“La latitanza di Tuti: una sfida durata sei mesi”

FIRENZE, 27 luglio
Mario Tuti non è più uccel di bosco. La lunga latitanza del pluriomicida fascista di Empoli si è conclusa oggi alle ore 16,30 a San Raphael, una località turistica della Costa Azzurra, nelle vicinanze di Nizza. E’ stato catturato da alcuni funzionari ed agenti del Nucleo antiterroristico di Roma, in collaborazione con i carabinieri. La cattura è stata movimentata e, nel corso di un conflitto con gli agenti, il fascista è stato ferito al collo con un colpo di pistola.

All’arresto di Tuti, gli uomini dell’Antiterrorismo, come è stato spiegato nel corso di una conferenza stampa fatta dal questore di Firenze, dottor Camillo Rocco, dal capo dell’Antiterrorismo toscano dottor Ioele, da funzionari della Questura e dal colonnello dei carabinieri dottor Scalzo, si è giunti a seguito di una segnalazione che indicava il latitante fascista rifugiato a S. Raphaël. Nella località francese si sono subito portati due funzionari dell’Antiterrorismo, il dottor Vecchi dell’ispettorato di Roma e il dottor Criscuolo, dirigente del Nucleo del Piemonte, e il maggiore dei carabinieri di Firenze, Leopizi.
Dopo una serie di appostamenti e di pedinamenti che sono durati due giorni, gli agenti hanno identificato il rifugio di Mario Tuti, un appartamentino situato In un residence, a pochi passi dal mare, che il fascista omicida di Empoli divideva con una bella ragazza francese, Nadine Camper, di 25 anni, che lavora come assistente sociale in un centro di riposo per minatori.

Verso le 14, Mario Tuti è uscito dall’appartamento in compagnia della ragazza, con un potente binocolo e con un pacco sotto il braccio. E’ salito a bordo di un’utilitaria e si è recato nella vicina spiaggia a fare il bagno. I due sono rientrati verso le 16,30. Tuti ha posteggiato la macchina che è stata subito circondata dagli agenti. Vista prossima la fìne della sua latitanza, il fascista ha cercato di reagire e uscendo dall’auto ha cercato di estrarre la pistola, probabilmente la calibro 7,65 i cui proiettili sono stati trovati nella « 500 » di Mauro Mennucci, il fascista arrestato ieri dopo l’improvvisa comparsa di Tuti a Empoli.
La reazione degli agenti è stata pronta: il dottor Vecchi ha estratto subito la sua pistola ed ha sparato un colpo contro Mario Tuti, colpendolo di striscio al collo. Il fascista si è subito accascialo a terra e gli agenti gli sono piombati addosso. Vi e stata una colluttazione, nel corso della quale il dottor Criscuolo ha ricevuto un morso alla guancia destra. Mario Tuti, subito dopo la cattura, è stato condotto in ospedale per ricevere le prime cure. Le sue condizioni però non destano preoccupazioni perche la ferita è lieve.

L’arresto di Mauro Mennucci è stato senza dubbio l’elemento determinante per arrivare alla scoperta del rifugio di Mario Tuti. Il fascista di Empoli negli ultimi tempi era stato abbandonato dai potenti finanziatori neri che lo proteggevano. La latitanza costa molto cara (il Tuti per spostarsi aveva bisogno di documenti falsi, passaporti e compiacenze) e ben presto il fascista empolese, che già aveva venduto il suo memoriale ad alcuni rotocalchi per trenta milioni, si è trovato a corto di denaro.
Ha quindi architettato la rapina delle buste paga degli impiegati del Comune di Empoli, servendosi della « 500 » di Mauro Mennucci. Il colpo è andato però a vuoto, sia perchè Tuti è stato riconosciuto da alcuni colleghi, sia perchè negli ultimi mesi la ragioneria del Comune di Empoli aveva modificato le modalità di pagamento del dipendenti. Vistosi scoperto, il Tuti si è dato alla fuga a bordo di una « 500 ». Dal numero della targa e stato possibile risalire al proprietario, il fascista Mauro Mennucci, che e stato subito arrestato.
Secondo gli inquirenti il Tuti, dopo il fallimento della rapina, sarebbe rientrato precipitosamente in treno a S. Raphael, dove viveva da alcuni mesi Insieme alla ragazza francese, sotto il nome di uno spagnolo.

L’Unità 28.07.1975

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