Andrea Brogi – dichiarazioni 25.01.1985

Intendo rispondere. Nell’ andare avanti mi rendo conto che affrontando altri problemi del mio passato posso anche introdurre sempre persone nuove e quindi aumentano le mie legittime preoccupazioni per la mia incolumita’ fisica.

Con me Augusto non ha mai fatto un arruolamento esplicito d’ altra parte neanche con Batani o con Franci Augusto ha mai parlato in modo crudo, erano i discorsi soltanto un po’ piu’ accentuati e di quelli oltranzisti che si potevano fare in una sede ufficiale. Augusto diceva che se era scontato che avremmo perso il referendum pero’ ci dovevamo preoccupare se vincevano i rossi al limite anche di riuscire a trovare un lavoro. Augusto diceva che bisognava riunire i personaggi del disciolto Ordine Nuovo e bisognava ancora pescare nell’area piu’ esagitata della destra e bisognava smetterla con faide e con differenze che erano solo sofismi, richiamando Freda diceva che piu’ infinito e meno infinito agli estremi i punti si toccano. Era insomma un discorso intelligente che evitava che tra chi lo ascoltava sorgessero problemi di linee o di contrasti. Io mi sono trovato man mano in cose che non mi erano state chiarite all’ inizio e quando ho cominciato ad entrare nel vivo delle cose ed ho cominciato a fare domande i rapporti tra me e Cauchi si sono incrinati. Io personalmente sono sicuro di non essere mischiato in discorsi di relazioni che rivestono una certa gravita’ ripeto che non ho mai sentito parlare di treni.

Adr: per quanto riguarda la riunione con Graziani in lucchesia, io ricordo che quando con augusto salimmo verso villa Collemandina lui diceva che vi avrebbero partecipato oltre a Graziani Tomei Gubbini uno dei fratelli Castori ma non so quale, forse uno di nome Tilgher che si chiamava o Gaetano o Adriano, da Bologna un Barbieri, che è stato processato per fatti politici e che è un ragazzo alto grosso e massiccio e poi c’ era Massagrande e altre persone genericamente. Era stata scelta la Garfagnana perche’ era un posto riparato ma facilmente accessibile e si trovava a cavallo di piu’ province. La scelta e cioe’ la guardia alla riunione con Graziani la dovevano organizzare quelli del posto e cioe’ Lucca.

Confermo tutto sulla persona che da Lucca ci porto’ a villa Collemandina, nonche’ le mie dichiarazioni su quel giorno e giorni successivi. Non sono in grado di indicarvi la data della riunione con Graziani sono sicurissimo che accadde subito dopo che io e Cauchi andammo a Roma dal Peppino e poco dopo che io ero andato a vivere ad Arezzo. Non mi sento nelle condizioni di dire se la riunione in lucchesia e’ avvenuta prima o dopo quella di Cattolica all’ hotel Giada il cui proprietario era simpatizzante.
La casa in campagna in Garfagnana dove l’ altro giorno ho accompagnato la polizia si trovava in un posto ottimo per sicurezza e tranquillita’ ma aveva alcuni difetti e cioe’ la mancanza di un posto dove parcheggiare molte macchine senza essere viste e poi all’ interno non c’ era praticamente nulla per ospitare piu’ persone e percio’ ad Augusto non piaceva.
Sul contenuto di questa riunione io ricordo che augusto parlo’ di un salto di qualita’ di una rottura col passato e con l’ attivismo solo ideologico di una scelta di tipo clandestino e insomma di un passo diverso.

Adr: per quanto riguarda l’ esplosivo dell’ Alpe di Poti, Augusto disse che veniva da Massa dove in precedenza se l’ erano procurato con facilità altre persone, al corrente ne eravamo io Franci e Batani e che Augusto e Franci cercarono ma non trovarono per combinazione.

Adr: per gli attentati ai tralicci del 06.03.74 io non so materialmente chi e’ stato, io ricordo che quando all’Alpe di Poti vedemmo che l’ esplosivo si era bagnato Augusto disse che l’avrebbe fatto vedere e provare da un esperto, aggiunse anche che l’esperto era da cercarsi nell’ area milanese dove erano molto piu’ avanti.
In un momento successivo augusto disse che soltanto una parte dello esplosivo dell’ Alpe di Poti era stata provata ma lui stesso non capiva che cosa era successo anche perche’ i giornali non sembrava ne parlassero molto e quindi decise di andare a vedere di persona, mi lascio’ a Figline al Matassino da miei parenti e torno’ molto tardi e mi disse che la roba era stata provata ma era una vera schifezza. In un momento ancora successivo augusto disse che avrebbe chiesto al cileno che conosceva a Perugia della roba piu’ buona ma gli fu risposto di no per non incrinare i rapporti Italia Cile e perche’ poi in cambio il Cauchi non dava quasi nulla a parte i nomi di due o tre studenti dell’ universita’.

Adr: sui rapporti del Cauchi ripeto quello che ho detto su persone di Milano e sullo Zani, aggiungo adesso di mia iniziativa che il Cauchi conosceva Benardelli persona che io ho visto per la prima volta in aula nel processo per Ordine Nero a Bologna. Io il nome preciso non lo ricordavo ma avevo in mente un cognome che assomigliava ad una pistola, ricordo che a casa di Augusto arrivo’ per posta una lettera con mittente Benardelli e a mie domande Augusto disse che l’ aveva conosciuto al mare verso Pescara ospiti di un camerata di Chieti, quando io fui ad Arezzo Augusto ando’ un paio di volte a trovare il Benardelli il quale che io sappia non e’ mai venuto ad Arezzo.

Adr: io con il m.llo Cherubini non ho parlato.

Adr: la Sanna Daniela sa poco quanto niente.

Adr: non mi torna ancora in mente cosa c’ entri Pistoia.

Adpmr: avuta rilettura di passi del mio verbale 24.12.84 io confermo che li’ quando ho parlato di perugini intendevo Cherubini che era il maresciallo di Arezzo a costui il Cauchi riferiva cose sulla droga che girava ad Arezzo in cambio di una certa protezione. Sempre nello stesso verbale quando si dice che Cauchi era in ottimi rapporti con un sottufficiale dei cc, mi riferisco ai cc di Monte San Savino che non ci fermavano se si passava col rosso anche a forte velocita’.

Ribadisco che io a Cherubini non ho mai dato notizie.

L.c.s. ­

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