DOMANDA – Volevo un attimino concentrare la sua attenzione sul discorso della violenza, della resistenza allo Stato, per quello che venne deciso a Lucca, e poi avrà avuto la sua evoluzione, anche queste scelte avranno avuto la loro evoluzione, però adesso quello che venne deciso a Lucca, e già prima eventualmente a Roma, con riguardo a che tipo di azioni avrebbero dovuto essere compiute dal gruppo militare clandestino…

RISPOSTA – Tutto ciò che rappresentava lo Stato.

DOMANDA – Quindi obiettivi pubblici.

RISPOSTA – Statali.

DOMANDA – Tipo?

RISPOSTA – Tipo quello che le ho indicato prima, l’ufficio delle imposte, commissariato…

DOMANDA – Quindi uffici pubblici.

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Da colpire nella loro materialità o nelle persone che…?

RISPOSTA – No, nella loro materialità, quindi sedi partito.

DOMANDA – Ma venne deciso qualcosa a riguardo?

RISPOSTA – No, ogni gruppo agiva per conto suo.

DOMANDA – L’obiettivo poteva anche essere la persona?

RISPOSTA – L’obiettivo della persona fu solo in una occasione, con il giudice Occorsio.

DOMANDA – Prima dell’omicidio Occorsio la pianificazione di queste azioni prevedeva attentati…?

RISPOSTA – Solo materiali.

DOMANDA – Materiali. Così detti dimostrativi?

RISPOSTA – Dimostrativi, sì, fino ad un certo punto, con l’età di adesso fino a un certo punto, perché si metteva in essere… per quello che mi compete si metteva in essere tutto affinché si potesse evitare la presenza umana.

DOMANDA – Che comunque poteva anche capitare.

RISPOSTA – Poteva capitare.

DOMANDA – Quale era l’atteggiamento psicologico del gruppo, non intendo delle persone in concreto, né il suo in particolare, però in quel momento ciò che venivano pianificate erano azioni dimostrative…

RISPOSTA – Dimostrative, sì.

DOMANDA – … che avrebbero anche potuto arrecare danno alla persona.

RISPOSTA – Certamente.

DOMANDA – Ma non come obiettivo diretto, è giusto?

RISPOSTA – Le faccio un esempio pratico: la Grecia in quel periodo arresta Massagrande per dimostrare nei confronti di questo arresto fu fatta esplodere a Roma una cabina della Telecom, della Sip, è logico che nella esplosione della cabina se non erano state prese delle precauzioni di impedimento di passaggio delle persone avrebbe potuto anche arrecare danni a persone.

DOMANDA – Questo era accettato nel progetto iniziale?

RISPOSTA – No, non era accettato, in quanto si dovevano prendere precauzioni affinché le persone non passassero. Le faccio un esempio pratico: l’ufficio delle imposte a Lucca, furono bloccate le strade e furono e furono transennate, quindi veicoli e persone, alle transenne rimanevano dei militanti di Ordine Nuovo, non passavano al momento dell’esplosione.

DOMANDA – Quindi eravamo a queste decisioni che vengono prese a Lucca, quindi si escludono alcune zone perché c’è una maggiore presenza di avanguardisti…

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Invece si ammettono a questa organizzazione…

RISPOSTA – Dove era presente Ordine Nuovo. Anche perché poi ci fu una scelta nazionale, dove era presente Avanguardia Nazionale non ci poteva essere Ordine Nuovo altrimenti sarebbero entrati in conflittualità, cosa che avvenne ma Lucca, ecco il motivo dell’attentato di Avanguardia Nazionale alla sede di Ordine Nuovo.

DOMANDA – Quindi da quel momento in poi si formano questi gruppi clandestini?

RISPOSTA – Sì, però la reazione… cioè l’azione lo Stato era talmente pressante che non ci fu neanche il tempo materiale, in quanto già nel ’75 la maggioranza dei dirigenti di Ordine Nuovo erano tutti latitanti.

DOMANDA – Adiamo con ordine, adesso siamo a settembre ‘73, arriviamo allo scioglimento che è del novembre…

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – … e quali sono gli altri momenti importanti di questa progressione?

RISPOSTA – C’è una riunione a Cattolica sul miglior funzionamento di Anno Zero.

DOMANDA – Lei la riunione di Cattolica in che momento la colloca, se ne ha un ricordo, se ci sono dei documenti oggettivi.

RISPOSTA – C’è il verbale, quindi…

DOMANDA – Comunque il suo ricordo è… a memoria sua dove la colloca? In che momento la colloca?

RISPOSTA – In che periodo?

DOMANDA – Sì. Non mi ricordo, francamente non mi ricordo.

DOMANDA – Sicuramente dopo lo scioglimento?

RISPOSTA – Sì, dopo lo scioglimento sì, questo senz’altro.

DOMANDA – Quindi tra la fine del ‘73 e il ‘74?

RISPOSTA – Probabilmente sì.

DOMANDA – Dove si svolge questa riunione di Cattolica?

RISPOSTA – In un albergo a Cattolica.

DOMANDA – Come si chiama l’albergo?

RISPOSTA – Non mi ricordo.

DOMANDA – L’hotel Giada?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – È così?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Ci racconti di questa riunione, come venne organizzata, da chi, chi presente, e cosa si disse?

RISPOSTA – In questa riunione era presente tutto il centro di Ordine Nuovo e il nord di Ordine Nuovo, perché andavano a settori.

DOMANDA – Anche qui era rivolta alla stessa area geografica e politica della riunione di Roma del ‘73?

RISPOSTA – Sì, e anche qui si parla di Anno Zero, esclusivamente la costituzione o la divulgazione perché

era già stato costituito Anno Zero, la divulgazione più larga del periodico Anno Zero.

DOMANDA – Lei era presente a questa riunione?

RISPOSTA – Si.

DOMANDA – Vi prese parte con chi?

RISPOSTA – Sempre con Tomei.

DOMANDA – Quale era il suo ruolo suo e quello di Tomei all’interno della…?

RISPOSTA – In quel momento lì Tomei purtroppo era malato e quindi io sostituivo il Tomei nel ruolo dirigenziale.

DOMANDA – Quindi dirigenziale per la Toscana?

RISPOSTA – No, per Lucca.

DOMANDA – Per Lucca città.

RISPOSTA – Sì. L’unica dirigenza per la Toscana me l’ha data il dottor Marsili con una condanna nel ‘75 per costituzione del partito fascista.

DOMANDA – Vediamo chi altri erano presenti, Clemente Graziani era presente?

RISPOSTA – Clemente Graziani c’era, non era presente Massagrande in quanto latitante.

DOMANDA – Già latitante. C’era qualche suo familiare?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Chi?

RISPOSTA – La moglie.

DOMANDA – La moglie. Poi chi c’era dei soggetti…?

