Dichiarazioni Corrado Incerti 10.09.1982

Abbiamo avuto occasione io e il collega Cantore di avvicinare piu’ volte Ciolini Elio per una intervista sulla strage di Bologna.Confermo al riguardo tutto quanto ho dichiarato al pm dr Nunziata e in particolare preciso e aggiungo:

Il Ciolini ci ha rilasciato dopo vari incontri una intervista che sara’ pubblicata; in tale occasione il Ciolini ha parlato con noi sempre in compagnia o di Federici o di cittadini francesi nominati Bernard, Claude, o di Federici e alcuni di costoro. Da ultimo e cioe’ in data 09.09.82 su appuntamento del Ciolini si e’ recato a Ginevra il collega Cantore per la stesura definitiva dell’ intervista quivi il Cantore ha incontrato il Ciolini in compagnia del Federici Bernard e Claude e per la di certo Hubert e ha sottoscritto il testo dell’ intervista alla fine dell’ incombente il Ciolini non so se da solo o meno ha consegnato a Cantore copia di una lettera dattiloscritta datata 07.09.82  con firma autenticata che esibisco in fotocopia. Successivamente e certamente da solo quando cioe’ il Ciolini ha fatto intendere che l’ incontro era esaurito ha consegnato al Cantore una dichiarazione di cui esibisco copia fotostatica e di cui mi riservo di fornire l’ originale in cui Ciolini assume che e’ tutto vero quello che ha detto ai giudici istruttori su Delle Chiaie, sulla sua infiltrazione nella loggia di Montecarlo e sui suoi rapporti con Federici, Gelli e Ortolani concludendo con l’ assumere che la lettera del 07.09.82 era stato costretto a sottoscriverla per non coinvolgere personaggi che erano estranei alla vicenda, non avendovi avuto alcun ruolo.

Prima di stilare la predetta dichiarazione c’e’ stato un contatto telefonico tra Cantore, me e Ciolini in cui in particolare Ciolini mi ha in sostanza e con un giro di frasi fatto chiaramente intendere che la lettera del 07.09.82 aveva dovuto per forza sottoscriverla, quindi si e’ risolto ripeto una volta da solo, a rilasciare al Cantore la dichiarazione di cui ho esibito copia fotostatica.

L’ ufficio acquisisce copia fotostatica di lettera datata Ginevra 07.09.82 indirizzata al procuratore della Repubblica di Bologna al consigliere istruttore, presso il tribunale di Bologna e al procuratore della Repubblica di Firenze che firma autenticata di Ciolini Elio a cura del consolato generale d’ Italia di Ginevra nonche’ copia fotostatica di una dichiarazione datata Ginevra 09.09.82 a firma Ciolini che inizia con la frase “consegno a Panorama la lettera in data 07.09.82 che ho inviato come in copia in allegato … ” .

– In proposito dei documenti istruttori in suo possesso, e da lui consegnatomi Ciolini mi ha detto di averli avuti in Francia dai giudici; al momento di queste dichiarazioni non era solo ma era presente Bernard che registrava il colloquio.

Letto, confermato e sottoscritto.­

Annunci

Vincenzo Vinciguerra – dichiarazioni 22.05.1984

Prima di iniziare l’interrogatorio desidero far presente la situazione irregolare che riguarda la censura della mia corrispondenza. Ho notato in alcuni casi che alcune lettere inviate per il nulla osta mi sono state riconsegnate senza alcuna spiegazione. In particolare una lettera da me indirizzata da Volterra a Sinatti Gaetano in data 21.10.83 (…). Fui sentito sul dirottamento di Ronchi dei Legionari in qualita’ di testimone. Ad un certo punto venne interrotto il verbale perche’ Pascoli suggerì al GI di indiziarmi di reato. Pertanto fu fissato al 02.04.74 il mio interrogatorio in veste di indiziato. Il procuratore pascoli disse chiaramente in mia presenza ed a voce alta di avvisare polizia e carabinieri per evitare che mi allontanassi e sparissi io fino a quel momento avevo intenzione di ripresentarmi per l’interrogatorio però sentendo quelle parole decisi di sparire. Presi il treno Udine – Roma delle 21,20 del 31.03.74, dopo aver salutato i miei. Su quanto accadde dopo la mia partenza da Udine non intendo dire nulla. Fatto sta che arrivai a Barcellona in treno. Non intendo dire altro.

