“Gelli condiziona un altro teste” – La Repubblica 02.11.1993

Licio Gelli aveva ottenuto la ritrattazione dall’ ex segretaria e amante che per anni è stata anche la sua più implacabile accusatrice. Una indiscrezione scuote il processo per la strage di Bologna, nel quale il maestro venerabile è imputato di calunnia pluriaggravata nell’ ambito del depistaggio delle indagini. Ora Gelli è di nuovo sotto inchiesta con l’ accusa di avere esercitato pressioni su un testimone d’ accusa. Giovedì scorso durante una perquisizione a Villa Wanda sarebbe infatti spuntata una lettera-voltafaccia di Nara Lazzerini, l’ ex segretaria. Gelli sarebbe stato intenzionato ad utilizzarne solo alcune parti nelle quali la donna sostiene di essere stata pilotata dai giudici bolognesi nelle sue dichiarazioni a carico del Venerabile. Lazzerini ha già testimoniato in questo senso nei precedenti processi di primo e di secondo grado che per Gelli si sono risolti con una condanna ed un’ assoluzione. In particolare, parlò agli inquirenti dei rapporti fra il capo della P2 e i servizi segreti, citando Francesco Pazienza e Stefano Delle Chiaie. Raccontò di visite eccellenti alle quali assistette, celata da una tenda bianca nell’ anticamera della suite numero 127 dove Gelli soggiornava all’ hotel Excelsior a Roma. Visite di Andreotti, Fanfani e Forlani. “Il giorno del rapimento Moro – ha detto Lazzerini – Gelli si incontrò con qualcuno. Sentii che disse ‘ Il più è fatto’ “. Una recente intercettazione telefonica ha consentito inoltre di registrare una significativa frase di Gelli: “Abbiamo per le mani un nuovo Montorzi”. Montorzi è l’ ex avvocato di parte civile che alla vigilia del processo d’ appello conclusosi poi con numerose assoluzioni, si dimise in polemica con presunte pressioni che ci sarebbero state sui giudici da parte del Pci. La Lazzerini è stata messa a confronto dal giudice Grassi con la nobildonna bolognese Tina Soncini, amica di Gelli.

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