“Niente passaporto per Gelli” – La Repubblica 21.11.1989

Licio Gelli non potrà andare all’ estero senza l’ autorizzazione della Corte d’ assise d’ appello di Firenze. E’ la prima misura cautelare che viene imposta all’ ex venerabile della Loggia P2 da quando, estradato dalla Svizzera per l’ inchiesta sul crack del Banco Ambrosiano, riuscì ad ottenere la libertà provvisoria. La decisione è stata presa ieri all’ apertura del processo di secondo grado contro Gelli e altri dieci imputati, tutti esponenti dell’ estrema destra, ritenuti responsabili di vari reati in relazione all’ attentato del 21 aprile 1974 a Vaiano, sulla linea ferroviaria Firenze-Bologna. In primo grado Gelli era stato condannato a 8 anni per sovvenzione di banda armata (è accusato di aver ricevuto agli inizi del 1974 a Villa Wanda Augusto Cauchi, capo della cellula nera aretina, e di avergli consegnato una ventina di milioni con cui furono acquistati esplosivi). Martedì scorso Gelli ha chiesto il passaporto alla questura di Arezzo.

La Digos ne ha informato il sostituto procuratore generale Francesco Fleury, pubblico ministero nel processo di secondo grado, che ieri ha sollevato la questione e ha chiesto alla Corte di vietare l’ espatrio all’ ex venerabile. L’ avvocato Fabio Dean, difensore di Gelli (che non si è fatto vedere), ha sostenuto che la Corte di Firenze non sarebbe competente a decidere: a suo tempo la Svizzera non ha concesso l’ estradizione di Gelli per i reati al centro del processo di Firenze, per cui la condanna non può essere eseguita. Ma i giudici hanno accolto la richiesta dell’ accusa e d’ ora in poi, se Gelli vorrà varcare il confine, dovrà chiedere il permesso. L’ altro fatto rilevante dell’ udienza di ieri è stata l’ ammissione al patteggiamento di Marco Affatigato, lucchese, una lunga carriera nelle file della destra estrema, fuggito in Francia, condannato in primo grado a 7 anni per banda armata, rapina e porto e detenzione di esplosivi. Il suo difensore, avvocato Gaetano Berni, e il pubblico ministero si sono accordati su una pena di 2 anni di reclusione da aggiungere ai 4 cui Affatigato era stato condannato nel ‘ 77 per ricostituzione del disciolto partito fascista in relazione all’ attività del Fronte nazionale rivoluzionario di Mario Tuti. Di fatto è accaduto questo: sia pure da lontano (vive a Valence e finora si è guardato bene dal rimettere piede in Italia) Affatigato ha ammesso le sue responsabilità in cambio di una condanna lieve e della revoca di tutti gli ordini e i mandati di cattura. Infine la Corte, su richiesta dell’ avvocato Valerio De Sanctis, difensore di Augusto Cauchi, ha convocato per oggi una testimone mai sentita prima: è un’ insegnante di Arezzo, che dovrebbe fornire un alibi al suo ex fidanzato Augusto Cauchi per la notte in cui fu compiuto l’ attentato a Vaiano. Cauchi è latitante da più di 15 anni ed è stato condannato in primo grado a 16 anni di reclusione per strage. Secondo l’ accusa fu lui, la notte del 21 aprile del 1974, a dirigere la pattuglia di fanatici che in un tratto in pendio fra Vernio e Vaiano collocò una bomba sui binari per far deragliare il treno Palatino. Il disastro fu evitato per puro miracolo.

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