Valerio Fioravanti – dichiarazioni 15.02.1984

Le dichiarazioni che intendo fare nell’ambito della corretta ricostruzione delle attività dell’ambiente neofascista soprattutto romano nel corso degli anni fra il 1978 e l’83 muoveranno da un quadro storico, ma soprattutto culturale dell’ambiente che si era coagulato intorno alla sede romana del FUAN. Da quell’ambiente ritengo siano partite le idee per le quali e contro le quali si è lottato negli anni successivi. In seguito ritengo che si possa ridurre il fenomeno della cosiddetta lotta armata neofascista a qualcosa di molto diverso dalle eredità del FUAN e più specificatamente alle singole iniziative e posizioni politiche di un limitatissimo numero di individui fra i quali io stesso.
Chiedo di essere autorizzato a far pervenire a L’Espresso il documento da me firmato datato Ascoli Piceno 15.3.1984 che inizia con le parole “nel documento” termina con quelle “passa dall’altra parte”.
Il PM su tale istanza, rilevato che non vi sono ragioni astative, richiede al dirigente della Digos di Firenze, qui presente, che faccia pervenire a L’Espresso il documento in copia trattenendosi l’originale come allegato al presente verbale. Il verbale viene redatto in doppio originale uno dei quali ritirato dal PM di Roma.
Nel documento pubblicato su “L’Espresso”, Calore mi ha indicato come partecipe delle sue posizioni sulla necessità di fare chiarezza sulle stragi.
Questo è vero, anche se poi la diversità dei percorsi  politici e del carattere mi portano  a vivere questa scelta in modo diverso. Se da una parte non vedo altre strade che possano chiudere definitivamente il discorso sulla estraneità delle “nuove generazioni” agli ambienti e alla mentalità stragista, dall’altra ritengo altrettanto essenziale che queste posizioni vengano  recepite come “scelta politica” e non come semplice tatticismo e ricerca di particolari vantaggi personali. Questo perché un profondo legame di amicizia mi lega con le persone con cui ho vissuto questi anni di “politica”.
La cosa più difficile da realizzare in questo momento, e qui Calore è stato eccessivamente sbrigativo, è una rivolta contro parte del nostro passato, ma senza rinnegarlo nella sua interezza, rischiando così di “passare dall’altra parte”.

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