Maurizio Tramonte – dichiarazioni 27.06.1995

Prendo atto che l’ufficio è interessato a conoscere i particolari che io ricordo su di un campo di formazione politica svoltosi nel 1971 a Folgaria; prendo inoltre atto che anche i giudici che lavorano sulla strage di Piazza Fontana sono interessati a quanto documentalmente è emerso essere stato detto dalla fonte TRITONE ed in particolare per il coinvolgimento di personaggi veneti. Sono cosciente che mi viene rappresentato che anche se la forma si concretizza in una escussione testimoniale, essa fa appello agli ideali, che io intesi servire quanto accettai la collaborazione con il Servizio. A fronte di ciò’ voglio premettere che, quando venni sentito dal dott. ZORZI, che a prescindere dall’esito del verbale mi fece un ottima impressione, mi trovavo in una situazione psicologica molto difficile. Era la prima carcerazione della mia vita ed ero di fronte ad una situazione economica disastrosa e con la prospettiva di vedere disperdere ciò che avevo costruito lavorando duramente per circa 20 anni. Ritenevo e ritengo tuttora di essere stato accusato ingiustamente tant’e’ che aspetto con serenità che le mie vicende penali giungano a conclusione, anzi sono molto dispiaciuto che a causa dello sciopero degli avvocati il mio procedimento sia ulteriormente spostato al 1996 continuando, cosi’ ad essere sottoposto a notevoli gravami ipotecari. In aggiunta a ciò’ voglio anche dire che in una situazione di totale frustrazione il vedere piovuta addosso una ulteriore vicenda giudiziaria mi aveva impaurito. Desidero altresì aggiungere, ed e’ premessa fondamentale al mio leale colloquio con voi, che io ho una attività’ lavorativa attraverso la quale sto cercando di ricostruire quanto perso in breve tempo ed una pubblicità’ alle mie affermazioni sarebbe estremamente negativa, soprattutto se avvenisse in maniera molto vicina a questo posizione cosi’ come si e’ verificato con quella del dott. ZORZI. Prendo atto che mi viene fatto presente che tale pubblicità’ discese dal mancato rinvio a giudizio da parte del dott. ZORZI e quindi per un motivo tecnico che oggi non può’ verificarsi.
Prendo atto che mi viene comunque rappresentato che dopo un certo periodo di tempo comunque quanto da me detto diverrà’ pubblico ma che non avrà più’ la notorietà’ della prendente escussione in quanto la mia testimonianza potrà’ consentire la prosecuzione di indagini lunghe e laboriose alle quali molte persone stanno contribuendo. Sono quindi disponibile ad offrire i1 mio contributo e chiedo soltanto di tener in debito conto che le notizie in mio possesso risalgono ormai a 21 anni fa e quindi molti ricordi possono risultare sbiaditi o imprecisi.
L’ufficio da atto che il sig. TRAMONTE Maurizio si e’ fin d’ora reso disponibile, mantenendosi in contatto telefonico con il verbalizzante Capitano GIRAUDO, ad essere risentito, compatibilmente con le proprie esiggenze lavorative all’estero, qualora emergessero nuovo particolari rispetto alla presente escussione o ve ne fosse comunque il bisogno.

