Marco Affatigato – dichiarazioni udienza 17.03.2009 – sesta parte

DOMANDA – Però lei disse nel 1995 che a dire di Soffiati sia la pistola che le pasticche – questo prima che avvenisse l’episodio – sarebbero state consegnate da Carlo Maria Maggi, lo ricorda ora che gliel’ho letto?

RISPOSTA – Ora non me lo ricordo.

DOMANDA – Se l’ha detto nel ‘95 è vero?

RISPOSTA – È probabile, confermo il verbale.

DOMANDA – Proseguiamo con questo discorso dei rapporti con Soffiati, quindi siamo arrivati nel ’78 a Colognola, poi lei si trasferisce, inizia la sua latitanza in Francia, e come si sviluppano questi rapporti?

RISPOSTA – Mantengo i rapporti, ma rapporti di amicizia, con Soffiati, e dopodiché quando io sono in Francia viene a trovarmi il Soffiati e inizia a propormi delle azioni di contatto. Quindi che era necessario reperire dei nominativi di – tra virgolette – guerriglieri sudamericani in Italia.

DOMANDA – I campesinos?

RISPOSTA – Sì… no, i campesinos, no.

DOMANDA – È un altro discorso?

RISPOSTA – No, no, sono quelli, ma non erano i campesinos.

DOMANDA – Comunque erano esuli cileni?

RISPOSTA – Sì, esuli cileni.

DOMANDA – Comunisti?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – In Italia. E questo poteva essere fatto tramite l’apparato cileno in Francia, e infatti si viene a reperire questi nominativi, vengono consegnati al Soffiati che di conseguenza li consegna alla CIA. In questo ambito di rapporto entro in rapporto con la CIA.

DOMANDA – Il suo rapporto con la CIA nasce qui?

RISPOSTA – Nasce da questo contesto.

DOMANDA – Ci spieghi.

RISPOSTA – Nasce da questo contesto e poi si sviluppa su altre cose.

DOMANDA – Il primo input è la ricerca di questi esuli cileni presenti in Italia?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Qualcuno di questi poi è stato…?

RISPOSTA – A dire del Soffiati sì.

DOMANDA – Cosa è stato? Hanno prelevato…?

RISPOSTA – Prelevato.

DOMANDA – Una rendition, come si direbbe ora.

RISPOSTA – Oggi.

DOMANDA – Dove siamo qui? Siamo a Nizza, del ‘79?

RISPOSTA – Siamo nel ’79.

DOMANDA – Lei con chi entra in contatto tramite il Soffiati?

RISPOSTA – Tramite il capo area di Milano.

DOMANDA – Dove ha l’incontro con questa persona?

RISPOSTA – A Montecarlo. Quindi il capoarea di Milano e il

capoarea di Parigi.

DOMANDA – Di Parigi. Avevano un nome convenzionale queste persone?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Usiamolo.

RISPOSTA – George e Stevenson.

DOMANDA – George era in capoarea di…?

RISPOSTA – Di Parigi.

DOMANDA – E Stevenson?

RISPOSTA – Stevenson era di Montecarlo, e poi il capoarea di Milano non me lo ricordo.

DOMANDA – Non ha mai saputo il nome.

RISPOSTA – No, non me lo ricordo.

DOMANDA – Non lo ricordo. Quindi il primo contatto è con il capoarea CIA di Milano?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Si incontra dove ha detto?

RISPOSTA – A Montecarlo.

DOMANDA – È presente Soffiati?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – È con lui si intesse il discorso degli esuli cileni?

RISPOSTA – No, gli esuli cileni era già precedente.

DOMANDA – Con si sviluppa il discorso degli esuli cileni?

RISPOSTA – No, li è mai concluso il discorso degli esuli cileni.

DOMANDA – Ma lei ha rapporti solo con Soffiati?

RISPOSTA – In quel momento lì degli esuli cileni sì. Solo successivamente ho rapporti con…

DOMANDA – Quindi è Soffiati che le dice “queste informazioni sono di interesse per i Servizi americani”?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Lei non ha contatto con nessuno di questi Servizi?

RISPOSTA – Dopo sì.

DOMANDA – All’epoca degli esuli cileni.

RISPOSTA – I contatti erano giornalieri dopo, quindi in quell’ambito lì erano giornalieri.

DOMANDA – Con chi?

