La perizia chimico esplosiva della Strage di Bologna

Il 23/12/1980 veniva depositata la relazione di perizia chimico-esplosivistica, che dava risposta ai quesiti formulati il 2 agosto ed il 16 settembre precedenti. Così avevano concluso i periti:
“L’esplosione, avvenuta il 2 agosto 1930 presso la Stazione C.le di Bologna, fu causata da una carica esplodente, collocata nella Sala d’aspetto di 2a classe (appena entrati dal marciapiedi del 1° binario, nell’angolo destro, sul tavolinetto portabagagli, a circa 50 centimetri dal suolo) e probabilmente all’interno di una borsa-valigia, del tipo con cerniera e piedini metallici.
L’innesco della carica, composta da Kg. 20-25 di esplosivo gelatinato di tipo commerciale (costituenti principali: nitroglicerina, nitroglicol, nitrato ammonico, solfato di bario, Tritolo e T4 e, verosimilmente, nitrato sodico) era molto probabilmente costituito da un temporizzatore artigianale-terroristico di natura chimica… I citati componenti e le modalità di esecuzione consentono, di. escludere la mancanza di dolo, ovvero la accidentalità del fatto (…)”.

Sentenza Corte di Assise 11.07.1988

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