Giovanni Spinoso – dichiarazioni 21.03.1985

Prendo atto che vengo sentito come teste in un procedimento avente per oggetto l’ accertamento di responsabilità nella strage dell’Italicus diverse o ulteriori rispetto a quelle eventuali degli imputati gia’ giudicati in primo grado.

adr: ho effettivamente consegnato al signor Caldarelli l’ estratto delle registrazioni di una delle due interviste da me fatte al Tomei. faccio presente che presi contatto col Tomei nel gennaio ’78 ed ebbi con lui vari colloqui nell’ ambito della mia attivita’ di giornalista. La prima intervista rilasciatami dal Tomei risale all’agosto ’80, la seconda intervista l’ ho gia’ portata a conoscenza della AG di Firenze nell’agosto ’82. Avvertii l’ esigenza di parlarne con l’AG anche in relazione all’omicidio Mennucci che aveva avuto luogo il mese precedente.

adr: Ritengo che il Tomei avesse interesse ad un rapporto con me, fra l’ altro per comprendere cosa potesse avermi riferito il Moscatelli durante i colloqui che avevo avuto con quest’ ultimo e dei quali ho gia’ riferito allorche’ venni sentito come testimone durante il dibattimento dell’ Italicus. Ho riscontrato ora delle differenze fra le dichiarazioni fattemi dal Tomei durante il corso della prima e della seconda intervista. Faccio presente, comunque, di aver gia’ accennato nel corso del dibattimento dell’ Italicus ad entrambe le interviste, anche se della verbalizzazione cio’ non appare perfettamente comprensibile.

adr: Le frasi riportate dal Caldarelli, delle quali ho ora ricevuto lettura, sono effettivamente dei frammenti della prima intervista e si riferiscono alla cosiddetta “commissione di inchiesta di Ordine Nuovo”. ho rilevato che nella seconda intervista (quella cioe’ che ho gia’ trasmesso alla AG) il Tomei non parla piu’ del secondo incontro che avrebbe avuto con la “commissione”. Nella prima intervista, infatti, afferma che questa “commissione” l’ aveva interpellato personalmente due volte, una prima volta verosimilmente in maggio e una seconda nel dicembre ’75.

adr: il Tomei non mi fece mai nomi, nelle interviste registrate, dei componenti di queste “commissioni”, tuttavia nel corso del nostro prima incontro gli sfuggi’ detto che era stato “messo sotto torchio” da Pugliese.

adr: ho avuto col Tomei numerosi incontri che non sono stati formalizzati in vere e proprie interviste; dispongo tuttavia degli appunti relativi a tali colloqui, o almeno di alcuni di questi.

adr: autorizzato dalla sv consulto un appunto dal quale rilevo che ho incontrato il Tomei il 25.01.78, il 05.09.78, il 16.08.80 e il 22.08.80 (in questa occasione registrai la prima intervista), ed infine nel luglio ’82 due giorni prima dell’ omicidio Mennucci.

adr: le interviste e la relativa registrazione sono avvenute con il consenso del Tomei per una loro eventuale utilizzazione giornalistica.

adr: ricordo che durante il nostro ultimo incontro il Tomei era inquieto poiche’ era apparsa sui giornali la notizia che, convocato come teste al processo dell’ Italicus, non si era presentato dichiarandosi malato. In quella occasione mi disse che lo aveva trovato mentre si accingeva ad abbandonare l’ ospedale per farsi ricoverare altrove. dopo l’ omicidio di Mennucci ho ricollegato questo episodio criminoso alla preoccupazione del Tomei. Faccio presente inoltre che costui, anche se non godeva di buona salute, entrava ed usciva liberamente dall’ ospedale e riceveva delle persone. Il Moscatelli a suo tempo mi disse che il Tomei nel corso del suo ricovero precedente all’ ospedale di Pratolino aveva ricevuto lo Affatigato ed il Pera.

adr: il Tomei mi ha parlato di una riunione, avvenuta per quanto ricordo nel settembre ’73, cui prese parte pure il Pecoriello. Questi venne indicato come un provocatore da uno dei presenti e la riunione venne successivamente sospesa, anche perche’ il gruppo organizzo’ uno scontro immediato con un corteo di qualche gruppo extraparlamentare di sinistra che in quel momento stava transitando nei pressi del luogo della riunione.