RISPOSTA – Con quelli della CIA.

DOMANDA – Con quelli della CIA per gli esuli cileni?

RISPOSTA – Per gli esuli cileni era già passato.

DOMANDA – Bisogna un attimino mettere alle spalle il discorso degli esuli cileni. La tematica esuli cileni lei la gestisce direttamente e esclusivamente con Soffiati?

RISPOSTA – Con Soffiati.

DOMANDA – Non ha rapporti con nessun altro?

RISPOSTA – No.

DOMANDA – Quindi lei riceve l’incarico e acquisisce delle informazioni?

RISPOSTA – Esatto, e le consegno a Soffiati.

DOMANDA – Che poi le dice….

RISPOSTA – Che poi mi dice in conseguenza a queste informazioni: “sono andate a buon fine, c’è il capoarea

di Milano che ti vuole incontrare”.

DOMANDA – Quindi ce l’incontro con questo capoarea di Milano.

RISPOSTA – Sì, a Montecarlo.

DOMANDA – Che almeno si presenta come tale?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Che contenuto ha questo incontro?

RISPOSTA – Questo incontro ha un contenuto che non riguardava l’Italia, quindi riguardava un altro settore che era l’ambito generale della NATO.

DOMANDA – C’è un discorso che lei fa nei suoi verbali di inserimento in una cellula irachena.

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – È questo il discorso?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Che qui non ci interessa, ma il tema è questo?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Cosa che poi ebbe luogo?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Come è già spiegato nei suoi verbali.

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Non sta rilevando nulla di nuovo. Quindi lei viene inserito in una cellula terroristica irachena, è così?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Siccome l’ha già detto, ci può spiegare quali erano gli interessi americani relativi a questa sua attività all’interno della cellula?

RISPOSTA – Perché erano in progetto degli attentati contro la NATO nei paesi occidentali.

DOMANDA – Compresa l’Italia o esclusa l’Italia?

RISPOSTA – Compresa l’Italia.

DOMANDA – Lei nei verbali disse: “esclusa l’Italia”.

RISPOSTA – Per NATO intendo NATO, quindi l’Italia faceva parte della NATO. Lei fa riferimento a un’altra… potrei anche sbagliare io, ma la confusione è quando i Servizi segreti francesi mi chiesero di collaborare e quindi io dissi: “sì a esclusione dell’Italia”.

DOMANDA – Ci dica lei. I rapporti con i Servizi francesi, intende lo SDECE?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Sono antecedenti, successivi?

RISPOSTA – Sono antecedenti.

DOMANDA – Antecedenti…

RISPOSTA – L’ho spiegato in poche righe prima. Un latitante quando si trova in un Paese la prima cosa che fa non è quello di mettere il suo nome cognome sull’indirizzo, ma è la Polizia di quel Paese che lo preleva.

DOMANDA – Però era un po’ sibillino questo discorso, adesso è momento per spiegarlo meglio.

Quindi lei per ottenere che cosa, il permesso di soggiorno? Per ottenere che cosa?

RISPOSTA – Un quieto vivere,

DOMANDA – Venne richiesto… fu oggetto di…

RISPOSTA – Venne richiesto…

DOMANDA – … di collaborazione.

RISPOSTA – Di collaborazione.

DOMANDA – Da parte dei Servizi francesi?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – In che ambito?

RISPOSTA – Nell’ambito sempre antiterroristico.

DOMANDA – Diceva “forse io confondo i due momenti”…

RISPOSTA – No, nell’ambito antiterroristico ma a patto che ciò non riguardasse la Italia. Questa era la mia…

DOMANDA – E quindi lì svolse una attività con lo SDECE, che non entra in contatto con Soffiati, che non entra in contatto con nessuno.

RISPOSTA – No.

DOMANDA – Andiamo avanti con il discorso dell’incontro a Montecarlo con il…

RISPOSTA – Ma poi salta tutto perché io vengo arrestato a agosto.

DOMANDA – Lei con chi ha contatto, con questo di Milano…?

RISPOSTA – Anzi salta tutto precedentemente, quando i Servizi segreti italiani danno il mio nominativo alla stampa riguardo alla aereo di Ustica, acclarato perché c’è una sentenza.

DOMANDA – Andiamo con….

RISPOSTA – È tutto nel contesto.

