Le intercettazioni fra Carlo Rocchi e Pitarresi

Una prima telefonata è stata registrata il 2 febbraio del 1994: in essa Rocchi parla con il giovane Luca Pitarresi, figlio di Biagio, quest’ultimo squadrista milanese in quel momento in carcere. Biagio era noto per avere frequentato con altri neofascisti le caserme dell’Arma e aver avuto contatti con i servizi segreti. (…) Luca Pitarresi informa dunque Rocchi che il padre ha sostenuto da poco un colloquio investigativo con il capitano Massimo Giraudo, l’ufficiale dei Carabinieri incaricato dai magistrati di due Procure di compiere nuovi accertamenti sulle stragi di Brescia e di Piazza Fontana. Dal colloquio Biagio aveva intuito i nomi delle persone oggetto delle indagini, e il figlio riferisce a Rocchi: “Papà sa i nomi… e questi sanno del fatto dell’Italicus”.

Rocchi replica: “Va bene, non fare quei nomi adesso, perché non si fanno mai ì nomi per telefono”  e suggerisce al giovane Pitarresi il modo in cui il padre potrà mettersi in comunicazione con lui.

(…) La seconda telefonata è di pochi giorni dopo. Questa volta al telefono con Rocchi è direttamente il detenuto Biagio Pitarresi: l’argomento sono ancora le informazioni che il capitano Giraudo sta raccogliendo su Brescia. Biagio: “Dicono che ci sono questi americani… tutti qui si sapeva che la strage l’avevano fatta questi con i nostri… parlano di Piazza Fontana, Brescia e dell’Italicus, questo treno qua, perché sembra che ci sia gente che sta collaborando anche qua”.
(…) E riferisce che l’ufficiale dell’Arma gli avrebbe parlato di un settore all’interno della CIA per conto del quale avrebbero lavorato il capo di Aginter Press, il legionario francese Yves Guerin Serac, e due americani, Ronald Brug e Jat Simon Saley. (…) Biagio commenta preoccupato che una “barca di pentiti” starebbero parlando di rapporti tra questi personaggi e Stefano Delle Chiaie. Rocchi lo ammonisce “Tu non hai mai sentito questi nomi… non hai mai saputo che ci fossero americani o agenzie…”.

Roberto Scardova, Italicus, Editori Riuniti

Maurizio Tramonte – dichiarazioni 29.02.2000

Non ho notizie dirette sulla strage del treno Italicus del 4.8.74 però posso riferire, come ho già detto ai magistrati bresciani, che nei primi mesi del ’74 in Rimini o nelle vicinanze, forse in un albergo, ci fu una riunione di cui io seppi perché me ne parlò Maggi che vi aveva partecipato; egli disse che la nostra cellula padovana era stata scelta per effettuare un attentato a Bologna nell’estate successiva e che lo stesso Maggi avrebbe dovuto organizzarlo. In effetti ci furono delle riunioni organizzative presso la casa di Gastone Romani in Abano Terme, di cui ho parlato con i magistrati bresciani, con la partecipazione degli appartenenti alla cellula di cui ho già detto prima: Maggi, Melioli, Riello, Romani, Francesconi Sartori e Luigi oltre a me. Ci furono anche diverse prove pratiche per l’esplosione delle bombe, presso delle cave nei Colli Euganei, io non c’ero ma ero informato di tali attività; poiché non riuscivano a fare una bomba abbastanza potente che fosse anche non troppo pesante da trasportare o troppo voluminosa, Delfo Zorzi ottenne la consulenza e l’esplosivo per confezionare l’ ordigno da parte di due appartenenti all’Aginter Press di cui uno all’epoca dimorava ad Abano. Costoro confezionarono due ordigni.

Peraltro nel corso di tale preparazione, che come ho detto era rivolta a compiere un attentato a Bologna nell’ estate’ 74, sorse la necessità di uccidere un appartenente all’estremismo di destra bresciano. Ciò lo decisero quelli dell’Aginter Press che poi eseguirono anche l’omicidio dando a questo giovane, Silvio FERRARI, una bomba da trasportare ingannandolo sull’ora in cui sarebbe esplosa, cosicché esplose mentre lui la portava sulla sua motoretta. Tutte queste cose io le ho sapute da MAGGI. Decisero di uccidere FERRARI perché avevano paura che parlasse .

A causa di tale omicidio e di precedenti attentati terroristici avvenuti a Brescia, fu organizzata dai sindacati la manifestazione di Piazza della Loggia. MAGGI decise di far esplodere nel corso di quella manifestazione la bomba preparata per Bologna. Dopo la strage di Brescia, non ci furono più le condizione per la nostra cellula padovana di realizzare l’ attentato previsto per I’ estate a Bologna.

