Le vicende giudiziarie nelle quali Tramonte rimase coinvolto negli anni ‘70

Agli inizi degli anni ‘70, in giovanissima età, Maurizio TRAMONTE rimase coinvolto in una serie di vicende giudiziarie di chiara matrice politica.
Il 24 giugno 1970, a seguito di tafferugli sorti in occasione di uno sciopero che era stato indetto dalla CISNAL, presso lo stabilimento UTITA di Este, TRAMONTE venne deferito in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria, unitamente a Massimiliano FACHINI, a Fiorenzo ZANCHETTA e ad altri partecipanti alle azioni di picchettaggio, per essersi reso responsabile dei reati violenza privata e minaccia aggravata in concorso.
All’udienza dibattimentale del 3 giugno 2010 TRAMONTE ha affermato che in dieci o dodici persone avevano cercato di bloccare l’entrata in fabbrica di 300 operai e che era stato lo stesso FACHINI, appartenente alla CISNAL, ad organizzare le operazioni. L’episodio è significativo in quanto documenta gli stretti rapporti che, fin dal 1970, legavano politicamente Maurizio TRAMONTE e Fiorenzo ZANCHETTA a Massimiliano FACHINI.
Il 28 ottobre 1970, per protesta nei confronti delle agitazioni sindacali degli operai della società di autolinee SIAMIC, che si protraevano da alcuni giorni, un centinaio di giovani organizzarono, a Padova, un blocco stradale che venne fatto rimuovere dalle Forze di Polizia. TRAMONTE compare tra i soggetti che, nell’occasione, vennero denunciati alla Procura della Repubblica di Padova, per il reato di blocco stradale.
Il 15 novembre 1970, a Trento, un gruppo di militanti di destra, usciti dalla locale sede del MSI, devastarono il bar ITALIA, sito in quella Piazza Duomo, malmenando alcuni avventori che sì trovavano all’interno del locale pubblico, noto ritrovo di elementi politicamente orientati a sinistra. L’incursione venne effettuata per ritorsione, dopo che alcuni manifesti murali, apposti da militati di destra, erano stati lacerati da soggetti di opposta fazione.
TRAMONTE non compare tra le persone che vennero nell’occasione denunciate, ma in aula all’udienza del 3 giugno 2010, ha dichiarato di avervi partecipato, unitamente a Massimiliano FACHINI, a Fiorenzo ZANCHETTA, a Gustavo BOCCHINI e ad altri. Il 2 febbraio 1971 Maurizio TRAMONTE denunciò ai Carabinieri di Lozzo Atestino che la notte tra il 31 gennaio e l’1 febbraio uno sconosciuto l’aveva aggredito nei pressi della sua abitazione colpendolo al volto e proferendo ingiurie, quali “sporco fascista”. A seguito delle violenze patite, TRAMONTE veniva giudicato guaribile in sette giorni.
Nella notte tra l’8 ed il 9 aprile 1971 la sede del PCI di Este venne data alle fiamme. Nel corso delle indagini, condotte dalla Squadra di P.G. di Este, vennero raccolte delle testimonianze circa l’aspetto fisico di due giovani visti nei pressi della predetta sede poco prima dell’incendio e l’autovettura su cui gli stessi si erano allontanati. Gli accertamenti che ne seguirono portarono gli inquirenti a sospettare di Giuliano PAROLO, Maurizio TRAMONTE e Fiorenzo ZANCHETTA, sia perché il primo disponeva di un’autovettura del tutto simile a quella utilizzata dagli autori dell’attentato, sia perché tutti e tre i soggetti erano notoriamente orientati verso il MSI.
PAROLO venne interrogato dai Carabinieri quale indiziato di reato, non risulta comunque che lo stesso, né gli altri, siano stati deferiti all’AG quali responsabili dei fatti summenzionati. Il 3 giugno 1971, presso il cinema CRISTALLO di Este, ove era in corso un convegno sulla Resistenza, si verificò una rissa tra persone di opposta ideologia politica. Tra i partecipanti alla rissa vennero deferiti a piede libero all’AG, per lesioni e radunata sediziosa, Maurizio TRAMONTE, Fiorenzo ed Ariosto ZANCHETTA, Giuliano PAROLO, Benito ROCCA ed altri.
Il 28 novembre 1971, a Fiesso Umbertino, in provincia di Rovigo, si verificavano scontri ed incidenti tra gruppi di dimostranti di opposta ideologia politica. Giovanni MELIOLI, a bordo della propria Fiat 500 di colore rosso, per sfuggire da un gruppo di elementi del PCI, a causa di un’errata manovra, andò a sbattere contro il muro di cinta di un edificio. Soccorso da appartenenti alla P.S., veniva adagiato a bordo dell’autovettura alla guida della quale, nel mentre, si era posto Maurizio TRAMONTE che ripartiva a forte velocità. Dopo ripetute intimazioni, il predetto veniva fermato con la forza dagli Agenti. A seguito di quei fatti TRAMONTE venne deferito all’AG di Rovigo per inosservanza degli ordini impartiti dall’Autorità. L’episodio è particolarmente significativo in quanto documenta gli stretti rapporti che, fin dal 1971, legavano politicamente Maurizio TRAMONTE con Giovanni MELIOLI.

Memoria pm strage di Brescia

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