Angelo Izzo – verbale di udienza 25.11.1987 – dodicesima parte

L’avv. Lisi : Presidente io ho ascoltato il teste nella speranza che ci portasse qualche novita’ in ordine alle sue solite cose, comunque modificate anche in questa data. In presenza di un continuo modo di comportarsi da parte sua, con le stesse caratteristiche, siamo costretti a fare queste richieste. Poi per quanto riguarda l’esame di quelle dichiarazioni, le contestazioni non le posso fare perche’ non avete tutte le copie di quei verbali, ne’ posso ricorrere a domande precise con le quali evidenzierei come il teste Izzo oggi ha continuato a contrastare se’ stesso e a contraddirsi. Poi per quanto riguarda la valutazione del teste, ecc. sara’ oggetto di valutazione da parte di tutti quanti. Il Presidente: perche’ non le ha fatte prima queste istanze?

L’avv. Lisi: se il teste oggi fosse venuto a dire: “smentisco tutto cio’ che ho detto fino ad oggi ed inizio un nuovo tipo di discorso” noi non saremmo stati costretti a chiedere l’acquisizione di questi interrogatori.

L’avv. Giampaolo: la domanda dov’e’?

Il p.m.: Esibisca ora il verbale e faccia la contestazione, mi sembra tutto regolare. Non c’e’ nessuno che si oppone al suo deposito di atti.

L’avv. Lisi: non sono in grado di depositarli perche’ i miei atti sono copie peraltro anche informi.

L’avv. Giampaolo: vanno bene anche informi, anche deformi…

Il Presidente: completi le richieste istruttorie e faccia le domande.

L’avv. Pisauro chiede che venga acquisito il verbale reso alla corte di assise di Roma per il processo leighton.

L’avv. Lisi: e’ gia’ allegato.

L’avv. Pisauro: no, non mi pare.

L’avv. Baldi: mi sembra estremamente scorretto tacciare Izzo di aver modificato le sue versioni, quando dagli atti di questo processo che tutti abbiamo letto, Izzo non ha fatto altro che confermare puntualmente quanto sostenuto in tutti i suoi interrogatori. Gradirei che l’avv. Lisi, anziche’ fare affermazioni che sembrano incomprensibili, potesse esplicitare meglio le contraddizioni in cui oggi sarebbe caduto Izzo, altrimenti sarebbe molto meglio che risparmiasse certi commenti.

L’avv. Montorzi: se li sa che li contesti.

L’avv. Lisi: per la posizione dell’Izzo con riferimento alla dichiarazione resa alla domanda del collega Bezicheri con riferimento all’episodio di Iannilli, Izzo ha sostenuto che non e’ mai stato messo nelle condizioni di sapere quale fosse l’esito delle sue accuse nei confronti di Iannilli…

Izzo interrompe: no assolutamente, sta dicendo una cosa non vera. So benissimo che Iannilli e’ stato prosciolto, chi ha mai detto che non lo so…

L’avv. Lisi: lo disse nella dichiarazione resa alla Corte di Assise di Appello di Bari mi sembra il 14/4/85. A domanda precisa, disse che non era nelle condizioni di conoscere perche’ egli aveva dato delle indicazioni, e non poteva andare al di la’ delle indicazioni stesse perche’ non poteva dare alcun elemento di riscontro in ordine a quelle dichiarazioni da lui rese con riferimento al fatto per cui Iannilli venne processato. Per tutte le altre dichiarazioni, con riferimento a tutti i fatti per i quali sono sorti i processi, ivi compreso il discorso nei confronti del Latini, egli insiste nel dire quanto affermato in data 14/4/85, cioe’ che…

Il Presidente: avvocato, lei sta facendo una domanda estremamente poco chiara. Cerchi di chiarire.