RISPOSTA – I nomi me li ricordo.

DOMANDA – Francia Salvatore se lo ricorda?

RISPOSTA – Sì, il periodico Anno Zero era diretto da lui.

DOMANDA – Era diretto da lui?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Però stampato a Roma?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Lui stava a Torino invece.

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Un certo Gianni Andreotti di Ferrara se lo ricorda?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Era presente a Cattolica?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Chi ricorda di altri a Cattolica?

RISPOSTA – I nomi francamente non me li ricordo, il gruppo toscano mi sembra che era presente tutto. I fratelli Castori anche.

DOMANDA – Sempre a livello Veneto e Lombardia ricorda qualcuno in particolare?

RISPOSTA – NO. Ora no. Se l’ho dichiarato a verbale è di qualche anno fa quindi…

DOMANDA – Questa riunione di Cattolica ha due momenti come quelle di Roma?

RISPOSTA – No, un unico momento.

DOMANDA – Si parla solo di Anno Zero?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – A Cattolica nel verbale del 15 luglio 2003 parlò della presenza di Fachini.

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Di Massimiliano Fachini?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Era presente?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Indicò con margine di dubbio la presenza di Cesare Ferri.

RISPOSTA – Continua il margine di d’ufficio perché…

DOMANDA – Continua a mantenere il margine di dubbio. Nessenzia abbiamo detto che c’era?

RISPOSTA – Non mi ricordo.

DOMANDA – Anche in termini dubitativi?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Pugliese?

RISPOSTA – Sì, Pugliese sì.

DOMANDA – Falica?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Batani?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Cauchi?

RISPOSTA – Sì, il gruppo toscano.

DOMANDA – Gubbini?

RISPOSTA – Gubbini è Perugia. Tutti dirigenti di Ordine Nuovo. Non c’era il Cauchi, che aveva già optato per Avanguardia Nazionale.

DOMANDA – Chi non c’era?

RISPOSTA – Cauchi, se ricordo.

DOMANDA – Quando lei venne sentito il 15 luglio 2003 disse, parlando della riunione di Cattolica, marzo ‘74, disse che nella riunione di Cattolica nacque la facciata ufficiale del movimento politico – stavamo parlando di Anno Zero – “si noti che Anno Zero non aveva nulla a che vedere con la formazione clandestina, si trattava del proseguimento palese del movimento politico”…

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – “… nella riunione di Cattolica nacque quindi la facciata ufficiale del movimento politico. Si noti che anche in questa riunione come in quella di Roma ci furono due livelli ben distinti, uno riferito alla facciata ufficiale alla quale partecipavano tutti, un altro in cui si trattavano i temi di Ordine Nuovo clandestino al quale partecipavano i pochi referenti nazionali”.

RISPOSTA – Sì, è possibile.

DOMANDA – Quindi anche Cattolica, ci fu questa seconda fase.

RISPOSTA – Confermo.

DOMANDA – “…tra cui io, Falica, Batani, Cauchi, Gubbini, la moglie di Elio Massagrande, mi pare – ma non sono sicuro – Cesare Ferri, Fachini Massimiliano, forse anche Oscar Nessenzia, Pugliese ed altri di cui non ricordo”; è giusto questo?

RISPOSTA – Se l’ho dichiarato nel 2003, sì.

DOMANDA – Proseguiamo. Torniamo un attimo indietro e vediamo prima di Cattolica qual è la realtà di Lucca, i rapporti con Giuseppe Pugliese, e come si realizza il progetto.

RISPOSTA – Sono rapporti privilegiati riguardo ad altre zone in quanto a Lucca c’era un maggior numero di aderenti ad Ordine Nuovo, si contavano intorno a un centinaio di soggetti.

DOMANDA – Pugliese chi era?

RISPOSTA – Pugliese era il referente per quanto riguarda Lucca su Roma; o meglio: Pugliese era il referente di Clemente Graziani sui rapporti tra Clemente Graziani e Lucca.

DOMANDA – Teneva i contatti con la dirigenza romana?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Quali sono i gruppi ristretti, quindi queste troike che vengono realizzate in questo momento?

RISPOSTA – Qual è la domanda precisa?

DOMANDA – Nella realtà sua, locale sua, cioè quindi Lucca,

Pisa…

RISPOSTA – Non ho risposto durante gli interrogatori che mi

hanno visto in carcere e qui…

DOMANDA – No, lei il 7 gennaio ’85 disse: “A Lucca c’ero io,

Tomei e Pera”.

RISPOSTA – Appunto.

DOMANDA – “e per un altro gruppo io, Battagliani e Ercolini”.

RISPOSTA – Sì, è chiuso lì, questa era la realtà locale.

DOMANDA – C’erano altri di cui non vuole parlare?

RISPOSTA – È possibile.

DOMANDA – È possibile che ne fossero degli altri. Queste sono le famose troike?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – In quel momento, siamo a fine ‘73 inizio ‘74, la figura di Mario Tuti come si colloca?

RISPOSTA – La figura di Tuti è marginale, Tuti era di Empoli, non è mai stato presente a nessuna riunione, non ha mai aderito…

DOMANDA – Lui come si collocava politicamente rispetto a voi?

RISPOSTA – La figura di Tuti è molto marginale, non è mai stato appartenente a Ordine Nuovo, aveva dei rapporti con Pisa, solo in quel momento in cui si entra nel soggetto creativo della clandestinità, quindi dei gruppi clandestini, emerge il nome di Mario Tuti, come soggetto affidabile, non conosciuto, e quindi quei soggetti che venivano ricercati per entrare in clandestinità o fare la semiclandestinità.

DOMANDA – Lui aveva già un suo gruppo?

RISPOSTA – No.

DOMANDA – Se lo crea dopo?

RISPOSTA – No, veramente Tuti viene sotto di me, alle mie dipendenze.

DOMANDA – In che momento siamo, in che anno e in che mese siamo?

RISPOSTA – Siamo a novembre ‘74.

DOMANDA – Quindi un pochino dopo.

Marco Affatigato – dichiarazioni udienza 17.03.2009 – prima parte

PUBBLICO MINISTERO DOMANDA – Se ci può preliminarmente illustrare il suo percorso giudiziario, la presenza in Italia, all’estero, negli anni settanta ovviamente, e poi la sua attività politica in quegli anni. Ma inquadriamo un attimo le scansioni temporali di questa sua esperienza.

RISPOSTA – La mia attività politica è iniziata nel 1973, ed è terminato negli anni ‘80.

DOMANDA – Iniziata in che anno?

RISPOSTA – ’73.

DOMANDA – Non un po’ prima?

RISPOSTA – No. Io sono del ’56 e quindi… quindi ‘72 e mezzo.

