Maria Cappa – dichiarazioni 14.01.1983

Non sono in grado di indicare quali a mio giudizio, sarebbero state le motivazioni dell’ uccisione di mio marito Palladino Carmine. Non mi risulta che lo stesso avesse esternato paura o timore nel super carcere di Novara in quanto altrimenti me lo avrebbe comunicato o quantomeno me lo avrebbe fatto capire. Carmine non conosceva, almeno per quanto mi risulta, Tuti e Concutelli.
Ho conosciuto quello che sarebbe stato mio marito nel 1962 a Roma e ci siamo sposati nel 1969. Prima del 1969 mio marito ha lavorato per una boutique di moda per abiti femminili di cui non ricordo il nome; dal 1969 al 1980 ha lavorato in qualita’ di impiegato presso la “Tecnospes” di Roma; si tratta di uno stabilimento cinematografico che si occupava dello sviluppo e stampa di pellicole cinematografiche, adesso mi risulta sia chiuso per fallimento.
Nel novembre ’80, insieme a mio marito, abbiamo costituito la societa’ commerciale Odal prima che allora aveva la sede in Anguillara Sabasia. Nel marzo 1981 la sede e’ stata trasferita a Roma via Satrico nr 7. Presso la sede di questa societa’ lavorava anche, oltre a mio marito, Palladino Roberto.
La societa’ si occupa di contabilita’ e consulenza amministrativa in quanto sia mio marito che mio cognato erano in possesso del diploma di ragioneria; io invece sono in possesso del titolo di studio di “hostes di terra” . Nell’ ambito della società io svolgevo varie mansioni, da quella di segretaria ad altre piu’ propriamente contabili.
L’ ufficio fa rilevare che dagli accertamenti effettuati risulta che oltre a Palladino Carmine risulterebbero soci di tale società certa Luzzi Elena, e Tilgher Adriano.

– e’ vero quanto la sv mi riferisce pero’ preciso che intendevo la domanda riferirsi alla situazione attuale e non al 1980; infatti adesso i componenti della societa’ siamo io e mio cognato. Sia Tilgher che Luzzi hanno ceduto le loro quote che ammontavano complessivamente a lire 150000 a me. Mio marito era cointeressato alla societa’ per lire 300000 ed era anche amministratore unico. Attualmente non e’ stato nominato il nuovo presidente della societa’ in sostituzione di mio marito, abbiamo comunque intenzione di chiudere tale attivita’ .

– Anche se dallo statuto risulta che la societa’ aveva quale scopo anche la gestione di patrimoni immobiliari e mobiliari e di servizi connessi e l’ espletamento di consulenza amministrativa legale, commerciale ed assicurativa di fatto espletava soltanto attivita’ di consulenza contabile, l’ unica che le cognizioni tecniche in possesso di mio marito e di mio cognato; che ripeto erano ragionieri, consentivano loro di espletare.
Sono a conoscenza che Palladino Roberto fosse stato anche presidente di una società in accomandita semplice denominata Odal Csa.
Corrisponde a verita’ che mio marito unitamente a Citti Piero fosse socio di tale societa’ . Conosco Citti Piero, credo che faccia il camionista, non sono a conoscenza delle sue idee politiche, non lo vedo da circa due anni.
Conosco Luzzi Elena, e’ una mia amica, non si occupa di politica e’ entrata in societa’ in quanto non riusciva a trovare un posto come maestra, e’ separata, non conosco il marito, non conosco le sue idee politiche, ogni tanto ci incontriamo ancora. Tilgher Adriano faceva invece l’ assicuratore, anche se con la nostra società non ha stipulato alcun contratto.
Vi erano rapporti di amicizia tra mio marito, mio cognato Roberto nei confronti di Tilgher Adriano avendo entrambi militato in Avanguardia Nazionale.
Non sono a conoscenza dei motivi per i quali, essendo stata costituita il 28.02.79 la Odal Csa successivamente lo 09.01.80 sia stata costituita la Odal prima con gli stessi scopi e la stessa sede sociale. Mio marito era amico e conosceva da molto tempo Delle Chiaie Stefano avendo insieme militato in Avanguardia Nazionale, tali rapporti di amicizia sono sempre continuati.
Mio marito si è recato in Bolivia per ragioni di lavoro avendo intenzione di intraprendere una iniziativa commerciale di import export di capi di abbigliamento. Le fatture inerenti a tali operazioni sono state trovate nel mio ufficio e sequestrate.
Mio marito mi ha riferito di essersi incontrato con Delle Chiaie Stefano in Bolivia, non mi ha pero’ riferito niente di particolare sulla conversazione e sui discorsi avvenuti fra i due; non mi sono mai interessata di politica e pertanto mio marito non mi metteva a conoscenza di fatti e notizie inerenti all’ attivita’ politica; mi ha comunque sempre detto di essere estraneo alla strage di Bologna; infatti nel giorno in cui e’ avvenuta la strage noi non eravamo a Roma bensi’ a Cerignola (FG) mio paese d’ origine dove ci eravamo recati per qualche giorno di vacanza.
Siamo partiti da Roma per recarci a Cerignola (FG) il 26.07.80 – 27.07.80 mio marito è stato sempre in mia compagnia insieme ai nostri figli a Cerignola, vi sono anche persone che possono testimoniare su tale circostanza. Il mandato di cattura nei confronti di mio marito in quanto indiziato per la strage di Bologna e’ stato emesso il 15.04.82.
Il 16.04.82, all’ alba alle 6,30 di mattina i carabinieri hanno fatto irruzione nel mio appartamento arrestando mio marito, non ho piu’ avuto sue notizie fino al 22 aprile giorno in cui sono stata avvisata telefonicamente dalla caserma di polizia castro pretorio in Roma che mio marito si trovava ivi e che ero autorizzata a portare abiti per il ricambio.

