Andrea Brogi – dichiarazioni 14.01.1985 – primo verbale

Prendo atto che e’ presente l’ avv. Ceolan nominatomi di ufficio ma alla polizia quando sono venuti ad avvertirmi dell’ interrogatorio io ho nominato di fiducia l’ avv. Graverini di Arezzo. A questo punto il dr Fasano produce telegramma del 12.01.85 con cui l’avv. Graverini dichiara di non potere presenziare all’interrogatorio di oggi.
Oggi il dr Fasano chiarisce che l’ avv. Graverini era stato avvertito dopo la nomina fatta dal Brogi.
A questo punto il Brogi dichiara – sono pronto a rendere l’interrogatorio anche in assenza del mio difensore di fiducia, avv. Graverini che ha preannunciato di non potere venire oggi.
A questo punto l’ avv. Ceolan si allontana.

Adr: confermo integralmente i due interrogatori da me resi il 24.12.84 dopo averne avuta integrale lettura.
Adr: per quanto riguarda mie carte trovate a Rimini come mi dice il GI, io dichiaro questo: nel 1976 ero in carcere a Bologna e con gli altri detenuti si parlava dei nostri processi molto in generale alcuni parlavano male del Cauchi perche’ in una auto trovata a Rimini aveva fatto trovare una lettera che metteva nei guai altre persone, o almeno così dicevano in carcere. Anche il Bumbaca ce l’ aveva contro il Cauchi.
Anche per chiarirlo a me stesso cercai di prendere appunti sul periodo nel quale avevo avuto rapporti con il Cauchi, ma siccome avevo subito un forte abbassamento di vista causa della alimentazione nello scrivere mi feci aiutare da un co-detenuto un ragazzo giovane sui 23 o 24 anni che era in carcere per una rapina fatta a Imola o nei dintorni. Quando uscii dal carcere avevo intenzione di incontrare altra gente genericamente dell’ area di destra per discutere e trovare risposta a queste mie supposizioni, quindi gli appunti me li portai dietro, ma non ho ottenuto nessun riscontro.
Le carte le avevo in macchina. Una mattina che la Sanna era con me non trovammo piu’ la macchina che era una vecchia 850 di mio padre che non valeva assolutamente niente. Dopo sapemmo che l’ 850 era stata spinta in mare e io credo che noi si vide la cappotta della macchina uscire dall’ acqua ma questo del ritrovamento della macchina e’ un particolare che non rammento bene cosi’ come non ricordo bene se facemmo la denuncia mentre mi pare di ricordare che qualcuno mi mostro’ una valigia con dentro dei panni, la quale valigia proveniva dalla macchina finita in mare.

Adr: prendo atto che il GI mi mostra alcune carte che furono rinvenute bruciacchiate nel parco Cervi di Rimini. Queste carte si trovano in copia nel processo 302/84 vol. I fasc. 1-3-i. Prendo atto che da detto fascicolo il GI mi mostra e mi fa leggere le carte da pag. 14 a 112: le riconosco, sono le lettere che la Sanna mi mando’ in carcere e che io tenevo insieme alle altre provenienti dal carcere di cui ho parlato prima.
Sempre dallo stesso fascicolo il GI mi mostra, mi fa leggere le pag. Da 154 a 157 intitolate ispettorato antiterrorismo: e’ roba da cinema. Prendo atto che sempre dallo stesso fascicolo il GI mi fa leggere le pagg. Da 161 a 163: e’ una mia lettera manoscritta alla Sanna. Prendo atto che sempre dallo stesso fascicolo il GI mi mostra e mi fa leggere per tutto il tempo che ritengo opportuno le pagg. Da 168 a 183: non e’ scrittura mia, il contenuto e’ mio, sono gli appunti che dettai in carcere a quel ragazzo.
Gli argomenti sono proprio quelli che mi stavo appuntando in carcere e non li trovo incompatibili con quelli che erano i miei propositi di allora.

Si da’ atto che durante la verbalizzazione di quest’ ultima parte il Brogi interrompe il GI per ricordare questa circostanza: come ha fatto Augusto ad andarsene dall’Italia? Se ne ando’ con Donati? Si portarono documenti? Io ricordo che Augusto aveva uno o due passaporti in bianco dell’ ambasciata cilena che gli erano stati dati da uno che lavorava per la dina che sono i servizi segreti cileni che aveva dato ad augusto per un favore che aveva fatto, così mi disse il Cauchi.

Adr: prendo atto che il GI a questo punto mi mostra la foto nr 13 allegata agli accertamenti tecnici di cui a rapporto giudiziario 12.01.85 della Digos di Firenze, chiarendomi il GI trattarsi della ricostruzione che la polizia scientifica fa dei fogli bruciacchiati.
Prendo atto che il GI mostratomi per il tempo che credo detta foto mi contesta come dalla stessa si ricavi che io ebbi contatti col Peppino e non che si tratto’ di un incontro casuale tra Peppino e Cauchi come io ho detto il 24.12.84. Fra Cauchi e Peppino l’ incontro fu intenzionale ma la mia presenza fu casuale. Ancora oggi quando passo dalla birreria di via Merulana, dove ci fu quell’ incontro soffro di incubi, confermo quello che ho detto il 24.12.84.
Prendo atto che il GI ripete che dalla foto nr 13 e dal relativo manoscritto si intende che l’ incontro col Peppino non fu affatto casuale. Io chiedo al GI: chi aveva interesse a bruciacchiare quelle carte a Rimini?

A questo punto il GI data l’ ora tarda sospende l’ interrogatorio disponendo che l’ imputato libero nella persona rimanga in questura avendo comunque facolta’ di avvertire chi meglio crede e rinvia l’ interrogatorio alle ore 16,30 dando mandato al dr Fasano di contattare nuovamente ove possibile l’ avv. Graverini.
L.c.s.

Si da’ atto che nella rilettura del verbale il Brogi precisa che non sa neppure che esista la birreria dove ci fu l’ incontro con Peppino e che si trattava pertanto di un locale nella zona di via Merulana.
L.c.s. ­