“Gladio – la guerra psicologica” – “La Repubblica” 15.05.1991

Anche per la magistratura non tornano i numeri di Gladio, non quadrano le finalità ufficiali della struttura a confronto con gli obiettivi chiaramente delineati nei documenti del servizio segreto militare, il cui archivio è stato sequestrato dalla Procura di Roma. I gladiatori, ancora nel 1983, erano 640, ben addestrati e pronti all’ azione. In tempo di pace, fin dai primi anni ‘ 60, la Gladio avrebbe anche potuto ricoprire, come incarico, quello di controllare e neutralizzare le attività eversive o sovversive. E’ quanto si evince dai documenti sul Sid parallelo recentemente visionati dai giudici delegati alle indagini e consegnati, ieri, dal procuratore capo della Repubblica di Roma Ugo Giudiceandrea al presidente della commissione stragi Libero Gualtieri. Si tratta di documenti che potrebbero rivestire un ruolo importante sia nell’ ambito della inchiesta condotta dalla magistratura romana (sulla legalità della struttura) che da quella condotta dalla stessa commissione parlamentare (sulla legittimità). In particolare, l’ attenzione della commissione, come quella della magistratura, è incentrata su due documenti: il primo sarebbe una sorta di bozza, il secondo la stesura finale. In entrambi (risalgono al 1963) si fa riferimento all’ ipotesi di un intervento preventivo, per un appoggio ideologico, psicologico, sanitario, più che militare, ai Paesi nei quali potrebbe delinearsi o fosse in atto il conflitto tra l’ ideologia democratica e l’ ideologia comunista. Da questi documenti quindi non è chiaro se la struttura clandestina doveva essere mobilitata soltanto in caso di sovversione violenta delle istituzioni o in caso di occupazione da parte dei Paesi dell’ Est, oppure, se avrebbe potuto avere un ruolo anche durante la pace. Un altro punto oggetto di interesse è quello relativo al numero dei componenti della Gladio. Secondo la lista fornita dalla presidenza del Consiglio i gladiatori sarebbero stati, nel 1990, 622, di cui soltanto una parte addestrati, altri deceduti negli anni precedenti. Da un documento che risale al 1983, risulterebbe invece che la struttura era composta da 640 unità ben addestrate. Intanto, per quanto riguarda le indagini, si è appreso che oggi il procuratore aggiunto Michele Coiro, e i sostituti procuratori Pietro Saviotti e Franco Ionta si recheranno a Firenze, dove si incontreranno con il giudice Pierluigi Vigna, che in Toscana sta conducendo indagini sulla Gladio. Mentre il procuratore capo Giudiceandrea insieme al sostituto Nitto Palma si incontreranno con il presidente della commissione stragi, Libero Gualtieri. Intanto, proprio ieri, la commissione affari costituzionali della Camera ha prorogato dal 28 luglio al 31 dicembre 1991 l’ indagine della commissione stragi sull’ attività della organizzazione segreta. Il Pds, con la Sinistra Indipendente e i gruppi verde e federalista, aveva proposto un prolungamento dell’ attività della commissione stragi sino al luglio dell’ anno prossimo o addirittura del ‘ 93, scavalcando la fine della legislatura. Ma la commissione, che ha affrontato la questione ieri pomeriggio, ha optato per il termine del 31 dicembre di quest’ anno. Il governo, attraverso il sottosegretario D’ Onofrio, aveva proposto un termine al 30 novembre: quattro mesi oltre la scadenza prevista, per recuperare il tempo perso dalla Camera rispetto all’ approvazione, da parte del Senato, delle modifiche che ampliano il campo d’ azione della commissione stragi.
E’ stata la Dc, attraverso il relatore Soddu, a indicare il termine del 31 dicembre. Ipotesi che ha trovato concorde il Psi. Al momento del voto, solo Dc e Psi hanno votato a favore. Il Pri si è assentato proprio in quel momento. Si sono astenuti il Pds, la Sinistra indipendente, radicali, verdi, federalisti, il rappresentante dell’ Union Valdotaine. Unanime invece il voto sull’ insieme della legge. La discussione è stata accesa. Non sono stati pochi i tentativi di non concedere alcuna proroga racconta Gianni Ferrara, responsabile del gruppo comunista-pds in commissione Non sono stati pochi i tentativi di negare la necessità politica e istituzionale di accertare se e quali azioni di Gladio siano state commesse per attentare alla legalità democratica nel nostro Paese. Siamo riusciti nel nostro intento di non far chiudere i lavori della commissione stragi prima che essa potesse esaurire i suoi compiti. Ferrara ricorda che il Pds aveva presentato proposte di proroga al luglio dell’ anno prossimo, e addirittura al luglio del ‘ 93, scavalcando la fine della legislatura, per evitare che qualcuno potesse pensare a un uso strumentale delle conclusioni della commissione a fine elettoralistici. Alla fine lo stesso relatore ha proposto un termine di proroga al 31 dicembre di quest’ anno, che ci auguriamo sia sufficiente a far luce sullo stragismo e su Gladio, conclude Ferrara. Con la novità della proroga approvato in sede legislativa, il provvedimento torna ora all’ esame del Senato.

Annunci