L’avv. Lisi: siccome il documento non e’ agli atti, debbo per forza di cose basarmi sui miei appunti. Il riferimento e’ esclusivamente a una accusa che Izzo fece al Latini il quale, sentito il 29/4/85 (e di questo verbale chiedo l’acquisizione agli atti, perche’ e’ un chiaro riferimento ad una valutazione possibile dell’attendibilità del teste) dichiarò: “per quanto mi riguarda, nei miei confronti Izzo e’ stato anche bugiardo, perche’ al giudice vigna di Firenze ha riferito circostanze non vere, per cui mi trovo imputato di concorso nell’omicidio Buzzi del quale sono completamente estraneo.

Il Presidente non ammette la domanda perche’ non attinente al processo.

L’avv. Lisi procede nella lettura: “io e Bonazzi a Trani eravamo soliti prendere in giro Izzo dicendo che era posseduto dal demone della bugia”…

Izzo interrompe: aspetti avvocato mi faccia dire una cosa, Latini ha confermato il mio verbale lo ha confermato ventiquattro volte….

Il Presidente: aspetti…

L’avv. Bezicheri: Latini e’ stato assolto.

Il Presidente fa presente che la vicenda Buzzi non interessa il processo.

Izzo: Latini l’aveva confessato questo omicidio, poi ha in causa ha ritrattato dicendo che ero un bugiardo, io le posso portare un centinaio di persone che ho chiamato in correi e anche tantissimi condannati…

L’avv. Lisi chiede l’acquisizione del verbale 29/4/85 avanti la Corte di Assise di Appello di Bari.

Izzo: di Brescia.

L’avv. Bezicheri: e’ il processo di Piazza Fontana.

Izzo: allora chiediamo anche l’acquisizione dei verbali in cui Latini confermava cio’ che dicevo io.

Il p.m.: Dove risulta che Latini avrebbe confessato questa partecipazione sia pure non ritenuta… Se puo’ dire qual e’ il verbale e si acquisisce anche questo.

Izzo: ci sono due processi in merito a questo, a Novara e a Brescia. A Novara c’e’ stato anche un confronto con me e il giudice contesto’ a Latini: “guardi che non e’ Izzo che l’accusa, e’ lei che ha confessato” e lui: “ne parlerò a Brescia.” A Brescia ha detto che sono bugiardo e che non c’entrava niente e la corte di assise di Brescia ha reputato… che poi e’ utile acquisire la sentenza, perche’ sono convinto che quella corte non mi ha dato del bugiardo, ha detto che probabilmente le prove non erano sufficienti per condannare, giustamente, una persona…

L’avv. Lisi: vorrei sapere se dal 17/2/80 al 10/4/80 Izzo fu tradotto presso l’ospedale psichiatrico di Montelupo Fiorentino per perizie e cure.

Izzo: si’. Ero in attesa di appello per l’ergastolo e tentai di prendere la perizia psichiatrica. Feci il matto per un periodo, misi la fascia in testa, mi vestivo tutto sporco, insomma le solite cose che si fanno in questi casi e mi addussero all’ospedale psichiatrico dove rimasi una ventina di giorni, forse il periodo che dice lei. Dopo di che, dissero che ero sano di mente e mi mandarono via.

A d.p.m.r.: Si’, avevo Ferracuti come perito di parte.

L’avv. Lisi: oggi ha sostenuto che il Freda gli aveva confidato della sua partecipazione alla strage di piazza fontana. Se puo’ dirci perche’ il 13/3/84, dinanzi al GI di Catanzaro e quindi post-pentimento, ebbe a dire: “ad ulteriori chiarimenti posso aggiungere che il Freda per la verita’ non mi disse di essere direttamente implicato nella strage”.

Izzo: lei non deve leggere mezza riga. Quello che volevo dire e’ che Freda non ha detto che c’entrava direttamente; lui era correo dell’organizzazione della strage. Mi ha detto che la bomba a Piazza Fontana l’ha messa Fachini di persona e che l’organizzatore generale e’ Delle Chiaie che lui c’entrava in questa storia, ha raccontato la storia dei timers del capitano Amid, quella storia famosa. Questo e’ quello che mi ha raccontato. E’ poi la corte di Catanzaro che deve valutare se questo e’ concorso nella strage o associazione sovversiva, non sta a me dirlo.