L’ ufficio da atto che la strage di piazza della Loggia avvenne il 28.5.74. Prendo atto che nell’agosto ’74 vi è stato I’ attentato dell’ Italicus, posso pensare che esso sia stato realizzato da un’ altra cellula neofascista ma non ho avuto alcuna notizia in proposito. Infatti io sapevo da quello che diceva Maggi che esistevano altre cellule come la nostra in altre città italiane, ma non avevo nessuna conoscenza precisa su di esse.

Non sono sicuro per il tempo trascorso ma credo che Maggi mi abbia detto a suo tempo che alla riunione di Rimini parteciparono tra gli altri Massagrande e Bezicheri, Zorzi e Fachini. Comunque costoro erano i capi dell’ organizzazione di cui la nostra cellula faceva parte e quindi erano loro che avevano “l’autorità morale” come dicevano essi stessi, di decidere atti di tale importanza.

Di Bezicherl come uno dei capi morali dell’organizzazione ne ho sentito spesso parlare da Maggi. Melioli non era prima della strage di Brescia al livello di partecipare alla riunione di Rimini, dopo la strage di Brescia ha acquistato grande prestigio nei confronti di Maggi perché ha avuto un ruolo determinante nell’ attentato di Brescia.

Infatti dopo la strage di Brescia Melioli decise di formare una autonoma cellula, come ho detto prima, operante in Rovigo e Ferrara e ciò fu consentito da Maggi che era il capo della cellula di Padova di cui Melioli fino a quel momento faceva parte, proprio per il prestigio acquisito da Melioli con la strage di Brescia.

L’allegato 108 della fonte Aristo: corrispondenza Ordine Nuovo – Aginter Presse 1967

Il documento comincia con fornire una definizione dell’AGINTER PRESSE:
Sotto la copertura ufficiale di un’azienda giornalistica denominata AGINTER- PRESSE opera da Lisbona una potente organizzazione di estrema destra internazionale che ha, per obiettivo, la lotta al comunismo in qualunque parte del mondo si presenti una reale minaccia di assunzione del potere da parte di gruppi marxisti”.

Ne delinea ,quindi, il campo d’azione:
L’azione di tale organizzazione si articola in tre settori distinti:
1) azione pubblica e divulgativa
2) azione di controllo , d’informazione , di spionaggio
3) azione armata

Per quanto riguarda il primo settore, l’Aginter-Presse opera in collegamento con qualsiasi organizzazione giornalistica estera , con scambio di notizie di natura più disparata , sempre che esista un comune denominatore anticomunista. Contatti esistono in tutta Europa, Italia compresa, Africa, America del Nord ed America Latina.
Per il secondo settore d’attività , ai margini del bollettino informativo dell’Agenzia (che si allega) , si svolge una collaborazione più riservata sia con organizzazioni politiche o giornalistiche sia con singoli individui. A Lisbona si raccolgono infatti informazioni relative ad enti , personalità della cultura e della politica, a movimenti, ad industrie che operino in favore del comunismo internazionale; alla penetrazione comunista nei più disparati settori dell’industria, del commercio, delle Forze Armate nazionali ecc: ai collegamenti tra i partiti comunisti e socialisti con gruppi ed organizzazioni controllati e finanziati dal comunismo internazionale; a personalità d’ogni campo professionale, simpatizzanti o legate a partiti marxisti; alle fonti di finanziamento nazionali delle organizzazioni comuniste e socialiste; si raccolgono ancora notizie atte alla individuazione dell’apparato clandestino dei citati partiti… le informazioni così raccolte a Lisbona serviranno per avere innanzi tutto un quadro esatto delle attività comuniste, pubbliche e segrete, in ciascun paese e per poter quindi- a seconda dei casi e delle valutazioni che saranno di volta in volta fatte – o denunciare fatti e persone oppure intervenire con diversi sistemi di lotta…”.

A questo punto il documento spiega in cosa consista “Ordre e tradition”e i suoi rapporti con l’Aginter Presse.
A fianco dell’azienda giornalistica opera , sul piano politico, una organizzazione nazional-rivoluzionaria che si denomina “Ordre ed (leggasi et) Traditions” , con marcate caratteristiche anticomuniste. Questo gruppo ha contatti anche in Italia con organismi di destra… la presa di contatto con ON servirà infatti al gruppo di Lisbona per stabilire un rapporto più serio di collaborazione politica… Ordine Nuovo dovrebbe costituire pertanto il gruppo italiano di maggiore confidenza.…attività più interessante del gruppo operante da Lisbona…è quella costituita da una specie di internazionale anticomunista: Internazionale che è già funzionante disponendo di un apparato militare clandestino selezionatissimo e già collaudato, pronto in qualsiasi momento ad intervenire per fronteggiare qualsiasi minaccia comunista si presentasse in Europa…Inoltre ,l’organizzazione opera – sempre in funzione anticomunista – anche per particolari casi o situazioni si presentassero in questo o quel paese, intervenendo con azioni spregiudicate che organismi statali, segreti o no, non sempre possono svolgere.”

