Andrea Brogi – dichiarazioni 08.02.1975

Il Brogi si e’ presentato spontaneamente aderendo all’ invito comunicatogli tramite Sanna Daniela.

– l’ anno scorso in primavera decisi di trasferirmi ad Arezzo, insieme alla Daniela, a seguito di una situazione divenuta sempre piu’ insopportabile, in quanto a Firenze, essendo ormai conosciuto per la mia attivita’ nel Fronte della Gioventu’ ero continuamente oggetto di aggressioni ed i miei genitori desideravano che mi appartassi. Io e Daniela ci fermammo presso la pensione souvenir di Arezzo per una decina di giorni, senonché, avendo qui cominciato a frequentare il Batani ed il Cauchi, fui identificato dagli avversari ed ebbi a subire una prima aggressione sul portone della federazione Msi di Arezzo, da cui scaturi’ il procedimento in quella Pretura. Anche per consentire a Daniela di riprendersi nella tranquillita’ da recenti e dolorose esperienze, accettai allora l’ invito di Cauchi di trasferirmi per un poco in una sua casa di Verniana che era disponibile, in quanto egli praticamente era gia’ alla “rottura” con sua moglie, che poi si separo’ successivamente. Fummo accolti a vero titolo cameratesco in casa dove oltre ad augusto non c’ era nessun altro.
De Bellis Sandra, moglie di augusto, era di Perugia, ove studiava e suo padre, tenente colonnello della polizia, non era soddisfatto della attivita’ politica del Cauchi e questo dovette essere uno dei dissapori familiari.

– si verifico’ spesso che ci trovassimo in Verniana in un gruppo di giovani, tra cui i piu’ assidui era Batani, Donati Luca, roncolone, la patrizia, la Bellini Elena. Avevamo l’ abitudine di appendere sull’ attaccapanni i nostri giubbotti e mi capito’ un giorno, in Arezzo, di accorgermi che in tasca del mio c’ era un anello, non so se di valore. Per questo anello si sollevarono dei dubbi ed io mi meravigliai che qualcuno osasse sospettare nei miei confronti.

Debbo aggiungere che io non concordavo con talune idee di costoro, i quali criticavano la linea “almirantiana”, alla quale invece io aderivo in pieno. Poi il fatto che la Daniela non fosse riuscita a riscuotere un assegno rilasciatole dalla ditta Computex per cui aveva lavorato aveva assunto per i nostri amici carattere “sospetto” . Aggiungero’ che ero stato contattato da un elemento della sinistra che ci aveva offerto armi, che dovevano venire dal pisano. Poiche’ io ero in buoni rapporti con i cc in particolare col tenente Parsano (quello che mi aveva arrestato) accettai di andare ad un incontro con detto elemento rosso, portando una certa cifra, in compagnia di un carabiniere.
Io fui mandato avanti, ma all’ appuntamento colui che doveva fornire le armi non si presentò, e l’ operazione ando’ a vuoto in Siena, in piazza Santa Caterina, anzi l’ appuntamento era in un casolare. Con me c’ era tale Ceccherini Paolo di Siena, aderente al Msi. Non abbiamo raccontato detta operazione, ma io ero guardato con sospetto e mi dissero poi che mi controllavano.
Fu questa pertanto a mio avviso la ragione della spedizione contro di noi organizzata da Cauchi, Donati, Franci i quali vennero a Siena, e ci cercarono a casa di un amico a nome Pocci. Io e Daniela, e un nostro amico, Rolando, fummo accerchiati. Rolando penso’ fossimo assaliti dai comunisti ma io lo tranquillizzai. Mi perquisirono e Rolando fu lasciato andare.
Io e Daniela salimmo sull’ auto del Cauchi, io dietro tra Franci e Donati, Daniela davanti con Cauchi che guidava. Al bivio con la superstrada trovammo un posto di blocco di CC che ci controllarono. Fummo lasciati andare.

