Lamberto Lamberti – dichiarazioni 07.05.1985

Intendo rispondere.

Adr: nel 1973 dal giudice Occorsio ebbi una comunicazione giudiziaria per il processo di Ordine Nuovo a Roma. La comunicazione rimase tale e dopo non e’ venuto altro contro di me. Io pero’ la considerai strana perche’ non ho mai fatto parte di ON. Di ON conoscevo soltanto Tomei Mauro.
Dal 1951 sono stato iscritto al Msi negli anni 1971 – 1972 soltanto per ragioni elettorali il partito creo’ i volontari nazionali che avevano compiti di propaganda come attaccare i manifesti oppure di presenza ai comizi e servivano anche a tenere a freno i giovani facili a trovarsi coinvolti in aggressioni e provocazioni. I volontari nazionali servivano anche per la protezione fisica dei piu’ esposti che venivano accompagnati a casa. Non va scordato che in quegli anni i movimenti extra parlamentari di sinistra sono nati proprio a Pisa e agivano per impedire ogni possibilita’ di manifestazione alla destra. Quindi era impossibile sottarsi a scontri violenti e c’ era la necessita’ di conquistarsi uno spazio politico. Io fui segretario dei volontari nazionali e venivo chiamato capo dei volontari. Non nascondo che mi feci una nomea perche’ contro la volonta’ dei dirigenti di partito ho fatto anche qualche rappresaglia contro chi mi minacciava.
Finita la campagna elettorale i volontari nazionali furono sciolti ma quelli che erano stati piu’ in vista rimasero esposti alle reazioni che continuarono fino a tutto il 1974. Oggetto di reazione da parte degli extra parlamentari di sinistra fu a livello emblematico il bar “Stadio” che si trovava al nr 50 da dove abitavo io nel quartiere di Porta a Lucca e che era un barrionale che fini’ col diventare l’ obiettivo di numerose spedizioni punitive di Lotta Continua. Non nascondo che io ebbi delle reazioni di difesa a queste rappresaglie. Questo creo’ anche una situazione di contrasto col partito dove fu chiesta l’ espulsione di alcuni di noi. Si creo’ anche la leggenda di un gruppo che si andava formando, leggenda che fu accresciuta dalla comparsa dei volantini di ON.

Adr: lessi su un giornale che fu trovata una bomba a mano vicino alla casa di un macellaio minacciato da ON.

Adr: il 10.10.74 fui arrestato da Torino per Ordine Nero. Ma dopo 19 mesi di reclusione fui assolto dalla corte di assise perche’ il fatto non sussiste. Le accuse contro di me venivano solo da Pecoriello che poi in corte quando si trovo’ in difficolta’ cerco’ di cavarsela non rispondendo. Questo Pecoriello era anche un tipo io non ho mai capito com’ e’ che fu assunto alle poste di Livorno senza concorso. In un opuscolo della sinistra extra parlamentare intitolato “La strage di stato” veniva menzionato il suddetto Pecoriello Paolo.
Poi alla pretura di Pisa il Pecoriello e’ stato condannato perche’ riconosciuto l’ unico responsabile di lettere minatorie di ON ad alcuni Pisani per i quali fatti io sono stato assolto con formula piena.

Adr: nei volontari nazionali c’ erano studenti universitari ma non vale la pena di rammentarli per non riaprire vecchie ferite e perche’ ormai tutti si sono fatti una famiglia. Al massimo nella fase culminante delle elezioni i volontari nazionali a Pisa siamo stati in 55. Avevamo rapporti scarsissimi con quelli di Livorno e piu’ frequenti con quelli di Lucca per lo scambio di simpatizzanti ai comizi.
Nella citta’ di Pistoia non vi sono mai stato fisicamente. A Lucca c’ era un dirigente dei volontari nazionali di cui non ricordo il nome e c’ era anche Tomei nonche’ un ragazzetto come Affatigato.

Adr: Tuti non ha mai frequentato il bar stadio. Se nella sua agenda sono stati trovati il mio nome e il mio telefono io la spiego solo cosi’: se lui in quegli anni era iscritto al Msi come dice lui puo’ avere preso il mio nome in virtu’ della carica di segretario dei volontari nazionali. Io pero’ Tuti non l’ ho mai conosciuto e non ho mai avuto contatti con lui. Io ero intimo amico di Mennucci sulla cui morte per come e’ avvenuta c’ e’ solo condanna.

Adr: una volta Tomei venne al bar stadio e mi dette dei manifesti di Ordine Nuovo e mi prego’ di pagare le tasse di affissione cosa che io feci. Ma la riunione a casa di Tomei nel settembre ‘73 io non ho mai partecipato. Le accuse che io ho capito che Affatigato mi ha fatto al GI di Roma sono sbagliate; se al GI di Roma Affatigato ha detto che io avevo detto che noi avevamo armi contro un progetto della sinistra, voglio anche ammettere che nel periodo elettorale del 1972 magari presenti Tomei ed Affatigato io abbia detto che siamo armati anche noi contro la sinistra intendo con questo che anche noi avevamo i bastoni contro i loro bastoni.

