“Ipotesi per una contro rivoluzione” Pio Filippani Ronconi – Convegno Ist. Pollio 1965

L’errore fondamentale compiuto dalle cosiddette controrivoluzioni, dal tempo della rivoluzione russa al giorno d’oggi, consiste nell’avere costantemente schierato su una sola linea ideale e pratica – quindi individuabile – e, in base a un criterio omogeneo, tutte le forze disponibili, attribuendo implicitamente eguali compiti e quindi eguali rischi a uomini atti, invece, a impieghi totalmente diversi: in caso di sconfitta, parziale o totale, si è avuta di conseguenza la distruzione totale delle forze impegnate senza possibilità di ripresa. In ogni caso durante l’azione, gli uomini meno qualificati hanno notevolmente intralciato l’opera di coloro che avrebbero dovuto eseguire compiti ad un livello tecnico più specializzato. Ora, la relativa tranquillità di cui provvisoriamente disponiamo nel momento presente dovrebbe indurci a preparare, sin d’ora; uno schieramento differenziato, su scala nazionale ed europea, delle forze disponibili per la difesa e per l’offesa.
Questo schieramento differenziato obbedisce al criterio di fare agire su tre piani complementari, ma tatticamente «impermeabili» l’uno rispetto all’altro, le tre categorie di persone sulle quali si può in diversa misura contare, assegnando ad ogni categoria compiti commisurati alle sue reali possibilità, ottenendo il migliore rendimento nell’azione dei singoli piani o categorie, e inducendo queste ultime ad organizzarsi da sé, secondo le proprie esigenze.
Schematicamente si tratta di ciò:

a) su un piano più elementare disponiamo di individui i quali, seppure bene orientati e ben disposti nei riguardi di un’ipotetica controrivoluzione, sono capaci di compiere un’azione puramente “passiva”, che non li impegni in modo da affrontare immediatamente situazioni rischiose. Fra costoro, che formano la massa dei funzionari, professionisti, docenti, piccoli industriali, commercianti, eccetera, dovrà crearsi una seria e coerente “intesa” articolata secondo classi professionali e di interessi, la quale funzioni in modo tale per cui ogni suo membro, nel proprio campo, si limiti a troncare e molestare le iniziative provenienti dal campo opposto aiutando contemporaneamente i propri membri nei loro settori particolari e giovandosi, necessariamente, di un ufficio centrale d’informazioni e di uno schedario, che si andrà lentamente formando. Questa prima, rudimentale rete, oltre a significare un vantaggio pratico per i suoi aderenti, potrà servire per una prima «conta» delle persone delle quali si potrà disporre nei diversi settori della vita attiva nazionale, le quali, alla loro volta, formeranno lo «schermo di sicurezza» per gli appartenenti ai due livelli successivi;

b) il secondo livello potrà essere costituito da quelle altre persone naturalmente inclini o adatte a compiti che impegnino «azioni di pressione», come manifestazioni sul piano ufficiale, nell’ambito della legalità, anzi, in difesa dello stato e della legge conculcati dagli avversari. Queste persone che, suppongo, potrebbero provenire da Associazioni di Arma, nazionalistiche, irredentistiche, ginnastiche, di militari in congedo, ecc…, dovrebbero essere pronte ad affiancare, come difesa civile (qualcosa come i «Somatèn» catalani durante la guerra sindacale del 1913-23 in Ispagna), le forze dell’ordine (esercito, carabinieri, pubblica sicurezza, ecc…) nel caso che fossero costrette ad intervenire per stroncare una rivolta di piazza. In questo quadro sarebbe opportuno intrattenere relazioni ed accordi a tutti i livelli, tramite le associazioni di Arma.

c) A un terzo livello, molto più qualificato e professionalmente specializzato, dovrebbero costituirsi – in pieno anonimato sin d’adesso – nuclei scelti di pochissime unità, addestrati a compiti di controterrore e di «rotture» eventuali dei punti di precario equilibrio, in modo da determinare una diversa costellazione di forze al potere.
Questi nuclei, possibilmente l’un l’altro ignoti, ma ben coordinati da un comitato direttivo, potrebbero essere composti in parte da quei giovani che attualmente esauriscono sterilmente le loro energie, il loro tempo e, peggio ancora, il loro anonimato, in nobili imprese dimostrative, che non riescono a scuotere l’indifferenza della massa di fronte al deteriorarsi della situazione nazionale. Sulla costituzione e sulla formazione di questo « terzo livello» credo che si potrebbe utilmente discutere;

d) di là da questi livelli dovrebbe costituirsi con funzioni « verticali » un Consiglio che coordini le attività in funzione di una guerra totale contro l’apparato sovversivo comunista e dei suoi alleati, che rappresenta l’incubo che sovrasta il mondo moderno e ne impedisce il naturale sviluppo.

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