Il Cauchi e gli altri dissero che non potevano piu’ fidarsi di me; che dovevo dare loro 300000 per la situazione venuta a crearsi con l’ arresto di Batani, sennò avrebbero portato via la Daniela, finche’ non avessi reperito il denaro. Alle mie rimostranze e al parere che non sarei mai riuscito a trovare una simile somma, il Cauchi cambio’ idea e, presa da sotto il cruscotto, un’ agenda, ne tolse una pagina e me la porse affinche’ scrivessi, alla luce interna dell’ auto, cio’ che mi venne dettato. Non ricordo esattamente il testo nelle parole precise, ma il senso era che io mi attribuivo la qualifica di unico responsabile o esponente di ordine nero in toscana, di unico esecutore dell’ attentato di Moiano e che percio’ qualsiasi altra indagine era inutile. Mi imposero di sottoscrivere in tutte le facciate, il Franci controllava che io scrivessi esattamente. Preciso, a conferma di quanto dichiarato, che la contravvenzione subita dal Cauchi riguardava l’ impianto a gas del veicolo e non l’ autoradio come ha detto a verbale di ieri la Daniela.

Quali furono le sue reazioni dopo questo episodio?
– ho vissuto fino ad oggi nel costante timore di essere incriminato per l’ attentato di Moiano e mi resi conto che la mia dichiarazione sarebbe stata usata per contrapporre alle accuse formulate a carico del Batani, una vera e propria confessione da me resa con la quale sarei stato “incastrato” .

-Per quanto concerne la presenza di Ordine Nuovo in Toscana, posso dire che, a mia conoscenza, il Cauchi pur aderendovi non contava nulla, mentre invece il Batani parlava di Graziani “Lello” cioe’ Clemente, con familiarita’ come fosse suo fratello. Di Lucca conobbi solo Tomei Mauro, a cui poi spararono, in quanto, in quella citta’ , il Bonelli del Msi mi spiego’ che gli ordinovisti avevano aperto una palestra, che era stata vietata agli aderenti missini e mi indico’ appunto il Tomei. Non ho mai conosciuto Affatigato Marco.

– non so se il Cauchi avesse contatti in Abruzzo, so che ne aveva a Perugia ove si recava di frequente a trovare il piu’ giovane dei fratelli Castori. Io pero’ lo accompagnavo ma venivo tenuto in disparte, perche’ considerato “missino” e quindi andavo a giocare a biliardo mentre Cauchi conferiva con Castori.

 

– delle persone nominate, ricordo che solo il Capacci si recava a Milano, di tanto in tanto, a trovare la sorella.

Vuole spiegarci perche’ il 01.05.74 ai cc che la interrogavano non rivelo’ i nomi di Rossi, Albiani e Capacci?
– mi pare di ricordare che il giorno precedente si era tenuta una riunione al Msi, ove la Daniela aveva raccontato quello che era successo il giorno della perquisizione alla Verniana, in casa Cauchi. Ivi erano presenti l’ avvocato Ghinelli, che presiedeva la riunione, Capacci, che sta’ sempre li’ , il Cauchi, e altri giovani della Federazione.
C’ era quasi sicuramente il professore Rossi e l’ Albiani, il quale chiudeva alle 17,00 la sede Cisnal e poi veniva in federazione ogni sera. Appunto la riunione avvenne verso le 19,00 e quindi c’ era senza dubbio anche l’ Albiani. Fu in questa occasione che venne impartita la disposizione di attenersi definitivamente ai nomi indicati in origine dalla Daniela.
Ci sa dire per quale ragione tali nomi non dovessero essere fatti?
-non ricordo se ci sia stato un motivo.

Poiche’ i motivi si riducono a due: a) desiderio di non immischiare nella organizzazione di attivita’ illecite persone estranee; b) partecipazione di almeno una delle persone non nominate ad una attivita’ illecita, quale dei due motivi ricorda possa avere determinato l’ omissione?
– sul piano dell’ organizzazione di una attivita’ illecita dal quale si volessero tenere fuori Albiani, Rossi, Capacci non posso dire granché, poiche’ io consideravo il gruppo dei ragazzi “diversi” rispetto agli altri tre adulti, solo sul piano dell’ eta’ e dell’ attivismo politico, nel senso che come anch’ io ho professato, il Cauchi e gli altri giovani erano capaci di addivenire ad uno scontro fisico con gli avversari. Niente io sapevo della organizzazione di attentati. Sul piano della attivita’ illecita’ da parte di uno dei tre non nominati, non mi consta che il rossi o gli altri due adulti possano avere partecipato ad una qualsiasi iniziativa. (…)

-qualunque cosa fosse successa – non mettere in mezzo le tre persone suddette. Cio’ affermo perche’ indubbiamente e’ senza motivo il fatto che tanto Daniela e il Batani abbiano evitato di dire gli stessi tre nomi, quindi se entrambi hanno omesso, vi sara’ stata una ragione, e tale ragione riesco a individuarla unicamente in un invito fatto dallo stesso Cauchi, confidenzialmente, prima della cena, e che io ho interpretato come un fatto normale, tenuto conto della nostra posizione di attivisti piuttosto vivaci.