Quest’ultima frase fornisce la chiave di lettura di quello che rappresenta l’Aginter Presse per i servizi , che non possono “sporcarsi le mani” più di tanto; per certe azioni più spregiudicate è meglio ricorrere all’Aginter Presse. Il documento cita, tra gli altri, il capo dell’organizzazione:
La persona che ci è stata presentata come “Chefe ( o meglio “chef”) è un tale Monsieur Guerin-Serac, di circa 45 anni, ex ufficiale d’Indocina e degli ultras d’Algeria. Si ritiene che questo sia un nome di copertura…”

Si rappresenta che ARISTO chiama con questo soprannome SERAC nell’appunto del 10.6.67.
L’organizzazione, per la parte operativa vera e propria, che peraltro sembra essere quella più importante cui si dedicano i giornalisti di Aginter Press , si è data una rigorosa struttura segreta e chi vi entra a far parte assume non solo un impegno di onore, ma è costretto a firmare un documento che lo vincola al segreto e all’obbedienza più cieca… Ciascun elemento è addestrato per operare in azioni di sabotaggio o di guerriglia….

La collaborazione nell’azione armata proposta ad O.N.
Il documento prosegue in questo modo: “All’organizzazione italiana di destra “Ordine Nuovo” è stata chiesta, oltre alla collaborazione “politica” di natura giornalistica e informativa, una stretta cooperazione nel “terzo più importante settore di attività” (azione armata) e cioè:

1) preparare gruppi di “volontari”, rispondenti alle caratteristiche del caso, disposti a trasferirsi per operazioni di lunga o breve durata in qualsiasi altro paese estero;

2) provvedere alla creazione di una rete di “agenti di collegamento” nei principali centri e città italiane che possano eventualmente servire -per soli compiti orientativi, informativi e logistici- a favorire la missione di gruppi esteri che dovessero eventualmente operare nel nostro paese in azioni anticomuniste;

3) provvedersi di adeguati mezzi bellici da fornire, se del caso, ad elementi che dovessero essere inviati in Italia;
4) cooperazione massima per favorire eventuali traffici di materiali strategici, creando se possibile regolari aziende commerciali di import export;

5) elaborazione congiunta di determinati piani d’azione da attuare in special modo nelle ex colonie italiane in Africa. si è constatato uno speciale interesse del gruppo lisboeta per la Somalia

Sin qui é già emerso un elemento di straordinaria importanza: vi è una collaborazione tra l’Aginter Presse e Ordine Nuovo , in chiave anticomunista , nell’ambito di un’azione armata.

RAUTI dimostra una totale apertura a queste proposte
Informato il segretario di Ordine Nuovo di questi contatti e proposte, il dr. Rauti ci ha rivelato, innanzi tutto, la favorevole disposizione della sua organizzazione a tutte e tre le sfere d’azione proposte da Ordre e Traditions ed inoltre ci ha dichiarato che Ordine Nuovo ha già una sua struttura clandestina “operativa”, collaudata nel passato con operazioni terroristiche svolte, su commissione dell’Oas, sulla Costa Azzurra. Ordine Nuovo, in sostanza è in grado di:

a) mettere a disposizione una certa quantità di elementi selezionati e dalle caratteristiche richieste, disposti a trasferirsi in qualsiasi paese o continente. Questi elementi vengono addestrati militarmente e comunque reclutati tra i provenienti dal servizio militare. Ad esempio, ci è stato detto, si svolge attualmente a La Spezia un corso “sportivo” di nuotatori subacquei. Ufficialmente, vi partecipano elementi provenienti da scuole ed istituti, ma una parte dei frequentatori di esso svolgono in aggiunta un addestramento per “incursori” sotto la guida di ex ufficiali dei battaglioni NP della X Mas.

b) fornire armi e munizioni, esistendo depositi clandestini di detto materiale in varie parti della penisola. La ubicazione di essi sarebbe nota soltanto a pochissimi elementi (peraltro non facenti parte ufficialmente di Ordine Nuovo) e lo stesso Rauti, come i suoi più vicini collaboratori, oltre alle notizie di carattere generale non dispongono degli elementi per l’individuazione dei depositi stessi. I contatti tra Rauti e con Ordine Nuovo avvengono a mezzo di intermediari del tutto insospettabili e che addirittura svolgono attività politiche in partiti di centro. “

c) fornire ogni notizia possibile su depositi di armi di avversari. In proposito, qualche tempo addietro, appartenenti all’organizzazione clandestina collegata ad O.N. hanno “svuotato” un deposito comunista in Toscana, trasferendo il materiale reperito in un proprio rifugio.