adr: il Tomei mi riferi’ ripetutamente che “Ordine Nuovo” era cambiato in modo significativo dopo l’ arresto di Lamberti e di Batani, o meglio che i gruppi di persone che avevano aderito al disciolto movimento “Ordine Nuovo”, avevano subito una linea piu’ aggressiva. questa linea a dire del Tomei era portata avanti dal Cauchi e dall’ Affatigato. Quest’ ultimo era ritenuto una “testa calda”. Sul punto e’ abbastanza precisa l’ intervista rilasciatami dal Tomei, almeno per quanto possa ricordare.

adr: il Tomei affermava che il Tuti era stato coinvolto nelle attivita’ dell’ eversione di destra in Toscana su iniziativa del Lamberti e tramite l’ Affatigato. Il Tuti infatti, dopo un breve periodo di attivismo politico a Pisa, si era sposato e sembrava disinteressato ad attivita’ politiche. Il Lamberti, tramite l’ Affatigato, l’ avrebbe invece man mano coinvolto in varie iniziative quali procurare ciclostili, pistole o rifugi.

ad: ore 18,15 il dr Dardani si allontana.

adr: circa i rapporti fra l’ eversione di destra in Toscana e la massoneria faccio presente che il Tomei, durante i nostri incontri ha talvolta confermato e talvolta negato la circostanza di essersi incontrato, unitamente all’ Affatigato, con un esponente della massoneria. Il Tomei ha ammesso di aver partecipato alla prima parte dell’ incontro che, in sostanza, a suo dire aveva avuto luogo con l’Affatigato nella veste di principale interlocutore di questo misterioso massone. Questi, a dire del Tomei, era stato accreditato dal Batani cosicche’ne’ il Tomei stesso, ne’ l’ Affatigato avvertirono l’ esigenza di sapere qualcosa in piu’ su questa persona.

adr: ricordo che il Tomei mi disse di aver ricevuto una lettera dall’Affatigato, allorche’ si trovava in stato di arresto in Corsica. Tale lettera gli era stata fatta pervenire probabilmente tramite la moglie. Il Tomei mi mostro’ questo scritto dell’ Affatigato. L’Affatigato diceva al Tomei di aver ammesso l’ incontro con un massone e sollecitava Tomei a fare altrettanto, o meglio a confermarlo nel caso di domande sul punto.

adr: la lettera dell’ Affatigato era molto breve e non entrava nei dettagli dell’ incontro con il massone. Il Tomei e’ sempre stato elusivo sul punto e comunque affermava che questo incontro non poteva aver avuto alcun seguito sul piano pratico operativo poiche’ Graziani era contrario alla massoneria.

adr: il Tomei ha mantenuto sulla questione un atteggiamento discontinuo, nel senso che la conferma e la smentita di questo incontro avevano luogo alternativamente. il Tomei era discontinuo anche su altre questioni. ad esempio, in occasione dell’ incontro avuto all’ ospedale vicino Lucca (incontro del luglio ’82) mi disse che “la commissione” di Ordine nuovo non era mai esistita. mi disse questo come battuta di esordio della nostra conversazione, ma successivamente mi confermo’ l’ esistenza della”commissione”. Il Tomei ha dato versioni contraddittorie anche sul memoriale di Tuti. sul punto ha affermato che era semplicemente uno strumento di ricatto utilizzato dal Tuti e, altre volte, invece ha sostenuto che quanto affermato corrispondeva a verita’. Il Tomei precisava altresi’ che le inesattezze del memoriale derivavano dal fatto che il Tuti non aveva che una conoscenza indiretta di alcuni particolari episodi, quali ad esempio la supposta fuga del Tomei in Corsica via Svizzera. Il Tomei, nel confermare alcuni passi del memoriale del Tuti, riportava degli specifici fatti, a suo dire effettivamente accaduti, cosi’ ad esempio, affermava di aver incontrato l’ Affatigato a Lucca nel giorno in cui questi, stando al memoriale di Tuti, sarebbe andato a prelevare le armi del gruppo di Tuti ad Empoli e sarebbe quindi ritornato a Lucca.

A questo punto il teste produce la copia dell’ originale della registrazione dell’intervista di Tomei di data 22.08.80 ed il GI dispone che venga unita a questo pv.

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