Mauro Ansaldi dichiarazioni 21.04.1983 – seconda parte

A Bologna si occupavano del carcerario il Naldi l’ avvocato Bezicheri nonche’ una ragazza di circa 22 o 23 anni della quale non conoscevo il nome ma che ritengo sia in qualche relazione con l’attivita’ del Naldi in favore dei tossicodipendenti. Voglio far presente che nel giugno ‘83 assieme all’ Adinolfi mi recai a Bologna per consegnare alla madre di De Orazi Luca la somma di lire 20000000 provento di una rapina. Tale somma avrebbe dovuta essere consegnata, a cura della signora De Orazi, all’ avvocato Bezicheri. Lo Zani mi disse che l’ avvocato Bezicheri era responsabile della gestione di tale somma, che era destinata in parte al rimborso delle sue spese processuali ed in parte ad assistenza a detenuti. Cio’ mi venne confermato da Procopio e Belsito che, fra l’ altro, mi diedero una lettera per De Orazi Luca. Lo Zani mi disse che l’ avvocato Bezicheri sapeva perfettamente che tale somma proveniva da una rapina. Rettifico lo Zani mi disse che Bezicheri sapeva che tutti i soldi che riceveva da esso Zani provenivano da attivita’ delittuose di autofinanziamenti.

– Mennucci e’ stato ucciso da Zani su ordine di Tuti. Tale fatto criminoso, cui hanno preso parte Procopio Stefano e Belsito, e’ stato da me diffusamente riferito al pm di Pisa. Era intenzione dello Zani rigenerare la destra depurandola da elementi ed ideologie di tipo stragistico. Lo Zani uccise il Mennucci in ottemperanza di un patto stretto con Tuti nello ambito del disegno dello Zani di far pulizia nella destra. Le e’ noto che il Mennucci aveva favorito la cattura di Tuti in Francia. Quest’ ultimo voleva quindi vendicarsi. In cambio della uccisione del Mennucci lo Zani aveva chiesto a Tuti di uccidere Signorelli, persona ritenuta favorevole alle stragi e della quale si diceva fosse collegata alla “P2” per il tramite di Semerari. Nella strategia dello Zani l’ omicidio di Signorelli avrebbe rappresentato il segno di una rigenerazione della destra attraverso il definitivo ripudio dello stragismo e il ripudio di strategie di tipo golpista.

– Il Signorelli veniva considerato un simbolo di ideologie stragistico – golpiste per opinione diffusa nell’ ambito di TP. Tale e’ anche il mio convincimento, convincimento suffragato dalla circostanza riferitami da Zani che il Signorelli aveva avuto incontri con Delle Chiaie, e attraverso Semerari con Gelli devo aggiungere che “Mrp” attraverso una serie di attentati effettuati con bombe collocate a Roma (che fortunatamente non produssero vittime) stronco’ la crescita di TP allorche’ questo movimento acquistava forza non essendo contaminato da infiltrati o provocatori. Preciso che tutte le notizie relative allo omicidio Mennucci le ho apprese dallo Zani solo dopo che tale fatto si era verificato. Sapevo gia’ da prima invece che lo Zani cercava un accordo con tuti o con gli altri di Quex al fine di realizzare una politica antistragista.

– l’ accordo fra Tuti e lo Zani pote’ realizzarsi grazie allo avvocato Bezicheri il quale riferi’ a Zani che Tuti chiedeva da tempo che venisse ucciso Mennucci. Tutto cio’ mi venne detto da Zani e dalla Cogolli e potra’ esserle confermato dallo Stroppiana.

– Tp e’ un movimento che propugna ideologie di tipo tradizionale, tende all’ istaurazione dello stato organico, propugna l’ unita’ dell’ Europa, ritiene necessario che la destra si allei nella lotta al sistema con la sinistra creando un ponte tra diverse aree di non garantiti. TP, infine, si oppone a qualsiasi strategia di tipo golpista.