DOMANDA – Se ci può dire sinteticamente le vicende processuali in cui è stato coinvolto, e i periodi di detenzione…

RISPOSTA – Nel 1975 sono stato condannato per ricostituzione del partito fascista, negli anni successivi per associazione sovversiva, e… basta, poi le condanne sono state sempre legate a questi rami.

DOMANDA – Quella che è invece la presenza in Italia, la presenza all’estero, i periodi di detenzione? Se può fare una scaletta che può essere utile.

RISPOSTA – Andando a memoria. Io sono stato arrestato nel settembre ‘75, o del ‘76, non ricordo bene adesso, ho trascorso sei mesi in carcere come detenzione preventiva a Firenze.

DOMANDA – Allora, prima del primo arresto, che è del 24 settembre ‘76 c’è un periodo di latitanza?

RISPOSTA – Certo.

DOMANDA – Da quando?

RISPOSTA – Dal 05 gennaio ‘75 fino alla data dell’arresto.

DOMANDA – Questo è il primo arresto…

RISPOSTA – Sì

DOMANDA – E il periodo di detenzione quanto dura?

RISPOSTA – Circa sei mesi.

DOMANDA – Fino al marzo circa ‘77?

RISPOSTA – ‘77, sì, poi vengo vado a fare il militare, quindi nel ‘79 mi sembra fui riarrestato… o il ’78.

DOMANDA – Il militare dal ‘77 al ‘78?

RISPOSTA – Appena uscito dal carcere feci il militare a Bologna.

DOMANDA – Risulta da agosto ‘77 ad agosto ’78.

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Poi abbiamo un nuovo un periodo all’estero…

RISPOSTA – No, poi abbiamo di nuovo un periodo di detenzione breve su ordine di carcerazione del dottor Minna di Firenze, e poi fui rimesso in libertà e da lì mi resi latitante all’estero.

DOMANDA – In Francia?

RISPOSTA – Sì, ma quello anche precedentemente, dal ‘75 fino all’arresto, pochi mesi prima dell’arresto, l’arresto fu eseguito in Italia nel settembre ‘76, ma precedentemente ero in Francia.

DOMANDA – Ha fatto anche un periodo in Inghilterra di latitanza?

RISPOSTA – Sì, il periodo iniziale sei mesi in Inghilterra.

DOMANDA – Poi si è trasferito in Francia?

RISPOSTA – Poi prima in Belgio e poi in Francia.

DOMANDA – Quindi il secondo, dopo l’ultima permanenza in Francia, è dal ‘78 sempre?

RISPOSTA – Dal ‘78 fino all’80 che fui estradato con la convenzione di JALTA. Poi il Consiglio Di Stato francese annullò l’estradizione, richiedendo la mia consegna all’autorità francese. Optai per restare in Italia su liberazione condizionale e rimasi, fintanto che nell’86- ’87 nuovamente mi resi latitante in Francia in conseguenza ad un presunto ordine di cattura sempre del dottor Minna di Firenze.

DOMANDA – Vediamo quella che é stato la sua carriera politica, la sua militanza politica a fare data dal ‘73…

RISPOSTA – Ordine Nuovo.

DOMANDA – In Ordine Nuovo. Ci racconti un po’ il primo periodo, sappiamo che a novembre ci fu lo scioglimento del movimento politico…

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Ci dica il periodo antecedente e il periodo successivo.

RISPOSTA – Io ho sempre militato in Ordine Nuovo fino all’interruzione. Iniziai nel ‘72 – ’73 come studente nel movimento politico…

DOMANDA – A Lucca?

RISPOSTA – Sì, a Lucca. Iniziai nel movimento politico Ordine Nuovo, nella gestione politica di Clemente Graziani…

DOMANDA – Il referente nazionale? La figura di maggiore spicco a livello nazionale era Graziani?

RISPOSTA – Era il dirigente nazionale, sì.

DOMANDA – In sede locale chi c’era?

RISPOSTA – In sede locale era Tomei Mauro.

DOMANDA – Questo nel primo periodo della sua militanza?

RISPOSTA – Sì, perché dopo poi il movimento politico fu sciolto, e di conseguenza si trasformò in Anno Zero, che automaticamente…

DOMANDA – È importante per noi, quindi vediamo in maniera dettagliata questo punto, i passaggi, nei limiti del possibile, in considerazione del tempo trascorso.

RISPOSTA – Dagli inizi scolatici quindi militai in Ordine Nuovo, all’epoca fino allo scioglimento con decreto del Ministro Taviani, e a quel momento vennero organizzate delle riunioni per considerare la continuazione e la trasformazione del movimento politico Ordine Nuovo in altro movimento che potesse proseguire la campagna ideologica di Ordine Nuovo.

DOMANDA – Vediamo in cosa consisteva l’attività fino grossomodo alla data del scioglimento.

RISPOSTA – La attività del movimento politico Ordine Nuovo in quel periodo, e per quanto di mia conoscenza, si svolgeva nelle scuole e presso le università, solo nella fase finale fu attivata anche una attività politica presso i presidi lavorativi.

DOMANDA – Lei all’epoca era studente?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Poi che attività lavorativa ha svolto?

RISPOSTA – Scusi?

DOMANDA – Che lavoro ha svolto dopo le scuole?

RISPOSTA – Mentre ero studente facevo l’odontotecnico, poi mi arrivò un mandato di cattura e non feci più niente.

DOMANDA – Vediamo quindi la trasformazione, quando avvenne e come avvenne.

RISPOSTA – La trasformazione avvenne inizialmente quando ci fu subito lo scioglimento, dopo il processo a Roma di Ordine Nuovo, che era gestito dal magistrato Occorsio; a quel momento il dirigente nazionale di Ordine Nuovo, che in quelle caso era Clemente Graziani, prima ancora dello scioglimento convocò i responsabili delle varie città a Roma in una riunione, dal quale si delimitava la necessità di continuare l’azione politica anche dopo lo scioglimento.

DOMANDA – Lo scioglimento preventivato, previsto, prima ancora che…

RISPOSTA – Politicamente già attuato.

DOMANDA – Già si sapeva che quella sarebbe stato l’epilogo?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – La riunione a Roma?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Dove avvenne? Lei presenziò a questa riunione?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Dove venne tenuta?

RISPOSTA – In via degli Scipioni, se ricordo bene.

DOMANDA – Cosa era via degli Scipioni?

RISPOSTA – Era la sede di Ordine Nuovo.

DOMANDA – La sede nazionale?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Ricorda quante persone eravate, chi era presente?

RISPOSTA – Francamente dopo tanto tempo mi rimetto ai verbale, perché non me lo ricordo. Quanti eravamo presenti… certamente più di un certo numero, più di dieci, più di venti, più di trenta, ed era presente tutta l’area centrale e il nord Italia.

DOMANDA – Centro e nord?

