“Deputati Msi in Grecia chiesero denaro e armi” – La Stampa 07.03.1975

I deputati del msi Pino Rauti, Pino Romualdi, Giulio Caradonna, Pietro Cernilo, Franco Maria Servello e i consiglieri missini della Regione Lazio Giulio Maceratini e Massimo Andersen fecero frequenti viaggi in Grecia durante il regime dei colonnelli, incontrandosi col neo nazista Kostas Plevris per chiedergli «moltissme cose, soprattutto aiuti economici ed armi». La rivelazione è stata fatta dallo stesso Plevris al settimanale Panorama. Plevris, professore di sociologia alla scuola militare di Atene, fondò il movimento neonazista «4 agosto», che ebbe ramificazioni in vari paesi europei, ed in particolare in Italia. Molti dei missini che andarono a trovare Plevris esibirono lettere di presentazione firmate dall’on. Almirante. Servello (segretario amministrativo del msi) «si presentò da me nel giugno 1968. Aveva una lettera di Almirante, che naturalmente conservo nel mio archivio. Chiese un finanziamento di tre milioni di dracme, pari a circa 75 milioni di lire. Lo portai dall’allora ministro dell’Interno, Giovanni Laddas. Il ministro ascoltò Servello, poi si allontanò per fare una telefonata molto personale. Tornò nell’ufficio un quarto d’ora dopo, dicendo di non poter soddisfare la richiesta. Da quel giorno Servello non l’ho più rivisto». Plevris conclude la sua intervista sostenendo che nel 1969, grazie ad «un siluro del Msi», Papadopulos lo esonerò dall’incarico di tenere i rapporti col Msi. Alle accuse di Plevris, Aimirante ha reagito minacciando querele contro il greco e contro Panorama. « Le dichiarazioni sono destituite di fondamento » ha detto.

Giulio Maceratini – “Lotta Continua” 21.01.1973

E’ uno degli esponenti di punta della cosidetta “corrente dei duri”, quella del nazista Rauti e delle bombe della strage. Proviene da Ordine Nuovo dove ha sempre ricoperto incarichi politici ed organizzativi ad altissimo livello. In particolare è provato, e per bocca dello stesso Rauti che depose in questo senso davanti a Stiz, che Maceratini organizzò e guidò personalmente gli ordinovisti del viaggio ad Atene nella primavera del ’68 assieme a Romano Coltellacci. Il 15 novembre 1969, un mese prima della strage, Maceratini « rientra» con Rauti, Coltellacci e gli altri dello stato maggiore di O.N. nel MSI, ottenendo cariche di dirigenza e la nomina a consigliere provinciale del partito a Roma. Ma l’attività che più impegna Maceratini è quella del traffico di armi, una delle maggiori voci politico-finanziarie nel bilancio della destra nazionale. Pur non risultandone socio, per il semplice motivo che non esistono soci, Maceratini è autorevolissimo membro della Mondial Import-Export, la società con agganci internazionali che cura a livello di grande impresa il contrabbando d’armi dei fascisti. La società risulta di proprietà del Coltellacci ed ha un cospicuo conto bancario in Svizzera intestato a Romiti, altro nazista di O.N..
Ufficialmente Maceratini vi svolge “consulenze professionali” in qualità di avvocato, ma di fatto è ben più addentro all’intera baracca ed alle sue relazioni con Rhodesia, Sudafrica, Portogallo ed altri fari di civiltà fascista. Sempre in qualità di supervisore legale, è intervenuto recentemente a consigliare Madia e gli altri avvocati fascisti al processo contro il libro «La strage di stato ».