Luca Donati – dichiarazioni 07.02.1994

Intendo rispondere. Prendo atto delle accuse e degli elementi a mio carico per aver preso visione dell’ordinanza di custodia in carcere emessa nei miei confronti. Mi protesto innocente. E’ vero soltanto che appena scarcerato, il 4 maggio 1978, mi sono recato nel cascinale della Alessandra Codivilla, ove mi sono trattenuto uno o due giorni. C’eravamo io, lo Zani e il Danieletti con le rispettive ragazze: io con la Codivilla, lo Zani con la Cogolli ed il Danieletti con la germana Sinagra. Non ho sentito parlare del fatto che nel cascinale si trovassero delle armi ne’ di progetti di evasione di Concutelli e Fumagalli. Il Ferorelli l’ho conosciuto in carcere a Bologna e con lui ho scambiato al massimo qualche parola.

Adr: in carcere con me c’erano Ferri, D’Intino, Bumbaca, Danieletti, Zani, i miei coimputati di Arezzo, Batani, Rossi, Pratesi. Successivamente sopraggiunse anche il Ferorelli. Noi di Arezzo non abbiamo commesso nessun attentato e siamo stati in carcere ingiustamente. Non abbiamo commesso neppure quello della casa del popolo di Moiano. Non so dare indicazioni circa le effettive responsabilità in quell’attentato e negli altri attentati attribuiti ad Ordine Nero. Non so nulla neanche della strage dell’ Italicus.

Adr: ho effettivamente accompagnato il Cauchi durante la fase iniziale della sua latitanza fino a Perpignano e li’ il Cauchi mi lascio’ poiche’ non avevo il passaporto.

Adr: prima di lasciare l’Italia il Cauchi aveva delle faccende da sbrigare a Firenze. Disse che riguardavano questioni riguardanti il suo servizio militare. Lo incontrai poi alla stazione di torino ove ci eravamo dati appuntamento e di li’ proseguimmo per la Francia fino a Perpignano.

Adr: il Rossi era persona squisita e non mi risulta che appartenesse alla massoneria. Il difensore chiede la rimessione in libertà.

Lcs .

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