RISPOSTA – Sì. Perché le riunioni furono due: centro/nord, e poi il sud.

DOMANDA – Più o meno in che data, in che mese la collochiamo questa riunione?

RISPOSTA – Non mi ricordo.

DOMANDA – Lei parlò del giugno ‘73?

RISPOSTA – È possibile.

DOMANDA – I contenuti di questa riunione?

RISPOSTA – I contenuti di questa riunione era la creazione di un giornale, di un periodico che si chiamava Anno Zero, e che avrebbe poi dato luogo al Movimento Politico Anno Zero. Era stato indicato che questa azione avrebbe permesso di evitare una ulteriore eventualità di scioglimento del movimento, quindi classificandosi come periodico giornalista – tra virgolette – sullo stile di Lotta Continua.

DOMANDA – E poi?

RISPOSTA – Fu data l’azione alla creazione di Anno Zero in quel momento.

DOMANDA – Questa riunione romana quanto durò?

RISPOSTA – Due giorni. Due o tre giorni.

DOMANDA – Vennero fatte delle relazioni?

RISPOSTA – Certo. Ci furono degli incontri, chi si doveva occupare  del settore economico, chi del settore prettamente lavorativo, chi del settore studentesco, e poi chi costituiva la redazione del giornale. Il giornale veniva stampato a Roma e veniva poi distribuito, via i corrieri postali delle ferrovie, in tutta Italia, nelle edicole e fuori dalle edicole davanti alla scuole.

DOMANDA – Con riguardo ai soggetti presenti nel corso dei vari verbali lei ebbe occasione di riferire di questa riunione romana varie volte, e in particolare c’è un verbale, del 23 gennaio ‘85, dove fa un maggior numero di nomi, glieli leggo, indicò presenti: Tomei, Ottombrini, Graziani, Pugliese, Di Fella, Cospito, Lamberti, Mennucci, Batani, Franchi, Cauchi, i fratelli Castori.

RISPOSTA – Sì. Fanno parte tutti del gruppo di Ordine Nuovo del Centro/nord. Facevano parte.

DOMANDA – Facevano parte. Ricorda dell’area veneta e lombarda qualcuno in particolare?

RISPOSTA – Oscar Nessenzia.

DOMANDA – Era presente a Roma Nessenzia?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Nessenzia da che ambiente proveniva?

RISPOSTA – Innanzitutto la presenza di Nessenzia era figurativa in quanto lui era militare a Pisa, e quindi era in rapporto con il gruppo di Ordine Nuovo di Pisa, ma che io poi ho frequentato, Nessenzia era di Padova. Che facesse parte del gruppo di Ordine Nuovo di Padova non lo so questo.

DOMANDA – Ricorda solo lui del Veneto?

RISPOSTA – Scusi?

DOMANDA – Lui c’era sicuramente, e ricorda qualcun altro dell’area geografica dalla quale proveniva Nessenzia?

RISPOSTA – C’erano altre persone ma i nomi ora non li ricordo. Mi rimando il verbale fatto.

DOMANDA – Il 29 luglio 2003 disse che forse era presente Aldo Trinco.

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Che gestiva la libreria Ezzelino di Padova.

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Lo ricorda?

RISPOSTA – Se vedo la foto certamente sì.

DOMANDA – Prego?

RISPOSTA – Se vedessi la foto può darsi.

DOMANDA – È una persona claudicante.

RISPOSTA – Sì. Diciamo che poi la libreria DIAR, edizioni di AR, era l’unica libreria in Italia – a parte quella di via Degli Scipioni, dove c’era la libreria Europa – era l’unica libreria di destra dove potevano acquistare libri.

DOMANDA – Vediamo cosa altro venne concordato, cosa altro venne deciso in occasione di questa prima riunione romana.

RISPOSTA – Sì, si parlò anche successivamente della possibilità di costituire… non di costituire, ma di continuare l’attività del movimento politico Ordine Nuovo in clandestinità.

DOMANDA – Questo aspetto è molto importante, le chiedo di essere il più possibile preciso, nel tempo. Adesso siamo a Roma nel ‘73, prima dello scioglimento.

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Questa è la prima volta…?

RISPOSTA – Sì, è la prima volta.

DOMANDA – …in cui si parlò di questa possibilità.

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – In che termini se ne parlò, e quali sono le fonti della sua conoscenza? Intanto di questo tema se ne parlò davanti a tutti i convenuti?

RISPOSTA – No, il gruppo ristretto dei dirigenti.

DOMANDA – Ci fu una riunione durata due giorni, a cui prese parte lei insieme a qualche decina di persone?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Questo gruppo ristretto invece… lei presenziò a questa seconda parte?

RISPOSTA – Presenziai di rimbalzo, nel senso che c’era il Tomei che presenziava, e dopo dove non era presente lui ero presente io.

DOMANDA – Tomei presenziò come responsabile della zona di Lucca?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – E lei in parte fu presente?

RISPOSTA – In parte fui presente ma non nella totalità della riunione.

DOMANDA – Fu presente anche a questa riunione ristretta?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – “Ristretta” cosa significa? Riservata a chi?

RISPOSTA – Ai dirigenti delle città.

DOMANDA – In che termini venne ipotizzata questa formazione dei gruppi clandestini?

RISPOSTA – Nell’organizzazione Troika, quindi nell’organizzazione paramilitare del gruppo che avrebbe poi dovuto agire nei confronti dello Stato, a resistenza contro lo Stato e contro lo scioglimento.

DOMANDA – Se può essere il più possibile dettagliato su questo aspetto, su quelli che erano gli strumenti, e quelle che erano le azioni programmate, e le finalità.

RISPOSTA – Certo…

DOMANDA – E anche la idea politica da realizzare attraverso…

RISPOSTA – L’idea politica era quella di continuare quella del movimento politico Ordine Nuovo, con quali mezzi era quello durante una clandestinità e come si agisce in clandestinità, quindi con purtroppo mezzi offensivi, in questo caso armi, ed esplosivi laddove era necessario.

DOMANDA – In questo caso chi fu il relatore di questa ipotesi, se era una ipotesi o se era già una realtà?

RISPOSTA – No, era una ipotesi in quel momento.

DOMANDA – A quel momento era una ipotesi.

RISPOSTA – Sì, che divenne realtà subito dopo lo scioglimento.

DOMANDA – Da chi venne propugnata questa ipotesi?

RISPOSTA – Propugnata era dal gruppo dirigenziale, quindi dall’organo centrale, che poi avrebbe avuto come foglio informativo Anno Zero.

DOMANDA – Qual è l’interscambio tra le due realtà, Anno Zero e gruppi clandestini?

RISPOSTA – Lo stesso interscambio che ci può essere – scusato il paragone – tra Brigate Rosse e Lotta Continua, o Potere Operaio.

DOMANDA – Ce lo deve sempre spiegare.

