Elio Cioppa – verbale di udienza 16.11.1987 prima parte – processo strage di Bologna

Il Presidente fa chiamare il teste Cioppa Elio, gia qualificato in atti, il quale presta giuramento secondo la formula di rito. Il Presidente da’ lettura delle dichiarazioni rese da teste al g.i. Cudillo il 13.10.81. Si da’ atto che e’ presente l’avv. Menicacci.

Il Presidente: conferma queste dichiarazioni?

Il teste: si’.

Il giudice a latere da’ lettura delle dichiarazioni rese il 3.11.84 al p.m.di Roma e 8/2/85 al p.m. di Bologna.

Il Presidente: conferma anche queste dichiarazioni?

Il teste: si’.

Il p.m.: il teste afferma che sapeva al momento in cui gli fu presentato Gelli, che si trattava di persona chiacchierata. Il teste ha svolto indagini in occasione sia dei sequestri di persona della banda Bergamelli, Minghelli etc, ma anche in occasione dell’omicidio del dr. Occorsio e soffermandosi sulla pista P2 Gelli. In altri termini non si trattava di persona chiacchierata ma di persona nei confronti della quale il dr.cioppa per ragioni di istituto, aveva svolto delle indagini. La domanda: come mai egli che aveva focalizzato la sua attenzione sulla P2, su Gelli, su Minghelli, sugli autori dell’omicidio Occorsio, sugli autori dei sequestri di persona che riguardavano vari personaggi appartenenti alla P2, va a consigliarsi con questa persona per avere le tracce in ordine agli autori della strage di Bologna?

Il teste: vorrei precisare innanzitutto che non ho mai svolto indagini all’epoca sulla P2, ho svolto indagini sui sequestri di persona che mi portarono alla cattura di Bergamelli; Bergamelli nell’ ’80 venne condannato per numerosi sequestri di persona per cui io l’avevo arrestato. Partecipai anche alla cattura di Concutelli, non furono indagini mie, fu soltanto una cattura, le indagini erano della Digos. Per quanto riguarda la P2, all’epoca e quindi ci riferiamo agli anni ’75 – ’76, anni ’75 Bergamelli e nel’76 per Concutelli, della P2 ne avevo sentito parlare soltanto dai giornali in conseguenza dell’arresto di Bergamelli il quale, quando venne tradotto nel mio ufficio nel locale della questura di san vitale disse che una grande famiglia lo proteggeva. Furono illazioni di stampa, veritiere o no, a dire che la grande famiglia di cui faceva cenno Bergamelli era la P2. In questo frangente si parlo’ anche di Gelli come capo dell’associazione P2. Poi io non mi sono mai rivolto a Gelli per chiedere o per ottenere, io mi sono rivolto a Gelli perche’ m venne presentato dal dr. Fanelli, all’epoca questore o vicequestore e fu del tutto incidentale.

Il Presidente: il discorso nel quale venne fuori quella indicazione di Gelli era una conversazione? Non era un preciso svolgimento di un servizio per quanto riguardava lei?

Il teste: no, esattamente la prima volta mi venne…. Io all’epoca avevo l’ufficio a piazza Barberini e poi lo cambiammo in altra sede e…..

Il Presidente interviene: non ho capito bene la sua risposta. Lei dice che fu un discorso incidentale, in che senso?
Il teste: fu incidentale perche’ Gelli mi venne presentato incidentalmente lungo la strada che io facevo abitualmente ogni mattina, da piazza Barberini al Caffe’ Done’, sono 200 metri di distanza. Ero soli ad andare a prendere il caffe’. Fui chiamato fuori all’hotel Excelsior dal dr. Fanelli, questo ex collega che conoscevo appena, e lui mi presento’ nella circostanza Gelli che stava con lui. Questo fu il mio incontro con Gelli. Ne’ ce ne sono stati altri al di fuori di questo.

Il Presidente: il discorso nel quale Gelli le disse che c’era un errore nelle indagini per la strage di Bologna, era un discorso che nasceva da un incontro che aveva quale senso?