A.D.R. Prendo atto che mi vengono lette le pagine 13 e 14 del verbale di s.i.t. reso da sig. Tonin Sergio il giorno 01/11/1980 davanti al dott. CALOGERO Pietro.
Sostanzialmente tutto ciò’ che riguarda il campo di Folgaria e’ corrispondente al vero. Voglio pero’ precisare che non ricordo la presenza dei due ufficiali stranieri menzionati dal TONIN e credo, e’ pero’ una mia supposizione, che si sia confuso con una effettiva partecipazione di questi due, tra l’altro proprio portati, dal MUNARI, ad una manifestazione avvenuta al teatro DAL VERME di Milano. Ricordo che gli stranieri erano sistemati in galleria. Credo che fosse una manifestazione del F.U.A.N.. Voglio precisare che i due ufficiali non erano a Folgaria poiché’ ricordo distintamente che gli istruttori erano i due fratelli BOCCHINI ed un certo Mauro, che lavorava in palestra con i citati fratelli ed era anche professore di estimo. Con ciò’ voglio dire che i due ufficiali, se sono venuti, lo hanno fatto solo per un motivo di cortesia. Altra precisazione e’ che l’albergo esiste ancora, il conto fu pagato da VENTURI Giorgio, allora direttore amministrativo della FAI, attualmente gestore del bar “ALLA STAZIONE” di Este. Aggiungo inoltre che il PETTANIN effettivamente finanzio’ il campo ma non soggiornava in quell’albergo. Prendo visione della foto di PASETTO Marco ed escludo che fosse al campo di Folgaria. Chiedo comunque che venga tenuto conto che mi e’ stata mostrata una foto del 1977.
A.D.R. “Prendo atto che mi viene data lettura di alcuni brani dello testimonianza di NESSENZIA Oscar resa al G.I. di Milano SALVINI Guido in data 13/05/1995 riguardanti la mia persona. In tutta sincerità’ non ricordo di conoscere questa persona anche se sono ovviamente disponibile ad esaminarne una fotografia. Non ricordo la riunione nella trattoria fuori Padova, in direzione di Este, in cui era presente AFFATIGATO, ma vorrei precisare che le riunioni a quel tempo erano molto frequenti e quasi sempre conviviali; ne ricordo quindi parecchie ma ho difficoltà a focalizzarne una con la presenza di AFFATIGATO, anche perché era la regola concludere il tutto con una bella mangiata. Solo a titolo di esempio posso dire che alcune riunioni avvenivano nel padovano presso le sedi del M.S.I. di Este e Lozzo Atestino e si andava poi in ristoranti della bassa padovana ove pagava lo ZANCHETTA. Le riunioni che si verificavano in Padova avvenivano invece alla sede del M.S.I. ma in FACHINI aveva poi la preferenza per il ristorante “ISOLA DI CAPRERA” sito nel centro del capoluogo. Ricordo altra riunione avvenuta poco fuori Padova in un ristorante nel cui nome credo compaia il nomo “CAVALLI”, in questa riunione partecipò FACHINI unitamente ad un uomo robusto che allora avra’ avuto circa 50 anni che mi ricordo fu coinvolto nella “ROSA DEI VENTI” ed era veronese. I due erano in contrapposizione con il TONIN ed il fratello di questi, mentre godevano dell’appoggio dello SWICH.
A.D.R. In merito alle relazioni in vostro possesso sulle confidenze della fonte TRITONE al funzionario del S.I.D. con nome di copertura LUCA, quindi, inerenti in pratica le contestazioni mossemi dal G.I. ZORZI, in ossequio alla promessa fatta, devo dire, compatibilmente con le difficoltà di memoria, che esse ebbero effettivamente luogo. Chiedo, a parte i punti che desiderate approfondire subito, anche al fine di rendere una deposizione più’ completa, di poter riordinare i miei ricordi. In merito alla questione della Porsche, della quale mi viene consentita rilettura, non sono in grado oggi di poter confermare le date ovviamente, confermo però l’episodio ed aggiungo che io mi trovavo a bordo della Fiat 1500 del mestrino che ricordo che era di colore bianco. Posso aggiungere che tappezzeria dell’auto era di colore rosso e che il tutto avvenne una domenica. Quando dico collaboratore voglio dire che si trattava ad una persona che si accompagnava al dott. MAGGI, tant’e’ che il giovane della Fiat 1500 targata Venezia aveva partecipato alla riunione tenutasi a casa di ROMANI Gastone e precedente la strage di Piazza della Loggia alla quale partecipai anche io con un mio amico del quale al momento mi sento solo di dirvi che si chiama MAURIZIO ed è direttore di albergo. Questa persona potrebbe aiutarvi molto sul dott. MAGGI ma ho forte difficoltà a farvi il nome senza aver almeno tentato io prima un approccio con questa persona. Questo MAURIZIO con di cui vi parlo e’ in grado di fornirvi il nome del mestrino. Il MAURIZIO potrebbe essere ancora in contatto con il dott. MAGGI. Voglio aggiungere che l’accento del giovane della 1500 non era propriamente mestrino ma aveva più una calata tipica della zona di San Donà di Piave.
Poiché’ mi viene fatta notare l’importanza dei miei ricordi intendo fare presente che qualunque sia la risposta che mi darà’ il mio omonimo io vi fornirò il suo nome; desidero fortemente fare questo tentativo. C’è una forte amicizia tra me e questa persona e non credo che avrà’ un atteggiamento negativo, anzi ricordo che la domenica successiva al mio viaggio a Brescia ivi ritornai con lui e mia moglie per visitare il luogo dell’eccidio, mia moglie rimase a Sirmione per cure inalatorie ed io lo sera mi recai in piazza della Loggia con MAURIZIO. Inoltre e dico ciò a conferma del fatto che comunque sto vivendo un travaglio, dopo il colloquio con il dott. ZORZI io informai di ciò il mio omonimo con il quale in sostanza convenimmo che essendo ormai vecchio e malato si sarebbe anche potuto parlare del dott. MAGGI. Aggiungo anche che fra 10 giorni potro’ dirvi se ho conservato un agendina nella quale ho annotato tutti i miei incontri con LUCA e le mie vicissitudini e dove ho strappato e buttato la pagina relativa al viaggio a Brescia. Ciò’ avvenne la sera del 00/03/1993 dopo il verbale con il dott. ZORZI.

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