RISPOSTA – Le Brigate Rosse erano quelle che agivano in clandestinità, Potere Operaio, Giornale, e Lotta Continua erano quelli che reperivano i soggetti per farli trasferire in clandestinità.

DOMANDA – Quando parla di gruppo dirigenziale allude a Graziani, a Clemente Graziani, e alla dirigenza nazionale?

RISPOSTA – Sì, Graziani e Pugliese erano presenti.

DOMANDA – Per quanto è a sua conoscenza in quel momento, nell’estate del ‘73, c’erano contatti, c’erano rapporti con gli ex ordinovisti che erano entrati nel partito nel ’69 – ’70?

RISPOSTA – Assolutamente no.

DOMANDA – Che lei sappia, no.

RISPOSTA – No.

DOMANDA – Era una cosa vostra, del movimento politico Ordine Nuovo.

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – A questa riunione erano presenti rappresentanti che non fossero specificamente del movimento politico?

RISPOSTA – Non lo so dire, ma ritengo che alcuni non fossero del movimento.

DOMANDA – Però non…

RISPOSTA – Non so indicare naturalmente; per esempio le edizioni di AR non erano del movimento politico ma erano legate a Franco Freda e a Lotta di Popolo, quindi altro movimento.

DOMANDA – Erano quindi presenti anche altre realtà a questa prima riunione?

RISPOSTA – Sì, ma non in quella organizzativa, non in quella del passaggio alla clandestinità, solo nella prima parte.

DOMANDA – Questa altre realtà le ha accennate, quindi il gruppo delle elezioni AR, quindi….

RISPOSTA – Lotta di Popolo.

DOMANDA – Edizioni AR inteso come gruppo di Freda?

RISPOSTA – Sì, in riferimento ma Freda.

DOMANDA – E Lotta di Popolo che faceva capo a come personaggio?

RISPOSTA – Freda Franco.

DOMANDA – Sempre a Freda.

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Poi vediamo di entrare un attimo nel dettaglio delle differenze anche ideologiche tra i vari gruppi.

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Dicevamo di questa riunione ristretta, riversata esclusivamente ai rappresentanti delle varie realtà locali del movimento politico.

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – A livello organizzativo quale era ipotesa da realizzare? Cioè, come avrebbero dovuto strutturarsi questi gruppi clandestini?

RISPOSTA – In troike.

DOMANDA – Ci spieghi il concetto.

RISPOSTA – In gruppi di tre persone da cui il responsabile di ogni gruppo conosceva solo il responsabile dell’altro gruppo.

DOMANDA – Quindi tre persone: uno è il capo di questo microgruppo, e conosce i suoi sottoposti…

RISPOSTA – Sì, ma non conosce i sottoposti degli altri, questo per evitare gli arresti.

DOMANDA – Per evitare la conoscenza?

RISPOSTA – E quindi in caso di arresto…

DOMANDA – Cioè, quella che si chiama “compartimentazione”.

RISPOSTA – In caso di arresto anche evitare un arresto a catena.

DOMANDA – Non ho capito, in caso di arresto…?

RISPOSTA – In caso di arresto di un soggetto evitare gli arresti, cioè si sarebbe limitato solo ad un gruppo di

tre.

DOMANDA – Cioè se anche quell’uno avesse parlato non avrebbe potuto coinvolgere più di un certo numero di persone.

RISPOSTA – Esatto.

DOMANDA – E questa struttura definita “a troike”…

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Il nome trae origine da cosa, la troika?

RISPOSTA – È un metodo rivoluzionario utilizzato da Lenin durante la rivoluzione russa.

DOMANDA – Che cosa avvenne dopo questa prima riunione? Lei sentì parlare di queste cose in quella occasione la prima volta in assoluto?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Poi che sviluppo ebbe questo discorso, per quella che è la sua esperienza?

RISPOSTA – Poi ci fu immediatamente, rapidamente lo scioglimento, che prese un po’ contropiede tutti, fu attivato…

DOMANDA – Lo scioglimento è di novembre?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Prima di novembre ci furono altre riunioni?

RISPOSTA – No…

DOMANDA – A livello locali.

RISPOSTA – Non mi ricordo la riunione di Cattolica in che periodo ci fu.

DOMANDA – Lei parlò a lungo, in molti verbali, della riunione di Lucca, del settembre ’73, la collocò nel settembre ’73.

RISPOSTA – Sì, ma quello riguardava la Toscana.

DOMANDA – Sì, infatti dicevo a livello locale.

RISPOSTA – Sì, a livello locale, sì, Lucca.

DOMANDA – A livello nazionale dopo Roma C’è Cattolica?

RISPOSTA – Quella di settembre fu l’ultima manifestazione fatta a livello toscano del Movimento Politico Ordine Nuovo, poi intervenne lo scioglimento…

DOMANDA – Approfondiamo un attimo questo momento temporale di Lucca, cosa avviene, chi è presente, e come si colloca rispetto a questo progetto?

RISPOSTA – Sono presenti il gruppo di Pisa e il gruppo di Arezzo, e in quell’occasione…

DOMANDA – Intesi come gruppi di Pisa e di Arezzo del movimento politico ancora?

RISPOSTA – Ordine Nuovo, io parlo sempre di Ordine Nuovo.

DOMANDA – Non clandestino?

RISPOSTA – No.

DOMANDA – Siamo nella ufficialità del momento.

RISPOSTA – Con tanto di autorizzazioni per fare la manifestazione.

DOMANDA – E cosa viene detto, e cosa viene deciso in quella riunione?

RISPOSTA – Viene contestato il processo di Roma… ma all’interno della riunione o alla manifestazione pubblica?

DOMANDA – Tutte e due, adesso era sulla riunione di Lucca, all’interno della riunione, poi vedremo la manifestazione.

RISPOSTA – All’interno della riunione si riprendono i dati di quello che era emerso a Roma, quindi il passaggio alla costituzione e divulgazione di Anno Zero.

DOMANDA – A Roma era stata raggiunta già una decisione?

RISPOSTA – Di Anno Zero, sì.

DOMANDA – Si trattava di realizzarla?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Di Anno Zero. Ma in quella riunione ristretta si era raggiunta anche in quella riunione una decisione di realizzare queste troike?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Questi gruppi clandestini.

RISPOSTA – Certamente.

Marco Affatigato – dichiarazioni 23.04.1992

Adr: attualmente non ho procedimenti penali pendenti in Italia, ne’ pene da espiare. Prendo atto che vengo sentito percio’ in qualita’ di testimone.