DOMANDA – Se riusciamo a mettere dei punti fermi sui vari passaggi. Quindi lei ha questo primo incontro con questo esponente della CIA di Milano…

RISPOSTA – Certo, sì.

DOMANDA – …presente Marcello Soffiati.

RISPOSTA – Sì

DOMANDA – …questa cosa avviene a Montecarlo.

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – E quindi lei riceve l’incarico, che è quell’incarico relativo ai terroristi iracheni.

RISPOSTA – Sì, iraniani.

DOMANDA – Dopo cosa altro avviene, in rapporto con Soffiati, in rapporto con queste…?

RISPOSTA – Il rapporto con Soffiati dopo continua, non ha per oggetto… a parte che le informazioni date alla CIA venivano anche date al Soffiati, quindi ne davo copia anche al Soffiati, però ha per oggetto invece il libello della costituzione del libretto delle forze armate, una richiesta di intervento del Soffiati per pagare la

cauzione e far uscire dal carcere Ventura… in Argentina mi sembra che era in carcere, o in Brasile? Non mi

ricordo, Comunque in America Latina, alla quale la CIA negò il sostegno.

DOMANDA – Allora, vi furono altre richieste di finanziamenti?

RISPOSTA – Sì, per Massagrande, al quelle fu dato… non mi ricordo ora l’ammontare, ma mi sembra cinque milioni di lire, una sciocchezza.

DOMANDA – Due milioni disse lei.

RISPOSTA – Sì, non mi ricordo.

DOMANDA – Lì venne anche sequestrato un assegno?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Ci spieghi un po’. Sono cose che ha già spiegato, non me le faccia leggere.

RISPOSTA – Semplicemente questo: che fu richiesto tramite me alla CIA di poter…

DOMANDA – In questo caso, perché abbiamo visto, il referente milanese che viene a Montecarlo, poi lei ha contatto…

RISPOSTA – Dopo Milano non c’entra più niente, io rispondo…

DOMANDA – …con George e con Stevenson…

RISPOSTA – Sì. Stevenson a Montecarlo. Io dopo faccio riferimento direttamente al capoarea di Parigi.

DOMANDA – Di Parigi?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Lei ha contatto con il referente per il sud della Francia?

RISPOSTA – Ho contatto con un soggetto.

DOMANDA – Che chiamiamo Stevenson?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Dove operava Stevenson?

RISPOSTA – A Montecarlo.

DOMANDA – Questo discorso dei finanziamenti, dell’aiuto economico con chi viene fatto?

RISPOSTA – Con Stevenson, perché diciamo che Stevenson era la cassetta postale, tutte le cose dovevano essere dette a Stevenson che rapportava a Parigi, salvo alcune volte che fui direttamente io direttamente convocato a Parigi.

DOMANDA – Quindi le richieste di denaro vennero fatte per Massagrande…?

RISPOSTA – Per Massagrande e Ventura.

DOMANDA – E per qualcun altro?

RISPOSTA – Non mi ricordo.

DOMANDA – Per Graziani?

RISPOSTA – È probabile, però quello l’avrei fatto a titolo individuale.

DOMANDA – Nel senso che non aveva ricevuto sollecitazioni da parte di Soffiati.

RISPOSTA – Assolutamente no. L’avrei fatto io automaticamente.

DOMANDA – Ma comunque chiese denaro sempre a questo Stevenson?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – E venne concesso?

RISPOSTA – Una sola volta.

DOMANDA – Una sola occasione. Questo per aiutare Graziani …

RISPOSTA – Graziani e Massagrande.

DOMANDA – …che era latitante. Dove era latitante in quel momento Graziani? Dove era Graziani in quel momento, in che Paese?

RISPOSTA – Mi sembra che all’epoca fosse anche lui in America Latina.

DOMANDA – E per aiutare Massagrande. Poi invece stava spiegando di una richiesta per Ventura.

RISPOSTA – Per Ventura.

DOMANDA – Da chi proveniva questa richiesta?

RISPOSTA – Questa me la propose il Soffiati.

DOMANDA – Soffiati.

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Cosa esattamente le chiese? Ha detto prima “c’era da pagare la cauzione”.

RISPOSTA – Sì, per farlo uscire dal carcere.

DOMANDA – Dal carcere del Sudamerica?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – In questo caso la risposta fu negativa?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Come mai?

RISPOSTA – A parole, perché Ventura aveva implicato gli Stati Uniti in alcune cose che non dovevano implicati.

