Andrea Brogi – verbale di udienza 22.01.1988 – terza parte

Il Presidente: che cosa sa di questi legami fra Cauchi e i servizi segreti?

Brogi: inizialmente ho già riferito alcuni piccoli fatterelli che poi con il passare anche della nostra attivita’ politica sono sempre diventati piu’ grossi. Abbiamo iniziato, diciamo cosi’, casualmente, passare 100 all’ora a Cortona, in mezzo al centro abitato, essere fermati dai carabinieri, cosa che se l’avesse fatto qualunque di noi, minimo minimo veniva portato nella stazione dei carabinieri o veniva sequestrato il mezzo o qualche cosa perche’ avevamo fatto un qualche cosa di veramente grave e invece lì non accadde nulla questi sono stati i primi sintomi. Poi le perquisizioni. Cauchi mi diceva: “stasera non andiamo alla Verniana perche’… arrivano”. Infatti noi ci mettevamo nascosti in mezzo a un campo, e vedevamo arrivare la polizia. Questi suonavano, circondavano l’ambiente, risalivano sulle jeep, ne lasciano lì una per due o tre ore, poi anche quella andava via e noi andavamo a casa. Soltanto una volta sono arrivati a sorpresa e lì Augusto c’e’ rimasto molto male. Quando venne il capitano Romano dei carabinieri di Perugia… Di quell’ incursione da parte di quei carabinieri di Perugia il Cauchi non ebbe ne’ sentore ne’ nulla, dimostrazione che ci trovarono a letto…

Il Presidente: ma queste erano operazioni della polizia giudiziaria, cioe’ della polizia o dei carabinieri, cosa diversa dai servizi. Quindi Cauchi era informato dai movimenti dei carabinieri non dei movimenti dei servizi.

Brogi: io ho riferito mille volte che quando tornai e praticamente nei dialoghi del ’73 con Augusto, finita l’ estate, prima di arrivare ai primi del gennaio ’74 augusto mi aveva chiesto piu’ volte del mio servizio militare, a quell’ epoca era fiero che io ero stato alla scuola militare di paracadutismo e io avevo confidato a lui che per otto, nove mesi, avevo lavorato presso l’ ufficio trasmissioni, in particolare modo all’ ufficio i collaborando chiaramente per quello che all’ epoca era la nostra causa, facendo un certo sfoltimento per quei personaggi disfattisti o non meritevoli di entrare alla scuola e quindi elementi di sinistra. Avevo lavorato con loro anche per quello che poteva essere il discorso della sicurezza dei militari in libera uscita e altre operazioni. Avevo anche detto che una volta venuto via dalla scuola militare di paracadutismo ero stato ricontattato da questi ufficiali, solamente io avevo rifiutato e non avevo praticamente piu’ rapporti.
In questo parlare fra me e lui uscirono fuori, diciamo cosi’, oltre all’aspetto golpista o militarista quasi legato al fanatismo per i militari di Augusto, scapparono fuori delle amicizie che lui aveva contratto, già quando era a Massa e aveva sposato la Alessandra De Bellis, in quei pochi mesi che stettero sposati li a Massa aveva già avuto rapporti con personaggi dell’arma o dei servizi e poi aveva praticamente il suocero che era anche lui nell’ambiente dei militari.
Nel finire quando io e augusto entrammo in contrasto, dopo l’ attentato, diciamo cosi’, di Moiano, l’attentato alla casa del popolo di Moiano, lì iniziarono le nostre discussioni su quello che era il discorso della polizia, dei perche’, dietro a tutte le domande che gli facevo io. Chiaramente traspariva che il Cauchi non soltanto aveva avuto questi tipi di rapporti, ma che anche era in contatto con un agente della Dina dei servizi segreti cileni dell’epoca a Perugia.
Persona che studiava a Perugia e alla quale Augusto aveva chiesto dei passaporti che erano poi quelli che si è portato via quando è scappato in Spagna con Donati. Quindi praticamente tramite queste persone era entrato in questo giro. Per finire il discorso il trasporto del camion fu fatto proprio, detto chiaro e tondo, sotto una certa copertura molto molto velata, pero’ chiara, dei servizi perche’ il Cauchi mi disse: “mi hanno garantito che l’ unico rischio che possiamo correre, è di trovare un ragazzo di 18 anni dell’ arma, uno di leva, un carabiniere, che ci metta la paletta per controllarci dei documenti, altrimenti andiamo tranquilli.” infatti ho detto, il tuti voleva una copertura militare del camion, voleva che altri tre o quattro dei nostri si facessero trovare…

Il Presidente interviene: gli disse chi gliele aveva garantite queste cose?