d) favorire operazioni di import-export. Al riguardo elementi di Ordine Nuovo hanno costituito da non molto tempo un’agenzia commerciale di importazioni nel quadro di una operazione triangolare Rhodesia-Portogallo-Italia, in modo da eludere le restrizioni che sono state stabilite, dopo le sanzioni alla Rhodesia, per le ditte che importano o esportano prodotti che contribuiscano all’economia rhodesiana. La creazione di quest’agenzia dovrebbe consentire di far giungere in Italia un particolare tipo di fibre di amianto necessarie ad un’industria italiana”.

Il documento così prosegue:
“A parte i futuri contatti personali che saranno presi con il Rauti, Ordre e Tradition manterrà tutti i contatti con Aristo, al quale peraltro si appoggerà quale trait d’union per ogni possibile iniziativa sino al momenti di più approfonditi accordi specifici con lo stesso Rauti. Pertanto, si suggerisce l’opportunità che codesto Ente ponga chi scrive in condizione di poter “vincolarsi” il più strettamente possibile con il gruppo di Lisbona per evitare che il lacunoso rendimento informativo (di cui al punto 2) possa orientare Ordre e Traditions ad indirizzarsi ad altri, facendoci perdere in tal modo e la confidenza e, soprattutto, il contatto”.

Il documento prosegue ancora:
Sarebbe pertanto necessario disporre di notizie di attività riservate comuniste, con particolare riguardo ai contatti tra il Pci ed il Psu con i movimenti comunisti francesi, portoghesi e spagnoli oltre che con quelli africani, dato l’interesse di O et T verso il Continente Nero, nonché altre notizie che codesto Ente, nella sua valutazione, riterrà opportuno dare nel quadro degli interessi palesati dal gruppo di Lisbona.
Ci si permette di segnalare poi che esistono forti indizi, per non dire la certezza, che lasciano ritenere all’esistenza di un “collegamento” e di una certa collaborazione fra O et T e speciali branche delle polizie politiche di Spagna, Portogallo e di taluni stati africani (Rhodesia, Sud Africa ecc.), nonché analoghi servizi in America (Cia) e di taluni paesi latinoamericani. E’ quindi necessario che le notizie fornite nella presente relazione non siano assolutamente rese note ad altri servizi italiani od esteri, sia perchè non è escludibile l’individuazione del collegamento dell’aderente di Ordine Nuovo con codesto Servizio sia perchè, nel corso delle conversazioni avute a Lisbona, è stato chiaramente affermato che chi entra a far parte dei segreti dell’organizzazione mette in gioco la propria vita in caso di fughe, volontarie o involontarie, di notizie.”

Il documento non reca alcuna indicazione dattiloscritta, ma una scritta a mano che indica “Fatto pezzo” seguita da 14-6-1967. L’Ispettore CACIOPPO ha spiegato quali sono i “pezzi” che, ritagliati dall’informativa, sono stati inseriti in altre missive. Il documento, dunque è precedente al 14 giugno ma, sicuramente successivo al 26 aprile, perchè si fa riferimento ad una nota con quella data. Inoltre, il documento sembra essere successivo alla riunione di Lisbona e, dunque, possiamo collocarlo fra gli ultimissimi giorni di maggio ed i primi di giugno.

Memoria pm strage di piazza della Loggia

Incontro tra l’Aginter Presse e Ordine Nuovo – il materiale della “fonte Aristo”

In questa attività di raccordo delle diverse organizzazioni neo fasciste, l’Aginter Presse entrò rapidamente in rapporto con O.N. Già nei primi del 1967 (all.99) il gruppo italiano veniva invitato ad una riunione con “rappresentanti di gruppi esteri” a Lisbona. L’incontro, inizialmente previsto per fine aprile ,veniva poi spostato a fine maggio , per le richieste avanzate da RAUTI, di chiarimento sulle finalità dell’iniziativa.
La fonte confidenziale del Ministero (presumibilmente ARISTO, e cioè MORTILLA) aggiungeva che nella lettera dell’Aginter si ringraziava RAUTI per l’invio di alcune pubblicazioni , sollecitandogli informazioni “circa gli sviluppi della questione Sifar-Sid.”
Il convegno, secondo quanto ha riferito ARISTO, si svolgeva il 29 maggio.

Dal contenuto complessivo delle relazioni di ARISTO si ricava che a rappresentare ORDINE NUOVO non era stato il suo leader RAUTI, ma proprio ARISTO, uomo dell’Ufficio Affari Riservati. Nelle prime due note, infatti, l’informatore parla del “delegato del Direttorio di ON” in terza persona come se parlasse di altri, ma dalla lettura del testo si ricava chiaramente che il misterioso delegato è lo stesso autore.