DOMANDA – Nelle dichiarazioni che aveva reso alla magistratura?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Nell’ambito delle indagini su Piazza Fontana?

RISPOSTA – Esatto.

DOMANDA – Questo aiuto per pagare la cauzione non venne concesso e venne spiegata questa ragione.

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Perché aveva detto cose che non avrebbe dovuto dire, è così?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Cosa altro c’è da dire con riguardo a questi rapporti? Arriviamo piano piano all’80, che c’è questa richiesta per il movimento delle forze armate e poi c’è il suo arresto. Stava prima spiegando il discorso su Ustica.

RISPOSTA – L’ho spiegato prima nei parametri, il colonnello Belmonte che telefona al Corriere della Sera dicendo “sull’aereo di Ustica c’è Marco Affatigato, è esploso con una bomba”, era l’antefatto di Bologna. Ma qui siamo… sul colonnello Belmonte non siamo in ipotesi perché è stato condannato, sull’antefatto di Bologna siamo sempre in una mia linea di ipotesi. Cioè i Servizi segreti italiani avevano già una indicazione ancora prima del nome da dare per un grave fatto che doveva avvenire in Italia. Tra l’altro questo aspetto qui bloccò tutta la operazione in corso in Francia, quindi saltò tutta la copertura.

DOMANDA – Per la diffusione giornalistica di questa notizia?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Venne bocciata la sua posizione.

RISPOSTA – Sì. In Italia in quel periodo c’erano due linee, una filolibica e l’altra no. Siamo negli anni ‘80.

DOMANDA – Ci spieghi un po’.

RISPOSTA – È notorio ormai. C’era un gruppo politico che sosteneva una alleanza con la Libia non ufficiale, e che faceva capo alla linea di Andreotti, poi c’era un altro gruppo politico che invece sosteneva una collaborazione con la NATO per la eliminazione di Gheddafi. Storia politica.

DOMANDA – Torniamo ai discorsi con Soffiati che abbiamo solo aperto, abbiamo fatto cenno a questa cosa dell’Arena di Verona, ma ne stavamo parlando nel ‘76, e non era quello il contesto temporale.

RISPOSTA – No.

DOMANDA – Quale è il contesto temporale, e qual è il contenuto di questi discorsi?

RISPOSTA – Il contesto è lì a Nizza, ritengo di ricordare che sia quello il contesto, se non direttamente all’abitazione del Soffiati, e il contenuto era di un mancato attentato alla Arena di Verona che doveva essere fatto con un mortaio da parte… in conseguenza allo scioglimento di Ordine Nuovo.

DOMANDA – Torniamo al ’73-‘74?

RISPOSTA – Sì. Però nel dettaglio non mi ricordo.

DOMANDA – Lui le parlò come di un progetto che poi non andò a buon fine?

RISPOSTA – No, non andò a buon fine.

DOMANDA – Chi era coinvolto in questo progetto?

RISPOSTA – Come dalle indagini è emerso il tenente colonnello Spiazzi.

DOMANDA – Nel senso che gliene parlò Soffiati?

RISPOSTA – Soffiati, sì.

DOMANDA – Il mortaio da chi doveva essere messo a disposizione?

RISPOSTA – Dallo Spiazzi.

DOMANDA – Quando lei nel verbale del 29 luglio 2003 dice… le chiedono proprio di approfondire questo accenno che aveva fatto sulla vicenda Arena di Verona nel precedente verbale del 15 luglio 2003, “ce ne può parlare più approfonditamente?” “di tale attentato me ne parlò Marcello Soffiati a Nizza nel ’79 – ’80, mi parlò di un grosso attentato in un luogo pubblico che doveva essere la risposta allo scioglimento di Ordine Nuovo decretato da Taviani. Ritengo quindi che si dovesse trattare del ’74, e sicuramente in epoca antecedente all’arresto di Marcello Soffiati. Mi disse che l’attentato doveva colpire l’Arena di Verona probabilmente in occasione di una manifestazione in cui fossero presenti o Rumor o Taviani”.

RISPOSTA – Esatto.

DOMANDA – L’arma per eseguire l’attentato doveva essere un mortaio fornito all’epoca dal colonnello Spiazzi. L’uso di tale arma caratterizzava in modo prepotente l’organizzazione militare del movimento che avrebbe sicuramente causato un forte allarme sociale”.