Brogi: io… Non l’ho mai detto perche’ non me l’ hanno mai chiesto, fu il maggiore Pecorella, credo che fosse l’ unico ecco … Personaggio, pero’ fino a che punto il dialogo fra il maggiore Pecorella e il Cauchi si sia sviluppato, lo so soltanto per questo tipo di discorso di adesione al nostro carico delle armi.

Il Presidente: il discorso del carico delle armi e fuori dal nostro argomento.

Il Pm: sulla fuga di Cauchi sa qualche cosa?

Brogi: no, io ero già in carcere o stavo per essere arrestato o qualche cosa del genere, insomma io ero già… No, no, non so nulla.

L’avv Baldi: nel ricordare che gli attentati toscani del 1974 costituiscono uno degli episodi che addebitato a quell’organismo unitario cui nel capo imputazione di questo processo è addebitata la associazione sovversiva, vorrei che il Presidente chiedesse al teste se puo’ ricordare i personaggi che parteciparono alla prima riunione che ci interessa al fine, cioe’ quella di villa Collemandina.

Brogi: parteciparono Castori, Cauchi, Massagrande, uno che era invitato e veniva da Latina che faceva le veci di Saccucci, Peppino Pugliese con un altro personaggio che faceva da segretario, fu fatto il nome di Tilgher, ma soltanto a livello di nome, poi era presente Tomei, era presente un altro personaggio che veniva dalle puglie, uno che era responsabile di Rieti, so che c’era, ma non sono mai riuscito a identificare, c’era un personaggio che veniva da Orbetello legato a Ordine Nuovo che aveva una casa su nell’Amiata, poi c’era Franco Petrone… Ecco questi erano i personaggi che li ho ripetuti mille volte e sono nei…

L’avv Baldi: si ricorda se c’ erano Bressan, e Carmassi?

Il Presidente: non ammetto la domanda, mi sembra che questi personaggi siano estranei alla materia processuale.

L’avv Baldi: è vero che in questa riunione si parla per la prima volta di attentati alle vie di comunicazione?

Brogi: almeno per quello che riguarda me è la prima volta che li sentivo.

L’avv Baldi: è vero che la riunione successiva di Montesilvano servì a stringere i tempi per la consumazione di questi attentati?

Il Presidente: che significa stringere i tempi, faccia la domanda in modo piu’ chiaro.

L’avv Bezicheri interviene: si, poi avrei un altro motivo di opposizione, non mi sono opposto alla domanda sulla riunione di villa Collemandina, perche’ desideravo che il Brogi rispondesse affinche’ la corte, potesse rilevare come fra tutti i nomi che il teste ha riferito e i presunti, a suo dire presenti, a questa presunta, a suo dire, riunione, non ce ne è uno degli imputati.

L’avv Baldi: ha parlato di Tilgher.

L’avv Bezicheri: ha detto che c’ era uno che ha fatto il nome del Tilgher, unico pallido riferimento. è vero che qui siamo imputati anche di associazione…

Il Presidente: faccia una opposizione breve avvocato, non faccia una conferenza …

L’avv Bezicheri: certo, non è una conferenza, noi siamo imputati di associazione sovversiva, ma l’associazione sovversiva, non la dobbiamo prendere come una categoria astratta e filosofica, noi siamo imputati di questa associazione sovversiva, di questo processo, non abbiamo ben capito quale sia questa associazione sovversiva, comunque di questo capo di imputazione, quindi poiche’ nella riunione di villa Collemandina, come anche nella riunione di Montesilvano, risulta dagli atti, non vi è neanche un imputato di questo processo, questo riguarderà altre associazioni sovversive che sono altri fatti processuali, pertanto l’ opposizione deriva da queste premesse.