D’altra parte, nei documenti successivi la presenza di ARISTO a Lisbona sarà esplicitamente ammessa. ARISTO, appena tornato a Roma , il 6 giugno, (all. 104) inviava una lettera presumibilmente a SERAC , riferendo sulle reazioni di RAUTI al suo resoconto sulla riunione di Lisbona e offrendo la disponibilità di “elementi per iniziative specifiche , disposti a trasferirsi fuori Italia”.

SERAC (all.105) rispondeva il 14 giugno compiacendosi per le positive reazioni di ON all’offerta di collaborazione. Ecco che a questo punto, procedendo cronologicamente, la successiva documentazione proveniente dalla Fonte ARISTO si inserisce e combacia perfettamente con quella proveniente da FORTE CAXIAS, che abbiamo già esaminato.

Il Perito GIANNULI così commenta gli scambi epistolari tra ARISTO e SERAC , che abbiamo visto emergere sia dai documenti fotografati in Portogallo che da quelli acquisiti presso gli archivi degli Affari Riservati:

“da questo breve scambio epistolare cogliamo un’ansia particolare di ON di stringere i rapporti con l’Aginter Presse ed, in particolare, di far entrare propri uomini nell’apparato militare di essa”.

L’allegato 108
Trattasi di documento che, dopo qualche dubbio iniziale, dovuto in particolare alla scarsa leggibilità della copia nella disponibilità del consulente GIANNULI, è pacificamente da attribuire ad ARISTO. Infatti la sigla del predetto appare, scritta manualmente, nella copia più leggibile tratta dall’informativa del consulente CACCIOPPO. La sigla appare in alto a sinistra sul documento, ed è costituita dall’indicazione ARIS… , così come negli altri documenti attribuiti al MORTILLA. (si ricordi, peraltro, che secondo MANGO, peraltro, ARISTO compilava direttamente i suoi appunti );

Del resto l’attribuzione ad ARISTO dell’appunto informativo già emergeva da altri elementi:

1) ha in gran parte gli stessi contenuti di una nota del Direttore del S.I.G.SI in data 20.12.73, diretta al G.I. D’AMBROSIO, che lo stesso MORTILLA il 18.8.1975, davanti al G.I. di Catanzaro, ha ammesso essere stata compilata esclusivamente con informazioni da lui fornite. Ne consegue che nella sostanza può essere attribuita al predetto;

2) La nota fa un costante riferimento a notizie apprese dalla Fonte e l’unica fonte del settore, l’unica fonte, quindi, che si occupi dell’AGINTER PRESSE, secondo quanto ha riferito il dr.MANGO, è ARISTO;

3) E’ lo stesso ARISTO, nell’ambito dell’allegato 109, che poi verrà esaminato, a lamentarsi di come sia stato stravolto il suo resoconto (che è appunto, evidentemente, quello dell’allegato 108, altrettanto evidentemente con riferimento all’azione armata, che, proposta a RAUTI, ha visto quest’ultimo aperto e disponibile e non dubbioso, come si afferma nel documento).

4) l’appunto 108 fa riferimento ad informazioni che “RAUTI ci ha rivelato”, che una volta ancora richiamano i contatti con ARISTO;

5) colui che compila la relazione si rivolge a “Codesto Ente” , che altro non può essere che il Ministero, o una sua branca. Chi scrive, esprimendosi così, è, quindi all’esterno del Ministero e non può esserne un funzionario, come in un primo tempo ipotizzato dal Perito GIANNULI. Quest’ultimo, tuttavia, presa visione della copia più leggibile, ha concluso concordemente con l’Ispettore CACIOPPO che il documento è senz’altro da attribuirsi al MORTILLA. Il “compilatore” chiede, inoltre, che venga valutata l’opportunità che “chi scrive” venga posto dall’Ente medesimo nelle condizioni di vincolarsi il più strettamente possibile con il Gruppo di Lisbona. Ora, visto che i rapporti erano tenuti esclusivamente da ARISTO, in qualità di dirigente di Ordine Nuovo, non si vede che potesse mai dare un suggerimento del genere.

Come si vedrà tra poco, sia una nota al Ministro del 14.6.67, sia nell’ambito di una nota del Ministero del 1973, diretta al Dr. D’AMBROSIO, pur riferendosi notizie in gran parte corrispondenti all’appunto di ARISTO, le stesse vengono stravolte nel punto in cui affronta l’argomento della collaborazione di ON e OT sul piano della lotta armata.