Adr: nell’ intervista rilasciata a Samarcanda effettivamente ho fatto riferimento ad un’ attivita’ di indagine e ricostruzione delle attivita’ stragiste in Italia che sto tuttora svolgendo. In Francia sono in contatto con persone che non intendo nominare, almeno per il momento, – si tratta di cittadini Italiani, francesi e tedeschi – che mi forniscono informazioni soprattutto in merito alla manipolazione e all’ utilizzazione dei movimenti di destra da parte dei servizi segreti. Non nomino queste persone perche’ sono certo che mi smentirebbero e percio’ invaliderebbero quanto sto dicendo. Spero di poterlo fare in futuro. Il quadro che emerge dalle informazioni che ho acquisito in questo modo e’ il seguente. Dal 1972 al 1976l’ Italia e’ stata utilizzata come punto di passaggio di esplosivi provenienti dall’ Olp e dalla falange libanese e destinati all’ Eta e all’ Ira. Il passaggio di questi esplosivi attraverso l’ Italia sarebbe stato gestito da vari elementi della destra, fra i quali alcuni di Ordine Nuovo. I soggetti piu’ attivi in questa operazione furono Lotta di Popolo per quanto riguarda il centro – sud ed il gruppo di Freda.

Adr: le iniziative di Spiazzi Amos nell’ ambito dei gruppi dannunziani non hanno nulla a che fare con queste persone. Nell’ arco di tempo che sto ora considerando vi furono dei resort fra italiani francesi, palestinesi e falangisti. Preciso che il rapporto coi falangisti inizio’ soltanto nel 1976.

SPIAZZIa

Adr: i gruppi di destra Italiani venivano compensati per questa attivita’ di smistamento, anzi di “incamminamento” di esplosivo con forniture di esplosivi ed armi.
In questo momento non posso essere piu’ preciso in ordine ad eventuali nessi fra tale traffico di esplosivi e singoli attentati avvenuti in quegli anni. In particolare circa l’ attentato al treno Italicus richiamo la sua attenzione su dichiarazioni da me rese anni addietro in merito al gruppo della Val di Nievole e a riunioni che gli esponenti di questo gruppo tentavano, soprattutto a Pescia. In proposito confermo le mie vecchie dichiarazioni. Il maggior esponente del gruppo della Val di Nievole era il Brandani. Alle riunioni partecipavano il anche Catola ed il Lamberti. Gli altri partecipanti li ho gia’ menzionati in precedenti verbali che confermo. Aggiungo, sempre con riferimento al tempo dell’ attentato al treno Italicus, anzi all’ anno precedente, che a Lucca, mi pare in incontri avuti con il Tomei, mi fu detto che stava per essere organizzato un colpo di stato. Rettifico, nel corso di riunioni, tese appunto ad organizzare la partecipazione di Ordine Nuovo ad un imminente colpo di stato, appresi che in questa iniziativa era coinvolto anche il democristiano Di Iorio Filippo ed esponenti socialdemocratici.

Adr: il nome di Mannucci Benincasa Federico l’ ho sentito fare soltanto un paio di anni or sono allorquando il mio nome fu messo in relazione ad una sua relazione sul caso di Ustica. Non so se ho mai incontrato questa persona. Potrei dirlo soltanto se ne vedessi la fotografia. Ho avuto degli incontri a Firenze, ad Empoli, ed a Pisa ai quali hanno partecipato anche il tuti ed altre persone. Di tali incontri ho parlato dettagliatamente nei miei precedenti verbali e ritengo probabile che a tali incontri abbiano partecipato anche elementi dei servizi o elementi ad essi collegati.

Adr: prendo visione della fotocopia della agenda sequestratami in occasione del mio arresto a Montecarlo nell’ aprile 1980. Fra i nomi in essa riportati noto quello di Tesseire Jean Marc. Questi e’ la persona che venne ad informarmi che stavo per essere arrestato per la strage del 02.08.80. Il Tesseire mi avverti’ il giorno prima dell’ arresto. Prendo atto che Delle Chiaie sostiene che fu lui che venne ad avvertirmi o che comunque mi spedi’ Tesseire a poche ore dalla strage. Escludo che Delle Chiaie sia venuto da me. Il Tesseire venne ad avvertirmi assieme a tal De Courcel il cui nome compare anch’ esso sull’ agenda che sto esaminando. I due erano insieme ad un altro che si qualifico’ come un appartenente alla polizia. Secondo me fu per iniziativa della polizia che venni avvertito. Preciso di non aver mai visto Delle Chiaie Stefano. Comunque venni informato che costui si trovava a Nizza al tempo del mio arresto, esattamente nell’ abitazione del Tesseire. Cio’ lo appresi dal Giorgi durante la comune detenzione nel carcere di Ferrara.

Adr: prendo atto che da elementi acquisiti nell’ istruttoria risulta che Durand Paul era un ispettore in prova. Cio’ non e’ vero. In realta’ aveva incarichi importanti concernenti la protezione fisica di personalita’. In Francia incarichi di tale genere vengono conferiti solo a chi e’ in rapporto con Dst. Il discorso circa lo scambio fra me e il Durand di cui parlo nella mia intervista a Samarcanda, ha riferimento in articoli di stampa comparsi sul quotidiano “La Marsigliese” un paio di anni or sono. La Marsigliese e’ un organo del partito comunista legato allo “Umanite'” e stampato a Marsiglia. Su tale quotidiano vennero pubblicati stralci virgolettati di documenti interni del servizio francese che facevano riferimento appunto a questo scambio. Successivamente alla pubblicazione di questi articoli il Durand venne espulso dalla polizia e quindi arrestato per riciclaggio. Si trova tuttora in carcere, o almeno fino a sei mesi fa era detenuto. Si dà atto che alle ore 18.30, mentre era in corso la verbalizzazione di questi ultimi periodi interviene il gi di Roma dr Priore Rosario, nonche’ il pm Salvi e Roselli, assistiti dalla signora Renzi, nonche’ dal funzionario della polizia di stato Eufemia G. e dall’ assistente della polizia di stato Cacioppo.

Adr: come ho detto il numero della Marsigliese che ha pubblicato le notizie di cui sopra risale a marzo – aprile di due anni fa. I documenti della Dst erano riportati tra virgolette ed erano indicati come fonti ufficiali. Nel documento riportato tra virgolette si parlava del ministro della giustizia francese Perefit e del primo ministro barre. Si parlava anche di una conversazione telefonica nella quale l’ interlocutore Italiano era il presidente del consiglio all’ epoca e cioe’ Cossiga, da me definito erroneamente nella intervista ministro degli interni. Io fui estradato il 6.9.80. In concomitanza; secondo il documento pubblicato dalla marsigliese, il Durand Paul sarebbe stato riconsegnato alla Francia. Dal testo del documento si puo’ presumere che in conseguenza di questo scambio, anzi uno degli elementi dello scambio era da parte Italiana l’ assicurazione che non vi sarebbero stati approfondimenti di indagine a carico di Durand Paul.