L’avv Baldi: non voglio suggestionare il teste che in molti verbali ha definito queste circostanze, sarebbe stato molto piu’ logico, concordo con il Pm, ricordare al teste quello che aveva detto e chiedergliene conferma. Comunque vi è una serie di riunioni, cosi’ come in più verbali ha ricostruito il Brogi, che hanno uno scopo di parlare di attentati di tipo anche indiscriminato, per sondare l’ambiente. Succedono altre riunioni che hanno lo scopo di stringere i tempi, vi partecipano personaggi sia di Ordine Nuovo che di Avanguardia Nazionale, tant’e’ che Brogi dira’ che Ordine Nero rappresentò in questo senso un momento di unificazione fra le due componenti storiche del neofascismo, vi sono poi il compimento di questi attentati.
Direi che ripercorrere questi episodi con i personaggi che vi hanno fatto parte, che hanno militato nelle due organizzazioni è uno dei momenti piu’ importanti questo processo. Per fatto processuale si intende ovviamente anche il fatto che concerne un personaggio che non è imputato nel processo, oltre ovviamente all’ avvenimento di per se ricostruito, che rientra in pieno in quello che è capo di imputazione addebitato a tutti gli imputati. Faccio presente che tra l’altro la presenza del Tilgher oggi viene messa in dubbio dal Brogi, ma io mi ricordo che nei verbali del 1986 Brogi la dava per sicura, se sul punto il Brogi ha difficolta’ nella memoria potremmo rileggere i verbali.

Brogi interviene: non è un discorso di dubbio, io ho sempre detto che mi fu detto, cioe’ cercavo di far capire .. Io il 90% delle cose che ho detto, le ho vissute, ce ne è una piccola parte, ma non mi riferisco a cose sentite in carcere che io in carcere non ho mai sentito nulla, mi riferisco a cose che mi sono state dette.. Ecco quindi la storia di Tilgher, mi è stato detto che c’ era o ci doveva essere, pero’ io non conoscendolo non l’ho potuto identificare. Invece ci sono delle persone che ho visto fisicamente, oppure mentre uscivano il Cauchi me le indicava. Della presenza di Tilgher non è che io sono o non sono titubante, sto dicendo che Tilgher doveva essere presente, nel gruppo, pero’ è una cosa riferitami da Cauchi.
Mentre su altri personaggi li ho visti di persona o li conoscevo, oppure mi è stato detto.. Per esempio mi fu indicato il responsabile di Rieti, lo vidi appena un attimo di schiena e finita qui. Di Tilgher ho detto sempre questa realtà, sto riferendo di quello che mie’ stato detto e che ho sentito dire che c’era. Di altri ne sono matematicamente convinto.

L’avv Baldi: non vorrei che il Brogi facesse confusione fra Tilgher e Carmassi perche’ in realtà questa distinzione lei ha fatto…

Il Presidente interviene: queste sono sue precisazioni, faccia altre domande.

L’avv Baldi: sono nel verbale. Secondo il verbale del 29.01.86 fa questa precisazione che oggi ci dice per il Tilgher, per il nome di Carmassi, quindi potrebbe essere o un errore di verbalizzazione, o un difetto di memoria del Brogi.

Il Presidente: ha già precisato tutto quello che sa a proposito di Tilgher e quindi non abbiamo altro da chiedergli.

L’avv Baldi: la riunione di Montesilvano era per stringere i tempi, nel senso per vedere quali militanti erano disposti a proseguire in maniera piu’ concreta sulla strada degli attentati anche alle vie di comunicazione.

Brogi: no, non era …

L’avv Bezicheri interviene: mi oppongo, eventualmente sono disponibile che la domanda venga riformulata in altro modo e cioe’ se il Brogi puo’ dire quali degli imputati di questo processo erano alla riunione di Montesilvano.

Avv Melchionda: Presidente le chiedo la parola anch’ io.

Bezicheri continua: debbo terminare una cosa. Si dice anche di imputati di altri processi, fatti di altri processi, non è vero, il filo logico di un dibattimento processuale non puo’ essere il comune colore politico di imputati di vari processi o per vari fatti.

Il Presidente: va bene lei ha fatto l’ opposizione.

L’avv Bezicheri: chiedo che gli venga chiesto se vi erano imputati di questo processo, naturalmente gli si dice quali sono gli imputati di questo processo e dira’ …

Il Presidente: basta avvocato.

L’avv Melchionda: le chiedo la parola sig Presidente.

Il Presidente: scusi avvocato, non gliela do in questo momento. Cosa sa della riunione di Montesilvano?