– il Cauchi ricordo ando’ a trovare il Batani a Pesaro. Egli dopo avere appreso della perquisizione in casa sua, la stessa sera in cui avvenne la perquisizione, e dopo la riunione tenutasi al Msi, disse che sarebbe andato a trovare il Batani a Pesaro. In questo fatto io non trovai niente di strano, perche’ sapevo che erano molto amici. Non vedevo nella visita di Cauchi a Pesaro alcuna ragione particolare.

– alla bicchierata di Verniana del 21.04.74 non c’ era presente il Franci.

– il Cauchi disse che sarebbe stato via un paio di giorni per il viaggio a Pesaro. In effetti torno’ dopo un paio di giorni.

– Verniana e’ abbastanza vicina a citta’ della pieve. Ricordo che in questo centro c’ era un gruppo Ezra Pound di cattolici tradizionalisti, di cui era capo anzi aderente in vista Castori Carlo, cugino dei due fratelli Castori Marco e Euro. La notizia di detto gruppo arrivava tramite i nostri segretari sezione. Citta’ della Pieve e Moiano sono al trivio tra tre province: Siena, Arezzo, Perugia.

– al suo ritorno dal viaggio a Pesaro ricordo che il Cauchi parlo’ di una perquisizione subita dal Batani, non ricordo se disse che anzi riferi’ di avere appreso dal Batani che questi era stato interrogato nella sua caserma dai carabinieri. Non ricordo se disse che anche il Batani aveva omesso di fare i tre nomi, ma e’ ragionevole pensare che me lo abbia detto in quel momento, anche perche’ ricordo che venne stabilito di tenere per ferma la versione originariamente fornita.

– E’ vero che la Daniela ad un certo momento mi disse a varie riprese che voleva andare a riferire al capitano Romano le varie circostanze prima non dette, ma prevalse poi il desiderio di quieto vivere, il timore di complicazioni, di pressanti interrogatori.

– Per quanto concerne il fatto che Batani venne al pomeriggio alla Verniana con una ragazza, mi confondo con il giorno precedente 21, e cioe’ il 20.04.74. Pertanto la mia dichiarazione ai CC va corretta in tal senso. E’ anche vero che mancavano alla riunione del 21 la Bellini Elena e la Berna Patrizia, in un primo momento erroneamente indicate tra i presenti. L’ errore si puo’ spiegare con il fatto che anche queste persone erano della nostra compagnia, la Berna in quanto ragazza del Batani e la Bellini, aderente al Msi. Un paio di giorni prima erano proprio venuti alla Verniana ed io confusi le due giornate.

A questo punto, la signorina Sanna Daniela, gia’ esaminata ieri, introdotta per eventuali confronti sul punto, dichiara:
– come ho detto ieri ribadisco che erano assenti la sera del 21.04.74 l’ Alberti, la Bellini, la Berna. Ricordo che la mattina dopo Cauchi venne davanti alla scuola della Berna, liceo Artistico, e si mise d’ accordo con la patrizia perche’ confermasse la mia versione iniziale, ove interrogata. Cio’ avvenne prima della riunione al Msi in cui discutemmo l’ episodio. La mia opinione era che il Cauchi si preoccupasse di coprire me.
Se il Cauchi ha detto agli inquirenti che Berna Patrizia era presente alla riunione, con la Bellini e l’ Alberti e non ho ha fatto i nomi del Rossi, Albiani e Capacci, ha deliberatamente nascosto la verita’ , perche’ sapeva chi effettivamente c’ era alla riunione.

Invitato il Brogi a considerare detta dichiarazione, risponde:
-le cose stanno come ha detto la Daniela.

Letto confermato e sottoscritto

Dichiarazione scritta dal Brogi:
Dichiaro che se qualcuno esibira’ il foglietto contenente una presunta confessione, questa non ha nessun valore, perche’ mi e’ stata estorta come gia’ detto nel verbale da Sanna Daniela

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