Adr: tornando all’ esame della fotocopia della mia agenda sequestratami in occasione del mio arresto a Montecarlo, premetto che non sono certo che mi sia stata formalmente sequestrata. E’ possibile, invece, che sia stata semplicemente acquisita e fotocopiata. Preciso inoltre che a monaco fui sottoposto a fermo per circa due giorni dalla locale polizia. Nella fotocopia in questione noto i seguenti nominativi: Debbie Jane Price; Hugh Burbridge. Questi, unitamente a quello di Stuart Redcliffe e Robert Conally sono stati utilizzati nelle informative Sismi a mio carico. Le persone che ho ora nominato erano semplicemente amici della mia compagna Luisa Kemp e con esse ho anch’ io intrattenuto rapporti di amicizia.

Adr: a Montecarlo venni fermato subito dopo l’ incontro con tale George ed un altro americano della CIA Italiana che in precedenza si era incontrato in Italia con Soffiati Marcello. Sulla fotocopia di cui sto prendendo visione puo’ essere che sia annotato – codificato con modalita’ che ora non ricordo – il numero di telefono di George. Dovrebbe essere il numero 3260850, sotto cui compare l’ annotazione 18.30. Esaminando la fotocopia dell’ agendina in questione non noto altri nomi di persone coinvolte in attivita’ politiche o appartamenti a servizi segreti.

Adr: l’ ufficio mi mostra copia del pv di sequestro relativo al mio arresto dell’ 6.8.80 e segnala alla mia attenzione il cartoncino  recante quattro nomi. Dopo aver esaminato questi nominativi (Grier D., d. M. Jeal, a. P. Griffith, M. R. Jensen) dico che non ricordo a chi si riferiscono. Questo cartoncino e’ cosa diversa dall’agendina piccola contenente nominativi di appartenenti ai servizi francesi della quale ho gia’ parlato in precedenti verbali.

Adr: non ricordo questo cartoncino menzionato nel verbale di sequestro, ma non escludo che in esso fossero riportati nominativi concernenti la mia attivita’ coi servizi francesi.

Adr: al momento dell’ arresto del 6.8.80 mi furono anche sequestrati alcuni fogli – cinque o sei – che erano stati trafugati dall’ archivio di una base di supporto del Mossad a Nizza. Tale base utilizzava come copertura la societa’ KKL. I fogli erano stati trafugati, a mia richiesta, da quel tale, cittadino francese, di cui ora non ricordo il nome, ma che ho gia’ menzionato in altri verbali come colui che doveva portarmi le pastiglie al cianuro che dovevano essere utilizzate per uccidere Delle Chiaie. Ora che l’ ufficio me lo rammenta confermo che questa persona si chiama Milan Daniel.

Adr: prendo visione di altre fotocopie di agende. L’ una inizia con la data del primo giugno e rilevo che e’ parte di un’ agenda che mi e sta sequestrata il 6.8.80. L’ altra inizia con la data del 29 gennaio secondo me si tratta di fotocopie tratte dalla stessa agenda di cui sopra. Alla data del 9 dicembre, sotto il numero d’ ordine 57, compare il nome George. Questi era il capo della sezione CIA competente per sud della Francia. Rettifico facendo presente che George non era ovviamente il capo della stazione CIA in Francia perche’ una persona di tale livello non avrebbe rapporti diretti con me. Egli era invece la persona con la quale ero in contatto diretto per riferire in merito a quanto acquisito nella mia operazione di infiltrazione nel gruppo iraniano. Ricordo che presentavo dei rapporti scritti a firma Belmondo. Ricevevo per la mia attivita’ , anzi ho ricevuto per la mia attivita’ un rimborso spese che ho sottoscritto per ricevuta col nome di Belmondo con firma di mio pugno.

Adr: il gruppo in cui mi ero infiltrato era organizzato da iraniani komeinisti, ma ne facevano parte anche dei nicaraguensi e dei francesi. Sia i francesi che i nicaraguensi non avevano ragioni ideologiche per militare in questo gruppo, ma venivano per questo pagati. George mi mostro’ un album fotografico raffigurante il personale dell’ ambasciata dell’ Iran a Parigi e nella foto di uno degli Attacher riconobbi il capo di questa organizzazione o meglio uno dei piu’ importanti esponenti di questa organizzazione. Fu George a dirmi che si trattava di un Attacher.

Adr: come ho gia’ detto in altri verbali ho conosciuto Soffiati in carcere a Firenze nel 1976 e da allora ho sempre intrattenuto rapporti con lui. Nel 1978 andai latitante in Francia, ma anche allora tenni contatti con il Soffiati, dapprima soltanto telefonici. Come ho gia’ detto e’ a lui che parlai della possibilita’ di infiltrarmi in un gruppo terroristico iraniano ed e’ tramite il Soffiati che entrai in contatto con la cia. Ripeto che tutti gli elementi utilizzati per alludere alla mia implicazione nel fatto di Ustica e nella strage di Bologna (penso al possesso del Boume & Mercier, ai nominativi utilizzati nelle informative sismi, al nome di copertura Agli Leonardo, all’ indicazione della mia residenza a Nizza), non possono che provenire da Soffiati Marcello.
Affermo questo poiche’ lui era venuto ripetutamente in Francia, a Nizza, dove l’ avevo ospitato anche assieme alla sua famiglia. Le visite del Soffiati risalgono ad un arco di tempo che va dal gennaio 1980 all’ estate dello stesso anno. A volte restava tre giorni, a volte anche di piu’. In tali circostanze ha avuto occasione di constatare che possedevo un Boume & Mercier, ha conosciuto il mio nome di copertura ed il mio indirizzo ed inoltre ha avuto la possibilita’ di guardare le mie agende. Faccio notare che il nome di Fredricson Marc non compare nell’ agenda fotocopiata in occasione del mio fermo dell’ aprile a Montecarlo e che tale nome e’ collocato invece nelle informative sismi che mi riguardano.Faccio presente poi come peraltro ho gia’ detto in vari verbali, che anche tale Ingravalle Francesco conosceva il mio nome di copertura, cioe’ Agli Leonardo, ma l’ Ingravalle non sapeva che tale nome si riferisse alla mia persona.

Adr: le visite di Soffiati risalgono certamente ad epoca anteriore al fatto di Ustica, non so, tuttavia, se ve ne siano state anche di successive. Certo e’ che ricevetti l’ incarico di redigere il documento “movimento forze armate per l’ indipendenza” in epoca antecedente al fatto di Ustica. Questo incarico lo accettai volentieri in quanto ero malvisto nell’ambiente della destra in quanto ero ritenuto responsabile dell’arresto di Tuti. Il fatto che mi venisse richiesto di redigere un documento di tale importanza, e mi venisse richiesto da persone dell’ autorevolezza di Spiazzi, era per me il segno che potevo riaccreditarmi nell’ ambiente di Ordine Nuovo e nel movimento della destra in generale.

