Lettera di Giovanni Leone alla commissione P2 03.04.1984

Sono costretto anche da eventi recenti a rivolgermi ancora una volta a V.S. On.le per presentarLe le seguenti richieste da correlare alla mia lettera del 15.2.1984 ed utili per la redazione della relazione:

1.acquisire agli atti gli elementi risaltati nel processo presso la Corte di Assise di Bologna per l’uccisione del giudice Amato, dei quali parla abbondantemente la stampa di questi giorni;

2.acquisire agli atti la sentenza della Corte di Assise di Bologna nel processo Tuti;

3.chiedere al Sostituto Procuratore della Repubblica di Firenze, dott. Pier Luigi Vigna, tutti gli elementi relativi alla sua intervista all’Espresso del 4 marzo 1984 (all. A) e particolarmente all’affermazione a pagg. 21-22;

4.acquisire l’ordinanza di rinvio a giudizio del G.I. Fio­re del Tribunale di Roma del novembre 1975; in particolare le pagg. 586 e segg., di cui allego copia (all. B);

5.acquisire del processo Concutelli istruito dalla magistratura fiorentina la requisitoria Vigna (fl. 20 capitolo 9) nonché – sempre nello stesso processo – l’interrogatorio Cozzi del 2 gennaio 1983.

Tutti tali elementi si riferiscono a complotti di destra alimentati dalla P2 e tre di essi (v. n. 3, 4, 5 di cui sopra) riguardano complotti in mio danni) dei quali non fui mai informato dagli organi responsabili, cosa d’altronde facilmente riscontrabile. Essi servono pertanto a confermare che tutti coloro che erano destinati a tutelare la mia persona e la funzione mi nascondevano non solo gli avvenimenti di carattere generale bensì le informazioni attinenti alla mia incolumità.
Successivamente alle mie audizioni dell’8 novembre 1982 ed alla mia lettera del 15 febbraio 1984 – ripassando l’elenco degli iscritti alla P2 pubblicato dalla Commissione Sindona – mi sono accorto che facevano parte del personale dirigente del Quirinale fin da epoca precedente alla mia elezione le seguenti persone:

1.il gen. (ai miei tempi col.) Bruno Walter, capo della Segreteria del Consigliere Militare, come tale il più diretto collaboratore del presidente e quindi a conoscenza di tutti i segreti di quel delicato ufficio (v. 3a relazione parziale della Commissione parlamentare d’inchiesta sul caso Sindona, doc. XXIII n. 2 ter pag. 263);

2.dr. Davide Pellegrini, capo della Segreteria Presidenziale; come tale apriva tutta la posta, anche quella a me diretta, ed era a corrente delle più riservate questioni (v. predetto volume pag.247);

3.prefetto Fausto Cordiano (v. predetto volume pag. 271),che già da tempo precedente alla mia elezione era comandato al Quirina­le come collaboratore del V. Segretario generale cons. D’Arienzo;

4.gen. Otello Montorsi, consigliere militare aggiunto per l’aeronautica già del Presidente Saragat ed alle mie dipendenze nei primi mesi del mandato, essendo stato sostituito dal gen. Musci (v.2 relazione parziale della Commissione parlamentare d’inchiesta sul caso Sindona, doc. XXIII n. 2 bis).

(…)

Annunci