Attentato all’esattoria di Milano del 23.03.1974 – Sentenza appello Ordine Nero

(…) verso le ore due, veniva presa di mira, in Milano, la sede dell’Esattoria Civica all’esterno della cancellata d’ingresso del cui fabbricato un ordigno, di cui non residuava traccia, esplodeva scardinando parzialmente la cancellata medesima, danneggiando il congegno elettrico di apertura, il muro, gli infissi dello stabile e di quelli circostanti, mandando in frantumi vetrate e danneggiando anche un’autovettura Rover tg NO/279276, parcheggiata nelle immediate vicinanze.
Una pattuglia della Polizia, su segnalazione telefonica anonima, rinveniva in una cabina del telefono sita all’angolo tra le vie San Vittore e De Amicis, due fogli con le medesime caratteristiche di quelli di cui già si è detto, ma riprodotti questa volta fotostaticamente dall’originale, e provenienti dalla sezione “Celine”.
Il messaggio, sostanzialmente rivendicativo, prendeva di mira questa volta i percettori di tasse accusati di vampiresche ruberie ai danni del popolo italiano, la Cassa del Mezzogiorno affidata al ladro Mancini, il divorzio quale strumento di distruzione della famiglia; e terminava avvertendo che la dittatura democratica era ormai agli sgoccioli.

Sentenza Corte di Assise di Bologna 7.7.1984

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