Arrivai in spagna prevenuto nei confronti di Delle Chiaie Stefano e di “an” dato che da anni una campagna violentissima alimentata da elementi del msi ed anche da “on” presentava Delle Chiaie Stefano e “an” quale collaboratore dell’ ufficio affari riservati del ministero degli interni. Fatta conoscenza con la persona riscontrai la carenza di elementi comprovanti tali asserzioni. La conferma mi venne data quando nell’ estate del 1974 un altro dirigente di “ON” che non intendo nominare, venne in spagna e si incontro’ al caffe’ “Plaza” Cataluna a Barcellona e il discorso venne da me portato proprio su questo argomento essendosi piu’ volte questo dirigente di “on” espresso in mia presenza sulla collaborazione di Delle Chiaie Stefano con l’ ufficio affari riservati, confermandola. A quel punto direttamente Delle Chiaie Stefano pose direttamente alla persona in questione la domanda “perche’ vai dicendo in giro che io lavoro per il ministero degli interni? ” . La risposta fu: “mi devi scusare ma ho obbedito ad ordini ricevuti”. A quel punto chiesi a Delle Chiaie Stefano: “l’ onore di aderire ad an (Avanguardia Nazionale), ricevendone risposta positiva. Desidero affermare che mai prima di allora ho avuto rapporti con Delle Chiaie Stefano o con dirigenti di “AN”.

– non intendo dire come incontrai Delle Chiaie Stefano a Barcellona.

– al momento non ritengo di poter fare i nomi dei due dirigenti di “ON” cui ho teste’ fatto riferimento, perche’ al momento non vorrei recare loro danno in alcuna maniera.

– non intendo dire nulla sulla mia permanenza in Spagna.

– desidero fare una dichiarazione in relazione allo omicidio Occorsio. Posso testimoniare, trovandomi nella estate del 1976 a Madrid accanto a Delle Chiaie Stefano la totale sorpresa con cui egli accolse la notizia della esecuzione del giudice Occorsio vittorio. Ne’ lui ne’ altre di “an” erano a conoscenza della operazione contro Occorsio, che “Avanguardia Nazionale” pur ritenendo giusta, considero’ politicamente inopportuna per il momento in cui venne compiuta. Delle Chiaie Stefano non partecipo’ mai e con lui gli altri dirigenti di “AN” alla decisione di: “eliminare” Occorsio. Tanto meno, uomini di “AN” parteciparono alla fase organizzativa ed esecutiva di tale operazione. “AN” non chiari’ la sua estraneita’ in quanto la esecuzione del giudice Occorsio non poteva in quel momento non essere approvata dato che una posizione diversa, sia pure basata sulla scelta del momento, non avrebbe mai potuto essere compresa da chi da Occorsio era stato ingiustificatamente (ed erano in molti) perseguitato.

Il giudice istruttore da’ atto che tale dichiarazione relativa all’omicidio Occorsio e’ stata direttamente dettata a verbale dall’imputato.

– i discorsi relativi al fatto che l’ omicidio Occorsio sarebbe venuto a suggellare un patto di unificazione tra “AN” e “ON” , dopo una riunione sui colli di Roma, sono tutte “fregnacce” . Questa mia affermazione viene confermata dal rilievo che non e’ stata mai trovata alcuna prova di conforto alla tesi del coinvolgimento di persone di “AN” nella fase organizzativa e/o esecutiva nell’ omicidio Occorsio. Spontaneamente dichiaro che nell’ estate – autunno 1978 mi trovavo in Argentina a Buenos Aires. Sara’ stato giugno – luglio quando nell’ appartamento in cui abitavo con altre persone che non intendo nominare si presentarono due individui col tesserino della polizia di dogana argentina per un controllo di documenti. Faccio notare che da poco tempo avevo smarrito il passaporto restando con la sola carta d’ identita’ italiana, autentica.
Fatto che solo pochissimi, tutti italiani conoscevano. Alla richiesta di esibire i documenti mostrai loro la carta di identità della quale costoro si limitarono a prendere i dati senza mostrare alcun senso di meraviglia e senza tantomeno invitarmi al posto di polizia per i logici accertamenti. In quel momento era presente in appartamento un altro mio “camerata” coabitante. L’ inusitato comportamento di costoro mi indusse a ritenere che contrariamente a quanto dichiarato, i due appartenevano ai servizi di sicurezza argentini e che erano a conoscenza del fatto che io ero privo di passaporto. Presso amici mi informai quale dei servizi poteva usare questa tecnica e la risposta fu: la marina. Per precauzione abbandonai l’appartamento e andai a vivere presso amici argentini il cui indirizzo conoscevo solo, e un altro italiano. Da allora non si verificarono piu’ visite nell’ appartamento da me precedentemente abitato. Faccio presente che in quel periodo Delle Chiaie Stefano non si trovava in argentina, dove non rientro’ certamente prima del marzo 1979. Considerata la tranquillita’ ritornai nell’ appartamento abbandonato per circa due mesi. Pochi giorni dopo sorpresi le due persone presentatesi come polizia di dogana a parlare con il portiere.

