Fulvio Felli – dichiarazioni 15.02.1993

Poichè l’Ufficio mi chiede di nuovo se esistessero altre fonti di destra a Padova negli anni ’70 con specifico riferimento ad Ordine Nuovo, posso dire che, come ho già accennato nella precedente deposizione, c’era TURCO che era seguito soprattutto dal mio collega NICO. Turco si rivolgeva a noi con il nome di RODOLFO, che era stato convenuto e con il quale si presentava quando ci telefonava, cioè telefonava al nostro ufficio. Ho compreso benissimo che l’Ufficio è perfettamente al corrente che Turco altri non è che Gianni Casalini di cui oggi ha chiesto il fascicolo. Mi rendo conto che questo soggetto interessa molto l’Ufficio e mi sento di dover dire innanzitutto che Nico, il mio collega, è morto un mese fa in seguito ad un ictus mentre era ancora in servizio. Io avevo visto Casalini solo una volta insieme a Nico.

Posso precisare che Casalini era stato però reclutato dall’altro mio collega che mi viene indicato con il nome di NIEVO. In seguito Nievo venne trasferito e la gestione di Turco venne affidata a Nico. Devo dire che la fonte Turco è collegata ad una situazione di rilievo che posso così descrivere. Ricordo che una sera il Direttore mi chiese di affiancare Nico in un contatto che doveva avere con Turco. Il Direttore segnalò anche a me la delicatezza della situazione anche in relazione allo stato della fonte. Non saprei collocare nel tempo con esattezza questo incontro, comunque, anche alla luce della relazione di cui in seguito dirò, dovrebbe collocarsi intorno al 1974.

Ci incontrammo con Turco prima vicino alla stazione ferroviaria, che credo fosse un costante punto di incontro per loro due, e poi andammo a Campo San Piero. Il ristorante si chiamava PINO VERDE. Casalini mi apparve come una persona veramente depressa, molto agitata, tanto da avere difficoltà a mangiare e anche ad articolare i movimenti semplici. Sembrava che volesse scaricarsi la coscienza come se avesse qualcosa che lo tormentava.

Mi pare che fu proprio lui a parlare spontaneamente degli eventi più gravi. Non ho un ricordo preciso, ma evidentemente di questa situazione il mio collega doveva avere avuto qualche avvisaglia in un precedente incontro. Casalini mostrava un rimorso in relazione agli attentati che erano avvenuti negli anni precedenti ad opera di gruppi di destra. Iniziò a dirci qualcosa su questi avvenimenti. Disse che era stato a Milano con TONIOLO e che costui aveva portato con sè una borsa con dell’esplosivo. Si erano fermati in un ristorante e Toniolo aveva posato la borsa in un angolo vicino ad un vaso con una pianta. Ricordo che le parole gli venivano fuori con molta fatica e chiaramente si traeva la sensazione che egli fosse angosciato dalla catena di avvenimenti che si erano conclusi con la strage di Piazza Fontana.

La sensazione non era quella di una diretta partecipazione a quest’ultimo evento, ma di un coinvolgimento marginale negli avvenimenti precedenti e l’angoscia per quello che era avvenuto alla fine. Parlava di riunioni a casa di TRINCO nelle quali pareva che avvenissero le decisioni. Non sono in grado di ricordare di più perchè fu per me un incontro unico, mentre Nico trattava da tempo la fonte. Trassi comunque la sensazione che fosse una persona che poteva dare un importante contributo e che tuttavia andava trattata con estrema delicatezza. Ebbi l’impressione che Nico avesse già raccolto, in incontri precedenti, confidenze analoghe.

Io non feci alcuna relazione. Non fu ufficializzato niente nel senso che in ufficio ci chiedemmo comunque cosa fare. In seguito, però, posso affermare che fu ufficiosamente informata la polizia giudiziaria che seguiva da vicino le indagini. Comunque, dopo avere investito la polizia giudiziaria, una relazione fu elaborata utilizzando tutte le notizie che Nico aveva ricevuto. In sostanza fu scritto tutto quello che era necessario, pur senza protocollarlo nei nostri atti. Quando fu fatta questa relazione era Direttore il maggiore BOTTALLO e per ordinare gli elementi raccolti da Nico vennero anche uno o due sottufficiali dell’Arma di Milano con funzioni di polizia giudiziaria. Non sono al corrente degli sviluppi della questione in sede di Autorità Giudiziaria e di polizia giudiziaria.
Era un momento difficile e non escludo che la nostra azione sia stata vista con sospetto da qualcuno.

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