Il teste: si’, parlarne cosi’ isolatamente sembra…come lei ha letto nei verbali, ci fu una prima indagine che fece capo a Farina Piergiorgio; nel corso di questa indagine di cui io deposi la trascrizione nelle mani delle autorita’ giudiziaria come mio costume -dopo 22 anni di polizia giudiziaria ho sempre riferito tutto alla autorita’ giudiziaria- subito dopo la notizia degli ordini di cattura la stampa cominciava a dire che si trattava di un complotto internazionale. E’ chiaro che noi avemmo l’ordine di indagare anche su questo punto e non e’ che andai solo da Gelli, io son stato da decine e decine di fonti, fra cui anche Gelli, il quale, come ho detto e ho riferito nei verbali di cui lei prima ha dato lettura, disse che le indagini, secondo un suo punto di vista erano sbagliate e che si trattava di un complotto internazionale, era un suo giudizio.

Il Presidente: questo giudizio nasceva da una serie di consultazioni, chiamiamole cosi’, che lei stava facendo con persone che lei supponeva potessero essere…..

Il teste interviene: che potessero piu’ o meno dirmi i materia di rapporti internazionali, materia di terrorismo internazionale.

Il Presidente: che cosa le faceva pensare che Gelli avesse notizie sul terrorismo internazionale?

Il teste: si’, perche’mi faceva pensare perche’ gel innanzi tutto la stampa lo tacciava di rapporti interazionali e perche’ poi come ho detto sapevo che lui aveva fornito delle entrature nella ambasciata argentina, quindi ritenevo che potesse avere qualche notizia in merito a questi rapporti di natura internazionale, di terrorismo internazionale, cosa che poi non si e’ verificata perche’ nulla mi ha detto merito.

Il p.m.: io non metto in dubbio che il dr. Cioppa abbia sempre svolto correttamente il suo lavoro, io sto tentando di focalizzare alcune questioni che a me sembrano contradditorie perche’ possano esser chiarite. Il dott. Cioppa ha presentato in occasione dei sequestri di persona, ortolani, danesi, cioe’ figlioli di piduisti in erba, un rapporto a carico di Bergamelli e altri e anche a carico di Minghelli, il quale si dichiaro’ esplicitamente massone. Bergamelli si dichiaro’ appartenere a una grande famiglia e protetto da una grande famiglia, e Minghelli fu trovato con del danaro riciclato, proveniente da questi riscatti.

L’avv. Bezicheri interviene: fu assolto.

Il p.m.: fu assolto e fu…. Un’altra pagina di cui parleremo Presidente, non fece appello ne’ la procura della repubblicane’ la procura generale a questa assoluzione.

Presidente, il dr. Cioppa partecipo’ a queste indagini. Vi e’ una documentazione giornalistica impressionante in cui si parla della loggia P2 come eversiva destabilizzante e di destra, di Minghelli come nazista e cosi’ via. Il teste dovrebbe chiarire cosa mai, di fronte ad una situazione cosi’ pesante che coinvolgeva con i crimini della destra e con l’omicidio Occorsio, la loggia propaganda 2 e il suo maestro venerabile, come mai il dr. Cioppa solerte funzionario, valoroso indagatore e cosi’ via, si e’ rivolto a persona contro la quale avrebbe invece dovuto indagare, la usa come fonte, tanto piu’ che il dr. Cioppa aveva partecipato redigere e aveva presentato col dr. Lazzerini, un rapporto in cui venivano denunciati come autori materiali della strage di Bologna, personaggi tutti cittadini italiani. Cosa va a fare da Gelli? Questa e la domanda? Chi lo manda? Per quale motivo?

Il teste: lei mi insegna che non e’ giusto che una pista debba essere per forza quella giusta, ritengo che la prima pista che ho seguito l’ho ritenuta, insieme con gli altri investigatori logicamente, l’ho ritenuta valida.

Il p.m.: neanche i giudici l’avevano ritenuta valida e avevano spiccato mandati di cattura.

Il teste: io riferisco quanto ho visto, ho sentito e ho fatto. Successivamente, siccome constatai e ci fu anche una certa incredulita’ in me, che buona parte della stampa parlava ripetutamente di una pista internazionale, e’ ovvio che io mi allertassi per sapere qualcosa in piu di questa pista internazionale, cosa dalla quale però non e’ mai uscito fuori niente che potesse avvalorare quella indagine che facemmo all’epoca o essere di supporto a questa ipotesi della pista internazionale.