So anche che successivamente mio marito è stato cinque giorni nei sotterranei della caserma del Nucleo Operativo dei Carabinieri di Bologna. Intendo precisare che mio marito mi disse di essere stato ammanettato giorno e notte nella caserma Castro – Pretorio di Roma e subiva continui interrogatori da parte del dr Improta Umberto e del capitano Genova. Mio marito non mi riferi’ di avere fatto rivelazioni utili che avrebbero portato all’ arresto di vale Giorgio. Non credo che tale circostanza corrisponda a verita’ , sia mio marito che mio cognato conoscevano Sortino luigi oltretutto lo stesso Sortino era compagno di scuola di Palladino Roberto. Il dr Gentile interrogo’ mio marito il 01.05.82 e cioe’ 15 giorni dopo l’ emissione del mandato di cattura nel frattempo mio marito veniva continuamente interrogato dal dr Improta e dal dr Genova, non credo che tale procedura fosse regolare e chiedo che si faccia luce in merito.

– Non mi risulta che mio marito facesse parte di alcuna loggia massonica o facesse parte di alcun servizio segreto o avesse avuto rapporti con tali organismi. Non riesco a capire per quali motivi lo stesso sia stato trasferito da Ravenna a Novara e cosi’ allontanato dal luogo di commissione del delitto e dal giudice naturale.
Ho avuto notizia di tale trasferimento fin dal giugno 1982 mi riferi’ tale circostanza l’ avvocato Gaspardini di Bologna. Mio marito fu invece trasferito a Novara il 31.07.82. – in relazione ad eventuali rapporti tra mio marito e Ciolini mio marito mi disse che non conosceva Ciolini. Tengo a precisare che tutte le dichiarazioni e rivelazioni fatte dal Ciolini sono state ritrattate dallo stesso.
Non corrisponde assolutamente a verita’ che la Odal prima fosse una delle societa’ di Delle Chiaie. I clienti abituali della nostra societa’ erano la cooperativa comunista “coop Sind” , vari negozi esercenti attivita’ commerciali, gastronomia, alimentari, bar, ecc. In relazione all’ esposto da me presentata in data 25.10.82 tengo a precisare che lo stesso e’ stato preparato ed elaborato dal mio avvocato.
Le notizie ivi contenute sono state riprese integralmente da quanto pubblicato dai giornali. Non so niente dell’ avvocato Federici Federico, di una ipotetica operazione “Malboro” . Non risponde a verità, per quanto mi risulta che nel luglio 1980 e cioe’ 20 giorni prima della strage di Bologna ci fu una riunione alla sede della società Odal prima, allora la societa’ aveva sede ad Anguillara, paese che dista una cinquantina di chilometri da Roma.
Non mi risulta che mio marito conoscesse Pagliai Pierluigi, ne’ Danet Olivier ne’ Fiebelkorn Joachim ne’ tale Hoffmann. Conosco invece Minetti Leda, moglie di Delle Chiaie Stefano, la stessa era anche maestra di mio figlio Marco, mi risulta che la stessa sia stata arrestata nello stesso periodo in cui e’ stato arrestato mio marito.
La stessa si è recata qualche volta presso la sede della nostra società per la denuncia dei redditi. La stessa doveva presentare il modello 740 in quanto oltre il suo stipendio di maestra aveva anche la pensione del suo ex marito defunto, non so se abbiano contratto matrimonio regolare con Delle Chiaie, la stessa è piuttosto anziana, ha circa sessanta anni.

– Mi sembra strano che mio marito sia stato ucciso dal solo Concutelli in quanto lo stesso era un conoscitore delle arti marziali ed era perfettamente in grado di difendersi da un solo uomo. Credo che lo stesso si sia estremamente difeso prima di essere ucciso infatti quando ho esaminato il corpo di mio marito ho notato che aveva le nocche delle mani rovinate ed il naso rotto un vasto ematoma al lato sinistro dell’ occhio. Chiedo che sia fatta piena luce sull’ uccisione.

Letto confermato e sottoscritto­

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