L’avv Melchionda interviene: le dispiace mettere a verbale che ho chiesto la parola e lei ha ritenuto di non concedermela sig. Presidente.

Brogi: ma a Montesilvano non fu una riunione per… fu una riunione per contarsi, cioe’ per vedere quante persone piu’ o meno potevano venire dietro a questo discorso. Non fu fatta per stringerei tempi. I tempi si stringevano facendo degli attentati, sempre piu’ selettivi e a seconda certi tipi di gravita’ dell’ attentato si sfoltivano i gruppi. Cioe’ il movimento politico di ordine nuovo, credo avesse 7 mila persone al momento dello scioglimento, poi ne saranno rimaste 3 mila, poi 2 mila, poi mille, poi alla fine chiaramente… A suon di selezionare… Molta gente e riconfluita nel Msi, altri sono spariti, quindi alla fine quando siamo arrivati alla conclusione degli attentati, prima addestrativi, come ho detti io dei tralicci o casa del popolo di Moiano con infiltrazione di Ordine Nero, alla fine poi si sono contati sulle dita di una mano i personaggi rimasti, ecco la selezione. La selezione avveniva attraverso gli attentati, la selezione o l’accelerare i tempi, diciamo cosi’ avveniva in questa maniera. Quindi a Montesilvano non fu fatto niente per stringere niente. Ci ritrovammo lì in tre o quattro per dire: “sì, siamo cinque, siamo 8, siamo 3” e basta.

Il Presidente: ha risposto sufficientemente.

L’avv Melchionda: ho chiesto di intervenire solo per questa ragione, è la quarta o quinta volta che domande che vengono da uno o dall’ altro banco… l’avv Bezicheri si alza per fare delle opposizioni anche se e un suo diritto, io pero’ le chiedo se si vuole andar avanti in questo modo, di formalizzare volta per volta, come la legge ci impone, l’ opposizione e la domanda. In caso di opposizione le chiedo di volere mettere a verbale la esatta domanda che viene formulata, le ragioni dell’opposizione, sentire le parti, perche’ su queste opposizione si deve accendere di necessita’ un piccolo procedimento incidentale che sara’ poi risolto volta per volta dalla sv. Ad esempio lei in precedenza ha ritenuto avvalendosi dei suoi poteri, di non ammettere alcune domande che a verbale non sono state riportate, quindi c’ è una verbalizzazione …

Il Presidente: le domande sono state riportate.

L’avv Melchionda: benissimo, per ogni volta che ci saranno le opposizioni io le chiedo di potere intervenire ed esprimere il mio parere sulla ammissibilità o meno della domanda e credo che questo sia un diritto di tutte le parti.

L’avv Baldi: l’espressione che avevo usato cioé stringere i tempi per l’esecuzione di attentati era contenuta nel verbale del 29.01.86 del Brogi, comunque ha chiarito meglio oggi che intendeva parlare di scrematura di ambiente. Dopo questa riunione il Brogi ha ricordato che ci fu un viaggio effettuato dal Cauchi a Roma per trovare Signorelli, ricorda anche che per strada carico’ Zani, conferma questo viaggio?

Il Presidente: la domanda è ininfluente.

L’avv Baldi: allora diciamo, se è vero che nell’occasione dell’incontro del Signorelli, del Cauchi con Zani e Signorelli, Signorelli avallo’ la linea d “attentati di tipo indiscriminato”, dicendo che potevano coesistere anche con attentati di tipo mirato o selezionato?

Il Presidente: gli ho già chiesto questa cosa al teste comunque se ha qualche cosa da aggiungere a quanto ha detto prima.

