Aldo Semerari – dichiarazioni 10.10.1980

Sono presenti l’ avvocato Cuttica Franco di Roma e Biondi Alfredo di Genova. Preliminarmente il GI chiede notizie sulle condizioni di salute dell’imputato il quale dichiara:

– Sono affetto da epatopatia ed attualmente ricevo cure presso l’ infermeria del carcere. Desidero pertanto che per il momento non sia disposto il mio trasferimento ad un centro clinico, ma soltanto che sia fatto cessare lo stato di isolamento.

– In primo luogo confermo quanto gia’ detto al Pm e protesto la mia completa estraneita’ a tutti gli addebiti che mi sono stati mossi.

L’ imputato chiede in primo luogo di essere autorizzato a consegnare all’ ufficio nr 3 documenti: telegramma di solidarieta’ dell’avvocato Arcangeli; plico contenente pubblicazioni neofasciste in lingua francese spedito da Parigi; cartolina postale a firma Silvestri Vincenzo.

– Al riguardo dichiaro che da tali documenti si desume la bontà dei miei rapporti con l’ avvocato Arcangeli, mio fratello ed amico di cui curo la madre, la stima che mi attribuisce un ex internato dei campi nazisti come Silvestri, e quindi l’inattendibilita’ delle accuse che mi sono state rivolte. Del documento in allegato 2 dichiaro di non aver nessuna idea di chi possa essere il mittente, di non aver mai avuto contatti o rapporti di sorta con autori di pubblicazioni neo-naziste, come si desume del resto dall’ intestazione “Sig Semerari” senza indicazione del titolo accademico, pertanto devo pensare che si tratti di provocazioni o di propaganda.
A contestazione del contenuto delle deposizioni dei testi Massimi e Farina dichiaro:

– E’ completamente falso che io abbia partecipato ad una cena in casa Signorelli nel corso della quale sarebbero stati progettati delitti. per la verita’ non vedo Signorelli dall’ atto della sua scarcerazione avvenuta a fine estate del ’79. da questo momento in poi non volli piu’ frequentare Signorelli, non perche’ non lo stimassi, ma perche’ avendo io quotidiani rapporti con gli ambienti giudiziari di Roma e delicatissimi incarichi di cui puo’ dire il dr Vessichelli, non volevo aver rapporti con persona che comunque era stata in carcere. in tutto questo tempo Signorelli mi ha telefonato 2 o 3 volte in tutto, una volta per raccomandare il figlio agli esami, s’intende in senso lecito, un’ altra volta, effettivamente, visto che la sv me lo rammenta, per invitarmi a Marta dove la moglie ha un villino. tale invito era del tutto normale essendo per me un invito amichevole che avevo accettato gia’ due volte. nella zona infatti si tiene una fiera agricola interessante. non ricordo che mi abbia chiesto di visitare la madre di certo Scarano.

– In ordine ai miei rapporti con Neri Maurizio ripeto che mi sono limitato a visitarlo su sua richiesta. egli infatti era affetto da un tic. Poiche’ abita nella stessa localita’ dove abito io al pari di tanti altri mi ha chiesto una visita, sapendo che per i compaesani mi presto a fare visite gratis. Non ho mai avuto altro rapporto con detto Neri. la corrispondenza che risulta sequestrata a Poggio Mirteto sara’ corrispondenza giacente presso quell’ ufficio postale poiche’ la famiglia Neri abita in quella zona.

– Non conosco nessun Nistri implicato in fatti terroristici. L’ annotazione Nistri alla data del 20.02.80 sulla mia agenda puo’ riferirsi unicamente all’ onorevole Nistri Paolo consigliere regionale Dc (democrazia cristiana), il quale mi ricordo fu arrestato per fatti valutari. Se poi c’ e’ una annotazione “avvocato Andriani” , allora non escludo che possa trattarsi di una richiesta di perizia di un qualsiasi altro Nistri, che pero’ e’ persona a me completamente sconosciuta.

– A contestazione del rinvenimento di una lettera spedita il 09.08.79 da Roma Ostiense, contenente la frase “attento vogliono arrestarti”, dichiaro: ricordo di aver ricevuto una simile lettera, ma non so dire chi sia il mittente. In ordine al periodo di tempo in cui la lettera fu spedita posso dire che facevo parte di una commissione medica per decidere sui ricorsi di ammissione alla ps nella quale ci furono conflitti inerenti abbastanza accentuati. in ogni caso per la mia professione ricevo spesse lettere dai miei clienti di contenuto minatorio o stravagante.

– Iezzi Antonio, avvocato in Roma, procuratore legale in Roma, e’ mio assistente all’ universita’ , oltre che figlio di un mio caro amico magistrato di cassazione a Roma. Con lui non ho avuto rapporti economici di sorta salvo che abbiamo svolto in processi di cui egli era difensore incarichi peritali, in particolare ricordo di aver ricevuto compensi per perizie svolte. Nego in ogni modo di aver ricevuto finanziamenti da chicchessia per svolgere attivita’ eversiva. quanto ai compensi per le consulenze di parte posso indicare, ove posto in condizioni di farlo, di volta in volta a quale incarico i diversi importi si riferiscono. Per evitare equivoci desidero chiarire che almeno a partire dal 1979 non ho voluto piu’ accettare consulenze per imputati di reati politici.

Quanto ai miei rapporti con Minghelli egli fu da me assistito in qualita’ di consulente psichiatrico per il processo in cui fu imputato a Roma. attualmente egli mi appoggia alcune consulenze per i suoi clienti. Non ho mai fatto parte della loggia P2 pur avendo fatto parte della massoneria di rito scozzese. Peraltro Minghelli militava in una diversa istituzione. Quanto all’ invito di nozze di Vallanzasca mi fu spedito non da lui ma dal fratello. la ragione per cui mi fu mandato questo invito e’ che io sono considerato nell’ ambiente giudiziario e lo stesso fu un gesto di deferenza.
Quanto alla lettera di Concutelli dichiaro di non aver avuto con Concutelli rapporto alcuno poiche’ neppure lo conosco di persona. La circostanza si spiega col fatto che il Concutelli e’ in cella con certo Tafuri il quale voleva essere assistito da me per una consulenza psichiatrica. Poiche’ il Tafuri e’ analfabeta ha pregato il Concutelli di scrivermi. In effetti io ho risposto al Concutelli, ringraziandolo ma sempre per dare adempimento al mio incarico di consulente del Tafuri. Del resto sulla natura e sulla correttezza dei miei rapporti, restati allo stato epistolare, con Tafuri e Concutelli ove fosse necessario potra’ sentire il dr Vessichelli che ne e’ informato.

A questo punto l’ imputato chiede di produrre nulla osta del tribunale di Milano al colloquio col Tafuri.

– L’elenco di professionisti recante annotazioni si o no si riferisce alla societa’ italiana di psichiatria forense e riporta coloro che hanno voluto no o si.

– Non ho nessun rapporto con industriali toscani, non ho avuto finanziamenti e non ne conosco alcuno.

– Prendo atto che un detenuto avrebbe detto di me che “posso tornare comodo”. Questa frase puo’ significare soltanto che posso venire utile in quanto consulente psichiatrico.

Fatto, letto e sottoscritto.

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