Il p.m.: ma quale stampa parlava?…. Ha accertato?.

Il teste: tutta la stampa dell’epoca, per un mese consecutivo. Volevo dire anche un’altra cosa, anche la questione Minghelli ho trattato io e anche io trassi in arresto l’avv. Minghelli. Dalle intercettazione telefoniche che furono fatte all’epoca, usci’ fuori che l’avv. Minghelli, che e’ sta poi prosciolto, comunque agiva in nome e per conto suo e non di un’associazione o di un’organizzazione, ma si trattava della connivenza o meno, o della deontologia professionale dell’avvocato, non sta a me giudicarlo logicamente- in merito ai rapporti fra un avvocato e dei banditi.

Il p.m.: non e’ cosi’. Il padre del Minghelli, generale di polizia, risulto’ essere strettamente collegato frequentatore di Gelli, quindi queste storie qua le conosceva benissimo il dr. Cioppa. Il dott. Cioppa ha affermato di non ricordare se aveva incontrato Gelli nello studio del dr. Occorsio. Poiche questa e’ una di quelle circostanze talmente rilevante che sembra difficile che si possano dimenticare, puo’ chiedere al dott. Cioppa se puo’ essere piu’ preciso sul punto?

Il Presidente: lei parlo’ di incontro nello studio del Occorsio con Gelli, poi davanti alla commissione parlamentare sono emerse altre cose. Dove avvenne questo incontro?

Il teste: questo venne gia’ chiarito successivamente alla verbalizzazione che feci nell’ottobre dell’81. Venne successivamente chiarito a Firenze, dove lo stesso magistrato mi fece presente che io mi sbagliavo perche’ trattavasi di Firenze non di Roma. Quindi ho confuso tribunale, non era a Roma, ma a Firenze.

Il Presidente: quindi Occorsio non c’entrava?

Il teste: Occorsio non c’entrava. Io ho lavorato con il giudice Occorsio, ma esclusivamente per i sequestri di persona di natura comune.

Il Presidente: e quindi dove avvenne l’incontro con Gelli?

Il teste: non e’ che l’ho incontrato, mi aiuto’. Infatti il magistrato… Perche’ mi ricordo’ delle da precise, mi aiuto’ a ricordare che trattavasi de tribunale di Firenze dove Gelli si era portato, se non sbaglio, nell’anno ’75 -’76, e fu lui stesso che mi chiari’ tutto l’equivoco.

Il p.m.: vi ha partecipato anche il magistrato? Cioe lei l’ha conosciuto a Firenze?

Il teste: io non l’ho mai conosciuto prima, l’ho visto….

Il Presidente da’ lettura del punto: “non ricordo se io ho incontrato il Gelli nello studio del compianto dr. Occorsio che allora si interessava di estremismo ed in particolare di eventuali rapporti tra estremismo di destra e sequestri. Come sopra ho detto ho incontrato il Gelli nei pressi dell’Excelsior e mi sono fermato a salutarlo. Il Gelli mi ha invitato nella holl dell’albergo….”

Il p.m.: se vuole essere piu’ preciso, perche’ potrebbe esserlo. Ripeto, sono di quelle circostanze talmente rilevanti che un funzionario di polizia non le puo dimenticare.

Il Presidente: davanti alla commissione parlamentare Alberto Cecchi dice: “vorrei ritornare un momento su alcuni elementi per avere qualche precisazione dal dr. Cioppa. Lei ha detto di avere incontrato due volte Gelli, la prima volta dove lo ha incontrato e in quale circostanza?” lei risponde: “l’ho incontrato davanti all’hotel Excelsior in via veneto, la seconda volta sono andato io spontaneamente sempre all’hotel Excelsior.” domanda di Alberto Cecchi: “se non ho letto male mi pare pero’ che nelle sue dichiarazioni al dr. Cudillo si fa cenno all’ipotesi di aver conosciuto Gelli nello studio del dr. Occorsio” lei risponde: ” no, ho detto di averlo visto una volta, lo conoscevo molto bene il dr.Occorsio perche’ ho lavorato con lui in materia di sequestri. Ricordo che un giorno ho visto il sig. Gelli nel corridoio antistante l’ufficio del dr. Occorsio non nell’ufficio del dr. Occorsio. Che poi lui andasse o meno dal dr. Occorsio non lo so, non stava in tribunale, presumevo… ” poi Massimo Teodori: “qui e’ stato verbalizzato: ho incontrato Gelli nello studio del compianto Occorsio…… Non ricordo se io ho incontrato il Gelli”.