Brogi: cioe’ Signorelli e pugliese capirono questo, che qualche cosa alla base bisognava dare, che se non gli si dava niente qualcuno avrebbe preso diciamo cosi’… Alla base bisognava dare, in che senso? Sapevano di avere una base divisa in queste due correnti, in quella piu’ spontaneista, immediata, quella piu’ riflessiva con un certo calcolo per arrivar a una certa altra situazione simile all’ altra. Pero’ per non spaccare in due questo fronte, per non creare, diciamo cosi’, un estremismo sviscerato da entrambe le parti, oppure creare, come poi si crearono due fronti, chiamiamoli come va di moda oggi “falchi” e “colombe”, fu trovata una risoluzione politica che accontentasse, diciamo cosi’, entrambe le correnti. Cioè un certo tipo di attentato controllato, protetto eventualmente con una certa finalita’. Questo fatto qui non tolse l’ idea da qualcuno che si ritornava ad essere, diciamo cosi’, dei personaggi d serie b o della gente che si stavano rimangiando una situazione politica. Chiaramente anche in questa situazione ambigua che accontentava tutte e due le correnti, ci fu sempre chi interpreto’ in maniera sua, queste disposizioni. Quindi alla fine il discorso Signorelli e pugliese si unifico’ con un contrasto che praticamente non è poi più esistito, almeno per quello che ho saputo io. Cercando di accontentare entrambe le correnti, sia quella piu esasperata e sia quella piu’ moderata.

L’avv Baldi: è vero anche che come corollario a quello che lei ha detto si parlo’ già allora di attentati che dovevano essere rivendicati e attentati che non dovevano essere rivendicati.

Brogi: si’, cioe’ il discorso era in questi termini sulla rivendicazione ho già detto che ci doveva essere un testo unico che dovesse nella sua espressione letteraria, interpretare entrambe le filosofie dei due gruppi e che sarebbe stato gestito da Roma. Per quello che riguarda il discorso dell’ attentato non chiaramente denunciabile all’ opinione pubblica tramite un volantino, tramite una rivendicazione, era una risoluzione, diciamo cosi’, estrema che se accadeva doveva essere valutata da questo organo.

L’avv Baldi: ricordo che il Brogi in un verbale del 16.01.86, ha cosi’ definito Ordine Nero: “Ordine Nero doveva rappresentare l’unificazione tra Avanguardia Nazionale e Ordine Nuovo”, conferma?

Brogi: sì, soltanto per una parte, cioe’ nel senso che…

Il Presidente interviene: da chi l’ha saputo, qual’ è la fonte?

Brogi: vale per l’amicizia e il rapporto, il collegamento gruppo toscano – milanesi, cioe’ non dico che tutti …

Il Presidente interviene: questo è un suo giudizio?

Brogi: ma non è un mio giudizio, le ho vissute quelle realtà, sono stato condannato per tre attentati di Ordine Nero. Cioe’ il discorso è questo: Ordine Nero non è una realtà nata da tutto il movimento politico Ordine Nuovo e tutta l’ Avanguardia Nazionale, è un espressione che è uscita fuori di estremizzazione del discorso fra il gruppo milanese, ex Mar, chiamiamolo Carlo Fumagalli, e un’ala oltranzista aretino – perugina, che aveva chiaramente delle amicizie sporadiche come Benardelli o altra gente che era a 200 chilometri dalle nostre aree. Pero’ Ordine Nero è nato da questa fusione di un gruppo già preparato come quello milanese, in una certa realtà, e quello leggermente emergente, toscano. Quindi Ordine Nero per quello che ho vissuto, è una realtà di incontro di queste due organizzazioni che chiaramente hanno creato una corrente all’interno di questi altri due gruppi, ma non è la fusione globale cioe’ con i dirigenti di entrambi i gruppi che hanno fuso, è stata una realtà spontanea nata da un’ unione diciamo cosi’, Zani, Cauchi, gruppo perugino e contorno dell’ area milanese. Ecco come è il discorso Ordine Nero, non è preso nel suo contesto globale, è nell’unificazione di queste due frange.

Andrea Brogi – verbale di udienza 22.01.1988 – prima parte

L’ avvocato Zanotti: io sono incompatibile e non posso accettare la difesa di ufficio perche’ fui parte civile nei confronti di Brogi nel processo di Ordine Nero.

Il Presidente: lei e’ Brogi Andrea. Ha delle pendenze penali?

Brogi: si’. Sono imputato per associazione sovversiva detenzione e trasporto di armi, presso la Corte di Appello di Firenze.

Il Presidente: fra i suoi coimputati chi c’e’? C’è Gelli?

Brogi: sì. Sono stato condannato 8 anni.

Il Presidente: quindi bisogna sentirlo ai sensi del 450 bis.

Il Presidente: ha un difensore di fiducia?

Brogi: ho il mio, quello che mi ha curato al processo a Firenze, ma oggi non pensavo che ce ne fosse necessità quindi non ho nessuno.