– Freda cerco’ di egemonizzare TP attraverso le strutture delle Adel e la costituzione di una comunita’ politica denominata ordine dei ranghi finalizzata alla formazione del militante rivoluzionario (…). Freda si era assegnato il ruolo di priore di tale comunità. Appresi tutto cio’ da Terracciano Carlo il quale venne a trovarmi a Torino poco prima del suo arresto. Il Terracciano si rivolse prima alla libreria di mio cognato e quindi incontro’ me. Terracciano svolgeva un doppio livello di discorso, l’ uno di carattere esclusivamente librario volto a sondare le persone che incontrava e consistente nella proposta di associazione alla Adel, l’ altro di carattere politico organizzativo finalizzato alla cooptazione dall’ ordine dei ranghi delle persone ritenute idonee. Infatti Terracciano a mio cognato propose semplicemente un rapporto per la diffusione libraria. A me, invece, chiese di partecipare all’ ordine dei ranghi. Io rimasi sulle mie e non diedi immediatamente una risposta vincolante. Comunque non ero favorevole all’ iniziativa. Ne parlai con Adinolfi, il quale mi disse che Bonadio era il responsabile nazionale dell’ intera iniziativa sia nella parte legale che in quella occulta. Il Bonadio era insomma l’ uomo di fiducia di Freda.

– Lo Zani odiava Terracciano come pure Freda. Lo Zani criticava Freda per l’ eccessivo distacco che questi ostentava nei confronti delle persone che chiamava a collaborare con se.

– Salvarani Roberto rappresenta ora il capo politico di TP per lo meno per l’ Italia settentrionale. Costui e’ contro la lotta armata, tuttavia ritengo non abbia rinunciato all’ attivita’ nel settore carcerario e sono convinto sia ancora sottoposto alla influenza di Zani. Escludo tuttavia che Salvarani possa condividere le posizioni di Zani sul carcerario e in particolare l’ idea di uccidere Signorelli.

– Ingravallo opera per Tp nell’ambito veneto e si occupa dei problemi di tipo culturale. Mantiene rapporti con Freda.

– Battaglia e’ il responsabile, anzi era responsabile dei Cuib, di Latina. A Latina TP e’ molto forte e dovrebbero esser 40 o 50 aderenti. Fino al momento del mio arresto la Cogolli si recava molto spesso a Latina per gestire direttamente le attivita’ di TP in quella citta’ .

– da ultimo TP riceveva armi dai Nar. Mi consta che Procopio Stefano si fornisse presso un armiere di Milano presso il quale reperiva Smith & Wesson cal 7,65 parabellum mod 59. Tali armi ci pervenivano recanti ancora il numero di matricola. Era nostra cura cancellarlo per mezzo di un trapano. Ritengo che Stroppiana possa fornire qualche notizia ulteriore su questo armiere.

– ho visto Cavallini una sola volta allorche’ lo aiutai a varcare il confine dall’ Italia alla Francia nel marzo o aprile 1982. Con noi c’ era anche Stroppiana. So che cavallini aveva appreso dal Sordi dell’ intendimento dello Zani di uccidere Signorelli. Il Sordi gli aveva altresi’ riferito che lo Zani lo riteneva coinvolto nell’ ambiente di Signorelli e Calore. Da cio’ nacque il risentimento di cavallini nei confronti dello Zani.

– Non ho mai avuto contatti con l’ ambiente di Ordine Nuovo ne’ con il Mrp di Signorelli.

– Sull’ omicidio Mangiameli TP affermava che questi nel tentativo di liberare dal carcere il suo amico fraterno Concutelli aveva preso contatti con molti ambienti della destra e che nel corso di tali contatti era venuto a sapere che Fioravanti Valerio si era compromesso con la P2.

– Uso l’ espressione P2 come metafora di un modo di far politica che apparentemente favorisce movimenti rivoluzionari ma che in realta’ tende al consolidamento del potere economico politico vigente attraverso dei gesti puramente provocatori. E’ opinione diffusa nell’ ambiente di TP che anche Delle Chiaie condivideva tale modo di fare politica.

– la tesi sulle cause dell’ omicidio Mangiameli che ora vi ho chiarito e’ quella ufficiale di TP. Non dispongo di nessun elemento obiettivo idoneo ad avvalorarlo. Faccio presente comunque che mi e’ stata riportata sia da fiore che da Adinolfi, Spedicato, Nistri e Zani. Questi ultimi ritenevano opportuno colpire Giusva Fioravanti per affermare la “giustizia di movimento” .

– non ho mai visto volantini di TP concernenti la morte di Mangiameli. Ne’ mai ho letto l’ intervista resa da spiazzi allo espresso pubblicata nel settembre ‘80.

– Fiore mi riferi’ che Mangiameli era stato contattato dai Servizi Segreti che volevano far di lui un informatore ma che il Mangiameli aveva rifiutato sdegnosamente.

Letto confermato e sottoscritto.­

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