RISPOSTA – Esatto.

DOMANDA – È giusto tutto questo?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Questo discorso di Rumor o Taviani, Taviani aveva decretato lo scioglimento di Ordine Nuovo…

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – …questo cenno alla figura di Rumor è…

RISPOSTA – Infatti anche lì dico “Rumor o Taviani”, non mi ricordo.

DOMANDA – In altri verbali lei parla, ma non so se devono essere messe in relazione le due cose, di un progetto di attentato ai danni di Rumor del quale le aveva parlato Luigi Falica.

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – È la stessa situazione o è tutt’altra cosa?

RISPOSTA – Ritengo che sia la solita situazione.

DOMANDA – Perché lei di questa cosa, di queste confidenze di Falica ne parlò nel ‘95 e nel ’99…

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – …ma senza mettere in relazione all’Arena di Verona.

RISPOSTA – Ritengo che sia lo stesso oggetto.

DOMANDA – Ma cosa le disse Falica con riguardo a questo progetto di attentato?

RISPOSTA – Non me lo ricordo, anche perché dopo i rapporti con Falica furono interrotti in conseguenza al fatto che Falica era un agente dei Servizi segreti italiani.

DOMANDA – Come emerse questa situazione?

RISPOSTA – Come?

DOMANDA – Come emerse che Falica aveva dei rapporti con servizi?

RISPOSTA – Emerse dopo Cattolica, anche. A Cattolica c’erano i dubbi, successivamente ci furono delle realtà.

DOMANDA – Con chi in particolare era in rapporto Falica? Con i servizi militari?

RISPOSTA – Con il servizio civile.

DOMANDA – Intende Ministero dell’Interno?

RISPOSTA – Del Ministero degli Interni sì.

DOMANDA – Che all’epoca?

RISPOSTA – All’epoca era l’antiterrorismo.

DOMANDA – Quindi la divisione…

RISPOSTA – SISDE.

DOMANDA – … affari riservati….

RISPOSTA – No, no…

DOMANDA – Dopo, Santillo?

RISPOSTA – Sì, con Santillo.

DOMANDA – SIGSI.

RISPOSTA – SISDE.

DOMANDA – Il SIGSI, il SISDE arriva poi nel ’77, ’78.

RISPOSTA – Tant’è che la riunione nell’albergo di Cattolica fu fatta presso l’albergo di Cattolica e il titolare era un referente dei Servizi segreti.

DOMANDA – Esatto. Lei disse il 23 giugno ‘95 al giudice di Milano, con riguardo a questa cosa di Rumor: “per quanto concerne Luigi Falica, durante l’operazione di convincimento che svolgevo per convincerlo a collaborare con la magistratura questi mi parlò che nell’ambito di Ordine Nuovo era in programma un attentato ma Rumor, da parte gruppo veronese di Ordine Nuovo”. E poi c’è un altro richiamo nel verbale dibattimentale sulla strage della Questura, perché per “attentato a Rumor” si intende, o alcuni intendono, la strage del ‘73, cioè la bomba a mano lanciata alla questura di Milano, in via Fatebenefratelli, in occasione dell’anniversario della morte di…

RISPOSTA – Nel verbale mio questo?

DOMANDA – Prego?

RISPOSTA – È un verbale mio?

DOMANDA – No, no, lei non parla mai di questa qua, lei parla di questo progetto di attentato a Rumor di cui le confidò Falica, ma io volevo capire se era un progetto di attentato che poi ha avuto corso del ’73 a Milano …

RISPOSTA – No, no, non ha avuto corso.

DOMANDA – …o se è un discorso legato invece alla Arena di Verona.

RISPOSTA – Alla Arena di Verona.

DOMANDA – Lei lo ricollega all’Arena di Verona?

RISPOSTA – Sì. C’è anche da precisare che a cavallo tra il ’94 e il ’95 io contattai in Italia molti elementi che erano in Ordine Nuovo e anche in altri gruppi, affinché… non collaborassero con la Giustizia, la parola è un po’ forte, ma bensì che dicessero quello che sapevano in quanto in carcere ci stavano persone che in realtà non ci dovevano stare; e quindi fare chiarezza sui fatti storici avvenuti permetteva in un ambito di collocare

eventuale attentati e stragi a chi realmente li aveva compiuti, e nell’altro permetteva a fare scarcerare soggetti che stavano in carcere senza colpa.