Adr: circa il volantino rinvenuto a Venezia voglio far notare che Ingravalle non poteva identificare Agli Leonardo con la mia persona se non a seguito di un chiarimento in tal senso da parte del Soffiati e che, per converso, doveva esservi un rapporto stretto tra Soffiati e Ingravalle se il primo ha potuto apprendere dal secondo che ero in corrispondenza con lui.

Adr: nel corso del nostro rapporto ho trasmesso al Soffiati delle note informative e questi, a sua volta, le passava a Spiazzi. Fra queste note puo’ essere che ve ne fosse una recante i nominativi del personale del Mossad, da me acquisita con le modalita’ che ho gia’ detto prima. Ricordo che questa acquisizione risale al luglio ‘80. Ricordo poi che fra queste ve ne era una, anzi ve ne erano diverse, indicanti i nomi di esuli argentini, o di altro paese del Sud America, ricercati dagli stati di provenienza, nonche’ dalla Cia. Uno di questi risiedeva a Firenze e so che e’ stato arrestato. Cio’ mi e’ stato detto dal Soffiati.

Adr: come ho gia’ detto in un precedente verbale, prima del fatto di Ustica, nel mese di giugno ‘80, la polizia francese mi informo’ che Cavallini era riuscito ad avere il mio indirizzo di rue Symeane e che era intenzionato ad uccidermi. Cambiai quindi residenza il giorno stesso trasferendomi in rue Bomo. Ricordo che Soffiati non mi e’ mai venuto a trovare presso questo ultimo indirizzo per cui sono certo che i nostri rapporti, se non altro diretti, si interruppero nel giugno ‘80.

Adr: il Boume e Mercier l’ avevo acquistato in Italia nel 1977 e non aveva nessuna caratteristica particolare. La mia famiglia sapeva che lo possedevo.

Adr: il Soffiati mi ha detto che il mio contatto con la CIA relativamente alla questione del gruppo terroristico iraniano ebbe luogo tramite Spiazzi che si rivolse alla stazione CIA a Milano, che a sua volta riferi’ a quella a Parigi.

Adr: il Soffiati mi disse che il documento che mi aveva incaricato di redigere era stato commissionato da Spiazzi, cio’ sin dal primo momento.

Adr: confermo che secondo me Soffiati lavorava per il Sismi e per la Cia. Nel carcere di Firenze, durante la comune detenzione mi rivelo’ di aver frequentato un corso a Camp Darby.

Adr: Soffiati mi parlava di depositi di armi situati in veneto, di contatti con ambienti militari e con basi Nato e rileggendo oggi tutto questo tenendo conto di quanto e’ emerso su Gladio, sono convinto che Spiazzi e Soffiati facessero parte di tale struttura, o meglio dell’ articolazione nord orientale di tale struttura. Ricordo che io stesso partecipai ad una riunione a Padova della quale ho gia’ parlato in altro verbale, risalente al 1974 ed alla quale partecipo’ anche Nessenzia Oscar, un certo Tonin o Tonino ed altri che ho gia’ a suo tempo menzionato. Ho frequentato Padova solo fino al 1974, come ho gia’ detto in altri verbali (26.03.83 al GI di Bologna). Non ricordo una persona anziana che frequentasse il gruppo di Padova. Il nome di del re aldo non mi dice nulla.

Adr: ripeto che a casa mia a Nizza a parte il Soffiati non e’ venuto nessuno. Il Tomei sapeva che abitavo a Nizza e poteva venire a conoscenza del mio indirizzo, come altri della destra lucchese; Tuttavia non poteva sapere il contenuto delle mie agende, ne’ che potevo avere un Baume & Mercier. Infatti non vedevo il Tomei o meglio non lo frequentavo piu’ da parecchio tempo.

Adr: il nome di Salvarani mi e’ noto e mi pare di essere stato in corrispondenza con lui che mi inviava giornali di Terza Posizione. E’ vero che trovandomi nel carcere di Ferrara resi dichiarazioni confidenziali al maresciallo Migliano. Ricevo parziale lettura dell’ appunto del maresciallo Migliano del 27.05.81, per la parte relativa al Salvarani. Prendo atto che dissi a Migliano di essere conosciuto dal Durand Paul con il nome di Nico Leonardo e che questi era l’ unico a conoscermi con tale nome. Prendo atto inoltre di avere detto di essere a conoscenza di un rapporto tra il Durand e il Salvarani. Non ricordo attraverso quali fonti abbia appreso notizie circa questo contatto, certamente non puo’ essere che dallo stesso Durand Paul a seguito di intercorse telefonate. E’ vero che al Durand ero noto con il nome di Nico Leonardo oltre che col mio vero nome. Non ho utilizzato il nome Nico, invece, con Soffiati, il quale, lo ripeto, sapeva che il mio nome di copertura era Agli Leonardo. Prendo atto che nell’ appunto che mi viene letto attribuisco il volantino rinvenuto a Venezia al Salvarani. Cio’ e’ evidentemente frutto di un equivoco poiche’ il Salvarani non mi conosceva con il nome riportato sul volantino, ma soltanto con quello di Nico.

Adr: mi trovavo nella sala da bagno della mia cella, nel carcere di Ferrara, allorquando nella cella entro’ il Ferrini. Rettifico precisando che non entro’ ma semplicemente fece aprire la porta e resto’ sulla soglia. Lo udii gridare “dov’ e’?”. L’ agente di custodia fece in tempo a chiudere la porta prima che il Ferrini entrasse. Ferrini l’ avevo in precedenza conosciuto sempre nel carcere di Ferrara, ma non avevamo parlato di nessun argomento di particolare rilievo. Si facevano i soliti discorsi fra detenuti.

Adr: ricevo lettura di alcune dichiarazioni rese nel processo di Ferrara in merito al Ferrini. Queste dichiarazioni non corrispondono a verita’. Sono soltanto una versione di comodo da me resa per assicurarmi la sopravvivenza nell’ ambito carcerario.

Adr: circa i tentativi di coinvolgermi nel fatto di Ustica e nella strage di Bologna, formulo l’ ipotesi che questi siano da attribuire alla componente filo araba dei servizi, la quale aveva interesse a bruciarmi e ad impedirmi percio’ di sventare quegli attentati e quelle operazioni che il gruppo in cui ero infiltrato aveva intenzione di porre in essere sul territorio europeo. Non sono in grado di formulare in proposito altre ipotesi. Dopo Ustica non ci fu nessuna reazione, anche perche’ Ustica non ebbe una grande risonanza sulla stampa internazionale. Naturalmente il mio coinvolgimento nella strage di Bologna ed il mio arresto mi impedirono di proseguire nella mia attivita’.

L.c.s. ­