Sui sovvenzionatori di Sogno e Cavallo – sentenza G.I. Violante 05.05.1976

In seguito ad un complesso esame contabile risultava che nel 1971 dalla cassa centrale FIAT erano stati versati al SOGNO L. 45.000.000 e che lo stesso ente aveva versato al Sogno L. 35.000.000 nel 1972, L. 75.000.000 nel 1973 e Lire 32.000.000 fino al luglio 1974. Emergeva ancora che l’Unione Industriale di Torino aveva erogato in favore del SOGNO L. 5.000.000 il 30.10.1972, L. 3.000.000 il 17.4.1973 e L. 4.000.000 il 13.11.1973.
Complessivamente il SOGNO aveva versato sul suo c/c dal 15.6.1971 al 26.7.1974 assegni circolari provenienti dalla S.P.A. FIAT per L. 187.000.000 e assegni circolari provenienti dalla Unione Industriale di Torino per L.12.000.000.
Risultava infine che, successivamente al primo sequestro, avvenuto nel settembre 1974, sul c/c del SOGNO erano affluiti altri versamenti, in contanti, per complessive L. 96.000.000, mentre dal 14.5.74 al 21.8.74 erano affluiti, sempre in contanti, per L. 40.000.000.
Si rendevano pertanto necessari due tipi di indagini: l’uno diretto ad accertare le reali motivazioni di tali finanziamenti e l’altro diretto ad accertare l’uso che di tali somme aveva fatto il SOGNO.

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Per quanto attiene alle finalità dei finanziamenti rice­vuti dal SOGNO, dal CAVALLO e dal PAGNOZZI deve rilevarsi che qualcuno dei testi escussi ha fornito spiegazioni non del tutto attendibili.

In particolare non sembra attendibile che il Cavallo sia stato retribuito dal 1970 al 1974 nella misura già indicata, soltanto perché la sua organizzazione non poteva essere liquidata in breve tempo; tanto più che dalle dichiarazioni del GARINO emergerebbe una ben limitata attività del Cavallo (qualche pubblicazione e qualche volantino) alla quale non poteva corrispondere che una modesta organizzazione.

E1 comunque da rilegare la singolare coincidenza della cessazione dei finanziamenti sia al SOGNO che al CAVALLO da parte della S.p.A. FIAT attorno allo stesso arco di tempo (metà del 1974).

Inoltre le dichiarazioni del teste CHIUSANO sono state smentite da circostanze obiettive e da acquisizioni testimoniali. Più precisamente l’asserzione secondo la quale attraverso il SOGNO si sarebbe finanziato il P.L.I. e i finanziamenti, sarebbero appunto cessati con l’entrata in vigore della legge 2.5.1974 n.195 sul finanziamento dei partiti politici, è in contrasto con i dati probatori acquisiti: la S.p.A. FIAT ebbe ad erogare altre sovvenzioni all’imputato in data 15,1 e 26 Luglio 1974 e cioè quando la citata legge era già entrata in vigore (9.6.1974).

I testi MALAG0DI e BIGNARDI hanno comunque escluso che finanziamenti al P.L.I. siano mai pervenuti tramite il SOGNO; è risultato infatti che il SOGNO ha versato unicamente L. 100.000 – delle complessive L.167.000.000- ad una sezione torinese del P.L.I..

Il SOGNO si iscrisse al P.L. I. soltanto a partire dall’Agosto 1972, mentre la formazione di una sua “corrente” in seno al partito si manifestò nell’Aprile 1974, data di molto successiva a quella d’inizio di questi finanziamenti (15.6.1971).

Inoltre il teste BOBBA ha riferito che il CHIUSANO nel 1973 gli dichiarò che la S.P.A. FIAT aveva cessato di finanziare il SOGNO ritenendo più opportuno che le sovvenzioni provenissero dall’UNIONE INDUSTRIALE; invece, proprio nel 1973, la S.p.A. FIAT aumentava i suoi contributi al SOGNO portandoli a circa lire 70-60 milioni annui (cfr. dep. CHIUSANO 19.1.76).

Dalle carte processuali emerge infine una dichiarata pluralità di ragioni giustificative delle sovvenzioni; accanto a quella ora indicata e proveniente dal teste CHIUSANO, il teste BOSSO spiega la destinazione delle sovvenzioni come dirette al finanziamento dei C.R.D. mentre il teste BOBBA fa riferimento al finanziamento di specifiche manifestazioni di ex partigiani aderenti alla FIVL.

Eguali perplessità sorgono in relazione alle finalità della sovvenzione proveniente dall’ASSOLOMBARDA; il teste PELLICANO’ ha escluso che il finanziamento fosse destinato ai C.R.D. ed ha indicato nel RODOCANACHI il destinatario dello stesso; non è chiara la ragione per la quale il RODOCANACHI ebbe a chiedere dei fondi per la “Gioventù liberale”, che destinò invece all’organizzazione del SOGNO.

E’ possibile pertanto concludere, osserva il P.M., che se l’attuale stato delle indagini non ha consentito sinora i necessari approfondimenti sui singoli destinatari delle erogazioni effettuate dal SOGNO, i primi accertamenti hanno fatto però chiaramente emergere i già citati nomi del CAVALLO, dell’ACCAME e del PAGNOZZI; il che costituisce indubbiamente ulteriore conferma del quadro probatorio generale.