Elio Cioppa – dichiarazioni 13.10.1981

Verso la seconda meta’ del settembre ‘78, quando cioe’ ero stato assegnato, dal 01.09.78 al Sisde, ebbi a conoscere Gelli Licio perche’ incontrato casualmente davanti all’ Excelsior.

Preciso che gia’ da tempo conoscevo il Gelli perche’ da me visto nei pressi del servizio di via Lanza nei primissimi del settembre ‘78 e perche’ nel 1976, in occasioni delle indagini a carico di Bergamelli, avendo questi affermato che era protetto da una “Grande famiglia” si ebbe a parlare anche della massoneria e dello stesso Gelli.
Non ricordo se io ho incontrato il Gelli nello studio del compianto dr Occorsio che allora si interessava di estremismo ed in particolare di eventuali rapporti tra estremismo di destra e sequestri. Come ho sopra detto ho incontrato il Gelli nei pressi dell’ Excelsior e mi sono fermato a salutarlo. Il Gelli mi ha invitato nell’ hall dell’ albergo ove siamo rimasti a parlare di politica. Gli feci presente che avevamo bisogno di fonti in materia di terrorismo e il Gelli mi rispose genericamente. Ricordo che nella stessa circostanza, mi parlo’ della massoneria mostrandomi degli opuscoli ed invitandomi ad aderire. Io risposi che ci avrei pensato.

Successivamente mi chiamo’ al numero di telefono, datogli da me nel precedente incontro che corrispondeva al commissariato Prenestino. Di solito il Gelli presentandosi con lo pseudonimo di Luciani, almeno cosi’ mi sembra di ricordare, lasciava detto di richiamarlo all’ Excelsior. Io richiamai e lui di nuovo mi fece l’ invito ad entrare nella massoneria, io rimasi ancora nel vago. Gli telefonai dopo la strage di Bologna per conoscere eventualmente notizie in merito agli autori del fatto criminoso. Cio’ avvenne nell’agosto ‘80 ma non lo trovai, ripetei la telefonata in settembre e fissai un appuntamento. Il Gelli mi disse che avevamo sbagliato tutto e che gli autori dell’ attentato dovevano essere ricercati in campo internazionale. Alle mie insistenze per piu’ dettagliate notizie mi disse che mi avrebbe fatto sapere, cosa che non ha piu’ fatto. Io ho avuto la semplice intuizione che il Gelli dovesse interpellare qualcuno. Preciso che quando sono arrivato al servizio fui informato che il Gelli era una fonte del Sisde e procurava inoltre le “entrature” nelle varie ambasciate specialmente sudamericane.

Di solito il generale Grassini, quando si trattava di informazioni del Gelli, mi consegnava i biglietti, scritti a mano a matita, ed io poi sviluppavo le indagini. Ricordo che il Gelli diede informazioni sull’ avvocato Spazzali, sull’avvocato Guiso, su “Critica sociale” e sull’ affare Moro ed anche altre cose. In particolare nell’ affare moro era un discorso politico riguardo la strategia dell’ attentato. Non ho avuto piu’ rapporti con il Gelli. Insisto con l’ affermare di non essermi affiliato alla loggia P2, di non aver versato somme e di non avere mai partecipato ad alcuna riunione massonica.

 

Letto confermato e sottoscritto.­

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