Dopo circa una settimana si presento’ nell’ appartamento un individuo spacciatosi per impiegato di un ufficio di statistica. Preciso che costui suono’ al campanello del portone esterno che dava sulla strada. Poiche’ ero sospettoso e mi aspettavo qualche cosa scesi in strada e notai che costui suonava solamente il campanello di casa mia. Girai li attorno per circa due ore e notai che quella persona continuava a suonare solamente il campanello del mio appartamento. Risalii in casa dopo un paio d’ ore e feci salire anche quella persona che si presento’ dicendo che stava facendo una indagine di tipo demografico – statistico sulle persone del quartiere. Io risposi a tutte le sue domande, pero’ diedi risposte false se ne ando’ tranquillamente. Anche in questo caso degli amici mi informarono, su mia richiesta esplicita, che questo era il metodo utilizzato dai servizi segreti della marina argentina. Dopo un periodo di calma, il 21.11.78 camminando per l’ Avenida Rivadavia nell’ attraversare la strada notavo un uomo fornito di macchina fotografica che sicuramente mi ha fotografato. Io feci finta di niente e proseguii per la mia strada. Giunto alla fermata di un autobus, seguito ad una cinquantina di metri da questa persona, salii su un autobus semivuoto e guardando dalla parte posteriore potei notare che una macchina – tipo Mercedes con la targa argentina e con a bordo tre uomini – si accosto’ “al mio fotografo” e lo fece salire. Dopo di che l’ auto segui’ l’ autobus, giravo a piedi a vuoto in quanto mi ero accorto che ero seguito da loro e da un’ altra autovettura con altre quattro persone, desistettero all’ inseguimento. Quindici giorni dopo mentre mi trovavo in un bar di calle Cordoba insieme a due amici entrarono nel detto locale una decina di persone dall’aspetto inequivocabilmente sospetto. Non agirono. Uscii dal locale insieme a questi due amici e notai in strada le due macchine che gia’ mi avevano pedinato oltre ad altre autovetture cariche di persone. Incerto sulla loro intenzione decisi di ostentare sicurezza e tornai nell’ appartamento dove abitavo e che sapevo essere controllato. Non accadde nulla. Benche’ dispostisi sulla strada. Dopo un paio d’ ore sparirono.

– mi ricordo con esattezza la data 21.07.78 perche’ ero uscito per comperare una torta per il compleanno di un’ amica argentina che non intendo nominare. Avute continue conferme dall’ uso delle macchine e dai metodi che si trattava della marina cercai di informarsi se esisteva a livello ufficiale qualche motivo per cui questo servizio si interessava a me senza pero’ decidere a passare alla azione. Riuscii ad appurare che a livello ufficiale non esisteva alcun ordine di ricerche nei miei confronti e che doveva necessariamente trattarsi di qualche gruppo speciale, sempre appartenente alla marina, ma non dipendente dal comando centrale. Seppi queste cose sempre tramite amici. Coloro che mi seguivano erano sicuramente argentini. Dall’ analisi di questi fatti si evidenzio’ l’ esistenza all’ interno del nostro ambiente di un elemento che collaborava con qualche organismo non ufficiale fornendo le informazioni finalizzate al controllo del sottoscritto e possibilmente di altri. L’ interesse puntò verso il comandante Taddei – ufficiale di marina italiano residente in argentina, che probabilmente e’ agente del Sismi, verso il senatore Lanfre’ Giovanni, che era solito frequentarlo. I motivi erano dovuti al fatto che il senatore Lanfre’ conosceva solo l’ ubicazione dell’ appartamento dove si erano presentati gli agenti dei servizi argentini. Avevamo portato noi all’appartamento l’ avvocato Lanfre’ , che conosceva pure la mia vera identità. Lanfre’ era desideroso di rientrare in Italia purche’ gli fosse garantita la liberta’ provvisoria in tempi ragionevoli. Soffriva lo stato di latitanza per ragioni finanziarie. Sapeva che ero privo di passaporto, perche’ ne avevamo parlato tra noi. Inoltre il senatore Lanfre’ era stato sorpreso una volta ad annotare un diario, fatti, persone e altre circostanze riservate. Ora giungo alle conclusioni.