Memoria pm strage di piazza della Loggia

“Quel misterioso francese dietro le stragi italiane” – La Repubblica 08.05.1995

E’ francese, ha quasi settant’ anni, e sa molte cose sulle stragi italiane. Soprattutto sulla prima, quella avvenuta il 12 dicembre del 1969 a Milano, nella sede della Banca dell’ Agricoltura. Il giudice istruttore Guido Salvini ne è convinto, l’ ha scritto nella sentenza-ordinanza sull’ eversione nera degli anni 70 accusandolo, assieme al neofascista Stefano Delle Chiaie, di “costituzione e partecipazione a banda armata di carattere internazionale”. Si chiama Yves Felix Maria Guillou, è nato a Ploubezre in Francia il 2 dicembre del 1926, ed è più conosciuto dalle polizie e dai fascisti di tutto il mondo come Yves Guerin Serac.
Di lui esiste una vecchia fotografia sfuocata, inutilizzabile per una identificazione. Le ultime notizie ufficiali, contenute in un rapporto di polizia dell’ 82, lo segnalano in America latina, impegnato a reclutare volontari anticomunisti. Eppure la magistratura italiana non dispera di allacciare un contatto, di riuscire a sentirlo. Certo è che se Yves Guillou, alias Guerin Serac, alias Ralph Keriou, decidesse di parlare in molti avrebbero ragione di preoccuparsi. L’ ipotesi di un suo coinvolgimento nella strage di Milano è assieme nuova e vecchia. Il nome di Guerin Serac infatti compare in uno dei primi documenti elaborati dai servizi segreti sulla vicenda: un appunto del Sid datato 16 dicembre 1969 (appena quattro giorni dopo) che lo indica come “ideatore” ma lo individua politicamente come “anarchico” e che, in un mix di vero e falso tipico dei lavori sporchi del Sid, crea un quadro tanto confuso da delineare una sorta di “depistaggio preventivo”. Ex agente dell’ Oas, Guerin Serac si trasferì a Lisbona all’ inizio degli anni ‘ 60 dove, sotto la protezione del regime fascista di Antonio Oliveira de Salazar, fondò l’ Aginter press, ufficialmente una agenzia di stampa, in realtà una centrale di intelligence del fascismo internazionale, specializzata in “pratiche di guerra non ortodossa”.
Queste circostanze, e il ruolo dell’ Aginter press, erano note. Non si sapeva però che i contatti con personalità della destra italiana risalgono a tempi lontani (Guido Giannettini ha rivelato a Salvini di aver incontrato Guerin Serac nel 1964 a Lisbona) e che il fondatore dell’ Aginter press per i camerati italiani non fu soltanto un ideologo ma ebbe un ruolo operativo. Un ruolo da capo militare. Paolo Pecoriello, un dissociato di Avanguardia nazionale, ha rivelato al giudice milanese di aver partecipato nel 1966 a Roma a un corso sull’ uso degli esplosivi che era condotto da un tale Jean, personaggio inviato dall’ organizzazione di Guerin Serac. L’ Aginter press, quindi, addestrava i fascisti italiani negli anni immediatamente precedenti l’ avvio della strategia delle stragi. Ma c’ è dall’ altro: da uno dei fascicoli che il Sismi ha inviato alla magistratura milanese è emerso che dal 1966 al 1968 un altro francese Robert Leroy, che dell’ ex agente dell’ Oas era il braccio destro, si era infiltrato a Torino in gruppi filocinesi. E’ una circostanza molto significativa: a un anno dalla strage di piazza Fontana, e dopo aver messo a disposizione dei fascisti italiani i suoi esperti di esplosivi, Guerin Serac inviava in Italia il suo uomo di maggior fiducia con l’ incarico di compiere la stessa missione che contemporaneamente veniva svolta a Roma, negli ambienti anarchici, da Mario Merlino. Tra Aginter press e fascisti italiani s’ instaurò un rapporto stabile, di scambi, favori, complicità. Il 3 gennaio di quest’ anno un pentito, Carmine Dominici, ha parlato con Salvini di un altro corso sull’ uso degli esplosivi svolto all’ inizio degli anni 70 dal solito Jean, questa volta a Reggio Calabria (poi ci fu la strage di Gioia Tauro) per gli esponenti locali di Avanguardia nazionale.
Nel ‘ 73 Jean ricompare a Roma per un nuovo seminario riservato agli avanguardisti. L’ anno successivo, con la caduta del regime fascista portoghese, Guerin Serac fuggì da Lisbona. Dovette farlo tanto precipitosamente da essere costretto ad abbandonare il suo archivio nel quale, il 22 maggio del 1974, fece irruzione un reparto di fucilieri della Marina. Si scoprì la rete di corrispondenti di cui l’ agenzia di stampa poteva avvalersi in Italia: gente del calibro di Pino Rauti, Guido Giannettini, Giano Accame (il quale ha sempre negato, sostenendo che la scheda a suo nome trovata a Lisbona era opera di un mitomane). Nel settembre dello stesso anno, Robert Leroy, avvicinato in Francia da un giornalista dell’ Europeo, si lasciò andare a confidenze compromettenti: disse di aver conosciuto Delle Chiaie e Mario Merlino (“Sono quasi miei amici”) i quali gli avevano rivelato di aver compiuto un “buon lavoro di infiltrazione” in ambienti della sinistra. Inconsapevolmente Leroy confermava il misterioso appunto del Sid e rischiava così di creare grossi guai ai camerati. Stefano Delle Chiaie protestò vivacemente col capo dell’ Aginter press. C’ erano le condizioni per una interruzione, almeno “tattica”, di ogni rapporto.
Ma il destino doveva tenere legati l’ ex agente dell’ Oas e i camerati italiani. Si ritrovarono in Spagna: lui, Guerin Serac, esule, gli italiani latitanti. E che latitanti: Vincenzo Vinciguerra, Gian Carlo Rognoni, Marco Pozzan, Stefano Delle Chiaie. Tutta gente (escluso Vinciguerra, reo confesso della strage di Peteano) coinvolta (e assolta) nella strage del 12 dicembre. In questo ambiente Guerin Serac era il capo riconosciuto, tanto da potersi permettere di rimproverare aspramente Delle Chiaie per un banale ritardo a un appuntamento. Siamo al 1975, poi più nulla. Dopo il salazarismo finì anche il franchismo. Guerin Serac, coi suoi misteri, si trasferì in America latina. E’ là che si cerca di rintracciarlo.