L’avv. Lisi: Izzo ha dichiarato che si stava ipotizzando una certa decisione di collocare nella villa di feltrinelli alcuni timers della stessa partita acquistata da Freda. Ha aggiunto oggi che questo collocamento lo si stava organizzando insieme ai cc.

Izzo: era una cosa organizzata dal gruppo milanese facente capo a Rognoni, Ballan, Nico Azzi. Riguardo questa collaborazione con i cc., rispetto a questi fatti, dovrebbe essere quella divisione di cc., Che non ricordo come si chiama, che sta a Milano, la quale, tra l’altro – poco tempo fa feci un verbale con la dott.ssa Dameno della procura di Milano – ed era abbastanza in legami stretti e questo episodio e’ dimostrato da un episodio abbastanza brutto che sarebbe la violenza carnale nei confronti di franca rame che hanno fatto con la protezione dei carabinieri. L’hanno fatta alcuni neofascisti, tra cui angelo angeli, con la protezione dei carabinieri. E’ una storia che mi ha raccontato Bonazzi.

Il p.m.: Presidente, se puo’ essere piu’ preciso perche’ vi e’ traccia in atti. Il Presidente fa presente che e’ irrilevante.

Il p.m.: Quando e’ stata dichiarata la prima volta questa storia?

Izzo: l’ho dichiarato mesi fa alla dott.ssa Dameno di Milano che mi ha interrogato su una serie di documenti ritrovati in un covo di potere operaio, mi sembra, covo riguardante l’omicidio Ramelli. Hanno trovato tracce di rapporti tra fascisti e carabinieri di Milano.

L’avv. Lisi: quando apprese la notizia del collocamento dei timers, e da chi?

Izzo: ne ho parlato nel verbale del gennaio ’83 e mi sembra di averla appresa esclusivamente da Bonazzi che era molto amico di Nico Azzi; diciamo che la fonte principale di questa storia dovrebbe essere Nico Azzi, ma a me l’ha detta Bonazzi.

L’avv. Lisi chiede che venga sentito Bonazzi anche su questo punto.

Izzo spontaneamente: con Bonazzi ho passato circa quattro anni in cella.

L’avv. Lisi chiede che si dia lettura della lettera inviata da Izzo in ordine alla sua posizione che e’ allegata agli atti.

Il Presidente: e’ arrivata di recente, circa un mese fa.

L’avv. Lisi: a cosa fa riferimento?

Il Presidente: non fa riferimento a fatti processuali, alla sua posizione personale.

L’avv. Lisi chiede se e’ possibile che Izzo esponga il contenuto della lettera.

Il Presidente acconsente.

Izzo: in questa lettera faccio presente questo tipo di situazione. Vista la vastita’ di procedimenti di cui vi sarete resi conto, mi trovo spesso a deporre in questo tribunale, davanti a varie corti di assise. In questa situazione vengo sempre attaccato come persona, difficilmente mi vengono contestate le cose che dico. Allora volevo far presente a questa corte che sono entrato in carcere a 19 anni e ne ho scontati 13, ho fatto delle azioni orribili di cui mi vergogno. Che posso dirle, posso rinnegare, posso anche cercare di porci riparo con una vita diversa, se riuscirò ad averla. Io credo che una qualsiasi societa’ civile, debba ammettere che le persone possono non solo cambiare, ma anche essere diverse a distanza di molti anni da quelle che erano. La mia scelta di collaborazione e’ soprattutto un rifiuto di quello che ero, in un certo senso. Sono un po’ in difficoltà a dire certe cose, perche’ mi rendo conto che in fondo sono cose mie di cui e’ difficile parlare, pero’ vorrei far presente a tutti che a dimostrazione di questo ho una situazione personale reale. Mi sono autoaccusato di numerosi reati che sono tutti reati comuni che dovrò pagare normalmente. Ho cominciato a collaborare quando ormai avevo una condanna all’ergastolo e numerosi altri anni definitivi per cui le accuse che dicono, che posso chiedere ai giudici, cosa posso chiedere ai giudici? Nulla. Posso solo sperare con la buona condotta che un domani io possa prendere la condizionale, le cose che avrei preso in ogni caso, comportandomi bene, ecc.

