Federigo Mannucci Benincasa – dichiarazioni 14.10.1992

Adr: intendo rispondere.

Adr: confermo le dichiarazioni rese nell’ esame testimoniale del 28.12.90.

Adr: sono venuto a conoscenza della prenotazione da parte del giudice Tricomi sull’ aereo Bologna – Palermo caduto il 27.06.80, nell’ aprile maggio 1981. Prendo atto che nel verbale precedente dissi che tal fatto avvenne nell’ ottobre – novembre 1980.

Adr: io ricordo solo che era freddo, avvenne cioe’ in una giornata fredda. Tricomi me ne parlo’ di sicuro nel 1981 in una giornata fredda. Avvenne in occasione di un incontro casuale per strada, nei pressi della stazione di Santa Maria Novella. In questa occasione mi disse che era sfuggito due volte alla morte, una prima per un mancato attentato di prima linea, la seconda perche’ doveva prendere l’ aereo di Ustica.

Adr: ne ho riparlato poi con Tricomi, non ricordo con esattezza quando, ma sicuramente prima di riferirne per iscritto alla centrale. Prima di parlare con Tricomi, ne ho parlato con un mio collega capocentro. Si trattava del capo centro di Perugia, il tenente colonnello russo. Costui disse di avere una conoscenza presso l’ Itavia e quindi avrebbe potuto procurare la lista d’ imbarco. Quando parlo con Russo, avevo gia’ parlato con Notarnicola. Ricordo che costui ebbe a riferire alla commissione stragi che io gli avrei riferito della vicenda Tricomi a brevissima distanza dall’ evento di Ustica. Cio’ non e’ assolutamente possibile. Escludo di avere saputo per altra strada la vicenda Tricomi. Ne e’ dimostrazione la sorpresa che ebbi quando il giudice me ne parlo’.

Adr: non ho mai incontrato il giudice Tricomi tra il 27.06.80 e il giorno in cui mi racconto’ la vicenda. Questo giorno, lo ribadisco, deve collocarsi nell’ inverno 1980 – 1981; non posso essere piu’ preciso; si puo’ andare dall’ ottobre – novembre 1980, come dissi la precedente volta, all’ aprile – maggio che ho detto oggi.

Adr: prendo atto che il giudice Tricomi riferisce di avermi parlato della vicenda nella sua abitazione in occasione dello scambio degli auguri natalizi, che quell’ anno avvenne con un certo ritardo e cioe’ nel gennaio 1981. Questa potrebbe essere la seconda volta, quella di cui parlo sopra. Le volte potrebbero essere state tre e nella terza io gli chiedo se ha qualcosa in contrario al fatto che io volessi ufficializzare quanto egli mi aveva detto. Questa volta dovrebbe cadere nel maggio – giugno piu’ probabilmente verso la fine giugno o primi di luglio, poco prima di spedire la nota alla centrale.
Se Tricomi dice gennaio, e’ possibile perche’ in quella occasione io avevo visto un servizio alla tv ripreso dalla televisione inglese, in cui si facevano delle ipotesi, mi sembra da parte di un certo Macidull, di un attacco aereo. Si vedevano dei tracciati radar di Ciampino, dai quali appariva che un aereo a velocita’ elevatissima si dirigeva verso un punto futuro della traccia del DC9. Dopo questo incrociarsi c’ era uno “sfarfallio” delle tracce radar. Questa trasmissione avveniva nel dicembre 1980 o nel gennaio 1981.

Adr: dopo la acquisizione della prima notizia, come d’ altronde in seguito, non richiesi alla questura alcuna informazione. Non ho mai avuto rapporti con la questura sulla vicenda. Cosi’ come non chiesi ulteriori notizie a Tricomi. Ebbi l’ impressione dalle sue parole che l’ indagine si fosse “sfaldata” cioe’ che non avesse avuto risultati di rilievo.

Adr: non ho mai parlato con il maresciallo Mercaldo. Non l’ ho mai conosciuto. Chiesi a Tricomi, avendo notato che il Mercaldo non appariva nella lista d’ imbarco, perche’ non avesse prenotato anche lui su quell’ aereo. Tricomi mi disse che quelli della polizia in genere non prenotavano, perche’ anche se arrivavano all’ ultimo momento riuscivano sempre a trovare posto. Tricomi non sapeva che Mercaldo non aveva preso l’ aereo. Ne venne a conoscenza, mi sembra, solo l’ indomani tramite la questura.

Adr: quanto ho riportato al paragrafo 2 nella nota del 18.07.80, l’ ho appreso direttamente dal Tricomi, che ebbe a riferirmelo, mi sembra, la prima volta che mi parlo’ della vicenda.

Adr: non ricordo come acquisii la relazione del maresciallo Mercaldo. Forse uno dei miei direttamente in questura; potrebbe avermela data lo stesso Tricomi. Non so dire perche’ nel testo e’ riportata la data del 19, mentre il rapporto allegato e’ del 21.06.80. E’ probabile che ci siano piu’ rapporti o lettere di trasmissione.

Adr: all’ epoca il dirigente della Digos era il dr Fasano, che io conoscevo benissimo.

Adr: il fatto della prenotazione e della disdetta ad opera del maresciallo Mercaldo lo appresi da Tricomi. Tutto cio’ che concerne questa vicenda io l’ ho appresa solo da Tricomi e da nessun altro.