DOMANDA – Questo è il discorso che lei fece con Falica?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – A questo lo riferisce in questo momento?

RISPOSTA – No, non l’ho riferito in questo momento, c’è anche in altri verbali.

DOMANDA – C’è stata un intervista che lei rilasciò a Marcello Andreoli, mi pare, su Panorama…

RISPOSTA – Certo, certo.

DOMANDA – … dal titolo “boia chi tace”.

RISPOSTA – Esatto.

DOMANDA – Lei invita i terroristi ad assumere questa posizione.

RISPOSTA – Non i terroristi, io invito gli elementi di destra ad assumere quella posizione.

DOMANDA – In particolare in quell’articolo c’è un cenno che poi viene ripreso in un verbale successivo, che è di interesse centrale nella nostra vicenda, ed è l’esistenza di un memoriale relativo alla strage di Piazza Loggia. Le leggo quello che compare sull’articolo e poi le chiedo di approfondire come le è possibile il tema. Si tratta di Panorama del 13 giugno ‘93, “Marcello Andreoli”… ecco, il passaggio è questo: “abbiamo un obbligo morale verso noi stessi e verso il movimento rivoluzionario”, e rivela – riferito a lei – “porgo un invito esplico a Mario Tuti affinché consegni ai magistrati di Brescia il memoriale sulla strage di Piazza Loggia”; la domanda è “cosa vuole dire?”, “che c’è un documento”. Ci spieghi cosa intendeva dire, e cosa intende dire?

RISPOSTA – C’è un documento scritto da Ermanno Buzzi, questo lo dovete chiedere a Mario Tuti, non a me.

DOMANDA – Cosa ne sa lei!

RISPOSTA – Eh…

DOMANDA – Cioè, lei qui invita tutti a consegnare questo documento.

RISPOSTA – Certo.

DOMANDA – Quindi lei ha notizia di questo documento.

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Allora le chiedo: che notizie ha di questo documento?

RISPOSTA – Dell’esistenza di questo documento.

DOMANDA – Chi gliene parlò?

RISPOSTA – …

DOMANDA – Che tipo di conoscenza ha lei circa l’esistenza di questo documento?

RISPOSTA – La conoscenza era nell’ambito dei contatti intervenuti in quel periodo.

DOMANDA – Il discorso sulla commissione di inchiesta?

RISPOSTA – No, no. Intervenuti nel periodo in cui ero in giro per l’Italia a contattare le persone affinché parlassero.

DOMANDA – Quindi in questo periodo, della pubblicazione di questo articolo.

RISPOSTA – Nel ’93, ’94.

DOMANDA – Lei in più verbali fa riferimento a una sua attività di raccolta di materiale anche documentale che poi…

RISPOSTA – No.

DOMANDA – … in molti suoi verbali fa riferimento ad una sua attività che avrebbe portato alla raccolta di materiale documentale che poi le venne sottratto.

RISPOSTA – Per il momento non c’è più.

DOMANDA – Che fine ha fatto questo materiale?

RISPOSTA – Come ha detto lei è stato sottratto.

DOMANDA – Da dove è stato sottratto?

RISPOSTA – Dalla mia valigetta quando ero… una valigetta 24 ore.

DOMANDA – Quando era dove?

RISPOSTA – A Bologna.

DOMANDA – In che anno siamo?

RISPOSTA – Siamo nel novanta… prima del mio arresto, quindi nel ’94.

DOMANDA – Nel ’94?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Lei non è più riuscito a ricostruire quel materiale?

RISPOSTA – No.

DOMANDA – In quel contesto, nell’ambito quindi di quella attività, lei viene a conoscenza da chi dell’esistenza di questo memoriale in possesso di Tuti?

RISPOSTA – Ho contattato talmente persone che ora i nomi di preciso non me li ricordo.

DOMANDA – Non riesce a…?

RISPOSTA – No. Però il possesso di questa lettera, che poi non è un memoriale è una lettera, di Buzzi…

PRESIDENTE – Era un memoriale di Tuti, o una lettera…

RISPOSTA – Una lettera di Ermanno Buzzi.

PRESIDENTE – Di Ermanno Buzzi, indirizzata a Tuti?

RISPOSTA – No, era… come si dice, da quello che mi risulta era un promemoria, non indirizzato a Tuti.

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