La motivazione del mandato di cattura che mi e’ stato spedito per la strage di Peteano richiama informazioni di polizia dl 15.11.78 e del 03.01.79. Con questo voglio dire che si era preparata a cura del sismi una operazione finalizzata alla mia cattura. Faccio altresi’ presente che nel 1978 c’ e’ stata la scissione tra il Msi e Democrazia Nazionale. Attraverso questo controllo su di me probabilmente speravano di arrivare a Delle Chiaie Stefano. Faccio rilevare che Ciolini elio venne presentato a Delle Chiaie Stefano dal senatore Lanfre’ e dal comandante Taddei quando io ero gia’ in carcere in Italia quindi successivamente alla mia costituzione nel settembre ‘79.

– uscii dall’ argentina nel marzo ‘79 dopo essermi procurato un passaporto falso. Partii non salutando ne’ il senatore Lanfre’ , ne’ il comandante Taddei ma soltanto un italiano mio amico e tre argentini di mia fiducia. Non intendo dire i motivi per cui uscii dall’ Argentina.

– Non intendo dire quando venni in Italia prima della mia costituzione ne’ perche’ mi costituii. Comunque, la frattura al polso era in via di guarigione.

– Ciolini venne evidentemente inviato dal sismi in argentina per contattare Delle Chiaie tramite Taddei e Lanfre’ . Ciolini doveva entrare in contatto con noi piu’ di quanto non avessero potuto fare Taddei e Lanfre’ , lo scopo di controllare ed eventualmente organizzare la cattura o la eliminazione di Delle Chiaie Stefano. I fatti successivi possono essere narrati solamente da Delle Chiaie Stefano in quanto io me ne ero gia’ andato dall’ argentina. Io non ho conosciuto Ciolini. Ho saputo che costui e’ stato presentato a Delle Chiaie Stefano da Lanfre’ e Taddei per averlo letto in una intervista rilasciata da Delle Chiaie Stefano non mi ricordo su quale giornale. Quanto da me affermato potra’ trovare verifica si comprenderà l’ interesse del Sismi nei confronti di Ciolini e delle sue affermazioni sul coinvolgimento di “AN” sulla strage di Bologna.

– fatte queste dichiarazioni, non ho intenzione di dire nulla di piu’ in relazione alla strage di bologna ed all’ omicidio Occorsio.

– aggiungo che non ho mai collaborato con nessun genere di servizi segreti italiani o stranieri. Anzi nell’ inverno del 1973 a Udine seppi da un mio amico camerata, che non intendo nominare, che era stato avvicinato da uno iscritto al Msi di Udine che lo aveva invitato a prendere contatti con il capitano dei carabinieri Gatti, comandante la compagnia dei carabinieri della divisione di fanteria motorizzata “Mantova” con sede a Udine in via Aquileia. Il giorno dopo insieme al camerata telefonammo all’ufficio della compagnia chiedendo del capitano Gatti. Essendo questi assente, il militare chiese che gli lasciassimo il nome.
Alla risposta negativa sollecitò cortesemente che lasciassimo un messaggio. Ricevuta una risposta negativa la telefonata si concluse con un nulla di fatto. Avuta conferma che l’ ufficio del capitano Gatti serviva per altri scopi che non quelli istituzionali di polizia militare vietai al camerata di prendere ulteriori contatti sia con l’ ufficiale che con lo iscritto al Movimento Sociale.

Ad ore 2,10 del 23.05.84 viene chiuso il presente verbale.

Fatto letto confermato e sottoscritto.­

Salvatore Francia – dichiarazioni 13.10.1993

Premetto che sono amareggiato di essere ancora citato come teste a così tanti anni di distanza dai fatti, senza alcun riguardo per i miei impegni di lavoro e per la mia organizzazione di vita. Comunque spontaneamente dichiaro che il procedimento a mio carico per gli attentati di Savona è stato archiviato e produco copia della richiesta di archiviazione formulata in detto procedimento dal P.M.. Lamento che con detto documento, pur proponendosi l’archiviazione vengano accettate per veritiere delle dichiarazioni a mio carico che mai sono state verificate. Sempre spontaneamente, ritenendo di fare cosa utile, le consegno la copia di una lettera a firma Ciolini, datata 21.04.87 e la copia di alcune pagine di una pubblicazione “La rivista italiana di strategia globale”, che ritengo interessante in merito alle iniziative di Edgardo Sogno. Preciso che la lettera a firma Ciolini si trovava assieme ad altra documentazione processuale che ho recentemente riordinato, ma non so da dove provenisse. Sono stato ripetutamente sentito da numerose autorita’ giudiziarie fra le quali quelle di Bari, Catanzaro e Roma e confermo le mie precedenti dichiarazioni. Confermo altresi’ quanto ho dichiarato a lei nel verbale del 17.02.87. Quello che voglio far comprendere che o.n. non mai stato coinvolto nella strategia della tensione. Ci sono stati casi, suppongo, di individui di destra che per un malinteso senso dello stato hanno ritenuto di collaborare con apparati di sicurezza per attivita’ anticomuniste. Ordine nuovo in quanto organizzazione, tuttavia, non ha mia avuto rapporti con ambienti istituzionali. Se cosi’ fosse stato non sarebbe stato messo fuori legge.

