Andrea Brogi – dichiarazioni 14.01.1985 – terzo verbale

Ho avuto un breve colloquio con il difensore prima che riprendesse l’ interrogatorio – io posso anche aggiungere alcuni particolari a quanto ho gia’ detto, ma poi loro mi chiedono di nuovo il perche’ e risiamo nel vicolo cieco. E’ vero che il Peppino di Roma doveva organizzare la fattoria o l’ azienda agricola in Toscana ma quando andai a Roma con il Cauchi io non parlai con il Peppino, che invece si apparto’ per un breve periodo con Augusto. Dopo Augusto mi disse che ci sarebbero stati dei soldi e mi parlo’ di industriali del Trasimeno che dovevano finanziarci. Confermo che al ritorno da Villa Collemandina Cauchi era nervoso e deluso.

Adr: e’ vero che ricevetti dei soldi da Cauchi forse sulle 300000 trecentomila lire sul perche’ non me lo ricordo. Se la Sanna ha detto che quei li presi per comprare armi – non mi pare.

Adr: io non so che fine ha fatto la valigiata dei soldi che vidi una volta sola a casa di Cauchi. Prendo atto che il GI mi contesta che dalle carte bruciacchiate risulta che io vidi questa valigiata anche in un viaggio a Pesaro da Batani.

Adr: prendo atto che il GI mi contesta che a fine aprile ‘74 il Batani scrisse a Cauchi che i cc sapevano tutto e anche di Vaiano, e prendo atto che il GI mi contesta che dopo questa lettera Cauchi compi’ quella spedizione a Siena in cui dopo avermi rilasciato ed avermi accusato perche’ facevo la spia con la polizia mi fece scrivere una dichiarazione dove mi addossava la responsabilita’ di tutti gli attentati. A questa contestazione non so che dire.
Richiestomi dal GI affermo che non devo aggiungere altro.

Il pm si riserva a questo punto di avanzare richieste con foglio a parte.

Il GI dispone che nel frattempo per un breve periodo in attesa di esaminare e decidere sulle richieste del pm, il Brogi attenda nei locali della Questura.

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