Il Presidente: se la nomina e’ ancora in corso, puo’ nominarlo difensore di fiducia e rinunziare alla sua assistenza, sempre che lei lo voglia ovviamente. Si da’ atto che viene nominato di ufficio l’ avv Giuffrida, quindi l’ avv Zanotti è libero.

Il Presidente avverte Brogi che essendo sentito come coimputato in procedimento connesso ha facolta’ di non rispondere all’ interrogatorio, oppure di non rispondere a singole domande. Il Presidente: mi dica se intende avvalersi della facolta’ di non rispondere.

Brogi: no, tutt’al piu’ mi posso astenere su certe domande.

Il Presidente: lei ha reso numerose dichiarazioni a vari giudici, sia di Firenze che di Bologna su una circostanza che poi sostanzialmente e’ unica. Le parti si oppongono alla lettura dei verbali di Brogi?

L’avv, Bezicheri: sì.

Il Presidente: lei ha parlato di un rapporto di collaborazione che ha avuto in passato con Augusto Cauchi e ha detto che in un certo periodo Cauchi si rivolse a Gelli per avere dei finanziamenti. Vuole esporre come andarono le cose?

Brogi: si’, praticamente il Cauchi si rivolse a questo personaggio che all’ epoca era conosciuto ad Arezzo come un …..

Il Presidente: questo avvenne quando?

Brogi: nei mesi in cui io abitato con augusto Cauchi alla Verniana, cioe’ nei primi 3-4 mesi del 1974.

Il Presidente: Cauchi si rivolse a Gelli per avere dei finanziamenti?

Brogi: si’. Il Presidente: lei ha detto che ne discusse con altri personaggi della destra, anche romana, e che alcuni di questi non erano d’ accordo.

Brogi: esatto.

Il Presidente: vuole spiegare? A chi si rivolse e perche’ c’era del disaccordo su questo punto?

Brogi: praticamente augusto faceva capo a livello sia operativo che di movimento politico con Roma, con un gruppo di personaggi fra cui si possono collocare Peppino Pugliese e Paolo Signorelli. Questi personaggi praticamente reggevano …..

Il Presidente interviene: Cauchi per quello che lei ne sa si identificava in Ordine Nuovo, in AN o in altre formazioni?

Brogi: qui bisogna prendere a se’ il discorso specifico della toscana e di Arezzo in particolare modo.

Il Presidente: per questo glielo chiedo.

Brogi: anch’ io in quell’ epoca, anche se ero gia’ stato dentro in ordine nuovo, frequentavo il MSI, e contemporaneamente stavamo nel partito perché pensavamo che li’ potessimo portare via personaggi nuovi al Movimento Politico di Ordine Nuovo, questo in particolare dopo lo scioglimento.

Il Presidente: cioe’ portarli dall’ MSI verso …

Brogi interviene: esatto, era un nostro serbatoio, diciamo cosi’. E poi anche per cercare di stare all’interno del partito per fare un’ala destra in contrapposizione a uno spostamento che il partito aveva avuto sulle posizioni di sinistra. Cauchi era capo degli attivisti del MSI, organizzava i comizi, praticamente era il numero uno a livello attivistico. Era un po’ il carisma di Arezzo per quello che riguardava i giovani. Era molto legato a Massimo Batani che invece all’epoca aveva aperto una sezioncina di Ordine Nuovo legata molto a Perugia, in Arezzo. Chiaramente questo era una cosa ambigua, in quanto tutti noi frequentavamo sia di la che il MSI, d’ altra parte era permesso, ci stavamo dentro, quindi non c’erano problemi, pero’ era una situazione piuttosto ibrida, un po’ strana, ma ad Arezzo era cosi’ nel 1974.

Il Presidente: con chi parlo’ il Cauchi di questo finanziamento da chiedere a Gelli.