Il giudice a latere: … Qui sono i commissari che equivocano.

Il p.m.: se vuole essere preciso il teste.

Il Presidente: la domanda e’ basata su un errore dei commissari della commissione parlamentare, perche’ dice “non ricordo se…”.

Il p.m.: parlo del verbale al dr. Cudillo. Se vuole essere piu’ preciso.

Il Presidente: il teste dice: non ricordo se.

Il p.m.: esatto, siccome io ho formulato una sorta di contestazione: se il dr. Cioppa lo ha visto dice “l’ho visto”, se non l’ha visto non puo’ dire “non m ricordo”, questo e’ il problema; quindi se vuole esser preciso. Il Presidente: a proposito di quale incontro?

Il p.m.: quello del Gelli nello studio del… Se vuole essere piu’ preciso sulla circostanza riferita a dr. Cudillo, secondo la quale egli non ricorda, tenuto conto Presidente che questo pubblico ministero non crede affatto che egli non ricordi, questa e’ la contestazione.

Il teste: io sono stato interrogato dal giudice Minna di Firenze e su questo stesso argomento e’ stato lo stesso magistrato per la verita’ che mi ha aiutato, io ho detto: “guardi dottore non ho mai conosciuto il Gelli prima dell’anno ’78” e raccontai anche l’episodio. Io indubbiamente, siccome sono stato in alcune istruttorie anche a Firenze, devo averlo visto, dico visto, perche’ mi sara’ stato indicato indubbiamente tribunale di Firenze non al tribunale di Roma perche Minna mi ricordo’ che trattavasi appunto che nel ’75 se non erro, ’75 – ’76 Gelli stette in quel tribunale.

Il p.m. : questa e’ una risposta inaccettabile, perché il giudice gli ricorda che lui e’ stato… mi sembra una risposta inaccettabile. Voglio far notare che alla commissione P2 sia pure con queste incertezze, egli ha confermato che si trattava del tribunale di Roma, dice: “forse non era lo studio ma era il corridoio” ma del tribunale di Roma, Presidente, questo e’ il problema.

Il Presidente: lei ricorda dove avvenne questo incontro?

Il teste: l’incontro non lo ricordo, le ripeto, ricordo soltanto che mi venne indicato questo signore da un sottufficiale. Se si tratta del tribunale di Roma o di Firenze… Il giudice Minna mi ha detto che in quell’anno Gelli, l’unica parte dove era stato, era al tribunale di Firenze.

Il p.m.: ma che centra quello che dice Minna?

Il Presidente: ma questo incontro avvenne prima del ’78?

Il teste: si’, si’. Il Presidente: cioe’ prima che lei lo conoscesse?

Il teste: nell’anno ’76, peraltro io Gelli non l’ho mai visto di persona perche’ non c’erano fotografi dell’epoca, quindi non vedo… Mi e’stato senz’altro indicato nell’anno ’76.

Il Presidente: le e’ stato indicato in quell’occasione.

Il teste interviene: ma non l’ho mai conosciuto.

Il p.m.: il dr. Cioppa e’ stato a Firenze? Per quale ragione?

Il teste: ci sono stato numerose volte a Firenze per indagini di polizia giudiziaria, adesso non mi posso ricordare.

Il p.m.: anche relative all’omicidio Occorsio?

Il teste: no no, non ho mai svolto indagini relative all’omicidio Occorsio, ho catturato Concutelli ma non ho svolto indagini sull’omicidio Occorsio perche’ era di competenza della Digos, non mia. Ho proceduto soltanto alla cattura materiale di Concutelli, a via…

Il p.m.: dei Coronari.

Il teste: no, a via… Vicino ai Fori imperiali.

