Philip Agee – dichiarazioni 1976

La Cia si era opposta al versamento di 800.000 mila dollari al generale Miceli nel 1972, perché i soldi sarebbero andati ai neofascisti italiani. Il promotore di quel finanziamento, l’allora ambasciatore in Italia, Graham Martin, si recò a Washington per perorare la causa con il presidente Nixon. Nixon si disse d’accordo (e suppongo che Kissinger fosse d’accordo anche lui). Al suo ritorno a Roma, Martin discusse la faccenda con il “capo della stazione” della Cia italiana (la conversazione è riportata in una nota a piè di pagina del rapporto Pike, nota che poi è trapelata all’esterno). Il capo della stazione chiese all’ambasciatore se non temeva che il denaro potesse essere speso da Miceli per qualcosa di diverso da quello che Miceli stesso dichiarava, e cioè propaganda elettorale o attività del genere.
L’ambasciatore replicò: “Non mi importa granché di come venga speso; dobbiamo dimostrargli la nostra solidarietà per il futuro”. Questo è assai significativo: si pensava di appoggiare i fascisti o i neofascisti “per il futuro”. E’ un esempio di come la Cia possa, se occorre, venire strumentalizzata, andare contro la propria volontà. Ed è anche la prova del fatto che è proprio il presidente a decidere.

Estratto libro “La forza della democrazia”

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