Andrea Brogi – dichiarazioni 02.03.1976

Sono al corrente del fatto che in pratica a finanziare il gruppetto dei giovani con i quali ho avuto contatto ad Arezzo era l’ avvocato Ghinelli Oreste.
In fatti il finanziamento ufficiale del partito, essendo in proporzione ai pochi iscritti della federazione aretina, bastavano a malapena a coprire le spese della sede. Sentii anch’ io il Cauchi dire che Rossi faceva parte della “Rosa dei venti” ma questa cosa per chi conosca il Cauchi come lo conosco io non significa niente perche’ era solito fare sparate di questo tipo.

Quanto alla identita’ Ordine Nero – Ordine Nuovo posso dire questo. Ordine Nuovo era costituito da due gruppi tra loro separati un primo gruppo detto (A) costituito da gente autorevole e di una certa eta’ e da un secondo gruppo detto (B) formato da giovani che aveva compiti di piazza e di attivismo allo scoperto.
Questi gruppi (A) avevano il compito di agire dietro le quinte. Infatti erano persone di un certo livello occupati con mansioni dirigenziali nelle aziende. Sciolto Ordine Nuovo fu a tutti noi chiaro che avrebbero continuato ad agire i gruppi A. Noi infatti eravamo tutti noti e non potevamo muoverci in alcun modo. Appena vennero fuori i primi attentati Ordine Nero si penso’ subito all’ azione dei gruppi (A) . Il fatto poi che molti indiziati appartengano ad Avanguardia Nazionale non deve sorprendere, poiche’ dopo lo scioglimento di Ordine Nuovo, essendo evidente che Avanguardia aveva i giorni contatti, vi fu un avvicinamento tra le due organizzazioni. Questo puo’ aver portato ad agire sotto l’ etichetta di Ordine Nero persone appartenenti ad entrambe le organizzazioni. Anzi ritengo che i massimi dirigenti di Avanguardia non ne potessero essere al corrente.

La stessa organizzazione di avanguardia non permetteva un controllo penetrante come avviene invece per Ordine Nuovo. Comunque Batani, che teneva i contatti con i dirigenti ordinovisti, diceva di agire per ordine di Graziani Lello. La prima volta in cui ho sentito nominare Ordine Nero e’ stato dopo Moiano. Peraltro poiche’ io ero un attivista non potevo mai essere posto al corrente dell’ effettiva esistenza di una cellula clandestina, appunto perche’ ero conosciuto.

– E’ vero che presso la questura di Arezzo c’ erano delle protezioni. Avevo sentito dire che qualcuno avvertiva quando c’ era qualcosa in giro. Non conosco per altro l’ identita’ di questa persona.

– Gli ordini al gruppetto aretino venivano direttamente da Castori Euro. Arezzo era praticamente una succursale di Perugia.

Letto confermato e sottoscritto­

Annunci