A.d.r. effettivamente ho sentito parlare di un ipotetico attentato contro Taviani, ma l’ho ritenuta una boutade. In ogni caso non so chi me ne abbia parlato.

A.d.r. circa i miei rapporti con Delle Chiaie al tempo in cui entrambi ci trovavamo in spagna, dichiaro che non sono mai stati buoni e non sono comunque mai stati di tipo politico. Ricordo che Delle Chiaie aveva iniziato a pubblicare un giornaletto ciclostilato chiamato Ordre Nuevo. Tale denominazione veniva inoltre usata in lettere minatorie spedite a giornalisti spagnoli. Feci un comunicato in cui dichiaravo che Ordre Nuevo non aveva nulla a che fare con ordine nuovo e la provocazione cesso’. A proposito di Delle Chiaie ricordo poi che venne a trovarmi a Barcellona e mi disse che era gia’ stata fatta l’unificazione fra Ordine Nuovo e Avanguardia Nazionale, ma non mi seppe dire con quale programma e con quali modalita’ e con quali persone, dal che dedussi che aveva soltanto tentato di forzarmi la mano. Delle Chiaie teneva all’unificazione con O.N. in quanto A.N. era soltanto un gruppo di picchiatori mentre O.N. aveva una notevole capacita’ di elaborazione culturale e politica. Non so quali sollecitazioni abbia ricevuto Delle Chiaie per promuovere detta unificazione.

Adr: verso la fine del gennaio del ‘77 ci furono gli arresti di numerosi esiliati italiani. Il Rognoni, in carcere in Spagna, disse che erano state arrestate le persone che non avevano voluto collaborare con Delle Chiaie e che lui stesso aveva redatto assieme al Delle Chiaie la lista delle persone da fare arrestare. Sempre in carcere, parlando col Pozzan, questi mi disse che Delle Chiaie “gli stava dietro” perché riteneva che lui Pozzan sapesse qualcosa di importante sulla strage di piazza Fontana. Il Pozzan comunque affermava di non sapere nulla di detto fatto criminoso il Pozzan mi disse anche che Delle Chiaie a seguito degli arresti degli italiani aveva ricevuto 80 milioni e dei passaporti in bianco. Pozzan affermava di aver appreso cio’ da un funzionario della polizia spagnola. Non so se i nostri arresti siano entrati nel contesto di un accordo fra l’Italia e la Spagna, pero’ va detto che a quel tempo, Martin Villa, ministro degli interni spagnolo, si incontro’ con Cossiga, allora ministro degli Interni italiano a Porto Cervo.

Adr: circa i cosiddetti manifesti cinesi, ricordo che correva voce che Mario Tedeschi, direttore del Borghese e in rapporti con Federico Umberto D’Amato, allora direttore degli Affari Riservati del ministero degli Interni avesse concordato con quest’ultimo l’operazione dei “manifesti cinesi” volta a screditare quei gruppi di sinistra che guardavano con simpatia l’esperienza della Cina. Si vociferava che nell’operazione fosse stato coinvolto anche il Delle Chiaie.

Adr: non so nulla degli eventuali rapporti di Delle Chiaie con uomini politici. In proposito posso solo formulare delle supposizioni che non intendo vengano verbalizzate.

Adr: circa il Cauchi, oltre a quanto ho gia’ detto sulla sua asserita ma mai avvenuta adesione al movimento politico ordine nuovo, ricordo che in Spagna, nel 1976, cioè circa un anno dopo il primo incontro, lo incontrai su un autobus, senza peraltro riconoscerlo tanto era ridotto male. Mi disse che era stato in carcere accusato di spaccio di banconote false e che era stato tirato fuori grazie a Delle Chiaie cui – dopo essere stato duramente pestato in carcere – aveva inviato un suo biglietto sollecitandolo ad intervenire in suo favore, perché altrimenti avrebbe parlato. Peraltro il Cauchi non mi disse di cosa avrebbe potuto accusare Delle Chiaie.

L.c.s.