Il Presidente: quindi Gelli ancora non lo conosceva, le venne indicato come Gelli, poi lo conobbe 2 anni dopo, quella volta lo vide soltanto…

Il teste: nel primo impatto ci puo’ essere qualche smagliatura, come si dice. Nella mia prima deposizione dell’ottobre ’81, che poi in seguito io ho corretto leggermente, e pure quando dissi che Gelli era una fonte confidenziale, come lei avra’ constatato, perché lo ritenni tale proprio per quei tre appunti che mi vennero dati. Successivamente, anche in questo caso, mi sono dovuto correggere, data la mia scarsa conoscenza col personaggio, perche’ quando il generale confermo’ davanti alla commissione che era amico, conoscente di Gelli da diversi anni, era ovvio che non si trattava di una fonte confidenziale, ma di una comune amicizia fra lui e Gelli. E quindi e’ anche umano che mi sia sbagliato proprio perche’ siamo nella prima fase, nell’ottobre ’81, una fase di confusione, relativa alla mia versione che non potevo collegare o ricollegare a determinati episodi se non con maggiore conoscenza del fenomeno.

Il giudice a latere chiede che si dia lettura della verbalizzazione nell’ultima parte. Si da’ atto che viene data lettura di quanto richiesto il giudice a latere: non riesco a capire perche’ con i dott. Minna deve essere avvenuta questa ricostruzione, poi perche’ lei si affida…..

Il p.m.: non e’ una risposta. E’ una divagazione.

Il giudice a latere: no, ma io non ne capisco il senso, vorrei che lei ci spiegasse.

Il teste: le sto dicendo che mi fece presente il dr. Minna, mi riferisco al dr. Minna perche’ da lui venne interrogato in merito…

Il giudice a latere: in che mese e in che anno siamo?

Il teste: ritengo che siamo all’inizio dell’82.

Il giudice a latere: quindi in epoca posteriore all’interrogatorio del dr. Cudillo.

Il teste: si’ si’, guardi non posso essere mol preciso… Ma siamo a febbraio – marzo dell’82. Lui mi chiese su questo argomento e io dissi “puo’ darsi che l’abbia visto”. Alle insistenze del dr. Cudillo puo’ darsi che io abbia detto….. L’abbia visto a tribunale di Roma ma puo’ darsi anche in qualsiasi altr parte, l’abbia potuto vedere.

Giudice a latere: il dr. Minna le stava chiedendo di confermare circostanze su cui lei aveva gia’ deposto a dr. Cudillo?

Il teste: sì esatto. Dopo l’interrogatorio del dr Cudillo nel febbraio-marzo venni interrogato dal dr. Minna a Firenze.

Il Presidente: Minna la interrogo’ prima della commissione parlamentare di inchiesta?

Il teste: si’, quando avvenne la commissione sig Presidente? Semmai ho da ricordare, perche’ non…

Il giudice a latere: lei e’ stato sentito due volt dalla commissione parlamentare di inchiesta?

Il teste: una sola volta.

Il giudice a latere: quindi il 18/11/82.

Il teste: 18 aprile ’82.

Il giudice a latere: io leggo 18 novembre ’82.

Il teste: si’, e allora e’ prima della commissione l’interrogatorio di Minna e’ prima della commissione.

Il Presidente: allora pero’ lei dopo avere detto a Minna che l’incontro era avvenuto a Firenze…. Cioe’ con Minna si arrivo’ a questa precisazione, che l’incontro era avvenuto a Firenze, poi ancora successivamente davanti alla commissione parla del corridoio di Occorsio. Come spiega questo?

Il teste: si’ sig. Presidente, ci deve essere un lapsus da parte mia, deve essere ’83 con Minna perche’ e’ dopo la commissione, adesso non posso ricordarmi le date.

Il p.m.: c’e’ uno stralcio della sentenza del dr. Minna del 30/9/83…….

Il teste: allora deve essere…l’83.

Il p.m.: continua: …..relativo all’omicidio Occorsio. Lei ha detto che non e’ mai stato a Firenze per l’omicidio Occorsio, perché cosa e’ stato?

Il teste: io non ho mai indagato, ho detto, sull’omicidio Occorsio, ho proceduto alla cattura di Concutelli e basta.

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