Strage sul treno Italicus si rinvia tutto di due giorni agli avvocati” – La Repubblica 11.11.1986

BOLOGNA. Nella palestra-bunker del nuovo carcere di Bologna si è aperto ieri mattina il processo d’ appello per la strage sul treno Italicus: 4 agosto 1974, 12 i morti, un’ ottantina i feriti. Dei tre imputati principali, assolti per insufficienza di prove in primo grado, dietro le sbarre c’ era solo Mario Tuti. Luciano Franci, condannato a 12 anni per l’ attentato di Terontola, gode da luglio della semilibertà e ieri s’ è seduto, a piede libero, proprio davanti alla gabbia di Tuti. Piero Malentacchi, rimesso in libertà all’ indomani della sentenza di primo grado, invece non s’ è presentato. Tra gli imputati minori, Francesco Sgrò, il bidello romano autore, nella prima fase dell’ inchiesta, di sconcertanti e infondate rivelazioni, è venuto a Bologna per difendersi dall’accusa di calunnia che gli è costata l’ unica condanna del processo di primo grado. Margherita Luddi, infine, che nel 1974 era legata sentimentalmente a Franci, ha scritto una lettera alla corte nella quale dice di non poter essere presente per impegni di famiglia. La prima udienza è durata poco più di un’ ora. La corte ha concesso un paio di giorni di tempo agli avvocati d’ ufficio per studiarsi le carte del processo. La morte del difensore di Franci e Malentacchi, l’ ex segretario del Msi di Arezzo, Oreste Ghinelli, ha richiesto la nomina di legali d’ ufficio che hanno ottenuto com’ era nelle previsioni, i termini di difesa. Il processo riprenderà domani.

Annunci