Le dichiarazioni di Tramonte al dibattimento per la strage di Milano

Occorre subito puntualizzare che, al di là delle sue ritrattazioni, non tutti i verbali di Maurizio TRAMONTE sono inutilizzabili nei confronti degli altri imputati, in quanto il verbale davanti alla Corte di Assise del 21.12.2000, relativo al processo per la strage di Piazza Fontana, è pienamente utilizzabile nei confronti di MAGGI e ZORZI, (e RAUTI, che ha acconsentito alla sua acquisizione) ivi imputati ed assistiti. Certamente gli argomenti trattati si riferiscono prevalentemente alla strage di Piazza Fontana, e quello relativo alla strage di Brescia viene trattato marginalmente. Molte delle risposte, tuttavia, sono illuminate dalle domande dei difensori, che richiamano passi dei verbali istruttori di Brescia, che spesso vengono implicitamente confermati da TRAMONTE nel momento in cui ne fornisce una spiegazione.

Parte di quel verbale si riferisce, appunto, alle note riunioni preparatorie relative alla strage di Brescia, che nell’occasione vengono confermate. Esaminiamo quali argomenti sono oggetto della conferma di TRAMONTE a Milano, con particolare riferimento all’argomento delle riunioni a casa di ROMANI:

TRAMONTE (pag.98) afferma di essere entrato nel ’72 nella cellula di ROMANI, MAGGI, FRANCESCONI SARTORI e i “Mestrini”. MAGGI l’aveva visto un paio di volte, prima della costituzione della cellula. La cellula viene costituita da ROMANI, FACHINI, MELIOLI e ROMANI di Abano. Ci saranno una decina di riunioni nel ’74 a casa di ROMANI. Ricorda che in quel periodo aveva sia l’auto che una moto. MELIOLI forse l’aveva conosciuto poco prima della costituzione della cellula. Ricorda la manifestazione nel corso della quale lui e MELIOLI hanno caricato i Carabinieri. Conferma che FACHINI ha portato a Folgaria due membri dell’AGINTER PRESSE. Anche a Bellinzona c’era qualcuno dell’AGINTER PRESSE, oltre a MAGGI, SARTORI, MELIOLI, ZORZI aveva partecipato ad un campo in Portogallo.