Brogi: Cauchi disse che aveva trovato questa strada e chiese se poteva proseguirla, quindi lo chiese a peppino Pugliese che era un po’ il trait d’union con noi in quanto un paio di mesi prima io e Cauchi eravamo gia stati a Roma, in via Merulana in una birreria a incontrare Peppino Pugliese, quindi ne parlo’ con lui. Chiaramente Pugliese ne riferi’ anche a quello che io posso chiamare, diciamo, il gruppo guida e inizialmente fu dato un certo ok poi invece il discorso fu bloccato perche’ all’ interno di questo gruppo romano sorse un conflitto che era appunto legato a una certa cosa, cioe’ il signor Gelli aveva chiesto praticamente come intermediario un uomo con le “stellette”, come io ho sempre definito. Quindi chiaramente quando si seppe di questo tipo di uomo cuscinetto che doveva pilotare questo tipo di finanziamento, a Roma a quanto pare scoppio’ questo contrasto in quanto, io suppongo, c’ era della gente che non voleva piu’ avere a che fare con i militari, con i servizi oppure con l’ arma dei carabinieri; questo per vecchi rancori legati al 1970. In questa spaccatura c’ erano due correnti: una che diceva: “non abbiamo niente, dobbiamo organizzarci” e quindi questo finanziamento, questa realta’ serve, dall’ altra c’era un discorso politico, legato ad una strada che certi dirigenti romani avevano preso e che osteggiavano questi rapporti.

Il Presidente: quindi le ragioni per le quali c’era questa opposizione da parte di alcuni esponenti romani, erano il fatto che Gelli avesse chiesto l’intervento di un militare come garanzia propria, non il fatto che Gelli fosse conosciuto come esponente della massoneria?

Brogi: no, inizialmente i motivi furono detti chiaramente su questo, riguardava…. Di questo ora le parlo a livello di quello che ricordo.

Inizialmente sembrava che il contrasto fosse esclusivamente per un discorso della presenza dei servizi, invece poi e’ apparso chiaro e tondo che c’ era anche chi osteggiava un discorso reale. Certo che bisogna prendere in considerazione questo fatto che il Gelli dell’ epoca non era il Gelli di oggi, era conosciuto come grosso industriale, una persona legata al mondo della massoneria, ma una persona …..

Il Presidente: di p2 all’ epoca non se ne parlava.

Brogi: esatto. Quindi c’ era soltanto … E all’ interno della destra c’ era un dibattito.

Il Presidente: pero’ era conosciuto come persona

Vicina o legata alla massoneria Gelli?

Brogi: si, questo si, pero’ non era una cosa……

Il Presidente: io chiedo se a voi era noto.

Brogi: sì, a noi era noto. Ad Arezzo avevamo anche avuto qualche volta dei dialoghi interni fra di noi sulla massoneria, in senso positivo e negativo, ognuno chiaramente esprimeva un suo giudizio. Con cio’ a Roma indiscutibilmente una parte di questi dirigenti romani osteggiava questo tipo di discorso.

Il Presidente: Cauchi diceva di avere trovato questa fonte di finanziamento. L’aveva trovata in che modo?

Brogi: il Cauchi aveva sfruttato un vecchio filone. Cioe’ nel 1972, un gruppo di industriali aretini della Valtiberina, di quella zona lì, a livello di finanziamento per la campagna elettorale, quella in cui il MSI fece ….

Il Presidente interviene: campagna elettorale dell’ MSI.

Brogi: del 1972, quella in cui entrarono anche personaggi come Birindelli e altri, quella che fu considerata un po’ l’exploit a livello elettorale. Questo gruppo di industriali, a cui faceva capo il Gelli che all’ epoca aveva delle aderenze a livello della Confindustria aretina, aveva legalmente, tramite l’ avv. Oreste Ghinelli, che era a quell’ epoca federale della federazione MSI di Arezzo, aveva praticamente finanziato questa organizzazione. Siccome il Cauchi era praticamente una persona che organizzava, stava quasi perennemente in federazione al partito e aveva rapporti oltre che di partecipante al partito anche di amicizia con Oreste Ghinelli, quindi era stato presente a questo tipo di rapporto che all’ epoca era legalissimo, quindi sfrutto’ praticamente un filone ……

Il Presidente interrompe: e quali furono le ragioni che indussero Cauchi a chiedere questo secondo finanziamento? Cioe’ lei ha dichiarato che lui lo chiedeva perche’ aveva bisogno di procurarsi delle armi come era sorta questa esigenza?

Brogi: era sorta da una riunione avvenuta in villa Collemandina, vicino a Corfino nell’ alta Garfagnana, praticamente gestita come persona sopra tutti, diciamo garante di questo incontro, da Elio Massagrande. In quella riunione doveva esserci presente, almeno si doveva pensare presente, Clemente Graziani, cosa che poi invece non accadde. Pero’ c’ era questo Massagrande che faceva d garante per un incontro di personaggi legati al discorso della destra extraparlamentare, ma non delle stesse correnti, della stessa area, ma di diverse organizzazioni.