Izzo prosegue: non voglio nemmeno demonizzare l’opportunismo, e’ anche umano essere opportunisti in certe condizioni. Purtroppo non sono neanche nella condizione di essere opportunista. Questa e’ la mia scelta. Ho sofferto molto in carcere perche’ ho fatti molti anni di carcere speciale, di art. 90, ecc. Per quanto puo’ sembrare paradossale, a volte mi lacera anche rendermi conto che con le cose che dico procuro del carcere ad altre persone. Non e’ che io sia diventato un santo, sono diventato un buono, ho le mie debolezze, le mie rabbie, i miei rancori. Certamente non sono piu’ la persona che ha commesso quei fatti e questa in qualche maniera e’ una forma di riparazione che vorrei offrire ai fatti che ho commesso. Ecco questo volevo dire. Faccio presente che la mia situazione e’ controllabile. Qui si parla di Paliano come se fosse un paradiso: e’ un carcere, si e’ applicata la riforma, ma praticamente non si gode di particolari benemerenze. Ho la possibilità di fare un corso di computer e dato che sono bravino con il computer, insegno a ragazze e ragazzi; ho la possibilità di avere colloqui con qualche amica perche’ ho l’autorizzazione dell’AG, normalmente voglio dire. Quando ero al carcere speciale di Trani, in un certo periodo che il carcere si era enormemente allargato, stavo molto meglio di quanto sto oggi a Paliano e questo e’ controllabile, io addirittura prendevo il materasso e dicevo: “domani vado a dormire in cella con Sartorelli, vado a fare una settimana da Sartorelli”, le guardie stavano zitte ed io andavo in cella da Sartorelli.

Izzo prosegue: il privilegiato in carcere e’ colui che continua a possedere un potere criminale, non e’certo la mia condizione di privilegiato. Aggiunga che non ho possibilita’ neanche in termini giuridici, perche’ ho problemi di pericolo personale, ho problemi di opportunita’, mi si accusa dicendomi che qualsiasi cosa mi darebbero sarebbe un premio per quello che faccio… Mi trovo in una situazione veramente disperata da questo punto di vista e mi vengono sempre contestate queste cose. Sto veramente cercando di essere una persona diversa, mi dispiace anche di accusare altre persone a cui procuro del carcere; d’altra parte sono convinto che bisognava fermare e questa e’ una mia convinzione profonda che ho tuttora che bisognava fermare certi episodi, come le stragi, ecc.. E ho dato un piccolo contributo a questo. Non ho nulla da chiedere.

L’avv. Lisi: nella lettera c’e’ un riferimento ad una sua condanna anche precedente a quella del Circeo?

Il Presidente: e’ una domanda processuale questa?

L’avv. Lisi: se nella lettera c’era il chiarimento.

Il Presidente: questo non me lo ricordo.

L’avv. Lisi: ha subito condanne precedenti a quella del Circeo?

Izzo: ho subito parecchie denunce, arresti, sia precedenti che conseguenti al Circeo; ho fatto numerosissimi reati. Se allude a una denuncia per violenza carnale, si’, ho capito a cosa allude ed e’ vero, si’.

Il p.m.: A cosa allude?

Izzo: ad una denuncia per violenza carnale che ho avuto in tempi precedenti.

L’avv. Bezicheri: e’ una condanna.

Izzo: si’ ha ragione, e’ una condanna.