Adr: che io abbia dato il ceffone a Tomei nel 1977 o nel 1978 per finirla con il pasticcio incredibile sorto sulla fine delle armi del Tuti alle quali io sono estraneo, non e’ vero. Quando fui in carcere per il processo di Torino lessi su tutti i giornali quelle storie sui memoriali di Tuti e sui rapporti di Tuti con quelli di Lucca e ne trassi la convinzione che a Lucca c’ erano cose poco simpatiche per cui uscito dal carcere, ruppi i rapporti con tutti loro. Dopo ho rivisto qualche volta casualmente Tomei il quale nel gennaio ‘85 e’ venuto a trovarmi con esponenti del Msi a casa mia dove sono agli arresti domiciliari.
Che nel 1976, nel 1977 o nel 1978 ci siano state chiacchiere sulle armi di Tuti coinvolgendo Pisani e lucchesi io non lo so.

Adr: mai visto Batani, Ottobrini, Saltini Mirella, Graziani, Massagrande, Cauchi ne’ nessuno di Arezzo. Pera l’ ho conosciuto nel processo a Pisa.

Si da’ atto che a questo punto per sopraggiunti impegni l’ avv Ceolan si allontana.

Adr: nel 1974 non mi fu sequestrata nessuna macchina da scrivere ma la polizia venne a casa mia e prese un saggio di una macchina da scrivere che avevo allora. Ora la macchina da scrivere non ce l’ ho piu’ e anzi non la trovai nemmeno quando uscii dal carcere.

L.c.s. ­

Dichiarazioni Corrado Incerti 10.09.1982

Abbiamo avuto occasione io e il collega Cantore di avvicinare piu’ volte Ciolini Elio per una intervista sulla strage di Bologna.Confermo al riguardo tutto quanto ho dichiarato al pm dr Nunziata e in particolare preciso e aggiungo:

Il Ciolini ci ha rilasciato dopo vari incontri una intervista che sara’ pubblicata; in tale occasione il Ciolini ha parlato con noi sempre in compagnia o di Federici o di cittadini francesi nominati Bernard, Claude, o di Federici e alcuni di costoro. Da ultimo e cioe’ in data 09.09.82 su appuntamento del Ciolini si e’ recato a Ginevra il collega Cantore per la stesura definitiva dell’ intervista quivi il Cantore ha incontrato il Ciolini in compagnia del Federici Bernard e Claude e per la di certo Hubert e ha sottoscritto il testo dell’ intervista alla fine dell’ incombente il Ciolini non so se da solo o meno ha consegnato a Cantore copia di una lettera dattiloscritta datata 07.09.82  con firma autenticata che esibisco in fotocopia. Successivamente e certamente da solo quando cioe’ il Ciolini ha fatto intendere che l’ incontro era esaurito ha consegnato al Cantore una dichiarazione di cui esibisco copia fotostatica e di cui mi riservo di fornire l’ originale in cui Ciolini assume che e’ tutto vero quello che ha detto ai giudici istruttori su Delle Chiaie, sulla sua infiltrazione nella loggia di Montecarlo e sui suoi rapporti con Federici, Gelli e Ortolani concludendo con l’ assumere che la lettera del 07.09.82 era stato costretto a sottoscriverla per non coinvolgere personaggi che erano estranei alla vicenda, non avendovi avuto alcun ruolo.

Prima di stilare la predetta dichiarazione c’e’ stato un contatto telefonico tra Cantore, me e Ciolini in cui in particolare Ciolini mi ha in sostanza e con un giro di frasi fatto chiaramente intendere che la lettera del 07.09.82 aveva dovuto per forza sottoscriverla, quindi si e’ risolto ripeto una volta da solo, a rilasciare al Cantore la dichiarazione di cui ho esibito copia fotostatica.

L’ ufficio acquisisce copia fotostatica di lettera datata Ginevra 07.09.82 indirizzata al procuratore della Repubblica di Bologna al consigliere istruttore, presso il tribunale di Bologna e al procuratore della Repubblica di Firenze che firma autenticata di Ciolini Elio a cura del consolato generale d’ Italia di Ginevra nonche’ copia fotostatica di una dichiarazione datata Ginevra 09.09.82 a firma Ciolini che inizia con la frase “consegno a Panorama la lettera in data 07.09.82 che ho inviato come in copia in allegato … ” .

– In proposito dei documenti istruttori in suo possesso, e da lui consegnatomi Ciolini mi ha detto di averli avuti in Francia dai giudici; al momento di queste dichiarazioni non era solo ma era presente Bernard che registrava il colloquio.

Letto, confermato e sottoscritto.­