“Un anno fa Mario Tuti assassinava due agenti” – L’Unità 24.01.1976

Ricorre oggi il primo anniversario dell’assassinio del brigadiere di P.S. Leonardo Falco e dell’appuntato Giovanni Ceravolo, uccisi dal geometra fascista Mario Tuti. capo del « Fronte nazionale rivoluzionario ».

Per rendere omaggio alla memoria delle vittime di questo ennesimo crimine fascista. l’Amministrazione comunale di Empoli ha fatto affiggere un manifesto, nel quale, rivolgendo ai familiari dei due graduati l’affettuoso e commosso pensiero della cittadinanza. « rinnova alle forze di polizia la propria solidarietà e si impegna a proseguire con decisione, rigore e continuità la lotta per estirpare dal nostro paese il fascismo e per garantire lo sviluppo della democrazia ».

Alle ore 9 verrà celebrata sempre a cura dell’Amministrazione comunale una messa di suffragio e quindi una delegazione si recherà al cimitero di Santa Maria a Ripa a deporre una corona di fiori sulla tomba del brigadiere Falco. Una analoga cerimonia si svolgerà anche a Bovalino, paese d’origine di Giovanni Ceravolo.

E’ passato un anno, ma ancora l’inchiesta sulla organizzazione eversiva « Fronte nazionale rivoluzionario» capeggiato dal geometra omicida empolese non è chiusa. Molte inchieste sono aperte sull’attività di questa cellula nera, ma nessuna di queste sembra, per ora. in grado di definire nella sua vastità e nelle sue reali dimensioni l’attività del FNR. Molti nomi di « bombardieri » neri legati a Mario Tuti sono emersi in questi dodici mesi. Dopo la cattura del duplice assassino empolese. avvenuta in Francia alla fine del mese di luglio, sono stati smascherati alcuni protettori e favoreggiatori della fuga di Mario Tuti.

Ma ancora troppo poco è venuto alla luce sui legami che il « Fronte nazionale rivoluzionario » aveva instaurato nella nostra regione. I nomi dei finanziatori e degli ispiratori di questa vasta azione dinamitarda, tesa a rovesciare le istituzioni democratiche del nostro Paese, sono purtroppo ancora sconosciuti. La lista delle azioni terroristiche messe in atto dal fascista Tuti e dai suoi « amici » continua ad allungarsi. Dopo essere stati incriminati per gli attentati sulla linea ferroviaria Firenze Roma avvenuti a Terontola, Rigutino e del progettato assalto alla Camera di commercio di Arezzo, ora altre tragiche accuse si sono aggiunte alla ormai triste lista.

E’ di un mese fa la dichiarazione resa da Aurelio Fianchini. (un detenuto fuggito. insieme a Luciano Franci. braccio destro di Mario Tuti e allo studente Felice D’Alessandro dal carcere di Arezzo, nella quale si accusa la cellula eversiva del FNR di essere l’autrice della strage di San Benedetto Vai di Sambro, dove persero la vita, ben tredici passeggeri del treno Italicus. Meno di una settimana orsono Mario Tuti è stato accusato da Mauro Mennucci lo stesso «camerata» che gli aveva prestato l’auto per ritornare nel luglio scorso ad Empoli e tentare una rapina, di essere l’autore dell’attentato avvenuto nell’aprile del 1975 alla « Freccia del Sud ».

In quell’occasione furono fatti saltare poco prima della stazione di Incisa Valdarno ben 90 centimetri di binario. « La Freccia del Sud» che trasportava oltre 3500 passeggeri fu bloccata all’ultimo momento.

Mario Tuti è stato condannato all’ergastolo per l’uccisione del brigadiere Falco e dell’appuntato Ceravolo. Sui suoi « amici » grava l’accusa di strage e di ricostituzione del di sciolto partito fascista. Ma non basta. Quello che un anno fa la città di Empoli, la Toscana, i democratici chiesero fu di fare piena luce sulla attività della cellula nera del « Fronte nazionale rivoluzionario » capeggiata da Mario Tuti. I risultati, purtroppo, ad un anno di distanza sono ancora troppo limitati.

L’Unità 24.01.1976