Il Presidente: si parlo’ di armi o anche di esplosivi?

Brogi: si parlo’ piu’ di esplosivi che di armi.

Il Presidente: era o non era legata a una progettazione politica di uso effettivo di queste cose? Cioe’ c’era già in mente qualche operazione da fare con gli esplosivi?

Brogi: no. Lì la riunione aveva soltanto due o tre scopi. Il primo scopo era di chiudere quella ruggine che c’e’ sempre stata praticamente tra l’extraparlamentarismo di destra, infatti si cercava di riunire, dopo lo scioglimento del movimento politico di ordine nuovo nel 1973, di riunire almeno personaggi che potessero continuare questo tipo di attivita’ chiaramente in una fase anche clandestina. Primo scopo quindi era di smetterla di continuare a fare i soliti incontri-scontri su problemi che erano soltanto di concetto, praticamente ideologici e non certamente di lotta e quindi chiaramente in questa riunione si cerco’ di catalizzare tutto intorno a un gruppo pensante e a una struttura operante militare. In questo era programmato, pero’ con il tempo, a secondo delle evoluzioni sia legate anche al discorso del referendum che si sarebbe dovuto tenere e legato a quello che sarebbero state le mosse politiche che in Italia sarebbero accadute successivamente al discorso del referendum e’ come muoversi…

Il Presidente interrompe: era un discorso che nasceva dalla vittoria…

Brogi interrompe: no, ancora la vittoria non c’ era stata.

Il Presidente: ma dalla previsione di una vittoria della sinistra nel referendum.

Brogi: esatto.

Il Presidente: questa e’ una cosa molto importante. E le trattative avvennero fra Cauchi e Gelli per quanto lei ha detto fino ad ora.

Brogi: si’.

Il Presidente: cosa disse Cauchi a Gelli sulla destinazione di questo denaro che Gelli avrebbe procurato?

Brogi: praticamente il problema era sapergliela mettere in una certa maniera, perche’ Augusto prima di tutto aveva il grosso problema che non uscisse fuori da parte del Gelli un qualche cosa verso l’ avv. Oreste Ghinelli, che sarebbe stato chiaramente contrario, quindi c’era il problema di garantirsi una certa copertura su questa operazione verso il MSI, che chiaramente non l’avrebbe vista bene un’ operazione in questi termini e dall’ altra parte vedere fino a che punto si poteva impostare il discorso al di fuori della legalita’, quindi chiaramente fu studiato, fu data qualche imbeccata da Roma su come si poteva impostare il discorso. Il discorso fu impostato che c’ erano dei gruppi al di fuori del MSI, che in previsione di una presa al potere delle sinistre avrebbe fatto un certo tipo di reazione, in quanto a quell’ epoca circolava all’interno dei nostri gruppi questa convinzione, cioe’ che la sconfitta nel referendum avrebbe portato molto facilmente a un cambiamento radicale politico in Italia e quindi con una certa emarginazione per quella che era la nostra vita nel lavoro, nella scuola e quindi il modo di fare i partigiani alla rovescia. Cioe’ in caso di una presa di potere da parte delle sinistre con una presa di piazza, una scesa di piazza del partito comunista e una nostra emarginazione, di avere delle scorte, delle armi, dell’ esplosivo per potere fare una contro rivoluzione oppure una difesa individuale. Il che sembro’ una pillola digerita o raccontata bene perche’ non so …

Il Presidente: Cauchi a Gelli non parlo’ esplicitamente …

Brogi interrompe: mai di attentati.

Il Presidente continua: … Mai di attentati e di armi? Lei ha reso questa dichiarazione al GI Grassi di Bologna il 23.04.87: “stando a quello che mi ha detto il Cauchi, questi non disse assolutamente al Gelli che il denaro sarebbe servito per acquistare armi ed esplosivi, ma gli fece quel discorso sull’ autodifesa e sulla tutela della proprieta’ che si era in precedenza preparato”. Conferma queste dichiarazioni?

Brogi: esatto.

Il Presidente: ha detto che era soprattutto per acquisto di esplosivi la…

Brogi interviene: cioe’ per noi.