Maurizio Abbatino- dichiarazioni 11.03.1993

Intendo rispondere. Per quanto attiene alle armi che si trovavano presso il Ministero della Sanita’ , ed in particolare al mitra Mab modificato che venne preso da Carminati Massimo, nelle circostanze da me in precedenza riferite, mi riporto a quanto dichiarato nel mio precedente interrogatorio del 09.01.93.

L’ ufficio da atto che viene esibito all’ imputato il mitra Mab cui al verbale di apertura di reperto che reca il nr cr 17409, dell’ufficio corpi di reato di Bologna, verbale redatto dalla Digos di Bologna, in data 08.03.93. L’ imputato, presa visione del cennato reperto, dichiara:
Riconosco nel mitra che mi viene mostrato quello che fu prelevato presso il deposito del Ministero della Sanita’ da Carminati Massimo, in epoca successiva – cioe’ circa un paio di mesi dopo – alla morte di Giuseppucci Franco, posso affermarlo, dal momento che la modifica del calciolo di questo e’ leggermente diversa, anche se le modalita’ sono le stesse, rispetto a quella dell’ altro mitra dello stesso tipo di cui disponevamo, meno rifinito di questo che vedo.

Prendo visione anche dei due caricatori di cui al cr 17409, relativi al mitra. A proposito degli stessi, ribadendo quanto dichiarato in precedenza, posso dire che disponevamo di caricatori sia lunghi che corti dello stesso tipo di quelli che vedo.

Prendo visione del fucile a canne mozze di cui al citato corpo di reato: lo stesso non presenta caratteristiche particolari, in base alle quali possa affermare che sia appartenuto alla banda: posso solo dire che le modalita’ con le quali e’ stato modificato sono analoghe a quelle di cui ci servivamo anche noi, tuttavia si tratta di modalita’ di modificazione piuttosto comuni.

Prendo visione di due passamontagna di cui al suddetto corpo di reato: si tratta di passamontagna anche questi piuttosto comuni, sicche’ non posso affermare che si tratti di passamontagna che ci appartenevano.

Prendo visione dei guanti di gomma: non mi sembra che presso il Ministero della Sanita’ ve ne fossero di simili.

Prendo visione della coperta gialla di cui al citato corpo di reato: la stessa non ricordo di averla mai vista.

Prendo visione della sportina in plastica contenente filo di ferro: penso che lo stesso possa essere stato usato per collegare tra loro ordigni esplosivi del tipo artigianale da me descritti in precedenti interrogatori, o anche per fissare l’ ordigno prima di farlo esplodere.

Prendo visione del pezzo di plastica verde di cui al suddetto cr: plastica simile, talvolta veniva usata per evitare l’ aereazione dell’ esplosivo negli ordigni, inserendola tra il barattolo e il coperchio e, quindi, forzando quest’ ultimo a chiudere. Analogo risultato poteva ottenersi avvolgendo l’ esplosivo in buste di plastica che poi venivano chiuse nei contenitori di metallo.

Adr: come ebbi a dichiarare in precedente interrogatorio, allorche’ descrissi le modalita’ di confezionamento degli ordigni esplosivi, per come insegnatoci da Carminati Massimo, la miccia veniva inserita nel detonatore, che, a sua volta, veniva pinzato per fissarlo alla estremita’ della miccia stessa, dopodiché l’ altra estremita’ della miccia veniva fatta passare per un foro praticato sul coperchio di metallo del contenitore d’ esplosivo, in modo che il detonatore restasse all’ interno del barattolo o del tubo contenente l’esplosivo stesso. Si poteva, comunque, inserire il detonatore facendo pressione dall’ esterno verso l’ interno del contenitore.

L’ ufficio mostra all’ imputato nr 8 micce con detonatori di cui al corpo di reato nr 17409 di cui sopra: i detonatori e le modalita’ di confezionamento delle micce sono dello stesso tipo di quelle da me descritte, cioe’ identici a quelli da noi utilizzati.
Adr: la piastrina metallica che mi viene mostrata non mi dice assolutamente nulla, come anche la valigia.

Letto confermato e sottoscritto.­

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