In via XX Settembre c’è anche il Quirinale – OP 19.06.1974

Proprio mentre Andreotti rilasciava al Mondo la nota intervista sulla ristrutturazione dei vertici del SID, con perfetta scelta di tempo dal Quirinale si rincollava Rumor alla sua poltrona di palazzo Chigi. Mai come in questo torbido momento l’ordito di bombe e complotti è legato strettamente alle trame degli uomini che vogliono col terrore mantenersi al potere. I governi si sopravvivono a colpi di mitra. Le nuove maggioranze si sperimentano e si consolidano tra stragi e attentati.
La rivalità e le divisioni dei vari cavalli di razza parcheggiati a Montecitorio si sono da tempo riproposte in ciascuno dei cosiddetti “corpi separati” della Repubblica: esistono magistrati rossi e magistrati neri, di questa corrente o di quell’indirizzo; poliziotti e superpoliziotti fedeli a destra, propensi a sinistra o obbedienti al centro; corpi che guardano un colle, corpi che guardano verso il mare. Se il romanzo d’appendice di questa Repubblica è condito da Moschettieri del Re e Guardie del Cardinale tuttavia non s’intravede nessun Richelieu capace di salvarci dal Caos. Per ora, su questo sfondo, un solo elemento possiamo aggiungere.
Il filo di Andreotti che ha portato Leone al Quirinale ha stretto un altro nodo. Qualcuno sperava che dalla crisi di Rumor V potesse scaturire qualche chiarificazione del quadro politico istituzionale. Qualcun altro, forse, puntava tutto nell’attesa di qualche miracolo sardo. Ora punto e daccapo. Il fermaposto Rumor potrà rimanere sulla stessa sua poltrona o esserne tolto. Ma la parola, mentre la crisi batte i suoi rintocchi funebri, torna ai dossiers e alle “fughe di notizie”.

OP 19.06.1974

Annunci