Il Presidente: ho ammesso questa domanda solo per un chiarimento su cio’ che ha detto prima, non come domanda processuale, perche’ l’art. 133 vale per gli imputati e non per i testimoni. I precedenti penali del teste non interessano, almeno quelli che non riguardano fatti politici.

L’avv. Bezicheri: allora dovrebbe chiarire quando ha detto che voleva riparare ai motivi per i quali era in carcere, che si trovava a scontare l’ergastolo e altre condanne e non per fatti politici. E’ bene che chiarisca.

Il Presidente fa presente che questo e’ noto.

L’avv. Bezicheri: no, non l’ha detto.

Izzo: ho detto che per motivi politici ho due piccole condanne che non ho ancora preso e per cui rischio pochissimo.

L’avv. Lisi: per i detenuti che entrano in carcere con la sua caratteristica, con la sua condanna, qual e’ la condizione normale?

Il Presidente fa presente che la condizione carceraria dei testimoni e’ cosa assolutamente irrilevante ed invita Izzo a non rispondere.

Izzo: la mia posizione carceraria e’ talmente evidente che non ho mai avuto problemi.

L’avv. Lisi: gradirei che venisse verbalizzato. La domanda e’ specifica: per i detenuti non politici ne’ politicizzati all’ingresso del carcere e nella condizione in cui si trovava Izzo al momento dell’arresto…

Izzo interrompe: ma io ero un rapinatore, ero una persona che aveva sparato alla gente, io me la mangiavo la gente in carcere, avvocato…

Il Presidente: Izzo, le ho detto di non rispondere, aspetti che io ammetta la domanda.

L’avv. Lisi prosegue: con la condanna per i fatti del Circeo quale sarebbe stata la condizione…

Izzo: ma cosa ne so quale sarebbe stata…

Il Presidente: no, no, non deve rispondere. Ordino al cancelliere di non verbalizzare le risposte se prima non ho ammesso la domanda.

L’avv. Lisi: chiedevo solo che venisse verbalizzata la domanda e’ chiaro, non mi interessa la risposta. Se conosce le condizioni nelle carceri per i detenuti che hanno le stesse caratteristiche, con la condanna con le quali …

Izzo: le coltellate le ha prese il suo difeso in galera. La faccia finita, la faccia finita…

L’avv. Bezicheri: no, no…

Il Presidente: io non ho ammesso questa domanda.

L’avv. Bezicheri: no, no, che il teste dica “faccia finita” a un avvocato… No, eh.

L’avv. Lisi: ma lascialo stare…

L’avv. Bezicheri: no, che ci dobbiamo sentire “faccia finita” da Izzo, Presidente questo e’ troppo.

Izzo: quando era in carcere mi scriveva piagnucolando: “sto in carcere, ho chiamato mia moglie…”

L’avv. Bezicheri: chi?…

Izzo: lei.

L’avv. Bezicheri: io a te scrivevo?

Izzo: si’, proprio, la troviamo la lettera..

L’avv. Bezicheri: porta qui le lettere, porta qui le lettere… Io scrivevo a Izzo?

Izzo: si’, proprio.

L’avv. Bezicheri: porta qui la lettera.

Izzo: gliela troviamo, perche’ e’ censurata…

L’avv. Bezicheri: io a te scrivevo?

Il Presidente: a questo punto sospendiamo l’udienza.

L’avv. Bezicheri: ma come. Ma che… Crediamo di trattare cosi’ gli avvocati, Presidente.

L’avv. Bezicheri: porta qui le lettere. Le mani mi facevo tagliare prima di scrivere a Izzo. Qui si sta esagerando.

Il Presidente: il processo e’ rinviato a domani, ore 9,00.

Il Presidente: a questo punto l’udienza viene sospesa. Si da’ atto che a questo punto il Presidente rinvia la udienza a domani 26/11/87, ore 9,00 ed ordina che Izzo Angelo sia nuovamente tradotto per l’udienza di sabato 28/11/87, ore 9.

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