“Ho avuto occasione di frequentare più volte la casa del ROMANI… ad Abano Terme.” Nel 72 è entrato come infiltrato a far parte della cellula della quale facevano parte ROMANI, MAGGI, FRANCESCONI Arturo, i Mestrini, ZOTTO e LUIGI, Davide RIELLO e MELIOLI. Era stato FACHINI a farlo inserire. Ricorda delle riunioni saltuarie nel 72, e molte riunioni, forse una decina da marzo a maggio ’74. Ha descritto le vetture con le quali i partecipanti si recavano alle suddette riunioni da ROMANI. Ha affrontato il discorso dei timer utilizzati a Milano, detenuti da DE ECCHER e FACHINI. Ha riferito del campo di Bellinzona (agosto 74) al quale avrebbe partecipato assieme a SARTORI e MAGGI e qualcuno dell’AGINTER PRESSE. Ha aggiunto di aver sentito nominare il nome di ZORZI anche in occasione del campo di Lugano (Bellinzona), cui fanno riferimento le veline ed al quale ha ammesso di aver partecipato in dibattimento, pur descrivendo i fatti in termini riduttivi rispetto alle precedenti dichiarazioni. Ha implicitamente confermato, a domanda della Parte Civile, che quando erano sorti problemi per l’esplosivo ad Abano, ZORZI si è incaricato di contattare le persone dell’AGINTER PRESSE, che sono in concreto venute: “Perché quando ci hanno problemi per l’esplosivo ad Abano è ZORZI che si incarica di contattare le persone della AGINTER PRESSE, tant’è vero che vengono”. Ha precisato che MAGGI non era conosciuto dalle persone dell’AGINTER PRESSE , che erano tale Philip e un altro che aveva chiamato ZORZI. Ha confermato: “Dottore, succede questo: uno, ZORZI conosce e fa arrivare quelli dell’AGINTER PRESSE che si occupa dell’esplosivo diciamo, quindi parliamo maggio 74; poi questi istruttori che troviamo là, parlando con MAGGI, parlano anche di ZORZI quindi capisco che questi conoscono anche ZORZI e potevano essere quelli che gli avevano insegnato in Portogallo.” A domanda del difensore di ZORZI ha collocato LUIGI presente alla riunione in cui vengono collocate le bombe per la strage di Brescia, ed ha affermato che anche Maurizio ZOTTO avrebbe partecipato a parecchie riunioni.

Ha ammesso di aver riferito, in un certo senso, anche al M.llo FELLI notizie circa la strage di Piazza della Loggia. Ha ammesso che forse per la strage di Brescia erano stati utilizzati gli stessi timer di Milano. Presuppone che, siccome era sempre MAGGI a “tenere” la riunione, sia stato il predetto a riferirgli la circostanza. FACHINI non veniva mai. ZORZI lo vide certamente, oltre a Roma nel ’69, certamente anche dopo la strage di Piazza della Loggia. Aggiunge, in un secondo tempo, che lo vide “anche prima della strage di Brescia quando viene ad Abano che gli dico(no) che deve andare da questi dell’AGINTER PRESSE, poi certamente qualche altra volta l’ho visto…”. Poi subito dopo aggiunge che non è sicuro se questa cosa gliel’abbia raccontata MAGGI, o se lo abbia visto quando glielo dicono. Conferma che il fatto è del maggio 74. In sostanza avrà visto ZORZI 4-5 volte lungo il corso degli anni.

Riportato sul punto, ritiene di aver dato notizie a FELLI della strage di Piazza della Loggia in tempo reale. Ritiene di averglielo detto prima della strage. Ritiene di averlo avvertito prima della strage anche in quanto poi FELLI è andato in ferie. Afferma che la bomba era dentro a delle buste da ginnastica.

“Era MAGGI l’unico che parlava alle riunioni, che metteva al corrente, era lui il leader chiamiamolo del gruppo”. Vide ZORZI dopo la strage di Brescia, a Padova. C’erano FACHINI, MELIOLI, forse MAGGI. FACHINI gli disse che gli Americani “erano quelli che finanziavano Ordine Nuovo”. Quando ZORZI venne ad Abano prima della strage, gli dissero “di andare da quelli dell’AGINTER PRESSE”. ZORZI lo ha visto 4-5 volte nel corso degli anni. A LUCA disse che vi era intenzione di collocare una bomba per un grosso attentato. La cellula venne costituita nel ’72, ne fanno parte ROMANI, MAGGI, i 2 mestrini, MELIOLI e RIELLO. Come si può notare non sono poche le affermazioni di TRAMONTE che, attraverso la conferma a Milano, conservano la loro validità. La S.C. ha avallato la valutazione del Tribunale di Brescia secondo cui la ritrattazione di TRAMONTE è del tutto inattendibile, perché immotivata, e in quanto tale non efficace. Si tratta, naturalmente, di verificare se siano comunque attendibili ab origine le sue affermazioni. Questo Ufficio ritiene che a detta domanda si debba rispondere prevalentemente in modo positivo, dovendosi escludere in modo assoluto soltanto tutto ciò che ruota attorno ad ALBERTO, a LUIGI, e a pochi altri singoli argomenti. TRAMONTE era comunque un membro di Ordine Nuovo, che faceva parte del gruppo di MAGGI e ROMANI all’epoca della strage, e quindi nelle condizioni di descrivere gli eventi che ha effettivamente descritto.

Memoria pm strage piazza della Loggia