Adr: nel testo io riferisco di avere ricevuto la lista d’ imbarco dal centro di Perugia. Prendo atto che la specificazione Perugia e’ cassata. Comunque si tratta di Perugia, come ho gia’ detto. Perugia appare anche negli indirizzi di destinazione dell’ appunto oltre ovviamente la divisione Palermo e Bologna, il raggruppamento di Roma.

Adr: non ho preso un tempo eccessivo per riferire la vicenda alla centrale. Inizialmente non c’ e’ nessun elemento per pensare che l’aereo sia stato intenzionalmente abbattuto. Ma comunque io ne riferisco a voce. Lo riferisco al direttore della divisione, cioe’ a Notarnicola e solo a lui. Egli non dette giudizi sull’ ipotesi. Non dette consigli ne’ direttive. Non ricordo esattamente quale fu la sua risposta; il concetto comunque era il seguente, che si trattava di una vicenda che non rientrava nella nostra competenza e che comunque, dato che l’ ipotesi piu’ credibile era quella del cedimento non c’ era nessuna ragione per seguire il fatto. Con Notarnicola della vicenda ho parlato solo in questa occasione.

Adr: io chiesi a Tricomi se la sua vicenda era stata segnalata. Egli mi rispose di non saperlo. Al che io gli domandai se lo sapessero in questura, ed egli mi disse che ne erano ovviamente a conoscenza. Gli parlai dell’ indagine in corso, la volta del maggio-giugno che ho detto, una quindicina di giorni prima che redigessi la nota del 18.07.81. Per piu’ di un mese sono stato in dubbio se mandare o meno la nota. La bozza era stata redatta non so se da me o da qualche mio collaboratore.

Adr: con “doverosa indagine in corso” io intendevo richiamare i miei superiori sulla doverosita’ che le notizie fornite entrassero nella valutazione dell’indagine giudiziaria in corso. A contestazione del pm che all’ epoca della nota il direttore della divisione Notarnicola non era piu’ in servizio e quindi non vi erano precedenti d’ in attivita’ del servizio, l’ indiziato risponde: dopo averne parlato con Notarnicola in piu’ occasioni ho ritenuto di concretizzare in un documento la vicenda del mancato viaggio di Tricomi. Prendo atto che in precedenza avevo dichiarato di averne parlato una sola volta. Cio’ non e’ possibile. Sicuramente l’ ho visto piu’ volte; siamo nel 1981. Lo vedevo qui a Roma. Quantificare e’ impossibile.

A questo punto ad ore 17.30 l’ interrogatorio viene sospeso brevemente per consentire un colloquio urgente dell’ indiziato con il figlio. Ad ore 17.45 si riapre l’ interrogatorio.

Adr: anche in queste altre occasioni Notarnicola s’ e’ mostrato incredulo. Non dava credito all’ ipotesi dell’ attentato e alla necessita’ che l’ ipotesi entrasse nell’ inchiesta.

Adr: della vicenda Tricomi ne ho parlato oltre che con Notarnicola e Russo e ovviamente i miei collaboratori, con il giudice Gentile. Con ogni probabilita’ nella primavera 1981. Lo avevo conosciuto all’inizio dell’ anno; mi era stato presentato dal capitano Pandolfi; io fui presentato per quello che ero, come capo centro cioe’ del sismi in toscana; con il mio nome reale e senza alcun nome di copertura.
Quel nome di copertura famoso e famigerato, Manfredi cioe’, fu inventato da Gentile in occasione di un incontro conviviale, per la mia presentazione a due persone con le quali Gentile aveva un incontro. Io venni a conoscenza dei nomi e della qualita’ dei due nell’ immediatezza e conoscendo uno dei due per alcune sue vicende – in Francia aveva sequestrato un aereo contro il governo greco e una sua operazione contro la Cia – non volevo incontrarli. Gentile mi assicuro’ dicendo che mi avrebbe presentato come un ricercatore universitario suo amico. I due erano i giornalisti Giovine e Pamparana. A questo incontro c’ era anche Pandolfi e uno o due collaboratori. Non c’ era nessun avvocato di Bologna. L’ incontro avvenne in un ristorante di quest’ ultima citta’, ristorante che si trovava ad un primo piano.

Adr: scambiandoci, con Gentile, delle impressioni sulla possibilità di identificare i responsabili della strage di Bologna, emerse che una delle loro fonti – per loro intendo giudice Gentile e capitano Pandolfi – riferiva di attivita’ di gruppi terroristici di sinistra che si rifornivano di armi e di supporto logistico da emissari libici. Queste vicende si sovrapponevano in larga parte con la indagine di Tricomi. Questo avveniva nei mesi di aprile – maggio. Quando passavo per Bologna, lo chiamavo; cio’ e’ capitato una o due volte. Ci si vedeva anche quando egli veniva per sue indagini a Firenze. Qualche volta ci siamo incontrati anche in autostrada tra Bologna e Firenze. A giugno si concluse questo filone di indagine con il contatto di Gentile con il comando generale dell’ arma per una operazione di riscontro sul territorio, tra cui Pantelleria.

Adr: il discorso con Gentile duro’ diverso tempo da aprile a giugno. Durante il corso di questi colloqui riferii a Gentile la vicenda Tricomi.

A questo punto inconsiderazione di impegni di difesa, nulla opponendo pm e parte civile, il giudice istruttore sospende l’ interrogatorio e lo rinvia al 23 p.v. Ore 15.30, in questa stessa sede, senza ulteriori avvisi.

L.c.s. e chiuso alle ore 18.30.

Annunci